
{"id":38636,"date":"2016-01-25T10:23:34","date_gmt":"2016-01-25T09:23:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38636"},"modified":"2016-01-31T15:12:26","modified_gmt":"2016-01-31T14:12:26","slug":"cosa-e-cambiato-davvero-nel-mercato-del-lavoro-e-non-solo-nel-friuli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38636","title":{"rendered":"L&#8217;AUMENTO DEL LAVORO A TUTELE CRESCENTI E DI QUELLO ACCESSORIO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL SIGNIFICATO DEL FORTE AUMENTO DELLE ASSUNZIONI STABILI, MA ANCHE DEL LAVORO ACCESSORIO: UN MERCATO PI\u00d9 FLUIDO E PI\u00d9 RICCO DI OPPORTUNIT\u00c0, DAL QUALE IL LAVORATORE ATTINGE LIBERT\u00c0 DI SCELTA E QUINDI ANCHE FORZA CONTRATTUALE<\/span><\/p>\n<p><em>Testo integrale di un&#8217;intervista a cura di Antonella Lanfrit, pubblicata (con alcuni tagli per ragioni di spazio) sul <\/em>Gazzettino del Friuli Venezia Giulia\u00a0<em>il 25 gennaio 2016, in occasione di una mia conferenza a Udine<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong>Professor Ichino, lei arriva in Friuli Venezia Giulia dove nel 2015 si \u00e8 avuto l\u201987% in pi\u00f9 di contratti a tempo indeterminato rispetto al 2014. Tuttavia, tra i nuovi avvii a tempo indeterminato e la cessazione della stessa tipologia di contratti nello stesso periodo si \u00e8 registrato un saldo negativo di -1.045 unit\u00e0. I contratti a tempo determinato restano la maggioranza e aumentano del 2,5%. In questo scenario, localmente si pu\u00f2 parlare di <em>Lavoro ritrovato<\/em>?<br \/>\n<\/strong>Certo che s\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9?<br \/>\n<\/strong>Perch\u00e9 proprio il primo dato da lei citato d\u00e0 la misura di un mercato del lavoro fluido e dinamico, nel quale le persone si muovono con facilit\u00e0. Dunque non un \u201cbuco nero\u201d, un luogo di perdizione, ma il luogo dal quale il lavoratore attinge la propria forza contrattuale. Perch\u00e9 il lavoratore \u00e8 forte quando pu\u00f2 scegliere dove lavorare. La grande maggioranza delle cessazioni di contratti a tempo indeterminato \u00e8 costituita da dimissioni, cio\u00e8 casi in cui \u00e8 la persona interessata a scegliere di cambiare lavoro. E l\u201987 per cento in pi\u00f9 di nuovi contratti a tempo indeterminato significa che si \u00e8 quasi raddoppiata la possibilit\u00e0 di trovare un nuovo lavoro stabile.<\/p>\n<p><strong>Si pu\u00f2 considerare stabile anche un rapporto \u201ca tutele crescenti\u201d?<br \/>\n<\/strong>Guardi che in tutto il resto d\u2019Europa \u201cstabile\u201d non ha mai significato \u201cingessato\u201d. Stabile \u00e8 un rapporto il cui programma contrattuale non \u00e8 asfittico, non \u00e8 limitato a tre o sei mesi, o se va bene a un anno, come i contratti a termine e le collaborazioni autonome a cui ci siamo tristemente abituati, ma guarda a un orizzonte pi\u00f9 lontano. Sul presupposto che le cose vadano bene: la stabilit\u00e0 non pu\u00f2 implicare che il rapporto debba sopravvivere artificialmente anche se le cose dovessero andare male.<\/p>\n<p><strong>Gli ultimi dati Inps rilevano che in Fvg l\u2019utilizzo dei <em>voucher<\/em> \u00e8 cresciuto del 40% (in Italia del 67,5%). L\u2019assessore regionale al Lavoro Loredana Panariti ha detto: \u201c\u00c8 tanto e non va bene. Serve una norma nazionale per ricondurli all\u2019utilizzo per cui erano nati\u201d. Lei come interpreta questa crescita esponenziale? Inevitabile? Fa parte della necessaria flessibilit\u00e0 o occorre davvero rimetterci mano dal punto di vista legislativo?