
{"id":38299,"date":"2015-12-19T12:02:55","date_gmt":"2015-12-19T11:02:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38299"},"modified":"2015-12-20T22:39:34","modified_gmt":"2015-12-20T21:39:34","slug":"perche-e-necessaria-una-nuova-disciplina-dello-sciopero-nei-trasporti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38299","title":{"rendered":"PERCH\u00c9 \u00c8 NECESSARIA UNA NUOVA DISCIPLINA DELLO SCIOPERO NEI TRASPORTI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">I DIRITTI DEI LAVORATORI SI DIFENDONO ANCHE CONTRASTANDONE GLI ABUSI; ED \u00c8 EVIDENTE A TUTTI CHE LO SCIOPERO MENSILE DEL VENERD\u00cc, NEI TRASPORTI PUBBLICI, CON UN CORRETTO SVOLGIMENTO DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI HA BEN POCO A CHE FARE<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Andrea Telara, in corso di pubblicazione su <\/em>Business People<em>, dicembre 2015 &#8211; Il disegno di legge a cui l&#8217;intervista si riferisce \u00e8 quello <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=36319\" target=\"_blank\">presentato il 14 luglio 2015, n. 2006<\/a><\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">..<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Consentire gli scioperi nei trasporti pubblici solo quando vengono proclamati dalle sigle sindacali che rappresentano la maggioranza dei lavoratori interessati. Oppure, se a promuovere l&#8217;agitazione sono delle organizzazioni minoritarie, i dipendenti coinvolti\u00a0 dovranno esprimersi tramite un referendum, come gi\u00e0 avviene in Germania o in\u00a0 Gran Bretagna. Sono queste, in sintesi, le regole contenute in un <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=36319\" target=\"_blank\">disegno di legge<\/a> presentato da Pietro Ichino, noto giuslavorita e senatore del Partito Democratico.<\/p>\n<p><strong>Professor Ichino, i<\/strong><strong>\u00a0sindacati lamentano che la sua proposta lede un diritto costituzionale.<br \/>\n<\/strong>L&#8217;articolo 40 della Costituzione stabilisce che &#8220;Il diritto di sciopero si esercita nell&#8217;ambito delle leggi che lo regolano&#8221;. Non vedo, dunque, come una legge approvata dal Parlamento, che introduca una regola ragionevolissima di democrazia sindacale, possa essere considerata come una lesione del diritto costituzionale.<\/p>\n<p><strong>I sindacati sostengono anche che sugli scioperi nei trasporti sono sufficienti le regole che gi\u00e0 esistono.<br \/>\n<\/strong>Questo \u00e8 vero in molti settori dei servizi pubblici essenziali. Nel settore dei trasporti pubblici, invece, la legge del 1990 ha prodotto un effetto limitato: si assiste infatti a una proliferazione del tutto irragionevole delle astensioni dal lavoro, nonostante che il trattamento degli addetti sia mediamente migliore, a parit\u00e0 di livello professionale e di orario, rispetto agli altri settori. Basti osservare che, poich\u00e9 la Commissione ha stabilito una &#8220;finestra&#8221; mensile in cui lo sciopero pu\u00f2 collocarsi, vengono prenotati dalle numerose organizzazioni sindacali gli scioperi dei prossimi sei mesi, prima ancora che sia stato deciso il motivo dello sciopero che verr\u00e0 proclamato. In ogni caso, sempre di venerd\u00ec o di luned\u00ec, in modo che l&#8217;astensione si leghi al <em>week-end<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 accade questo?<\/strong><br \/>\nPerch\u00e9 lo sciopero si \u00e8 trasformato, da strumento del conflitto tra lavoratori e datori di lavoro, a strumento di concorrenza e di regolamento di conti tra organizzazioni sindacali. Oggi, per lo pi\u00f9, l&#8217;azienda che gestisce il servizio di trasporto non subisce un danno per effetto dello sciopero, che incide poco sul flusso del finanziamento del servizio, ma ne ha un vantaggio, in termini di minor costo di carburante, usura vetture e sinistri stradali. Questo contribuisce a spiegare l&#8217;inerzia del management di fronte al fenomeno.<\/p>\n<p><strong>Le sigle minoritarie temono di rimanere schiacciate dalla regola prevista nel suo disegno di legge. Che cosa risponde a questa preoccupazione?