
{"id":377,"date":"2008-10-17T22:30:59","date_gmt":"2008-10-17T21:30:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=377"},"modified":"2008-10-20T21:39:45","modified_gmt":"2008-10-20T20:39:45","slug":"sciopero-nei-servizi-pubblici-due-articoli-di-otto-anni-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=377","title":{"rendered":"SCIOPERO NEI SERVIZI PUBBLICI: DUE ARTICOLI DI OTTO ANNI FA"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoBodyText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"font-size: small; color: #993300; font-family: Times New Roman;\">L&#8217;OBBLIGO DI COMUNICARE PREVENTIVAMENTE AL DATORE DI LAVORO L&#8217;ADESIONE INDIVIDUALE ALL&#8217;AGITAZIONE SAREBBE GIA&#8217; AGEVOLMENTE DESUMIBILE DALLA LEGGE SULLO SCIOPERO NEI SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"font-size: small; font-family: Times New Roman;\"><em>Articolo pubblicato sul <\/em>Corriere della Sera <em>il 21 luglio <strong>2000<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"font-size: small; font-family: Times New Roman;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lo sciopero dei trasporti pubblici milanesi di mercoled\u00ec ha riproposto una domanda che da tempo l\u2019uomo della strada si pone: \u00e8 mai possibile che di fronte alla proclamazione di uno sciopero da parte di una organizzazione sindacale, quale che essa sia, l\u2019azienda che gestisce il servizio non sia in grado di prevedere e comunicare per tempo agli utenti quali mezzi funzioneranno e quali no? La legge stabilisce che lo sciopero deve essere proclamato dall\u2019organizzazione sindacale con un congruo preavviso, in modo che l\u2019azienda possa informarne per tempo gli utenti; ma la stessa legge non dice che anche i singoli lavoratori debbano comunicare all\u2019azienda con congruo preavviso se aderiranno a quello sciopero oppure no. \u00c8 potuto accadere, cos\u00ec, che una organizzazione minoritaria (lo Slai-Cobas, cui aderisce soltanto l\u201911% dei dipendenti dell\u2019ATM) proclamasse uno sciopero non voluto dalle confederazioni maggiori, ma che a quello sciopero aderisse poi la maggioranza dei lavoratori, con il risultato di prendere alla sprovvista l\u2019azienda e gli utenti.<!--more--><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Il problema sarebbe agevolmente risolvibile, anche senza necessit\u00e0 di un nuovo intervento legislativo, sulla base del codice civile e del buon senso. Basterebbe che, ai fini della corretta e tempestiva informazione degli utenti, quando possano sorgere dubbi sull\u2019estensione delle adesioni a uno sciopero proclamato da una parte soltanto delle organizzazioni sindacali, l\u2019azienda chiedesse preventivamente a ciascun lavoratore se intende aderirvi o no. Il lavoratore che rifiutasse di rispondere o fornisse una risposta non corrispondente al vero violerebbe certamente il principio di buona fede (applicabile in tutti i contratti a norma, appunto, del codice civile) e sarebbe pertanto passibile di sanzione disciplinare. D\u2019altra parte, la legge sullo sciopero nei servizi pubblici non obbliga soltanto i sindacati e le aziende a garantire un trattamento civile degli utenti, ma anche i singoli lavoratori. Non si vede, dunque, perch\u00e9 essi non dovrebbero poter essere interpellati dal datore di lavoro circa le loro intenzioni riguardo allo sciopero proclamato da un sindacato, quando ci\u00f2 sia necessario per la corretta informazione degli utenti.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; tab-stops: 42.55pt 3.0cm 127.6pt 6.0cm 212.65pt right 354.4pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 10.0pt;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Certo, se un\u2019indicazione in questo senso venisse anche dalla Commissione di Garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici, che ne avrebbe senz\u2019altro la competenza, non guasterebbe. Ma le aziende non devono aspettare l\u2019imbeccata della Commissione per fare tutto quanto \u00e8 necessario, al fine di ridurre i disagi degli utenti in occasione degli scioperi.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; tab-stops: 42.55pt 3.0cm 127.6pt 6.0cm 212.65pt right 354.4pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 10.0pt;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>La gente si pone, poi, un\u2019altra domanda: \u00e8 giusto che uno sciopero suscettibile di paralizzare un\u2019intera citt\u00e0 possa essere proclamato da una organizzazione i cui iscritti sono soltanto l\u201911% del totale dei dipendenti dell\u2019azienda interessata? Sul piano della possibile riforma legislativa, molte cose si potrebbero fare per risolvere in modo equo e opportuno questo problema; ma, ancora una volta, una soluzione almeno provvisoria sarebbe praticabile immediatamente, anche a legislazione invariata. Basterebbe che le Confederazioni maggiori, quelle che pi\u00f9 hanno a cuore gli interessi della generalit\u00e0 dei cittadini e il buon rapporto fra lavoratori e utenti, accettassero di inserisse nei contratti collettivi per i settori dei pubblici servizi una disciplina rigorosa circa la proclamazione dello sciopero e l\u2019adesione ad esso da parte dei lavoratori. Certo, questa disciplina non vincolerebbe i sindacati che non sottoscrivono il contratto collettivo. I singoli lavoratori, per\u00f2, dovrebbero scegliere: o rifiutano il contratto, e allora rinunciano a tutti i benefici che esso comporta; oppure lo accettano, e allora si vincolano anche alle limitazioni che esso impone in materia di sciopero; e ne sono, a quel punto, responsabili sul piano civile e disciplinare.