
{"id":38514,"date":"2016-01-16T19:09:46","date_gmt":"2016-01-16T18:09:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38514"},"modified":"2016-01-17T23:31:43","modified_gmt":"2016-01-17T22:31:43","slug":"contrattazione-e-rappresentanza-la-risposta-del-gruppo-frecciarossa-al-mio-commento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38514","title":{"rendered":"CONTRATTAZIONE E RAPPRESENTANZA: LA RISPOSTA DEL GRUPPO &#8220;FRECCIAROSSA&#8221; AL MIO COMMENTO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">DIBATTITO SULL&#8217;ASSETTO MIGLIORE DEI RAPPORTI E DELLA RIPARTIZIONE DI COMPETENZE TRA CONTRATTI DI DIVERSO LIVELLO, NONCH\u00c9 SUI CRITERI DI DETERMINAZIONE DELLA RAPPRESENTATIVIT\u00c0 DELLE ASSOCIAZIONI SINDACALI, IN VISTA DELL&#8217;INTERVENTO PREANNUNCIATO DAL GOVERNO<\/span><\/p>\n<p><em>Risposta, pervenuta il 15 gennaio 2016, dei nove giuslavoristi appartenenti al gruppo &#8220;Frecciarossa&#8221; alle <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38308\" target=\"_blank\">osservazioni da me proposte sul loro progetto<\/a> di riforma della materia della rappresentanza sindacale e della disciplina della contrattazione collettiva &#8211; Segue <strong>una mia replica<\/strong><\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Caro Pietro,<\/p>\n<p>Ti ringraziamo per il rilievo che hai dato al nostro lavoro sul progetto di legge in materia di rappresentanza e contrattazione e delle interessanti osservazioni critiche.<\/p>\n<p>Crediamo che il documento di accompagnamento del progetto illustri gi\u00e0 alcune ragioni del nostro orientamento sui punti da Te toccati, dunque ci limitiamo qui ad alcune sintetiche osservazioni. Alle quali si pu\u00f2 forse premettere che quella che Tu definisci &#8220;timidezza&#8221; (e prima ancora di valutare il merito dei punti nei quali ritieni di riscontrarla) pu\u00f2 essere ricondotta all&#8217;esplicito intento di trovare sul progetto un&#8217;intesa tra giuristi che hanno sensibilit\u00e0, esperienze, collocazioni culturali e professionali diverse, e il cui sforzo \u00e8 stato proprio quello dell&#8217;incontro e confronto di soluzioni tecniche partendo talvolta da opzioni opposte. Ma non solo questo. Abbiamo inteso evitare soluzioni pi\u00f9 radicali (certo pi\u00f9 facili per il tecnico che operi in modo solipsistico), anche perch\u00e9 crediamo e speriamo che la mediazione porti in s\u00e9 il valore aggiunto di soluzioni che siano non solo politicamente pi\u00f9 praticabili, ma anche pi\u00f9 efficaci nel momento della loro (eventuale) concreta attuazione.<\/p>\n<p>Veniamo al merito, che si concentra principalmente sul tema delle regole della contrattazione collettiva, e in particolare del ruolo di contrattazione nazionale e aziendale.\u00a0In questo ambito la Tua critica si muove in relazione a tre aspetti; <em>a)<\/em> non avere previsto che il contratto collettivo aziendale si possa sostituire integralmente a quello nazionale; <em>b)<\/em> avere stabilito che il contratto nazionale possa eventualmente porre limiti alle deroghe introdotte dai contratti aziendali; <em>c)<\/em> avere introdotto una \u201cinderogabilit\u00e0 rafforzata\u201d del contratto collettivo nazionale rispetto a quello decentrato. Quest\u2019ultimo, infatti, potrebbe incontrare i limiti imposti dal ccnl mentre, nella deroga della legge, avrebbe un potere derogatorio privo di vincoli.<\/p>\n<p>In primo luogo va rammentato che <strong>la nostra proposta tende a valorizzare il contenuto del Testo Unico del 2014<\/strong> che non prevede la totale fungibilit\u00e0 tra contratto nazionale ed aziendale e stabilisce un meccanismo di coesistenza tra i due livelli, con possibili forme di coordinamento nell\u2019ambito di un decentramento contrattuale regolato. La Tua diversa proposta verrebbe quindi a costituire una netta cesura con la volont\u00e0 delle principali organizzazioni sindacali, delle imprese e dei lavoratori: essa costituirebbe una regolazione \u201cimposta\u201d dall\u2019ordinamento statuale in una materia cos\u00ec delicata; regolazione che al contrario, a nostro parere, deve essere per quanto possibile rispettosa degli equilibri e della volont\u00e0 delle parti sociali.