
{"id":38281,"date":"2015-12-15T15:13:15","date_gmt":"2015-12-15T14:13:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38281"},"modified":"2015-12-21T00:00:29","modified_gmt":"2015-12-20T23:00:29","slug":"servizi-al-mercato-del-lavoro-la-questione-delle-risorse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38281","title":{"rendered":"SERVIZI AL MERCATO DEL LAVORO: LA QUESTIONE DELLE RISORSE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA RIFORMA DELINEA BENE I SERVIZI DA DESTINARE AI DISOCCUPATI NEL MERCATO, MA MANCANO LE RISORSE NECESSARIE: SECONDO OLIVIERI, SERVIREBBERO 4,5 MILIARDI IN PI\u00d9 &#8211; GLI RISPONDO CHE SE I SERVIZI FUNZIONASSERO DAVVERO SI RIPAGHEREBBERO DA S\u00c9; \u00c8 PER\u00d2 COMUNQUE INDISPENSABILE UN PIANO DI RIORGANIZZAZIONE E RILANCIO<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Luigi Olivieri<\/strong>, pubblicato su <\/em>Lavoce.info<em> il 15 dicembre 2015 &#8211; Segue <strong>la mia breve risposta <\/strong>pubblicata commento sullo stesso sito &#8211; In argomento v. anche la mia <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=37349\" target=\"_blank\">interpellanza al ministro del Lavoro<\/a> del 3 novembre 2015, gli <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=37740\" target=\"_blank\">interventi di addetti ai Centri per l&#8217;Impiego<\/a> di diverse regioni che ne sono seguiti, <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38160\" target=\"_blank\">uno sulla situazione in Emilia Romagna<\/a> e il mio editoriale telegrafico del 23 novembre 2015, <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=37338\" target=\"_blank\">Centri per l\u2019Impiego: occorre subito un piano organico di rilancio<\/a><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<h4><strong>I servizi previsti dal <em>Jobs act<\/em><\/strong><\/h4>\n<p>La riforma del mercato del lavoro che deriva dai decreti attuativi del Jobs act \u00e8 molto ben congegnata nella descrizione dei servizi da rendere ai disoccupati, ma rischia di rivelarsi un libro dei sogni.<br \/>\nIl problema non consiste tanto nel definire i sistemi di aiuto, ormai consolidati e noti, quanto nelle risorse. E le risorse pubbliche restano irrimediabilmente ed eccessivamente scarse. Infatti, mancano all\u2019appello circa 4,5 miliardi, a essere generosi. Vediamo il perch\u00e9.<br \/>\nLa riforma (il decreto legislativo 150\/2015) ha specificato in modo corretto e convincente le funzioni e i servizi da rendere ai disoccupati, puntando in particolare su:<\/p>\n<p>\u2013 profilazione del fabbisogno di ricerca di lavoro;<\/p>\n<p>\u2013 stipulazione di un patto di servizio individualizzato, col quale definire le attivit\u00e0 di assistenza pi\u00f9 o meno intensiva nella ricerca di lavoro;<\/p>\n<p>\u2013 orientamento di base o specialistico;<\/p>\n<p>\u2013 proposte di formazione, lavoro o tirocinio.<\/p>\n<p>Tra gli strumenti pi\u00f9 innovativi, vi \u00e8 senz\u2019altro il contratto di ricollocazione: prevede che i servizi pubblici per il lavoro assegnino a disoccupati percettori della Naspi, la cui disoccupazione ecceda i quattro mesi, una somma di denaro finalizzata a ricevere un pacchetto di servizi combinati per la ricerca intensiva di lavoro.<br \/>\nRilevante \u00e8 anche il nuovo sistema che ha l\u2019obiettivo di sollecitare i disoccupati percettori di ammortizzatori sociali a cercare effettivamente lavoro (condizionalit\u00e0), che punta sul patto di servizio personalizzato. Conterr\u00e0 una serie di adempimenti obbligatori, quali periodiche verifiche delle azioni intraprese dai lavoratori per ricollocarsi, attraverso incontri con i responsabili delle attivit\u00e0, oltre all\u2019obbligo per i servizi di proporre occasioni di formazione e lavoro. Laddove i destinatari non adempiano alle azioni previste dai patti, scattano misure sanzionatorie che progressivamente decurtano i sostegni al reddito percepiti, fino anche alla decadenza.<\/p>\n<p><strong>50 ore per ogni disoccupato<\/strong><\/p>\n<p>Ovviamente, l\u2019insieme delle azioni da svolgere implica una riorganizzazione delle attivit\u00e0 finalizzate ad assicurare ai disoccupati un aiuto effettivo nella ricerca di lavoro.<br \/>\nLa regione Lombardia, con un uno studio di luglio 2015, ha misurato la quantit\u00e0 di lavoro necessaria per garantire a ogni disoccupato l\u2019intera gamma dei servizi previsti, stimandola in 163 ore a persona. Il medesimo studio, tuttavia, stima in 50 ore a disoccupato il carico effettivo, considerando che difficilmente i servizi previsti saranno erogati per tutti nel livello massimo.<br \/>\nPrima di analizzare gli effetti organizzativi ed economici, \u00e8 bene ricordare un dato: in Italia i servizi pubblici per il lavoro sono retti da circa 7mila dipendenti (ancora operanti nelle province, ma destinati, per effetto del decreto legislativo 150\/2015 a passare entro il 2017 alle regioni o all\u2019Agenzia nazionale per le politiche del lavoro), con un investimento complessivo di circa 700 milioni. In Germania, i dipendenti addetti ai servizi pubblici per il lavoro sono oltre 100mila, con un investimento di circa 9 miliardi.