
{"id":38487,"date":"2016-01-12T11:53:01","date_gmt":"2016-01-12T10:53:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38487"},"modified":"2016-01-17T23:01:34","modified_gmt":"2016-01-17T22:01:34","slug":"la-svolta-buona-che-ora-serve-al-governo-e-allitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38487","title":{"rendered":"LA SVOLTA BUONA CHE ORA SERVE AL GOVERNO (E ALL&#8217;ITALIA)"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">SPESA PUBBLICA DA RIQUALIFICARE PROFONDAMENTE, CONCORRENZA, RETRIBUZIONI LEGATE ALLA PRODUTTIVIT\u00c0, GIUSTIZIA CIVILE E PENALE PI\u00d9 VELOCE E INCISIVA, PROMOZIONE DELLE ECCELLENZE NELL&#8217;UNIVERSIT\u00c0, E NELLA RICERCA: APPELLO AL PREMIER SU CINQUE OBIETTIVI PROGRAMMATICI DI IMPORTANZA CRUCIALE<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo di otto parlamentari PD (<strong>Roberto Cociancich,\u00a0Giampaolo Galli,\u00a0Pietro Ichino,\u00a0Linda Lanzillotta, Alessandro Maran, Gianluca Susta,\u00a0Irene Tinagli,\u00a0Giorgio Zanin<\/strong>) pubblicato sul<\/em> Foglio <em>il 12 gennaio 2016<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Ha ragione, Renzi, quando dice &#8220;missione compiuta&#8221;. Aveva promesso di smuovere l&#8217;Italia dal pantano: per farlo \u00e8 riuscito a far passare alcune riforme fondamentali e urgentissime, sia istituzionali sia economiche, dove tutti prima di lui avevano fallito. Ma il lavoro \u00e8 appena all\u2019inizio, perch\u00e9 siamo in arretrato di decenni. E la ripresa economica \u00e8 una piantina gracile, che richiede di essere ancora annaffiata con l\u2019acqua di riforme indispensabili. \u00c8 giusto chiedere all&#8217;UE di cambiare verso e strategia di politica economica e sollecitare gli altri Stati-membri a recuperare i gravi ritardi nel processo di integrazione; ma con il nostro livello di debito pubblico, se non rafforziamo la crescita saranno i mercati, non l\u2019UE, a impedirci l\u2019anno prossimo una nuova manovra in deficit. \u00c8 importante sciogliere positivamente il nodo annoso delle unioni civili e delle relazioni estranee alla famiglia tradizionale; ma per il nostro futuro sar\u00e0 davvero decisivo che nel 2016 la politica italiana mostri di saper dare alcuni altri forti colpi di reni.<\/p>\n<p>Oggi la prima sfida, anche economica, \u00e8 <strong>vincere le paure innescate dalla globalizzazione<\/strong>. La scelta pi\u00f9 rilevante di fronte alla quale si trovano gli italiani, come del resto tutti gli altri cittadini europei, in questi anni, non \u00e8 quella tradizionale fra destra e sinistra o fra socialismo e liberismo. Lo spartiacque politico decisivo oggi divide chi vuole accettare la sfida della globalizzazione e attrezzarsi per farvi fronte traendone il massimo dei vantaggi e indennizzando coloro che in questo passaggio possono subire danni, da chi invece ritiene meglio sottrarvisi, o comunque cercare di ridurne e ritardarne il pi\u00f9 possibile gli effetti.<\/p>\n<p>Collocarsi sul <strong>primo versante<\/strong> richiede innanzitutto un&#8217;Europa all&#8217;altezza del nuovo secolo: ha dunque come implicazione prioritaria la costruzione di un nuovo ed efficace governo continentale dell\u2019economia, delle forze armate e delle relazioni con il resto del mondo, a costo delle corrispondenti cessioni di sovranit\u00e0 (per questo \u00e8 indispensabile anche un\u2019Italia con le carte in regola, capace di contribuire criticamente all\u2019evoluzione necessaria dell\u2019UE). Collocarsi sul <strong>secondo versante<\/strong>, al contrario, ha come implicazione prioritaria la riaffermazione e il recupero della sovranit\u00e0 nazionale nei confronti dell\u2019ordinamento europeo, il rafforzamento delle frontiere in funzione della riduzione degli accessi, il rifiuto della contaminazione etnica e culturale. Un&#8217;opzione, quest&#8217;ultima, che non pu\u00f2 essere demonizzata o rimossa semplicemente col tacciarla di \u201cpopulismo\u201d o qualificarla come \u201cantisistema\u201d. Il timore di vedere violata l&#8217;integrit\u00e0 del proprio territorio o di perdere l&#8217;identit\u00e0 della Nazione non si combatte efficacemente criminalizzandolo, n\u00e9 squalificandone moralmente i portavoce, ma innanzitutto affrontando esplicitamente il problema e mostrando per un verso i benefici attuali e potenziali dell\u2019aumento della mobilit\u00e0 delle persone, delle cose e delle idee, per altro verso l\u2019illusoriet\u00e0 delle politiche volte a isolare il Paese. Ma altrettanto essenziale, per vincere resistenze e paure, \u00e8 assicurare protezione e sostegno sia economico sia in termini di servizi e opportunit\u00e0 (non ai pigri, ma) a <strong>coloro che sono meno attrezzati per reggere la sfida<\/strong> e che dunque dai meccanismi della globalizzazione e dall\u2019abbattimento delle frontiere sono o rischiano di essere incolpevolmente danneggiati e impoveriti.