<\/p>\n<p>In considerazione, inoltre, della scarsa diffusione dei contratti collettivi di secondo livello (applicati in generale a circa il 30% delle aziende di maggiori dimensioni e con percentuali, in alcuni settori produttivi, nettamente inferiori), <strong>il Tuo progetto consentirebbe la fungibilit\u00e0 soltanto per le imprese pi\u00f9 grandi<\/strong>, mentre un numero assai elevato di piccole e medie aziende ne rimarrebbero escluse.<\/p>\n<p>La nostra proposta, comunque, prevede che, qualora il ccnl ponga limiti di materia o di deroga al livello aziendale ed essi non vengano rispettati, l\u2019unico effetto \u00e8 quello della mancata efficacia <em>erga omnes<\/em> del contratto collettivo decentrato. Con la conseguenza che <strong>l\u2019eventuale violazione dei limiti potrebbe anche non escludere la facolt\u00e0 del livello aziendale di derogare quello superiore<\/strong>, come affermato anche dalla giurisprudenza. Si esclude, quindi, ogni intervento di legge sull\u2019 efficacia reale, ma pure obbligatoria, nei rapporti tra contratti di diverso livello. Il nostro progetto non intende, infatti, intervenire su questioni che attengono alla struttura della contrattazione collettiva la cui regolamentazione va lasciata, per intero, alle parti sociali.<\/p>\n<p>Infine ci sembra impropria la assimilazione tra la derogabilit\u00e0 del CCNL da parte del contratto aziendale e il rapporto tra quest\u2019ultimo e la legge. Nella ipotesi prevista dall\u2019articolo 19 del nostro testo, <strong>la derogabilit\u00e0 rispetto alla legge<\/strong> non ha portata generale, perch\u00e9 i contratti collettivi possono operare nell\u2019ambito di precisi \u201cvincoli di scopo\u201d (creare maggiore occupazione, migliorare la produttivit\u00e0 del lavoro ecc.) e soltanto in relazione a materie tassativamente indicate (mutamento di mansioni, contratti di lavoro a termine ecc.), dunque per ipotesi che ha senso immaginare solo con riferimento al livello aziendale. Al contrario nei rapporti tra livelli contrattuali (nazionale ed aziendale) la derogabilit\u00e0 non ha le limitazioni sopra indicate e pu\u00f2 riguardare tutte le materie e gli istituti, salvo i limiti che la stessa autonomia collettiva riterr\u00e0 opportuno introdurre sulla base di libere scelte negoziali.<\/p>\n<p>Si tratta, quindi, di situazioni assai diverse che non possono essere collocate sul medesimo piano.<\/p>\n<p>Le tue osservazioni toccano poi la questione degli <strong>indici di rappresentativit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>In proposito critichi la proposta per il fatto che essa fa proprio il meccanismo di misurazione della rappresentativit\u00e0 delle associazioni sindacali (dei lavoratori) che combina il dato dei voti conseguiti nelle elezioni delle rappresentanze sindacali nei luoghi di lavoro, con quello dei lavoratori iscritti mediante delega per la trattenuta delle quote sindacali; la Tua proposta \u00e8 quella di basarsi invece sul solo dato elettorale (e agendo invece sul collegamento tra rappresentanze e associazioni).<\/p>\n<p>La ragione di tale critica, relativa alle difficolt\u00e0 pratiche sino ad oggi incontrate nella raccolta del dato degli iscritti, \u00e8 facilmente superabile proprio grazie alle previsioni della proposta di legge, le quali rendono <strong>obbligatoria per ogni datore di lavoro sia l\u2019accettazione delle deleghe per le quote sindacali, sia la comunicazione del numero di iscritti<\/strong> con modalit\u00e0 che dovranno essere fissate dal Ministero del Lavoro (al quale Ministero, e non all\u2019Inps, \u00e8 affidato il compito di rilevare e trattare i dati sulla rappresentativit\u00e0).<\/p>\n<p>A parte questo aspetto pratico, ci pare che la Tua proposta (rilevare il solo dato elettorale) si scontri con una consolidata tradizione e un radicato consenso dei principali soggetti del sistema delle relazioni sindacali che, come si \u00e8 precisato, si ritiene utile valorizzare per quanto possibile in qualsiasi disciplina di legge di temi cos\u00ec complessi (evitando atteggiamenti ingegneristici di costruzione a tavolino di modelli astratti, lontani dalla concreta esperienza messa in campo dal sistema).