
{"id":3809,"date":"2009-06-06T11:37:16","date_gmt":"2009-06-06T10:37:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=3809"},"modified":"2009-06-10T10:01:39","modified_gmt":"2009-06-10T09:01:39","slug":"il-lavoro-secondo-primo-levi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=3809","title":{"rendered":"IL LAVORO SECONDO PRIMO LEVI"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 141.7pt 0pt 0cm;\"><span style=\"mso-ansi-language: IT;\"><span style=\"color: #993300;\">UNA COSA CHE ACCOMUNA TUTTO IL LAVORO UMANO, DA QUELLO DELL&#8217;OPERAIO A QUELLO DELLO SCRITTORE<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 141.7pt 0pt 0cm;\"><span style=\"mso-ansi-language: IT;\"><em>Lettura tenuta al\u00a0<\/em>JobMarathon <em>promosso dal\u00a0<\/em>Sole 24 Ore<em> il 6 giugno 2009\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 141.7pt 0pt 0cm;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 141.7pt 0pt 0cm;\">Primo Levi, scrittore, ma di professione anche chimico, parla con Tino Faussone: l\u2019operaio specializzato impiantista, che costruisce tralicci solidi e perfetti. Levi confronta tra loro questi lavori, rilevando subito una differenza profonda del primo \u2013 quello di scrittore \u2011 dagli altri due. Ma arriva poi a cogliere, nel profondo, qualche cosa che accomuna tutto il lavoro umano, \u201cnei suoi giorni buoni\u201d.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 141.7pt 0pt 0cm;\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 141.7pt 0pt 0cm;\"><span style=\"mso-ansi-language: IT;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 141.7pt 0pt 0cm; text-indent: 35.4pt;\"><em>\u201cHo spiegato a Faussone che uno dei grandi privilegi di chi scrive \u00e8 proprio quello di tenersi sull\u2019impreciso e sul vago, di dire e non dire, di inventare a man salva, fuori di ogni regola di prudenza:\u00a0 tanto, sui tralicci che costruiamo noi non passano i cavi ad alta tensione, se crollano non muore nessuno, e non devono neppure resistere al vento. Siamo, insomma, degli irresponsabili, e non si \u00e8 mai visto che uno scrittore vada sotto processo o finisca in galera perch\u00e9 le sue strutture si sono sfasciate.\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0[\u2026] \u00a0\u00a0\u00a0Lavorare al limite della tolleranza, o anche fuori tolleranza, \u00e8 il bello del nostro mestiere. Noi, al contrario dei montatori, quando riusciamo una tolleranza a sforzarla, a fare un accoppiamento impossibile, siamo contenti e veniamo lodati.<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 141.7pt 0pt 0cm;\"><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cFaussone \u00a0\u00a0\u00a0[\u2026] \u00a0\u00a0\u00a0non ha sollevato obiezioni n\u00e9 ha fatto altre domande, e del resto l\u2019ora era ormai troppo tarda per dare fondo alla questione. Tuttavia [\u2026] quantunque lui fosse visibilmente insonnolito, ho cercato di chiarirgli che tutti e tre i nostri mestieri, i due miei e il suo, \u00a0\u00a0nei\u00a0\u00a0 \u00a0loro\u00a0\u00a0 \u00a0giorni\u00a0\u00a0 \u00a0buoni\u00a0\u00a0 \u00a0possono dare la pienezza. Il suo, e il mestiere del chimico che gli somiglia, perch\u00e9 insegnano a essere interi, a pensare con le mani e con tutto il corpo, a non arrendersi davanti alle giornate rovescie e alle formule che non si capiscono, \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0perch\u00e9 si capiscono poi per strada;\u00a0 e insegnano infine a conoscere la materia e a tenerle testa. Il mestiere di scrivere, perch\u00e9 concede (di rado: ma pure concede) qualche momento di creazione, come quando in un circuito spento ad un tratto passa corrente, e allora una lampada si accende, o un indotto si muove.