
{"id":38625,"date":"2016-01-22T17:07:09","date_gmt":"2016-01-22T16:07:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38625"},"modified":"2016-01-22T17:15:53","modified_gmt":"2016-01-22T16:15:53","slug":"come-e-cambiato-il-mercato-del-lavoro-con-il-jobs-act","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38625","title":{"rendered":"COME \u00c8 CAMBIATO IL MERCATO DEL LAVORO CON IL JOBS ACT"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">CON LA RIFORMA I CONTRATTI A TEMPO INDETERMINATO SONO CRESCIUTI IN MODO NETTO, MA \u00c8 CRESCIUTA MENO L&#8217;OCCUPAZIONE COMPLESSIVA &#8211; QUESTO PU\u00d2 PORTARE CON S\u00c9 BENEFICI SU PRODUTTIVIT\u00c0 E CRESCITA, MA LA SCOMMESSA DI FARE DEL LAVORO STABILE LA FORMA NORMALE DI ASSUNZIONE NON \u00c8 ANCORA VINTA<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo pubblicato sul sito<\/em> <a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/archives\/39391\/come-cambia-il-mercato-del-lavoro-dopo-il-jobs-act\/\" target=\"_blank\">lavoce.info<\/a> <em>sotto lo pseudonimo Tortuga il 22 gennaio 2016<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Il governo continua a sbandierare i successi del <em>Jobs Act<\/em>, e addirittura la Cgil ha ammesso che punterebbe ad abolire solo alcuni punti del provvedimento e non la riforma del lavoro nella sua interezza. Tuttavia, sul <em>fact-checking<\/em> sulla legge c\u2019\u00e8 molta confusione. Quali aspetti del mondo del lavoro il <em>Jobs Act<\/em> mira a cambiare? Quali sono i dati da considerare, i risultati da aspettarsi e le conclusioni da trarne?<\/p>\n<p><strong>Cosa dicono i numeri<\/strong><\/p>\n<p>Per capire cosa \u00e8 effettivamente cambiato \u00e8 utile considerare due aspetti: l\u2019andamento delle assunzioni\/licenziamenti (i cosiddetti flussi), e i livelli di occupazione, ossia quante persone lavorano o cercano lavoro (i cosiddetti stock).\u00a0<a href=\"https:\/\/www.inps.it\/portale\/default.aspx?iMenu=1&amp;itemDir=10342\">L\u2019osservatorio Inps sul precariato<\/a>\u00a0ha pubblicato ieri i nuovi dati sulle assunzioni\/licenziamenti.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/archives\/36602\/la-calda-estate-delle-statistiche-sul-lavoro\/\">Come spiega Pietro Garibaldi<\/a>, questi dati sono attendibili e completi, visto che l\u2019Inps riporta direttamente i numeri dei contributi fiscali che riceve dai datori di lavoro. La linea blu riporta la somma delle nuove assunzioni a tempo indeterminato e delle trasformazioni, meno i licenziamenti. In altre parole, rappresenta quanti nuovi contratti a tempo indeterminato sono stati firmati, meno quelli che sono stati stracciati, nei dodici mesi precedenti.<\/p>\n<p><strong>Grafico 1 \u2013 attivazioni e trasformazioni, al netto delle cessazioni (saldo tendenziale)<\/strong><\/p>\n<p>Il trend \u00e8 evidente: da febbraio 2015 si registra un\u2019impennata del numero di nuovi contratti a tempo indeterminato, mentre quelli a tempo determinato e apprendistato diminuiscono. L\u2019introduzione delle tutele crescenti e soprattutto della decontribuzione fiscale sulle nuove assunzioni stabili sembra abbia spinto finalmente i datori di lavoro ad utilizzare il tempo indeterminato.<br \/>\nIl secondo dato \u00e8 invece fornito dall\u2019Istat,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/177987\">nell\u2019indagine mensile su occupati e disoccupati<\/a>. Se prima si parlava di nuovi contratti, in questo caso si stima tramite campionamento il numero di persone che lavorano (gli occupati), quelle \u201cattive\u201d (la forza lavoro totale, ossia occupati e disoccupati) e quelle inattive (n\u00e9 occupati, n\u00e9 in cerca di lavoro). La percentuale di occupati rispetto al totale della popolazione cresce da dicembre 2014, tuttavia da met\u00e0 2015 diminuisce la percentuale di attivi. Questo significa che solo alcuni dei milioni di disoccupati della crisi sono tornati a lavorare, mentre gli altri si sono ritirati dalla forza lavoro. I posti di lavoro sono quindi aumentati solo lievemente, un aumento non per forza dovuto direttamente al Jobs act, ma che potrebbe essere legato alla congiuntura economica e ad altri fattori esterni, per esempio il basso prezzo del petrolio.