<\/p>\n<p>Ma non basta, perch\u00e9 vi sono anche alcuni importanti dati formali e sostanziali di cui il regolatore ha il dovere di tener conto:<\/p>\n<p>&#8211; sul piano formale non si pu\u00f2 ignorare che <strong>l\u2019art. 39 della Costituzione<\/strong> (norma che la nostra proposta non mira a modificare) toccando il tema della rappresentativit\u00e0 <strong>valorizza proprio il dato associativo<\/strong>; l\u2019ordinamento, poi, vi ha opportunamente affiancato quello elettorale nel Testo unico su lavoro pubblico, il quale sembra aver dato buona prova, sotto questo profilo, nel dare emersione alle diverse legittime concezioni della rappresentanza sindacale e del rapporto tra organizzazioni sindacali e lavoratori;<\/p>\n<p>&#8211; ancora pi\u00f9 rilevante, tuttavia, ci pare l\u2019osservazione sostanziale per cui vi sono <strong>molte imprese (e addirittura interi settori produttivi) dove l\u2019esperienza delle rappresentanze elettive non ha attecchito<\/strong> o \u00e8 di fatto difficile, se non impossibile, cosa che vale soprattutto per le imprese di minore dimensione: in tale contesto, basare il rilievo della rappresentativit\u00e0 dei sindacati sul solo voto elettorale significherebbe di fatto far prevalere nel gioco della rappresentanza (anche formalmente) gli interessi dei soli lavoratori delle medie e grandi imprese, rischiando cos\u00ec di accentuare uno di quei \u201cdualismi\u201d sui quali Tu stesso hai tante volte puntato le tue critiche. \u00c8\u00a0noto, per altro, che il criterio misto deleghe\/voti \u00e8 il pi\u00f9 diffuso (di recente \u00e8 stato accolto nell\u2019accordo del settore delle Cooperative e integrato, con altri pi\u00f9 discutibili criteri, nell\u2019accordo Confcommercio) ed \u00e8 l\u2019unico che pu\u00f2 vantare una sperimentazione normativa positiva (nel settore pubblico).<\/p>\n<p>Un caro saluto.<\/p>\n<p>Bruno Caruso, Raffaele De Luca Tamajo, Riccardo Del Punta, Marco Marazza, Arturo Maresca, Adalberto Perulli, Roberto Romei, Franco Scarpelli, Valerio Speziale<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>LA MIA RISPOSTA<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><em><span style=\"color: #333300;\">Ringrazio a mia volta il gruppo dei giuslavoristi &#8220;Frecciarossa&#8221; per l&#8217;attenzione dedicata al mio commento, e a mia volta propongo loro e ai nostri lettori le brevi osservazioni che seguono, le quali ovviamente non hanno alcuna pretesa di chiudere il discorso, anzi semmai di aprirlo ulteriormente, in preparazione delle scelte che il Governo compir\u00e0 nelle prossime settimane.<\/span><\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><em><span style=\"color: #333300;\"><strong>1.<\/strong> Un primo punto di dissenso riguarda la scelta del gruppo &#8220;Frecciarossa&#8221; di rimanere ancorato al modello che si esprime negli accordi interconfederali del 2011 e 2013, riuniti nel &#8220;testo unico&#8221; del gennaio 2014, che sostanzialmente affidano al contratto collettivo nazionale il compito di determinare una parte rilevante della dinamica salariale, in misura uniforme per tutto il territorio nazionale e con efficacia inderogabile per l&#8217;intero settore. Osservo in proposito che: <strong>a)<\/strong> <strong>la questione posta dal Governo alle Parti sociali<\/strong> nel giugno scorso (e, prima ancora, posta dai vertici della UE e della BCE al nostro Governo) sta proprio nella necessit\u00e0 di superare quel modello, puntando a un assetto nel quale gli aumenti salariali rispetto a un minimo assoluto fissato centralmente siano decisi al livello dell&#8217;azienda nella quale si realizza la maggiore produttivit\u00e0 del lavoro; <strong>b)<\/strong>\u00a0la <strong>Confindustria<\/strong>, che pure \u00e8 anch&#8217;essa firmataria degli accordi del 2011, 2013 e 2014, ha manifestato il proprio intendimento di accogliere la sollecitazione proveniente dal Governo e di modellare di conseguenza i nuovi contratti collettivi di settore; e <strong>Federmeccanica<\/strong> ha compiuto l&#8217;esercizio progettuale di delineare una soluzione coerente con quella sollecitazione;\u00a0<strong>c)<\/strong>\u00a0non si tratta dunque di progettare &#8220;forzature legislative&#8221; ai danni dell&#8217;assetto contrattuale voluto dalle parti, bens\u00ec di <strong>cooperare al necessario delinearsi di un nuovo assetto generale<\/strong>, in difetto del quale la prospettiva \u00e8 quella della frammentazione del sistema delle relazioni sindacali (la vicenda Fiat e quello che sta accadendo ai tavoli dei rinnovi dei contratti nazionali insegnano).