
{"id":38416,"date":"2016-01-06T09:32:23","date_gmt":"2016-01-06T08:32:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38416"},"modified":"2016-01-06T09:32:23","modified_gmt":"2016-01-06T08:32:23","slug":"errori-di-misura-sul-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38416","title":{"rendered":"ERRORI DI MISURA SUL LAVORO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">VOLER TRADURRE A TUTTI I COSTI LA QUALIT\u00c0 DELLA PRESTAZIONE IN QUANTIT\u00c0, IN FUNZIONE DELLA VALUTAZIONE,\u00a0SENZA SAPERLO FARE, PU\u00d2 PRODURRE MOSTRI<\/span><\/p>\n<p><em>&#8220;Lettera sul Lavoro&#8221;\u00a0pubblicata sul <\/em>Corriere della Sera<em><em> il 6 gennaio 2016, in occasione dell&#8217;uscita<\/em>\u00a0del libro di\u00a0Dina Gray,\u00a0 Pietro Micheli e Andrey Pavlov,\u00a0<\/em>Measurement Madness. Recognizing and avoiding the pitfalls of performance measurement<em> (Wiley, 2015)\u00a0<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Ci sono Paesi come il nostro dove si fanno le barricate contro l\u2019idea di tradurre la qualit\u00e0 del lavoro in indici quantitativi, per poter misurare la prestazione e quindi valutarla. Ultimamente abbiamo visto erigere quelle barricate contro la pretesa dell\u2019Invalsi di valutare l\u2019efficacia dell\u2019insegnamento scolastico, ma le avevamo viste erigere anche contro la pretesa dell\u2019Anvur di valutare l\u2019attivit\u00e0 di ricerca universitaria, o contro l\u2019idea che una parte della retribuzione degli impiegati pubblici possa essere collegata a indici di produttivit\u00e0 degli uffici o dei singoli. Da noi viene mobilitato persino il diritto alla privacy per impedire la valutazione della performance dei dipendenti pubblici, o quanto meno la conoscibilit\u00e0 del suo esito.<\/p>\n<p>In altri Paesi, invece, soprattutto nel nord-Europa e nel nord-America, il principio della valutazione \u00e8 non solo acquisito, sia nel settore pubblico sia in quello privato, ma praticato talvolta in modo eccessivo, acritico, quindi inutile o\u00a0 addirittura fuorviante. Per avvertirci di questo rischio tre studiosi \u2013 Dina Gray,\u00a0 Pietro Micheli e Andrey Pavlov, tutti e tre docenti in atenei inglesi, che a misurazione e valutazione hanno dedicato la vita \u2013 ora hanno ritenuto di dedicare un libro alla <em>Measurement Madness: recognizing and avoiding the pitfalls of performance measurement <\/em>(Wiley, 2015); cio\u00e8 alle follie, o anche soltanto alle insidie, agli errori, e alle vere e proprie trappole in cui si pu\u00f2 cadere quando ci si avventura su questo terreno senza il <em>know-how<\/em> e le avvertenze necessarie. Lo hanno fatto nel modo pi\u00f9 amichevole verso la generalit\u00e0 dei possibili lettori, quindi con un linguaggio assolutamente semplice, scevro da tecnicismi, rifuggendo da ogni astrazione e proponendo invece decine di casi di uso della misurazione della <em>performance<\/em> avventato, sprovveduto, inerziale, opportunistico, furbesco, o inconsulto, comunque non utile per una valutazione attendibile, effettivamente verificatisi nell\u2019ultimo decennio in amministrazioni pubbliche o in grandi imprese private di tutto il mondo. Oppure di casi nei quali il sistema di misurazione consente ai misurati di distorcere il risultato a proprio vantaggio, o li induce a distorcere la prestazione dalla sua vera funzione al solo fine di ottenere un indice di <em>performance<\/em> falsamente migliore. Dall\u2019osservazione di questi casi si traggono diverse conclusioni per nulla scontate: la misurazione funziona poco se viene introdotta soltanto per controllare i comportamenti, mentre d\u00e0 i risultati migliori se \u00e8 mirata a trarne indicazioni utili per migliorare servizi, prodotti, o processi; se ai risultati della misurazione si collegano direttamente dei premi, i rischi di distorsione aumentano: meglio comunque attribuire i premi a gruppi di persone e non ai singoli; la valutazione individuale, invece, pu\u00f2 costituire essa stessa, da sola, un premio efficace, dando risultati ottimi in termini di motivazione del personale. E dalle loro osservazioni gli autori traggono dieci regole auree per la buona impostazione della misurazione e della valutazione, che probabilmente diventeranno d\u2019ora in poi un decalogo ineludibile per chiunque si occupi di questa materia.<\/p>\n<p>Viene citato anche un \u201ccaso\u201d ambientato in Italia. Ma questa volta soltanto per denunciare l\u2019allergia alla valutazione della <em>performance<\/em> che ispira i vertici delle nostre amministrazioni pubbliche. E qui non \u00e8 difficile vedere la mano di quello, dei tre Autori, di origine italiana, che cinque anni fa venne richiamato in patria dall\u2019Inghilterra per far parte della Civit, l\u2019autorit\u00e0 per la valutazione delle amministrazioni pubbliche \u2013 appunto \u2013 istituita dalla c.d. legge Brunetta del 2009, e che <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=12190\" target=\"_blank\">dopo un anno clamorosamente si dimise constatando che il meccanismo girava a vuoto<\/a>.<\/p>\n<p>Nonostante che su questo terreno in Italia siamo poco tanto pi\u00f9 indietro rispetto al nord-Europa, la lezione sofisticata di Gray, Micheli e Pavlov riguarda direttamente e immediatamente anche noi. Perch\u00e9 anche le nostre grandi imprese cadono negli stessi errori in cui cadono quelle straniere; e\u00a0 perch\u00e9, sia pure in ritardo, finalmente anche noi stiamo incominciando a praticare la misurazione e la valutazione della performance nel settore pubblico. E proprio il ritardo con cui affrontiamo il problema ci rende pi\u00f9 inesperti, quindi pi\u00f9 esposti al rischio di errori, di trappole, di pratiche controproducenti. L\u2019unico vantaggio insito nell\u2019essere, per questo aspetto, un Paese arretrato sta nella possibilit\u00e0 di sfruttare a costo zero l\u2019esperienza accumulata da altri attraverso decenni di sperimentazione e affinamento delle tecniche di misurazione e valutazione. Ecco perch\u00e9 sarebbe molto importante che questo libro venisse letto attentamente \u2013 oltre che da molti amministratori delegati di imprese private \u2013 soprattutto negli uffici del ministero della Funzione pubblica e in quelli di molti altri ministeri romani.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VOLER TRADURRE A TUTTI I COSTI LA QUALIT\u00c0 DELLA PRESTAZIONE IN QUANTIT\u00c0, IN FUNZIONE DELLA VALUTAZIONE,\u00a0SENZA SAPERLO FARE, PU\u00d2 PRODURRE MOSTRI &#8220;Lettera sul Lavoro&#8221;\u00a0pubblicata sul Corriere della Sera il 6 gennaio 2016, in occasione dell&#8217;uscita\u00a0del libro di\u00a0Dina Gray,\u00a0 Pietro Micheli e Andrey Pavlov,\u00a0Measurement Madness. 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