
{"id":38046,"date":"2015-12-02T11:18:36","date_gmt":"2015-12-02T10:18:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38046"},"modified":"2015-12-05T12:31:50","modified_gmt":"2015-12-05T11:31:50","slug":"la-prima-vittima-di-un-delitto-e-chi-lha-commesso-dostoevskij","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38046","title":{"rendered":"PERCH\u00c9 GETTARE LA CHIAVE PU\u00d2 ESSERE UN DELITTO PEGGIORE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">ANCORA SUL 41-<em>BIS\u00a0<\/em><\/span><span style=\"color: #993300;\">COME FORMA DI LEGITTIMA DIFESA DELLA SOCIET\u00c0 DAL CRIMINE ORGANIZZATO<\/span><span style=\"color: #993300;\">: IL PROBLEMA \u00c8\u00a0STABILIRE, CASO PER CASO, IL CONFINE TRA LEGITTIMA DIFESA PROPORZIONATA AL RISCHIO DELL&#8217;OFFESA ED ECCESSO DI LEGITTIMA DIFESA<\/span><\/p>\n<p><em>Lettere <strong>di Carmelo Musumeci<\/strong>, che sta scontando l&#8217;ergastolo nel carcere di Padova, pervenute rispettivamente il 28 novembre e il 2 dicembre 2015, a seguito dello <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=37976\" target=\"_blank\">scambio della settimana scorsa<\/a> in merito alla mia<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=37898\" target=\"_blank\">Lettera aperta<\/a><em> del 16 novembre &#8211; <strong>Seguono le mie due nuove risposte<\/strong><\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Professore, le parole che mi hanno particolarmente colpito in <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=37976\" target=\"_blank\">questa sua seconda lettera<\/a> sono: <em>\u201cL\u00e0 dove sussistano i requisiti dell\u2019immediatezza del pericolo e della proporzione tra misura difensiva e offesa, non mi sembra proprio che possa essere la misura difensiva a generare odio e risentimento perch\u00e9 \u00e8 evidente che la misura difensiva costituisce un male minore rispetto all\u2019offesa di cui incombe un rischio attuale\u201d,<\/em> perch\u00e9 penso che persino il peggiore criminale o mafioso o terrorista non potrebbe che essere d\u2019accordo con Lei. Noi per\u00f2 stiamo parlando di persone che sono sottoposte al regime di tortura del 41 bis da decenni o di ergastolani che quando sono entrati in carcere avevano compiuto da poco diciotto anni e che hanno passato dentro pi\u00f9 anni che fuori. Stiamo parlando di persone che sono cambiate (o che non cambiano perch\u00e9 se lo facessero non sarebbero creduti o soffrirebbero di pi\u00f9) e che non potranno mai dimostrarlo perch\u00e9 nel loro certificato di detenzione c\u2019\u00e8 scritto che la loro pena finir\u00e0 nel 9.999. E in tutti i casi il rischio zero non esiste per nessuna persona, forse neppure per l\u2019uomo papa Francesco perch\u00e9 siamo umani. In noi c\u2019\u00e8 il bene e il male e a volte sta anche alla societ\u00e0 rischiare per tirarci fuori di pi\u00f9 il bene. Professore, mi creda, il regime del 41 bis (quando non \u00e8 pi\u00f9 necessario) \u00e8 una pena senza fine, ci fanno diventare vegetali quando ci va bene e pi\u00f9 criminali di quando siamo entrati in carcere quando ci va male. Poi, se Lei cerca delle \u201cgiustificazioni\u201d (io per\u00f2 non sono contrario alla legittima difesa della societ\u00e0, ma all\u2019eccesso di legittima difesa) del fatto che in uno stato ci devono essere dei regimi di tortura come il 41 bis o una pena che non finisce mai come l\u2019ergastolo ostativo, le potrei trovare anch\u2019io. Potrei, per esempio, giustificarmi che sono diventato un criminale perch\u00e9 mentre molte persone perbene sono nate fra pasticcini e biscotti io sono nato in una casa dove non c\u2019erano libri (probabilmente perch\u00e9 non erano buoni da mangiare). Potrei giustificarmi che sono stato quello che sono potuto essere e non quello che avrei voluto essere. Potrei dare la colpa delle mie scelte criminali alla mia infanzia infelice o alle botte che ho preso prima in collegio dalle suore e dai preti e subito dopo nei carceri minorili (a soli quindici anni sono stato legato al letto di contenzione per sette giorni). Io per\u00f2 preferisco non darmi nessuna attenuante perch\u00e9 come dico spesso ai ragazzi del progetto \u201cScuola-Carcere\u201d che facciamo qui nella redazione di \u201cRistretti Orizzonti\u201d: <em>\u201csono nato colpevole poi io ci ho messo del mio a diventarlo\u201d.