<\/span><\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><em><span style=\"color: #333300;\"><strong>2.<\/strong> Un secondo punto di dissenso riguarda le <strong>conseguenze di un regime nel quale il contratto aziendale potesse derogare senza limiti e quindi addirittura sostituirsi al contratto nazionale<\/strong> (come accade in Germania): il gruppo &#8220;Frecciarossa&#8221; sostiene che in realt\u00e0 soltanto le imprese di grandi dimensioni potrebbero avvalersene, mentre il restante 70 per cento dei lavoratori italiani, cio\u00e8 la parte non coperta dalla contrattazione aziendale, ne resterebbe esclusa. Rispondo che: <strong>a)<\/strong>\u00a0derogabilit\u00e0 del ccnl significa che esso rimane comunque come <strong>disciplina applicabile per <\/strong><\/span><\/em><strong><span style=\"color: #333300;\">default<\/span><\/strong><em><span style=\"color: #333300;\">, in tutti i casi in cui manchi una disciplina contrattuale stipulata a un livello pi\u00f9 vicino al luogo di lavoro; <strong>b)<\/strong>\u00a0l&#8217;attivazione di <strong>voci retributive e benefici di welfare aziendale legati alla maggiore produttivit\u00e0<\/strong> che nell&#8217;impresa stessa concretamente si determina pu\u00f2 essere non solo incentivata sul piano fiscale, ma anche resa esigibile da accordi nazionali (in questa direzione si muove, per esempio, la proposta di Federmeccanica; un&#8217;altra proposta molto interessante che muoveva in questa direzione venne elaborata e pubblicata da Tito Boeri e Pietro Garibaldi nel 2008); <strong>c)<\/strong>\u00a0il sistema attuale, caratterizzato da una dinamica degli standard retributivi determinata centralmente, potrebbe (forse) conservare un significato apprezzabile se coerentemente si imponesse davvero la <strong>chiusura delle aziende incapaci di reggere quello standard<\/strong> e la migrazione dei loro dipendenti verso le aziende pi\u00f9 forti; noi, invece, per un verso teniamo in vita con la respirazione artificiale imprese vistosamente incapaci di superare l&#8217;asticella, per altro verso deliberatamente consentiamo che met\u00e0 dell&#8217;economia del Mezzogiorno operi in deroga a quegli standard, come economia sommersa, cos\u00ec condannando questa parte del Paese a una condizione di arretratezza e di sottosviluppo. Su questo punto richiamo il mio scritto\u00a0<\/span><\/em><\/span><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=37206\">Contrattazione: le quattro ragioni per una svolta<\/a>.<\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><em><span style=\"color: #333300;\"><strong>3. <\/strong>I miei interlocutori fanno presente che, nel loro progetto, non \u00e8 prevista l&#8217;invalidit\u00e0 del contratto aziendale stipulato in deroga rispetto a quello nazionale, bens\u00ec soltanto la sua non applicabilit\u00e0 <\/span><\/em><span style=\"color: #333300;\">erga omnes<em>: in altre<\/em><\/span><em><span style=\"color: #333300;\">\u00a0parole, l&#8217;imprenditore sarebbe libero, per esempio, di negoziare in azienda una struttura retributiva nella quale la parte fissa sia ridotta rispetto a quanto previsto dal ccnl, e la parte variabile pi\u00f9 ampia; ma in questo caso il contratto aziendale si applicherebbe solo agli iscritti ai sindacati stipulanti e non a tutti i dipendenti. Questa, per\u00f2, mi sembra <strong>una prospettiva davvero poco realistica<\/strong>. Per fare un esempio: pensano davvero i giuslavoristi del gruppo &#8220;Frecciarossa&#8221; che Marchionne a Pomigliano, e un quarto di secolo prima la Nissan a Sunderland (1), avrebbero accettato di basare i loro piani industriali su di un contratto che qualsiasi dipendente non iscritto ai sindacati stipulanti avrebbe potuto in seguito contestare rivendicando l&#8217;applicazione di diversi <\/span><\/em><span style=\"color: #333300;\">terms and conditions<\/span><em><span style=\"color: #333300;\">?