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; tab-stops: 42.55pt 3.0cm 127.6pt 6.0cm 212.65pt right 354.4pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 10.0pt;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Quello che non pu\u00f2 e non deve essere consentito \u00e8 che un lavoratore si consideri \u201cconfederale\u201d, con conseguente iscrizione a Cgil, Cisl o Uil, quando si tratta di beneficiare del contratto collettivo negoziato dalle grandi confederazioni, ma si consideri \u201cautonomo\u201d quando si tratta di aderire allo sciopero proclamato dallo Slai-Cobas contro la volont\u00e0 e le scelte responsabili di Cgil, Cisl e Uil.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; tab-stops: 42.55pt 3.0cm 127.6pt 6.0cm 212.65pt right 354.4pt;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; tab-stops: 42.55pt 3.0cm 127.6pt 6.0cm 212.65pt right 354.4pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 10.0pt;\"><span style=\"color: #993300; font-family: Times New Roman;\">PERCHE&#8217; IL DIRITTO DI SCIOPERO NON SI TRASFORMI IN UN POTERE DI VETO IN MANO AI SINDACATI MINORITARI<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; tab-stops: 42.55pt 3.0cm 127.6pt 6.0cm 212.65pt right 354.4pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 10.0pt;\"><span style=\"color: #000000; font-family: Times New Roman;\"><em>Estratto da un articolo pubblicato sul <\/em>Corriere della Sera<em> il 4 agosto <strong>2000<\/strong><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<div><span style=\"font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 10.0pt;\"><\/span><\/div>\n<p><span style=\"font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 10.0pt;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\"><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; tab-stops: 42.55pt 3.0cm 127.6pt 6.0cm 212.65pt right 354.4pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 10.0pt;\"><span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Una misura elementare per alleviare i disagi degli utenti causati dagli scioperi nei servizi pubblici \u2013 soprattutto degli scioperi proclamati da comitati di base o sindacati minoritari \u2013 consisterebbe nel chiedere ai singoli lavoratori, subito dopo la proclamazione dello sciopero, se intendono aderirvi oppure no, in modo da poter predisporre le opportune misure organizzative e informare con precisione il pubblico sugli effetti dell\u2019agitazione. Che a questa misura si oppongano i comitati di base e i sindacatini autonomi, \u00e8 naturale; che vi si oppongano anche i grandi sindacati confederali, un po\u2019 meno. Il vero motivo di questa opposizione sta probabilmente nel fatto che la dichiarazione di adesione comporta una assunzione di responsabilit\u00e0 individuale un po\u2019 pi\u00f9 difficile e impegnativa di quanto non sia il puro e semplice starsene a casa il giorno dello sciopero; e questo pu\u00f2 costituire un problema anche per i sindacati confederali, quando anch\u2019essi ricorrono a questa forma di lotta. Ma, se \u00e8 cos\u00ec, questo non equivale a considerare i lavoratori come gregge, invece che come persone responsabili e mature? Come si concilia questo atteggiamento con l\u2019affermazione e la difesa intransigente della dignit\u00e0 dei lavoratori?<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; tab-stops: 42.55pt 3.0cm 127.6pt 6.0cm 212.65pt right 354.4pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; mso-bidi-font-size: 10.0pt;\"><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;OBBLIGO DI COMUNICARE PREVENTIVAMENTE AL DATORE DI LAVORO L&#8217;ADESIONE INDIVIDUALE ALL&#8217;AGITAZIONE SAREBBE GIA&#8217; AGEVOLMENTE DESUMIBILE DALLA LEGGE SULLO SCIOPERO NEI SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI Articolo pubblicato sul Corriere della Sera il 21 luglio 2000 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lo sciopero dei trasporti pubblici milanesi di mercoled\u00ec ha riproposto una domanda che da tempo l\u2019uomo della strada si pone: \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,11],"tags":[],"class_list":["post-377","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/377","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=377"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/377\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=377"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=377"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=377"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}