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 oggi il terreno su cui in Italia, e non solo, si vince o si perde il confronto politico decisivo. E non \u00e8 fazioso chi afferma che oggi solo il Governo Renzi pu\u00f2 guidare il Paese nella scelta che a pieno titolo pu\u00f2 dirsi \u201cprogressista\u201d. Ma per vincere la sfida il Governo stesso e la sua maggioranza nei prossimi mesi devono rinvigorire la propria azione almeno su cinque capitoli prioritari.<\/p>\n<ol>\n<li><strong> Riqualificare incisivamente la spesa pubblica, per ridurre il debito e la pressione fiscale<\/strong>. Il nostro livello di spesa \u00e8, in realt\u00e0, al netto degli interessi sul debito, inferiore a quello medio europeo; il problema \u00e8 che spendiamo male. La riqualificazione \u00e8 incominciata, ma in troppi casi ci siamo fermati di fronte a forti resistenze corporative. Non ci possono volere altri diciotto mesi per eliminare le partecipate inutili (\u00e8 previsto dalla legge da pi\u00f9 di un anno), oppure per fare le gare nei servizi pubblici locali, per organizzare in modalit\u00e0 digitale oltre alle agenzie (che hanno infatti registrato netti miglioramenti operativi) anche le amministrazioni centrali, regionali e locali. Per questo \u00e8 anche indispensabile avviare un protocollo efficace per l\u2019individuazione delle sacche di eccedenza e di necessaria mobilit\u00e0 del personale verso altre amministrazioni o imprese dove esso pu\u00f2 essere valorizzato, in condizioni di forte sostegno economico e di efficace assistenza nel percorso di riqualificazione e ricollocazione.<\/li>\n<\/ol>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>Eliminare tutte le limitazioni indebite della concorrenza <\/strong>che ancora caratterizzano e appesantiscono il nostro sistema economico rispetto a quello dei nostri maggiori partner occidentali. In una economia di mercato moderna la concorrenza ben regolata, che comporta la contendibilit\u00e0 di tutti i ruoli e le funzioni, sia nell\u2019industria, sia nelle professioni, \u00e8 un fattore decisivo di giustizia sociale e pari opportunit\u00e0. Ma \u00e8 indispensabile, anche qui, prevedere dei meccanismi idonei a garantire la sicurezza economica e professionale dei lavoratori nel passaggio da un\u2019azienda all\u2019altra. Sia questo capitolo, sia il primo, richiedono che funzioni bene il sistema \u2013 previsto dal <em>Jobs Act<\/em>, ma non facile da implementare \u2013 di cooperazione tra servizio pubblico e agenzie specializzate per un&#8217;assistenza efficace nel percorso di riqualificazione e ricollocazione per i lavoratori che perdono il posto.<\/li>\n<\/ol>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong>Procedere senza incertezze alla riforma della rappresentanza sindacale e della struttura della contrattazione<\/strong>: una riforma indispensabile sia per favorire il recupero della produttivit\u00e0 del lavoro collegando ad essa pi\u00f9 strettamente le retribuzioni, sia per rilanciare l\u2019economia del Mezzogiorno consentendo la necessaria flessibilit\u00e0 degli standard di trattamento, sia infine per migliorare l&#8217;attrattivit\u00e0 del Paese nei confronti delle imprese multinazionali, le quali per lo pi\u00f9 chiedono di poter negoziare a 360 gradi il piano industriale, la struttura delle retribuzioni e l\u2019organizzazione del lavoro.