
{"id":38489,"date":"2016-01-11T19:57:54","date_gmt":"2016-01-11T18:57:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38489"},"modified":"2016-01-11T20:02:25","modified_gmt":"2016-01-11T19:02:25","slug":"il-welfare-per-gli-immigrati-in-ue-tra-diritti-intangibili-e-limitazioni-necessarie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38489","title":{"rendered":"IL WELFARE PER GLI IMMIGRATI IN UE, TRA DIRITTI INTANGIBILI E LIMITAZIONI NECESSARIE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA QUESTIONE SI RISOLVE CON SOLUZIONI DIFFERENZIATE &#8211; AL NUOVO ARRIVATO SI PU\u00d2 CHIEDERE DI ATTENDERE PRIMA DI ESSERE PARIFICATO PIENAMENTE AI CITTADINI UE, MA\u00a0\u00c8 ESSENZIALE CHE NON VENGA TRATTATO COME UN INTRUSO, O PEGGIO SFRUTTATO<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale di Maurizio Ferrera pubblicato sul<\/em> Corriere della Sera <em>dell&#8217;11 gennaio 2016<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Meno welfare agli immigrati, anche quelli che provengono da altri paesi UE. Con questa proposta, David Cameron ha lanciato da qualche mese un attacco alla libert\u00e0 di movimento dei lavoratori, uno dei pilastri portanti del mercato interno e dell\u2019intera costruzione europea. Le reazioni di Bruxelles e dei paesi dell\u2019Est sono state finora molto negative. Ma dalla parte del premier inglese potrebbe ora schierarsi uno strano \u201ccompagno di letto\u201d: il partito socialdemocratico tedesco. Durante le feste, la Ministra Andrea Nahles (SPD) ha infatti proposto di escludere i migranti UE dai sussidi di disoccupazione per almeno un anno dopo il loro arrivo. Pochi giorni fa, Angela Merkel si \u00e8 dichiarata d\u2019accordo. Sulla scia della crisi dei rifugiati, l\u2019opinione pubblica sta diventando sempre pi\u00f9 tiepida rispetto alla politica delle porte aperte. Un recente sondaggio ARD rivela che oggi due terzi dei tedeschi vorrebbe chiudere le frontiere, dodici punti percentuali in pi\u00f9 rispetto all\u2019estate scorsa.<\/p>\n<p>Come valutare le richieste britanniche, ora in parte condivise da Berlino? I migranti intra-UE sono circa 14 milioni. La loro incidenza sulla popolazione autoctona \u00e8 maggiore nel Regno Unito, in Germania, nei paesi nordici e nel Benelux. I dati economici segnalano che per i paesi riceventi i benefici in termini di tasse e contributi sono superiori ai costi in termini di welfare. E\u2019 per\u00f2 vero che, durante la crisi, in alcune aree geografiche e settori occupazionali vi \u00e8 stata concorrenza diretta fra immigrati e lavoratori nazionali, soprattutto quelli con basse qualifiche. In molte citt\u00e0 del Nord Europa le comunit\u00e0 di polacchi, romeni, bulgari si concentrano in alcuni quartieri, rendendo particolarmente visibile la loro diversit\u00e0 linguistica, culturale, spesso di costumi. E non sono mancati casi di opportunismo e frodi nella fruizione delle prestazioni sociali. Come ben sappiamo, si tratta di fenomeni che riguardano anche i nativi. Ma quando i protagonisti sono gli immigrati, lo scalpore \u00e8 pi\u00f9 alto.<\/p>\n<p>Gli elettori nazionali tendono a non distinguere fra migranti intra o extra-UE e sovrappongono gli effetti dell\u2019integrazione europea con quelli pi\u00f9 generali della globalizzazione. I partiti euroscettici sfruttano questa confusione, cavalcano e spesso istigano paure e diffidenze, diffuse in particolare fra i cittadini economicamente pi\u00f9 vulnerabili. Per ora, nella maggior parte dei paesi riceventi i favorevoli a mantenere le porte aperte ai migranti intra-UE sono ancora la maggioranza, intorno al 51 percento. Ma i margini sono stretti, e rispetto a due anni fa il calo \u00e8 stato massiccio.<\/p>\n<p>Ad oggi, il diritto UE vieta le disparit\u00e0 di trattamento fra nazionali e non nazionali. Che piaccia o no, Bruxelles dovr\u00e0 per\u00f2 rassegnarsi ad ammorbidire qualche regola. Bilanciare la salvaguardia fra libert\u00e0 di movimento e il \u201ccattivo umore\u201d degli elettori non sar\u00e0 certo facile. Le richieste di Cameron (quattro anni di attesa prima di aver diritto al welfare) sono eccessive. La soluzione sta nel mettere a punto percorsi di accesso differenziato. Ai migranti che s\u2019inseriscono da subito nel mercato del lavoro andrebbero riconosciuti, come oggi, pari diritti dal primo giorno. Per i migranti senza lavoro, i non attivi e i familiari a carico (soprattutto se restano nei paesi di origine) si dovrebbero invece ammettere limitazioni.<\/p>\n<p>L\u2019Unione europea non \u00e8 solo uno spazio economico, \u00e8 anche un insieme di \u201ccase nazionali\u201d con proprie tradizioni di solidariet\u00e0 e pratiche di condivisione sociale. Almeno in una prima fase, \u00e8 comprensibile che il migrante UE non venga percepito come concittadino, anche se ha un lavoro. L\u2019essenziale \u00e8 che non venga respinto, n\u00e9 trattato come un intruso o, peggio ancora, sfruttato: salari pi\u00f9 bassi, lavoro irregolare, inadeguata tutela sindacale e cos\u00ec via. Questa \u00e8 la linea rossa che non deve essere oltrepassata. In gioco non \u00e8 solo la salvaguardia del mercato unico (libert\u00e0 di circolazione), ma anche il legame fra il progetto europeo e i valori dell\u2019eguaglianza e della pari dignit\u00e0. La lingua inglese ha una apposita parola per denotare chi non \u00e8 pi\u00f9 straniero ma non \u00e8 ancora un cittadino a pieno titolo: <em>denizen<\/em>. Per chi si trova in questa condizione, le regole da imporre sono quelle dell\u2019ospitalit\u00e0 fra vicini, basate sulla reciprocit\u00e0 e la buona condotta. Da parte di chi viene ospitato, ma anche di chi ospita.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA QUESTIONE SI RISOLVE CON SOLUZIONI DIFFERENZIATE &#8211; AL NUOVO ARRIVATO SI PU\u00d2 CHIEDERE DI ATTENDERE PRIMA DI ESSERE PARIFICATO PIENAMENTE AI CITTADINI UE, MA\u00a0\u00c8 ESSENZIALE CHE NON VENGA TRATTATO COME UN INTRUSO, O PEGGIO SFRUTTATO Editoriale di Maurizio Ferrera pubblicato sul Corriere della Sera dell&#8217;11 gennaio 2016<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33,31],"tags":[],"class_list":["post-38489","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-immigrazione","category-welfare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38489","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38489"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38489\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38489"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38489"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38489"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}