<br \/>\nSe a ciascun disoccupato italiano (in totale sono 3,1 milioni) si dedicassero dunque le 50 ore stimate dalla regione Lombardia, occorrerebbe assicurare un carico di lavoro complessivo pari a 155 milioni di ore. Dividendole per il monte lavorativo annuo di 1.720, si scopre che i servizi pubblici per il lavoro, sui quali il decreto legislativo intende puntare per raggiungere i risultati desiderati, dovrebbero poter contare su 90.116 dipendenti.<br \/>\nProprio perch\u00e9 si \u00e8 consci che servizi pubblici cos\u00ec sotto-dotati di personale (talora anche di competenze) non possono dedicare 50 ore a ciascun disoccupato, il decreto legislativo 150\/2015 prevede la possibilit\u00e0 di riservare loro solo l\u2019accoglienza e la concessione materiale dell\u2019assegno di ricollocazione, mentre il pacchetto di ore di assistenza intensiva pu\u00f2 essere affidato all\u2019esterno alle agenzie ed enti autorizzati o accreditati.<br \/>\nLa regione Lombardia offre una stima seria e credibile di un costo standard orario di 30 euro. Con i loro 7mila dipendenti, i servizi pubblici potrebbero assicurare 350mila dei 155 milioni di ore di lavoro necessari. Dunque, se si dovessero seguire (come sarebbe giusto) tutti i 3,1 milioni di disoccupati, i privati dovrebbero puntellare le carenze organizzative pubbliche con circa 154,6 milioni di ore, che moltiplicate per il costo orario stimato di 30 euro, darebbero un costo complessivo di 4,64 miliardi circa, quasi la met\u00e0 della spesa tedesca in politiche attive per il lavoro e pi\u00f9 di sei volte quella attualmente destinata a politiche attive in Italia.<br \/>\nLa riforma potrebbe, allora, rivelarsi niente pi\u00f9 che un elenco di ottime intenzioni, una sperimentazione che andrebbe a beneficio di una parte molto piccola di disoccupati.<\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>IL MIO COMMENTO<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>La quantificazione del fabbisogno per i servizi al mercato del lavoro proposta da Luigi Olivieri mostra come il problema sia facilmente risolvibile sul piano finanziario: con un sistema di pagamento a risultato, qual \u00e8 quello previsto dal d.lgs. n. 150\/2015 in riferimento al contratto di ricollocazione, il costo del servizio erogato sarebbe ampiamente coperto dal risparmio sui trattamenti di disoccupazione e dal gettito contributivo e fiscale prodotto dai nuovi rapporti di lavoro attivati (parliamo, secondo il conto proposto da L.O., di una spesa intorno ai 4 miliardi per i contratti di ricollocazione nel caso &#8211; invero poco realistico &#8211; di loro successo totale, a fronte di una spesa per ammortizzatori sociali di oltre 20). D&#8217;altra parte, investire su di una struttura pubblica che \u00e8 per lo pi\u00f9 del tutto incapace di svolgere in proprio il servizio utile per la ricollocazione sarebbe come versare acqua in un secchio bucato. Il problema, dunque, non \u00e8 di natura finanziaria, ma di natura amministrativa e organizzativa. Non dobbiamo moltiplicare gli organici dei Centri per l&#8217;Impiego pubblici, ma metterli in condizione di svolgere la funzione &#8211; che sono in grado di svolgere &#8211; dello <\/em>One Stop Shop<em> per i disoccupati, cio\u00e8 quella di cerniera tra questi ultimi e gli operatori specializzati accreditati, capaci di fornire i servizi efficaci attraverso il contratto di ricollocazione. Per questo occorre un piano credibile di riorganizzazione e rilancio della rete di questi terminali territoriali, che oggi sono allo sbando. E va onestamente riconosciuto che il piano avrebbe dovuto essere pronto prima del varo del decreto n. 150\/2015: qui si registra un ritardo, che va urgentemente superato.\u00a0\u00a0\u00a0 (p.i.)<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA RIFORMA DELINEA BENE I SERVIZI DA DESTINARE AI DISOCCUPATI NEL MERCATO, MA MANCANO LE RISORSE NECESSARIE: SECONDO OLIVIERI, SERVIREBBERO 4,5 MILIARDI IN PI\u00d9 &#8211; GLI RISPONDO CHE SE I SERVIZI FUNZIONASSERO DAVVERO SI RIPAGHEREBBERO DA S\u00c9; \u00c8 PER\u00d2 COMUNQUE INDISPENSABILE UN PIANO DI RIORGANIZZAZIONE E RILANCIO Articolo di Luigi Olivieri, pubblicato su Lavoce.info il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-38281","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38281","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38281"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38281\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38281"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38281"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38281"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}