<\/em>\u00a0 Professore faccio affidamento anche alla sua onesta intellettuale per farle ammettere che s\u00ec \u00e8 vero, una societ\u00e0 ha diritto di difendersi dai suoi membri che non rispettano la legge, ma non lo deve fare dimostrando di essere peggiore di loro e purtroppo questo a volte accade. Io penso che il regime di tortura del 41 bis e una pena che non finisce mai, applicati in modo spropositato, non diano risposte. Non si pu\u00f2 educare una persona per decenni tenendola all\u2019inferno e senza dirgli quando finir\u00e0 la sua pena neppure quando ci siano poche probabilit\u00e0 che questa persona faccia di nuovo del male. Cos\u00ec facendo la si distrugge e dopo questo trattamento anche il peggiore assassino si sentir\u00e0 \u201cinnocente\u201d e voi invece rischierete di sentirvi \u201ccolpevoli\u201d. Professore non voglio convincerla, desidero solo farle venire qualche dubbio. Non posso fare altro. Grazie di avermi letto, spero con indulgenza, Le mando un sorriso fra le sbarre.<br \/>\nCarmelo Musumeci<br \/>\nCarcere di Padova<\/p>\n<p><i>S\u00ec, \u00e8 vero: una societ\u00e0 ha diritto di difendersi dai suoi membri che non rispettano la legge, ma non lo deve fare dimostrando di essere peggiore di loro. E purtroppo questo a volte accade. Accade tutte le volte in cui si passa, anche solo per inerzia, dalla logica di una legittima difesa effettivamente proporzionata, rispetto al rischio dell&#8217;offesa, alla logica del &#8220;chiudilo in cella e getta la chiave&#8221;. Per\u00f2 &#8211; e qui torno al messaggio essenziale contenuto nella mia <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=37898\" target=\"_blank\">lettera aperta<\/a> di tre settimane fa &#8211; se siamo d&#8217;accordo sulla necessit\u00e0 di stabilire una linea di confine tra la legittima difesa effettivamente proporzionata e l&#8217;eccesso colposo o doloso di legittima difesa, dobbiamo anche convenire che nel caso di Giovanni Donatiello (dal quale questo nostro dialogo ha preso le mosse), perch\u00e9 il lettore possa valutare la fondatezza della denuncia dell&#8217;abuso del 41-<\/i>bis<i>\u00a0sub\u00ecto dall&#8217;autore dell&#8217;articolo, l&#8217;autore stesso e la Rivista che ospita la denuncia devono fornire qualche informazione in pi\u00f9 sull&#8217;evoluzione dei rapporti tra lui e l&#8217;organizzazione criminale a cui ha appartenuto. L&#8217;amministrazione giudiziaria e penitenziaria ha, certo, il dovere di attivarsi in modo continuo per aiutare questa evoluzione in senso positivo, in modo da porre fine il prima possibile all&#8217;applicazione del 41-<\/i>bis<i>; ma anche il detenuto ha un dovere di cooperazione in proposito. E, nel momento in cui egli denuncia l&#8217;abuso subito, ha l&#8217;onere di render conto dell&#8217;adempimento di quel dovere. So bene che possono esserci situazioni nelle quali l&#8217;adempimento di quel dovere espone il detenuto a rappresaglie da parte degli ex-complici, peggiori dello stesso regime del 41-<\/i>bis<em>; ma se non si conosce anche questa parte della vicenda non \u00e8 possibile stabilire dove, nel caso specifico, si collochi il confine tra legittima difesa proporzionata ed eccesso<\/em><i>. \u00a0 (p.i.)<\/i><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>UNA REPLICA DI CARMELO MUSUMECI<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Professore, in questi giorni ho fatto coraggio a un mio compagno ergastolano che sta passando un brutto momento e gli ho scritto: \u201c<em>Lo so! Siamo morti senza saperlo.\u00a0 I \u2018buoni\u2019 non vogliono che moriamo subito. Vogliono che crepiamo lentamente. A poco a poco. Piano piano. Vogliono che soffriamo pi\u00f9 a lungo possibile, cos\u00ec impariamo la prossima volta a non fare del male. Il problema \u00e8 che non arriver\u00e0 mai una prossima volta. Sinceramente in tutti questi anni non ho mai sperato di farcela. Eppure ho continuato a lottare con tutte le mie forze pi\u00f9 che per coraggio per debolezza. E sono sopravvissuto. Ho sconfitto il mio destino. E da uomo ombra sono passato a uomo penombra. Forza anche tu. Non ti arrendere.