<\/p>\n<p><strong>Grafico 2 \u2013 tasso di occupazione<\/strong><\/p>\n<p>Quindi, il risultato principale della coppia Jobs act-decontribuzione \u00e8 per il momento una massiccia virata sul tempo indeterminato, piuttosto che un boom di posti di lavoro. Un risultato sufficiente? Se il tempo indeterminato rimarr\u00e0 la forma contrattuale centrale nei prossimi anni, le conseguenze positive su occupazione, produttivit\u00e0 e crescita potrebbero effettivamente arrivare. Il contratto a tempo indeterminato potrebbe favorire, per esempio, l\u2019investimento nella formazione del lavoratore oltre che consentire una maggiore stabilit\u00e0 economica alle famiglie.<\/p>\n<p><strong>Gli effetti del <em>Jobs Act<\/em> nel lungo periodo<\/strong><\/p>\n<p>Dall\u2019altro lato, bisogna tenere a mente che il tempo indeterminato che vediamo crescere nelle statistiche non \u00e8 pi\u00f9 quello di Checco Zalone. Infatti, con le nuove tutele crescenti, il rischio \u00e8 che, allo scadere dei tre anni di decontribuzione, quando il tempo indeterminato diventer\u00e0 di nuovo costoso per i datori di lavoro, le aziende tornino ad assumere a tempo determinato, liberandosi dei contratti a tempo indeterminato prima che le tutele \u201ccrescano\u201d troppo.<br \/>\nBisogna inoltre tenere a mente che, secondo i sostenitori del Jobs act, l\u2019aumento delle assunzioni e delle cessazioni evidenziato dai dati rappresenterebbe un passo verso un sistema in cui il lavoratore pu\u00f2 essere assunto e licenziato pi\u00f9 facilmente, sulla scorta di ammortizzatori sociali rinforzati e delle cosiddette politiche attive. Le misure in merito contenute nel <em>Jobs Act<\/em>, anche secondo alcune analisi Ocse, potrebbero favorire un aumento dei livelli di produttivit\u00e0 e di occupazione nel lungo periodo.<br \/>\nPer un giudizio completo, quindi, bisogna ancora una volta aspettare i prossimi dati. Per il momento possiamo prevedere una nuova impennata dei contratti a tempo indeterminato nel mese di dicembre, l\u2019ultimo mese utile per usufruire della decontribuzione piena. Di l\u00ec al 2018, con la progressiva uscita di scena degli incentivi sui nuovi assunti che gi\u00e0 da gennaio scenderanno al 40 per cento, capiremo se la nostra economia sta effettivamente scommettendo sul tempo indeterminato, o se siamo di fronte a una bolla dovuta esclusivamente agli sgravi fiscali. La speranza del governo \u00e8 che la ripresa si rinforzi nel frattempo, permettendo di consolidare i nuovi posti di lavoro, e magari di mantenere conveniente dal punto di vista fiscale il lavoro a tempo indeterminato. L\u2019aumento dei nuovi contratti a tempo indeterminato \u00e8 quindi un buon segno ma, pi\u00f9 che cedere ai trionfalismi, bisognerebbe tenere alta la guardia: la scommessa sulla ripresa e sul riportare il lavoro stabile al centro deve ancora essere vinta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CON LA RIFORMA I CONTRATTI A TEMPO INDETERMINATO SONO CRESCIUTI IN MODO NETTO, MA \u00c8 CRESCIUTA MENO L&#8217;OCCUPAZIONE COMPLESSIVA &#8211; QUESTO PU\u00d2 PORTARE CON S\u00c9 BENEFICI SU PRODUTTIVIT\u00c0 E CRESCITA, MA LA SCOMMESSA DI FARE DEL LAVORO STABILE LA FORMA NORMALE DI ASSUNZIONE NON \u00c8 ANCORA VINTA Articolo pubblicato sul sito lavoce.info sotto lo pseudonimo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-38625","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38625","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38625"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38625\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38625"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38625"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38625"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}