
{"id":376,"date":"2008-10-17T21:44:41","date_gmt":"2008-10-17T20:44:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=376"},"modified":"2008-10-20T21:40:13","modified_gmt":"2008-10-20T20:40:13","slug":"sciopero-nei-servizi-pubblici-sindacati-non-aspettate-il-ministro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=376","title":{"rendered":"SCIOPERO NEI SERVIZI PUBBLICI: SINDACATI, NON ASPETTATE IL MINISTRO"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoBodyText2\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #993300; font-family: Times New Roman;\">PER DIFENDERE L&#8217;AUTONOMIA COLLETTIVA DALL&#8217;INGERENZA DELLO STATO OCCORRE UN SISTEMA DI RELAZIONI INDUSTRIALI FORTE, CAPACE DI PRODURRE BUONI ACCORDI NEI TEMPI NECESSARI. FINORA NON SEMBRA IL NOSTRO CASO<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText2\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><em>Articolo pubblicato sul <\/em>Corriere della Sera<em> il 17 ottobre 2008<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText2\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Al Governo che intende intervenire con una legge sullo sciopero la Cgil contrappone il suo ormai consueto secco \u201cno\u201d, mentre Cisl e Uil temperano il loro rifiuto in un \u201cni\u201d. Ma se l\u2019una e le altre volessero, il modo per impedire l\u2019intervento legislativo lo avrebbero, ed efficacissimo: basterebbe che fossero loro a regolare incisivamente la materia nell\u2019accordo interconfederale con le associazioni imprenditoriali, il cui negoziato langue da mesi. Anzi, avrebbero gi\u00e0 dovuto averlo fatto molti anni fa: non perch\u00e9 tirate per i capelli, ma di propria iniziativa e nel proprio prioritario interesse. Vediamo perch\u00e9.<!--more--><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText2\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>In questi ultimi mesi la vicenda Alitalia ha reso particolarmente evidenti i difetti del nostro sistema di relazioni industriali nel settore dei trasporti pubblici: un sistema che premia la frammentazione sindacale, garantendo uguali diritti di assemblea, permessi retribuiti, numero di rappresentanti in azienda e diritto di proclamare scioperi a tutti i sindacati, da quello che rappresenta la maggioranza dei dipendenti dell\u2019azienda a quello che ne rappresenta il 2%.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span><\/span><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">A fare danno \u00e8 soprattutto l&#8217;attuale disciplina dello sciopero, che non soltanto consente al sindacatino ultra-minoritario di proclamare l&#8217;agitazione contro il contratto collettivo validamente stipulato dai sindacati maggiori, ma consente anche \u2011 caso unico al mondo &#8211; ai lavoratori che hanno aderito a quel contratto, e ne godono i benefici, di partecipare allo sciopero proclamato contro di esso: secondo la giurisprudenza e la cultura sindacale dominanti, la clausola di tregua non li vincolerebbe in alcun modo. Risultato: da un quarto di secolo in qua, mediamente uno sciopero al mese in ciascun comparto dei trasporti, anche pochi giorni dopo il rinnovo del contratto, al livello nazionale come a quello locale.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span><\/span><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Questa \u00e8 una delle ragioni per cui nel corso degli ultimi venticinque anni Cgil Cisl e Uil hanno perso sempre pi\u00f9 terreno nei trasporti pubblici (ma non soltanto in questo settore): qui gli \u201cautonomi\u201d hanno avuto troppo sovente la possibilit\u00e0 di bloccare \u2011 talvolta addirittura ridicolizzare \u2011 le scelte contrattuali compiute dalle confederazioni maggiori e \u201cmoderate\u201d, proclamando scioperi tanto pi\u00f9 efficaci quanto pi\u00f9 dannosi per la collettivit\u00e0, cos\u00ec accreditandosi agli occhi dei lavoratori come sindacati pi\u00f9 aggressivi e pi\u00f9 capaci di promuovere gli interessi specifici degli addetti al servizio. Salvo poi rischiare, con l\u2019esercizio sconsiderato del loro potere di veto, di portare l\u2019azienda al fallimento. \u00c8 quanto ha rischiato di accadere all\u2019Alitalia; ma, <em>mutatis mutandis<\/em>, a storie non dissimili assistiamo in molte altre aziende di servizi pubblici: ultimo il Teatro alla Scala, tenuto in ostaggio da un sindacato autonomo minoritario, contrapposto alle confederazioni maggiori che rappresentano la maggioranza assoluta dei dipendenti.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span><\/span><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Siamo, con la Francia, l\u2019unico grande Paese europeo dove manca il requisito del consenso maggioritario dei lavoratori per la proclamazione dello sciopero nei servizi pubblici: regole di questo genere si applicano da molti anni, per esempio, in Gran Bretagna, Spagna, Germania e Grecia. Ora il ministro Sacconi preannuncia un disegno di legge volto ad allineare l&#8217;Italia a quei Paesi. A parte alcune disposizioni oscure e alcuni difetti tecnici, ben suscettibili di essere corretti in Parlamento, l\u2019unico argomento pregiudiziale che potrebbe essere portato contro questa iniziativa legislativa del Governo \u00e8 che la nostra legge attuale sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali gi\u00e0 prevede una procedura che consentirebbe ai sindacati maggiori di negoziare con gli imprenditori regole efficaci per togliere ai sindacati minoritari il potere di veto: regole che poi, una volta ratificate dalla Commissione di Garanzia, diventerebbero vincolanti per tutti. Questa soluzione avrebbe l&#8217;evidente vantaggio di non espropriare il sistema delle relazioni industriali del potere di regolare la materia, di consentirgli di modulare e aggiustare la disciplina secondo le esigenze reali (per esempio, limitandola sperimentalmente al settore dei trasporti). Senonch\u00e9, nonostante le mille e mille umiliazioni patite nel settore dei servizi pubblici per mano del sindacalismo autonomo, Cgil, Cisl e Uil non hanno avuto fino a oggi la lucidit\u00e0 e lungimiranza necessarie per utilizzare incisivamente questo strumento. Cos\u00ec ora il ministro ha buon gioco a proporre l&#8217;intervento legislativo, facendo valere il principio di sussidiariet\u00e0. Le confederazioni maggiori vogliono impedirlo? Firmino subito con Confindustria la parte dell&#8217;accordo interconfederale sulla rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro, integrata con poche disposizioni chiare e nette sui vincoli procedurali alla proclamazione dello sciopero nei servizi pubblici.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"MsoBodyText2\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Per difendere l&#8217;autonomia collettiva dalle ingerenze del legislatore occorre un sistema di relazioni industriali forte, cio\u00e8 capace di produrre buoni accordi, nei tempi necessari. Finora non \u00e8 stato il nostro caso.<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<p><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">\u00a0<\/p>\n<p><\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PER DIFENDERE L&#8217;AUTONOMIA COLLETTIVA DALL&#8217;INGERENZA DELLO STATO OCCORRE UN SISTEMA DI RELAZIONI INDUSTRIALI FORTE, CAPACE DI PRODURRE BUONI ACCORDI NEI TEMPI NECESSARI. 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