<\/span><\/em><\/span><\/p>\n<p><em><strong>4.<\/strong>\u00a0Sono d&#8217;accordo sulla <strong>distinzione netta tra il tema della derogabilit\u00e0 del contratto collettivo nazionale e quello della derogabilit\u00e0 della legge<\/strong>. Dissento per\u00f2 dal progetto del gruppo &#8220;Frecciarossa&#8221; l\u00e0 dove esso prevede che la legge attribuisca al contratto nazionale la facolt\u00e0 di stabilire i limiti della propria derogabilit\u00e0 ai livelli inferiori. A mio avviso \u00e8 opportuno che l&#8217;ordinamento statale ponga la regola opposta, ovvero quella per cui il contratto aziendale, se stipulato con una coalizione sindacale dotata dei requisiti opportunamente stabiliti, prevale su quello nazionale. Questo non costituirebbe una forzatura rispetto all&#8217;autonomia collettiva di sindacati e imprenditori, dal momento che questi resterebbero liberi di esercitare o no, al livello aziendale, lo spazio di autonomia attribuiti loro dalla legge. Come, del resto, \u00e8 gi\u00e0 accaduto in riferimento agli spazi di autonomia che sono stati attribuiti loro dall&#8217;articolo 8 del d.-l. n. 138\/2011.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em><strong>5.<\/strong>\u00a0In tema di <strong>misurazione della rappresentativit\u00e0 delle associazioni sindacali stipulanti<\/strong>, la mia perplessit\u00e0 non riguarda soltanto la difficolt\u00e0 di rilevazione del dato sul tesseramento (difficolt\u00e0 che, temo, si manifesterebbe ancor di pi\u00f9 a seguito dell&#8217;affidamento al ministero della funzione attualmente affidata all&#8217;Inps), ma anche il fatto che non si pu\u00f2 attribuire <\/em>per legge<em> lo stesso peso a una tessera quale quella di Cgil, Cisl e Uil, che costa intorno all&#8217;uno per cento della retribuzione-base di un impiegato o operaio,\u00a0\u00a0e una tessera che potrebbe domani essere distribuita <\/em>nummo uno\u00a0<em>da<\/em>\u00a0<em>un sindacato diverso,\u00a0<\/em>proprio<em> al fine di guadagnare peso nella rilevazione. L&#8217;importanza della questione, comunque, potrebbe essere ridimensionata in considerazione del fatto che, in tutti i casi in cui sono stati rilevati entrambi i dati &#8211; quello elettorale e quello associativo -, si \u00e8 registrata anche una sostanziale congruenza tra di essi. \u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Detto questo, la questione \u00e8 ovviamente apertissima. Dibattiti come questo non possono che giovare alla ricerca della soluzione migliore. \u00a0 \u00a0(p.i.)<\/em><\/p>\n<p>__________________<\/p>\n<p><em>(1) Per una descrizione della vicenda dello stabilimento Nissan di Sunderland rinvio al secondo capitolo del mio libro<\/em> <a href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/libri\/view.asp?IDArticle=330\" target=\"_blank\">A che cosa serve il sindacato<\/a>.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DIBATTITO SULL&#8217;ASSETTO MIGLIORE DEI RAPPORTI E DELLA RIPARTIZIONE DI COMPETENZE TRA CONTRATTI DI DIVERSO LIVELLO, NONCH\u00c9 SUI CRITERI DI DETERMINAZIONE DELLA RAPPRESENTATIVIT\u00c0 DELLE ASSOCIAZIONI SINDACALI, IN VISTA DELL&#8217;INTERVENTO PREANNUNCIATO DAL GOVERNO Risposta, pervenuta il 15 gennaio 2016, dei nove giuslavoristi appartenenti al gruppo &#8220;Frecciarossa&#8221; alle osservazioni da me proposte sul loro progetto di riforma della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"class_list":["post-38514","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38514","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38514"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38514\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38514"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38514"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38514"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}