<br \/>\n<\/strong>Che la minoranza non possa imporre le proprie scelte alla maggioranza \u00e8 un principio di democrazia. Non vedo perch\u00e9 questa regola non debba valere anche nel campo sindacale: soprattutto in un settore, come quello dei trasporti pubblici, nel quale gli scioperi causano alla collettivit\u00e0 danni molto superiori rispetto al valore delle controversie per cui vengono proclamati. Osservo, comunque, che questa parte della regola \u00e8 posta a tutela proprio dei sindacati minoritari, i quali secondo il principio generale di democrazia sindacale non avrebbero la rappresentativit\u00e0 sufficiente per la proclamazione dello sciopero: la possibilit\u00e0 del referendum consente loro di conquistare sul campo un consenso pi\u00f9 ampio rispetto a quello che si esprime nel numero dei loro associati.<\/p>\n<p><strong>Sostengono anche che, in molti casi, il referendum tra i lavoratori sar\u00e0 una procedura un po&#8217; troppo lunga e farraginosa, che impedir\u00e0 di fatto lo svolgimento di molti scioperi.<br \/>\n<\/strong>\u00c8 la stessa procedura che si applica in Germania e in Gran Bretagna. Applicarla anche da noi si giustifica in considerazione del danno di cui ho detto, causato dallo sciopero dei trasporti alla collettivit\u00e0. Se questo contribuir\u00e0 a far s\u00ec che lo sciopero recuperi il carattere di straordinariet\u00e0 e di solennit\u00e0 che vollero attribuirgli i padri costituenti, e che nel settore dei trasporti si \u00e8 totalmente perduto, tanto meglio.<\/p>\n<p><strong>Giuliano Cazzola, nel sito <em>Formiche.net<\/em>, ha scritto che le sue proposte sono interessanti ma difficilmente riusciranno a eliminare il ricorso agli scioperi selvaggi. Cosa pensa di questa osservazione?<br \/>\n<\/strong>Guardi che lo sciopero mensile del venerd\u00ec dei trasporti municipali oggi \u00e8 perfettamente legale: gi\u00e0 superare questa prassi sciagurata sarebbe un risultato molto rilevante. Quanto allo sciopero selvaggio, cio\u00e8 quello proclamato e attuato contro le regole vigenti, esso costituisce per definizione un comportamento illegittimo, che deve essere disincentivato, prevenuto e dove necessario punito con sanzioni efficaci. Si pu\u00f2 pensare, per esempio, all&#8217;esclusione dei sindacati che lo proclamano dal tavolo delle trattative, dai permessi sindacali e dalla riscossione dei contributi dei tesserati mediante delega al datore di lavoro; e a una multa a carico dei lavoratori che vi aderiscono pari alla retribuzione perduta per l&#8217;astensione illegittima. Se, comunque, Giuliano Cazzola ha qualche idea migliore, \u00e8 la benvenuta.<\/p>\n<p><strong>Il ministro Del Rio, tempo fa si era mostrato favorevole a regolamentare meglio il diritto di sciopero nei trasporti e nei servizi pubblici essenziali. Lei \u00e8 fiducioso che nel corso del 2016 la sua proposta di legge venga approvata e che la maggioranza che oggi sostiene il governo Renzi \u201csposi\u201d completamente la Sua posizione?<br \/>\n<\/strong>Non c&#8217;\u00e8 solo il mio disegno di legge: ce ne sono anche uno del senatore Sacconi e uno del senatore Di Biagio, che contengono proposte in parte differenti. Non ho la presunzione che l&#8217;esito finale debba corrispondere interamente alla mia proposta. Ma che su questa materia, come su quella dell&#8217;esercizio dell&#8217;assemblea sindacale, su cui pure il mio disegno di legge contiene una disposizione di carattere generale, si debba intervenire, questo mi sembra che sia ampiamente condiviso da tutte le forze della maggioranza, e non solo della maggioranza. Tutti concordano sul punto che i diritti dei lavoratori si difendono anche contrastandone gli abusi. Ed \u00e8 evidente a tutti che lo sciopero mensile del venerd\u00ec, nei trasporti pubblici con un corretto svolgimento delle relazioni industriali ha ben poco a che fare.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I DIRITTI DEI LAVORATORI SI DIFENDONO ANCHE CONTRASTANDONE GLI ABUSI; ED \u00c8 EVIDENTE A TUTTI CHE LO SCIOPERO MENSILE DEL VENERD\u00cc, NEI TRASPORTI PUBBLICI, CON UN CORRETTO SVOLGIMENTO DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI HA BEN POCO A CHE FARE Intervista a cura di Andrea Telara, in corso di pubblicazione su Business People, dicembre 2015 &#8211; Il disegno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,11],"tags":[],"class_list":["post-38299","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38299","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38299"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38299\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38299"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38299"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38299"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}