\u201d<\/em><br \/>\nProfessore, nella sua terza lettera mi hanno colpito queste parole: <em>\u201cperch\u00e9 l\u2019autore stesso e la Rivista che ospita la denuncia devono fornire qualche informazione in pi\u00f9 sull\u2019evoluzione dei rapporti tra lui e l\u2019organizzazione criminale a cui ha appartenuto (\u2026) anche il detenuto ha un dovere di cooperazione in proposito\u201d.<br \/>\n<\/em>Professore, mi sembra di capire che il suo disappunto maggiore a proposito di quell\u2019articolo \u00e8 che il mio compagno\u00a0 non ha argomentato perch\u00e9 era stato sottoposto al regime di tortura del 41 bis. Le posso rispondere io, perch\u00e9 a quel tempo (non so adesso) le motivazioni erano tutte uguali,\u00a0 generiche, collettive e citavano tutte le stragi di Palermo.\u00a0 Mi permetto di ricordarle che\u00a0 nel 1992, dopo i gravi fatti accaduti nel paese, lo Stato italiano si sentiva in guerra (e credo che lo era)\u00a0 e bastava che tu appartenessi a qualche organizzazione criminale, piccola o grande che fosse, per finire in quel calderone. La stragrande maggioranza di loro erano \u201csolo\u201d delinquenti \u201ccomuni\u201d, ma con il tempo sono diventati culturalmente mafiosi dopo anni di quel regime. I pi\u00f9 sfortunati ci sono rimasti per decenni. Io \u201csolo\u201d cinque anni. Mi ricordo che il Tribunale di Sorveglianza di Sassari mi aveva tolto da quel regime con questa strana motivazione: <em>\u201cIl Musumeci non si comporta come il classico mafioso\u201d.<br \/>\n<\/em>Professore, penso che mi ha salvato il mio \u201csenso di giustizia\u201d o se vuole il mio brutto carattere anarchico, perch\u00e9 mi ribellavo continuamente, prendevo rapporti disciplinari, facevo scioperi della fame, reclamavo e lottavo per i miei diritti. Mi ricordo che un giorno il direttore dell\u2019Asinara mi chiam\u00f2 e mi disse: <em>\u201cMusumeci, \u00e8 inutile che rompa le palle, il regime del 41 bis \u00e8 stato creato per farvi pentire. E proprio l\u2019altro ieri mi hanno telefonato dai piani alti e mi hanno fatto i complimenti perch\u00e9 da questo carcere in un anno sono usciti trentasei collaboratori di giustizia\u201d.<\/em> <em><br \/>\n<\/em>Professore, mi creda \u00e8 difficile, quasi impossibile, fare uscire la verit\u00e0 dal carcere, per questo\u00a0 penso\u00a0 che lei conosce solo la parte buona dello Stato ed io invece esclusivamente quella cattiva. E lo ammetto non ho nessuna fiducia nelle istituzioni, ma la ho in alcune persone che le rappresentano come lei, perch\u00e9 se anche non sono d\u2019accordo su molte cose che dice sono fortemente convinto che lei parla con onest\u00e0. Purtroppo per\u00f2 il regime di tortura del 41 bis \u00e8 stato realizzato per creare collaboratori di giustizia e c\u2019\u00e8 riuscito, ma se al limite questo era consentito in tempi di emergenza, perch\u00e9 attuarlo ancora e in maniera cos\u00ec spropositata anche oggi? Alla lunga questa \u201cmedicina\u201d pu\u00f2 essere pi\u00f9 dannosa della malattia, perch\u00e9 questo regime non ci chiede di cambiare, ma al contrario ci fa diventare pi\u00f9 criminali di quelli che eravamo, ci consiglia di usare la giustizia per uscire dal carcere, di fare i delatori, di mettere in pericolo i nostri familiari. Le sembrer\u00e0 strano ma dopo tanti anni l\u2019applicazione di questo regime ci fa sentire persone perbene pi\u00f9 degli altri. Credo che la legalit\u00e0, la fiducia prima di pretenderla bisogna darla, come sta facendo lei adesso confrontandosi con un criminale come me. Per il resto \u00e8 difficile collaborare con uno Stato che ti tortura con il regime del 41 bis e ti d\u00e0 una pena che non finisce mai da scontare.