<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 141.7pt 0pt 0cm;\"><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cSiamo rimasti d\u2019accordo su quanto di buono abbiamo in comune. Sul vantaggio di potersi misurare, del non dipendere da altri nel misurarsi, dello specchiarsi nella propria opera. Sul piacere del veder crescere la tua creatura, \u00a0\u00a0\u00a0piastra su piastra, [qui P.L. usa solo le parole del lavoro operaio, ma ne fa anche una metafora del lavoro dello scrivere] bullone dopo bullone, solida, necessaria, simmetrica e adatta allo scopo,\u00a0e dopo finita la riguardi e pensi che\u00a0forse\u00a0vivr\u00e0\u00a0 pi\u00f9\u00a0 a\u00a0 lungo\u00a0di\u00a0te,\u00a0e\u00a0forse\u00a0servir\u00e0\u00a0a\u00a0qualcuno che tu non conosci\u00a0e\u00a0che\u00a0non\u00a0 ti\u00a0conosce. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Magari potrai tornare a guardarla da vecchio,\u00a0e ti sembra bella,\u00a0e non importa poi tanto se sembra bella solo a te,\u00a0e puoi dire a te stesso &lt;&lt;forse un altro non ci sarebbe riuscito&gt;&gt;.\u201d\u00a0 <\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 141.7pt 0pt 0cm;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [\u2026]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [poco oltre P.L. allarga ancora il discorso su una caratteristica che accomuna tutto il lavoro umano]\u00a0\u00a0 [\u2026]\u00a0\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 141.7pt 0pt 0cm;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>\u201cSe si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci pu\u00f2 donare l\u2019amare il\u00a0proprio lavoro\u00a0(che purtroppo \u00e8 privilegio di pochi) \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0costituisce\u00a0la migliore approssimazione concreta alla felicit\u00e0 sulla terra:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em>[e prosegue] <em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0ma questa \u00e8 una verit\u00e0 che non molti conoscono. Questa sconfinata regione, la regione del rusco, del boulot, del job, insomma del lavoro quotidiano, \u00e8 meno nota dell\u2019Antartide,\u00a0e per un triste e misterioso fenomeno avviene che ne parlano di pi\u00f9, e con pi\u00f9 clamore, proprio coloro che meno l\u2019hanno percorsa. Per esaltare il lavoro, nelle cerimonie ufficiali, viene mobilitata una retorica insidiosa, cinicamente fondata sulla considerazione che un elogio o una medaglia costano molto meno di un aumento di paga e rendono di pi\u00f9\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [\u2026]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 141.7pt 0pt 0cm; text-indent: 35.4pt;\">[Levi conclude]<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 141.7pt 0pt 0cm;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>\u201cSi pu\u00f2 e si deve combattere perch\u00e9 il frutto del lavoro rimanga nelle mani di chi lo fa, e perch\u00e9 il lavoro stesso non sia una pena, ma\u00a0l\u2019amore o\u00a0rispettivamente l\u2019odio per l\u2019opera sono un dato interno, originario, che dipende molto dalla storia dell\u2019individuo, e meno di quanto si creda dalle strutture produttive entro cui il lavoro si svolge\u201d<\/em>.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 141.7pt 0pt 0cm;\">(tratto da Primo Levi, <em>La chiave a stella<\/em>, Einaudi, 1978)<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"mso-ansi-language: IT;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UNA COSA CHE ACCOMUNA TUTTO IL LAVORO UMANO, DA QUELLO DELL&#8217;OPERAIO A QUELLO DELLO SCRITTORE Lettura tenuta al\u00a0JobMarathon promosso dal\u00a0Sole 24 Ore il 6 giugno 2009\u00a0 \u00a0 Primo Levi, scrittore, ma di professione anche chimico, parla con Tino Faussone: l\u2019operaio specializzato impiantista, che costruisce tralicci solidi e perfetti. 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