
{"id":38209,"date":"2015-12-09T12:29:02","date_gmt":"2015-12-09T11:29:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38209"},"modified":"2015-12-14T07:43:19","modified_gmt":"2015-12-14T06:43:19","slug":"il-nuovo-spartiacque-della-politica-europea-e-mediorientale-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38209","title":{"rendered":"PERCH\u00c9 NEL VECCHIO CONTINENTE SALTA LA DIALETTICA TRADIZIONALE DESTRA\/SINISTRA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL VENTO DELLA GLOBALIZZAZIONE PRODUCE UN NUOVO SPARTIACQUE DELLA POLITICA EUROPEA E MEDIORIENTALE: LA PAURA (O ANCHE SOLO IL FASTIDIO) NEI CONFRONTI DELL\u2019ALIENO FA AGGIO\u00a0<\/span><span style=\"color: #993300;\">TANTO SULL\u2019AMORE PER LA LIBERT\u00c0, QUANTO SU QUELLO PER LA GIUSTIZIA. E RICHIEDE SCELTE ESPLICITE SULLA QUESTIONE CRUCIALE<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo pubblicato il 9 dicembre 2015 sul quotidiano<\/em> Il Foglio<em>, quindi prima dell&#8217;esito del ballottaggio nelle elezioni regionali francesi del 13 dicembre, di cui anticipa l&#8217;esito, al tempo stesso proponendone una chiave di lettura che \u00e8 ora confermata dal commento di Marine Le Pen: &#8220;Siamo entrati in un nuovo bipartitismo, perch\u00e9 la distinzione tra destra e sinistra non esiste pi\u00f9: da una parte ci sono loro, i mondialisti, dall&#8217;altra ci siamo noi, i patrioti&#8221;<\/em>\u00a0<em>&#8211; I link nel testo richiamano gli editoriali telegrafici degli ultimi due anni nei quali ho anticipato parti del ragionamento complessivo qui proposto<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">..<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nUna chiave di lettura unitaria della guerra civile che sta dilaniando il mondo arabo, anzi quello musulmano, e al tempo stesso di quel che sta accadendo nella politica europea, pu\u00f2 essere sinteticamente proposta cos\u00ec: i popoli del vecchio continente si dividono di fronte al fenomeno della globalizzazione. Ciascuna nazione vede crescere fortemente al suo interno la preoccupazione per l\u2019invasione di persone, cose e idee aliene, per la perdita di identit\u00e0 culturale, per il meticciato; prevale invece la percezione dei benefici che possono derivarne in un\u2019altra parte della nazione: in genere quella pi\u00f9 istruita e pi\u00f9 sicura di s\u00e9 sul piano economico e professionale.<\/p>\n<p>L\u2019aumento rapido degli scambi internazionali, della mobilit\u00e0 delle persone, delle idee, dei capitali, delle imprese, dei beni e servizi, \u00e8 cosa gi\u00e0 ben percepibile nella seconda met\u00e0 del secolo passato; ma \u00e8 di questo secolo l\u2019importanza politica della divergenza tra le persone nel modo di rapportarsi a questo fenomeno. Tanto che cambiano \u2013 e cambiano contemporaneamente nella maggior parte dei Paesi dell\u2019Europa e del Medio Oriente \u2013 i termini fondamentali del confronto politico: se nel Novecento lo spartiacque fondamentale correva tra chi aveva pi\u00f9 a cuore il valore della giustizia sociale, del pareggiamento delle opportunit\u00e0 (sinistra) e chi il valore della libert\u00e0 (destra), ora lo spartiacque pi\u00f9 importante corre tra la tendenza a contrastare la globalizzazione, a chiudersi nella misura del possibile, e quella ad aprirsi, attrezzandosi per sfruttarne meglio i vantaggi. La dialettica destra\/sinistra conserva, beninteso, una sua importanza, ma non corrisponde pi\u00f9 alla scelta che, talvolta in modo drammatico, si impone come prioritaria. La paura, o anche solo il fastidio, nei confronti dell\u2019alieno fanno aggio sia sull\u2019amore per la libert\u00e0, sia sulla passione per la giustizia.<\/p>\n<p>Consideriamo, innanzitutto, <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=36938\" target=\"_blank\">quel che sta accadendo nel mondo musulmano<\/a>. Ci\u00f2 che i jihadisti combattono con feroce determinazione \u00e8 l\u2019infiltrazione nel loro mondo della nostra cultura, del nostro stile di vita, dei nostri valori, di tutto quello che noi chiamiamo modernit\u00e0. La guerra civile che hanno scatenato nei loro Paesi non \u00e8 n\u00e9 di destra n\u00e9 di sinistra: mira essenzialmente a ostruire i canali di comunicazione che li collegano al mondo circostante. I loro attentati nelle nostre citt\u00e0 non hanno alcuna mira di conquista: mirano soltanto a costringere l\u2019Occidente a diventare nemico dell\u2019Islam, in modo da indurre anch\u2019esso a chiudersi. Per impedire la contaminazione del mondo islamico, cercano di indurre noi col terrorismo a sbarrare le nostre frontiere.