<br \/>\nProfessore, le racconto che fin da bambino quando mia nonna mi portava in giro per il paese e vedevamo un uomo in divisa (poteva essere anche un vigile urbano) mi sussurrava spaventata: <em>\u201cStai attento. Quello \u00e8 l\u2019uomo nero\u201d. <\/em>S\u00ec lo ammetto, lei aveva torto, ma mi \u00e8 difficile lo stesso dopo tanti anni collaborare con l\u2019uomo nero, anche perch\u00e9 le parole di questi giorni del Presidente del Senato, Pietro Grasso, in un certo senso danno ragione ancora a mia nonna: <em>\u201cBasta protagonismo e corsa ai soldi (\u2026) un\u2019antimafia che sappia guardare al suo interno e abbandonare il sensazionalismo, il protagonismo, la pretesa primazia di ogni attore, la corsa al finanziamento pubblico e privato\u201d. <\/em>(Fonte: <em>Corriere della Sera<\/em>, 28 novembre 2015).<br \/>\nProfessore, a volte penso che non basta cambiare le leggi o farne delle nuove, ma bisognerebbe di pi\u00f9 ri-educare l\u2019animo di chi presume di ri-educarci. Mi dia una mano a farlo perch\u00e9 lei \u00e8 credibile io no. Un sorriso fra le sbarre.<br \/>\nCarmelo Musumeci<br \/>\nCarcere di Padova, 2 dicembre 2015<\/p>\n<p><em>Ancora una volta accolgo pienamente l&#8217;appello di Carmelo Musumeci a metterci tutti nei panni di chi \u00e8 dentro il carcere, a considerarci tutti &#8211; in qualche misura &#8211; &#8220;dentro&#8221;, o, che \u00e8 lo stesso, dostojevskianamente &#8220;fuori per caso&#8221;. Concordo con lui anche sul punto che pu\u00f2 essere molto difficile distinguere, dal di fuori, il detenuto che ha rotto i rapporti con l&#8217;organizzazione criminale da cui proviene e chi no. Se \u00e8 difficile distinguere dal di fuori, per\u00f2, la stessa difficolt\u00e0 non la ha il detenuto stesso, il quale sa bene se ha rotto quei rapporti o no. In riferimento all&#8217;articolo di Giovanni Donatiello sul mensile\u00a0<\/em>Ristretti Orizzonti<em> da cui questo dialogo \u00e8 nato, dunque, resto dell&#8217;idea che sarebbe stato utile che egli completasse il proprio discorso con un chiarimento in proposito: anche, eventualmente, con l&#8217;esposizione di una situazione difficile, di una ambiguit\u00e0 esistenziale difficilmente superabile. Questo avrebbe comunque reso pi\u00f9 facilmente condivisibile la sua denuncia. L&#8217;omissione di qualsiasi cenno al riguardo, invece, in uno scritto in cui si accusa il sistema di &#8220;eccesso di legittima difesa&#8221;, mi pare lasci nel lettore un interrogativo su di un punto decisivo, cos\u00ec togliendo qualche cosa all&#8217;efficacia dello scritto medesimo (perch\u00e9 tutti, mi sembra, compresi\u00a0<\/em><em>Carmelo Musumeci e\u00a0<\/em>Ristretti Orizzonti<em>, concordiamo sul diritto di legittima difesa della societ\u00e0 civile &#8211; anche, nei casi estremi, con lo strumento del 41-<\/em>bis<em> &#8211; contro una minaccia grave e incombente di un male peggiore rispetto allo stesso 41-<\/em>bis<em>)<\/em><em>. Capisco che non sia facile fare questo in forma scritta, e tanto meno in uno scritto destinato alla pubblicazione: \u00e8 il motivo per cui mi recher\u00f2 al carcere di Parma, dove Giovanni Donatiello \u00e8 attualmente detenuto, per parlare con lui e capire meglio quello che forse la carta scritta non pu\u00f2 riportare.\u00a0 \u00a0 (p.i.)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ANCORA SUL 41-BIS\u00a0COME FORMA DI LEGITTIMA DIFESA DELLA SOCIET\u00c0 DAL CRIMINE ORGANIZZATO: IL PROBLEMA \u00c8\u00a0STABILIRE, CASO PER CASO, IL CONFINE TRA LEGITTIMA DIFESA PROPORZIONATA AL RISCHIO DELL&#8217;OFFESA ED ECCESSO DI LEGITTIMA DIFESA Lettere di Carmelo Musumeci, che sta scontando l&#8217;ergastolo nel carcere di Padova, pervenute rispettivamente il 28 novembre e il 2 dicembre 2015, a [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[40,7],"tags":[],"class_list":["post-38046","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-giustizia","category-lettere"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38046","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38046"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38046\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38046"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38046"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38046"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}