<\/li>\n<\/ol>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong> Rendere pi\u00f9 rapida ed efficace la giustizia civile<\/strong>, soprattutto nel campo del diritto commerciale, industriale e fallimentare. Le esperienze di alcuni tribunali mostrano come i tempi dei procedimenti possano essere dimezzati attraverso una migliore organizzazione del lavoro dei magistrati (passaggio dalla trattazione delle cause in parallelo alla trattazione sequenziale e fissazione di <em>benchmark <\/em>per la responsabilizzazione degli uffici e dei singoli magistrati); che cosa impedisce di pensare che l\u2019organizzazione degli uffici sia affidato a dirigenti dotati della relativa competenza manageriale? Occorre istituire sezioni specializzate per gli illeciti finanziari penali e civili, per evitare che una materia molto complessa e specialistica sia affidata a magistrati non adeguatamente preparati. Va considerata \u2013 non certo ultima per importanza \u2013 la possibilit\u00e0 di una riforma del grado di appello, che ne limiti la funzione all\u2019esame dei vizi procedurali e di diritto accorpandone le corti al livello di macro-regione, con conseguente limitazione del giudizio di Cassazione a un numero limitato di controversie sulle questioni di diritto pi\u00f9 rilevanti.<\/li>\n<\/ol>\n<ol start=\"5\">\n<li><strong> Promuovere le eccellenze nella didattica e nella ricerca universitarie <\/strong>sia attraverso un potenziamento della capacit\u00e0 di investimento degli atenei, sia attraverso un rafforzamento dell\u2019autonomia di quelli che ritengono di assumersene il rischio. Un ottimo modo per farlo \u00e8 indicato dall\u2019esperienza britannica degli <em>income contingent loans<\/em>: lasciare libere le facolt\u00e0 che ritengano di averne la capacit\u00e0 di attivare corsi di laurea o di dottorato che richiedono risorse costose, aumentando le rette di iscrizione fino a un certo limite; l\u2019aumento sar\u00e0 coperto, per gli studenti che lo desiderino, con un prestito d\u2019onore, a carico del Fondo per il Merito, destinato a essere rimborsato, a rate, solo al raggiungimento di un reddito di lavoro sufficiente. Lo stesso Fondo per il Merito si far\u00e0 carico di un 10 per cento di casi di insuccesso, mentre l\u2019eventuale deficit ulteriore sar\u00e0 a carico dei Dipartimenti o Atenei interessati, anche con possibilit\u00e0 di fallimento e chiusura della struttura interessata. Cos\u00ec tutti, docenti e studenti compresi, saranno debitamente responsabilizzati. Sul lungo periodo non c\u2019\u00e8, comunque, sistema-paese che regga i tornanti della storia senza investimenti efficaci sulle eccellenze nella ricerca e nella didattica universitaria.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Riorganizzare e riqualificare la spesa e abbassare la pressione fiscale, promuovere la concorrenza, garantire la sicurezza dei lavoratori nel mercato, liberare le energie che possono attivare lo sviluppo del Mezzogiorno e aprire il Paese ai piani industriali innovativi, rendere la giustizia pi\u00f9 rapida e incisiva, promuovere le eccellenze universitarie e la relativa accessibilit\u00e0 effettiva per chiunque intenda scommettere sulla propria capacit\u00e0: obiettivi precisi, comprensibili da tutti, utili per convincere anche i pi\u00f9 preoccupati di quanto maggiori, rispetto alla prospettiva dell\u2019isolamento autarchico, siano i vantaggi della scelta di attrezzarsi per stare da protagonisti nel gioco del mondo globalizzato. E a queste azioni associare un nuovo progetto europeo di cui l&#8217;Italia sia promotrice e che possa costituire la base di discussione su cui organizzare le celebrazioni dei 60 anni dei Trattati di Roma che si svolgeranno appunto a Roma nel marzo 2017.<\/p>\n<p>Roberto Cociancich<br \/>\nGiampaolo Galli<br \/>\nPietro Ichino<br \/>\nLinda Lanzillotta<br \/>\nAlessandro Maran<br \/>\nGianluca Susta<br \/>\nIrene Tinagli<br \/>\nGiorgio Zanin<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SPESA PUBBLICA DA RIQUALIFICARE PROFONDAMENTE, CONCORRENZA, RETRIBUZIONI LEGATE ALLA PRODUTTIVIT\u00c0, GIUSTIZIA CIVILE E PENALE PI\u00d9 VELOCE E INCISIVA, PROMOZIONE DELLE ECCELLENZE NELL&#8217;UNIVERSIT\u00c0, E NELLA RICERCA: APPELLO AL PREMIER SU CINQUE OBIETTIVI PROGRAMMATICI DI IMPORTANZA CRUCIALE Articolo di otto parlamentari PD (Roberto Cociancich,\u00a0Giampaolo Galli,\u00a0Pietro Ichino,\u00a0Linda Lanzillotta, Alessandro Maran, Gianluca Susta,\u00a0Irene Tinagli,\u00a0Giorgio Zanin) pubblicato sul Foglio il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,12],"tags":[],"class_list":["post-38487","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38487","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38487"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38487\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38487"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38487"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38487"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}