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte, gli Orban, i Farage, i Le Pen, i Salvini, gli xenofobi olandesi, svedesi e danesi, reagiscono proprio nel modo voluto dai jihadisti, cio\u00e8 propugnando la chiusura delle frontiere e dei canali di scambio. In Germania la linea di faglia tra gli aperturisti guidati da Angela Merkel e gli oppositori passa all\u2019interno del suo stesso partito. <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38166\" target=\"_blank\">In Francia destra e sinistra<\/a>, vissute per un secolo l\u2019una per combattere l\u2019altra, ora sono nei pasticci. Capiscono che al ballottaggio devono unirsi se vogliono battere il Front National; ma unendosi confessano che i motivi simmetrici e opposti per cui ciascuna delle due ha chiesto finora il voto ai propri elettori non corrisponde affatto alla scelta di fondo di fronte alla quale il Paese si trova. Questa scelta, invece, \u00e8 posta esplicitamente dal Front National al centro del proprio appello agli elettori; i quali \u2013 e tra loro molti ex di sinistra: lavoratori deboli che hanno pi\u00f9 da perdere con la globalizzazione \u2013 capiscono dunque benissimo perch\u00e9 votarlo. Quanto a destra \u201cmoderna\u201d e sinistra \u201cdi governo\u201d, esse sono rimaste agli appelli del secolo scorso, tra loro contrapposti ormai solo lessicalmente ma non sostanzialmente. Sul piano pratico, sulle cose che contano sono costrette a proporre ricette molto simili: per questo i loro appelli tra loro stancamente contrapposti in questo momento appaiono inconcludenti, e comunque fuori tema rispetto alla questione politica centrale.<\/p>\n<p>La scelta pi\u00f9 importante oggi, in Francia come in ogni altro Paese europeo, non \u00e8 tra politiche di destra e di sinistra, ma tra politiche tendenti a frenare la globalizzazione e politiche tendenti ad attrezzare il Paese per trarre dalla globalizzazione tutti i possibili vantaggi col minimo costo. Da una parte, dunque, le politiche tendenti alla difesa delle sovranit\u00e0 nazionali, al ritorno alle vecchie frontiere fortificate, alla difesa dell\u2019identit\u00e0, alla protezione di imprese e lavoratori indigeni contro la concorrenza di chi viene da fuori, all\u2019economia del \u201cchilometro zero\u201d; dall\u2019altra le politiche tendenti, innanzitutto, alla costruzione di un ordinamento sovranazionale continentale, quindi alle riforme interne indispensabili per rendere possibile l\u2019integrazione europea, tendenti inoltre a favorire l\u2019afflusso di investimenti stranieri come portatori di innovazione tecnologica, lo scambio culturale, la mobilit\u00e0 delle persone, dei beni, dei servizi. A ben vedere, la costruzione della nuova Unione Europea non \u00e8 altro che il primo capitolo della politica di chi vuole aprirsi alla sfida della globalizzazione e si sente in grado di vincerla (ma deve saper esplicitare con chiarezza questa scelta, senza paura di trovarsi a fianco l&#8217;avversario del secolo scorso). Viceversa, il rifiuto di questa prospettiva costituisce il primo capitolo della politica di chi quella sfida la respinge, vedendone come prevalenti i rischi e i costi.<\/p>\n<p>Una nuova forma di manicheismo (globalizzazione = bene; localismo = male, o viceversa) sarebbe, beninteso, del tutto fuori luogo: cos\u00ec come nella dialettica politica tradizionale le persone di destra hanno a cuore in qualche misura anche la lotta contro la povert\u00e0 e quelle di sinistra il valore della libert\u00e0, allo stesso modo la nuova dialettica centrata sulle risposte da dare alla globalizzazione vede idee di una parte condivise da militanti della parte avversa, e viceversa. La risultante sar\u00e0, di volta in volta, una scelta politica nella quale troveranno spazio, in varia misura, idee e istanze dell\u2019una parte e dell\u2019altra. Ma \u00e8 indispensabile che il linguaggio e i contenuti del discorso politico dei fautori della risposta aperta alla globalizzazione cambino rispetto al passato. Occorre che essi ridimensionino esplicitamente \u2013 almeno fino a quando la crisi odierna sar\u00e0 superata \u2013 l\u2019importanza delle vecchie contrapposizioni del Novecento e si concentrino sulle misure volte a tranquillizzare i pi\u00f9 deboli, quelli che dall\u2019apertura ai grandi venti planetari hanno pi\u00f9 da perdere. Altrimenti, se destra moderna e sinistra di governo continuano a dividersi sui crinali tradizionali, esse rischiano di perdere la loro battaglia comune senza neppure combatterla.<\/p>\n<p>Per venire alle cose di casa nostra, <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38065\" target=\"_blank\">capisco bene i Lupi e i Bersani<\/a> quando avvertono all\u2019unisono: \u201cLe primarie insieme? Mai!!\u201d. Al primo fa venire ancora l\u2019orticaria l\u2019idea di \u201cstare con degli ex-comunisti\u201d; al secondo l\u2019idea di \u201cstare con degli ex-berlusconiani\u201d. Sta di fatto che ormai da quattro lunghi anni, per la forza delle cose, essi votano insieme in Parlamento e sostengono gli stessi Governi. A ben vedere, entrambi sanno che per il bene del Paese continueranno a votare insieme almeno per altri due anni e mezzo, con la prospettiva di farlo anche nella prossima legislatura. Perch\u00e9 sanno che dall\u2019altra parte ci sono i grillini, i leghisti e i fratelli d\u2019Italia che si propongono di indire il referendum per uscire dall\u2019euro; oppure <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=34323\" target=\"_blank\">gli ammiratori dello Tsipras 1.0<\/a>, impegnati a promuovere altri referendum che vanno sostanzialmente nella stessa direzione, mirati ad abrogare le riforme indispensabili per consolidare la posizione dell\u2019Italia in Europa, quindi nel mondo globalizzato. Lo sanno, ma tardano a mettere a fuoco questo dato: la distinzione tradizionale fra destra e sinistra, che certo conserva una sua importanza, non corrisponde all\u2019alternativa fondamentale di fronte alla quale il Paese si trova in questo decennio, forse anche nel successivo.<\/p>\n<p>Matteo Renzi ha il merito di avere messo a fuoco questo dato per primo. Ha capito che la vecchia politica annaspa nell\u2019inconcludenza proprio per non averlo messo a fuoco. Si propone dunque di ridefinire un bipolarismo che corrisponda alla scelta di fondo che la politica italiana \u00e8 chiamata oggi a compiere.<\/p>\n<p>Rispetto al <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=33182\" target=\"_blank\">nuovo spartiacque, all\u2019inizio di questa legislatura<\/a> erano schierati sulla posizione della chiusura una met\u00e0 del PdL, la Lega, il M5s, quasi tutta SEL e una porzione del PD; sul versante opposto stavano la maggior parte del PD, tutta SC, l\u2019altra met\u00e0 del PdL, un pezzettino di SEL. Il governo Renzi \u00e8 espressione di questo nuovo bipolarismo. Il premier si propone di salvare, consolidare e se possibile ampliare lo schieramento che sostiene la scelta giusta, quella di una Italia che sa stare al gioco dell\u2019economia globale; ma lui sa bene quanto questa scelta sia difficile e a rischio di essere ribaltata. Altro che \u201cpartito della nazione\u201d, \u201cpartito pigliatutto\u201d: alle prossime elezioni sar\u00e0 gi\u00e0 una bella impresa mettere insieme il 50 per cento pi\u00f9 uno degli elettori a sostegno di questa scelta. Tanto pi\u00f9 che non \u00e8 stata ancora messa a punto compiutamente la parte del programma dedicata alla protezione o all\u2019indennizzo della parte del Paese che della globalizzazione, effettivamente, ha pi\u00f9 motivo di avere paura.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL VENTO DELLA GLOBALIZZAZIONE PRODUCE UN NUOVO SPARTIACQUE DELLA POLITICA EUROPEA E MEDIORIENTALE: LA PAURA (O ANCHE SOLO IL FASTIDIO) NEI CONFRONTI DELL\u2019ALIENO FA AGGIO\u00a0TANTO SULL\u2019AMORE PER LA LIBERT\u00c0, QUANTO SU QUELLO PER LA GIUSTIZIA. E RICHIEDE SCELTE ESPLICITE SULLA QUESTIONE CRUCIALE Articolo pubblicato il 9 dicembre 2015 sul quotidiano Il Foglio, quindi prima dell&#8217;esito [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,12],"tags":[],"class_list":["post-38209","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38209","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38209"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38209\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38209"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38209"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38209"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}