<br \/>\n<\/strong>Che l\u2019utilizzo dei buoni per il \u201clavoro accessorio\u201d aumentasse era proprio nelle intenzioni del legislatore. E il fatto che questo sia avvenuto conferma che abbiamo voltato pagina rispetto a una lunga stagione della legislazione del lavoro italiana, nella quale i risultati pratici delle misure adottate si misurava in termini di zero virgola. Variazioni misurate a due cifre significano che finalmente le nostre politiche del lavoro sono efficaci. Si pu\u00f2, ovviamente, dissentire dall\u2019obiettivo che il Governo si \u00e8 proposto, ampliando la possibilit\u00e0 di ricorso al lavoro accessorio; ma chi critica ha l\u2019onere di dimostrare che questo aumento sia un male, cio\u00e8 che il lavoro accessorio sta sostituendo lavoro stabile. Abbiamo invece l\u2019evidenza opposta.<\/p>\n<p><strong>In quali situazioni lo sviluppo del lavoro accessorio pu\u00f2 considerarsi un fatto positivo?<br \/>\n<\/strong>La norma lo consente con una certa larghezza \u2013 cio\u00e8 fino a una retribuzione annua massima complessiva del singolo lavoratore di 7.000 euro \u2013 quando a usufruirne siano le famiglie; il limite di retribuzione complessiva annua si riduce drasticamente \u2013 a 2.000 euro \u2013 quando a usufruirne siano le imprese o gli studi professionali. Se il lavoro accessorio aumenta rispettando questi limiti, il fenomeno \u00e8 positivo, perch\u00e9 significa che si riducono gli ostacoli al lavoro cosiddetto \u201cinterstiziale\u201d e aumentano le occasioni di produzione di reddito in forma regolare per la forza-lavoro marginale e a bassa professionalit\u00e0. Diverso, ovviamente, sarebbe il discorso se questi limiti fossero stati aggirati. Ma occorre dimostrare che questo sia accaduto.<\/p>\n<p><strong>Ai tanti che, giovani e meno giovani, oggi vorrebbero dire addio alla precariet\u00e0 quali indicazioni possibili per imparare a \u201cusare il mercato per salvarsi dalla precariet\u00e0\u201d?<br \/>\n<\/strong>Innanzitutto occorre conoscere analiticamente il mercato, le occasioni che esso offre, le situazioni di <em>skill shortage<\/em> e gli strumenti per accedervi\u2026<\/p>\n<p><strong><em>Skill shortage<\/em>? Traduca.<\/strong><br \/>\nSignifica posti di lavoro permanentemente scoperti per mancanza di manodopera che abbia capacit\u00e0 adeguate. Per darle un\u2019idea, si valuta che solo in Veneto ce ne siano almeno 50.000.<\/p>\n<p><strong>Torniamo a quel che dovrebbero fare i giovani.<\/strong><br \/>\nDovrebbero, innanzitutto, elevare una protesta forte contro il difetto grave di un servizio di orientamento scolastico e professionale degno di questo nome; e contro il fatto che in Italia manchi quasi del tutto l\u2019informazione sul tasso di coerenza tra formazione impartita da ciascun istituto scolastico, centro di formazione o facolt\u00e0 universitaria e sbocchi occupazionali effettivi. Questa \u00e8 l\u2019informazione indispensabile se non si vuol fare le scelte decisive per il proprio futuro con la testa nel sacco.<\/p>\n<p><strong>Dopo un anno di <em>Jobs Act<\/em> si comincia a tirare qualche somma. Quali sono gli errori da non commettere nella valutazione della riforma?<br \/>\n<\/strong>In realt\u00e0 sono passati solo dieci mesi dall\u2019entrata in vigore dei primi due decreti, sette dall\u2019entrata in vigore di altri due, e quattro mesi dall\u2019entrata in vigore degli ultimi: un periodo davvero troppo breve per consentire una valutazione seria dell\u2019impatto della riforma sui comportamenti degli imprenditori \u2013 soprattutto di quelli stranieri \u2013, dei lavoratori e dei consumatori. Tuttavia due dati appaiono evidenti: il primo \u00e8 che la nuova disciplina del rapporto di lavoro e del suo scioglimento, combinata con l\u2019incentivo economico, ha prodotto l\u2019aumento fortissimo delle assunzioni a tempo indeterminato di cui abbiamo parlato all\u2019inizio.<\/p>\n<p><strong>Con il rischio, per\u00f2, che si ritorni indietro quando l\u2019incentivo economico cesser\u00e0.<br \/>\n<\/strong>La combinazione delle due misure era indispensabile per dare uno <em>shock<\/em> positivo a un mercato del lavoro letteralmente infartuato dalla crisi: un po\u2019 come si fa con il defibrillatore per le persone colpite da infarto cardiaco. La speranza \u00e8 che poi tutto il sistema si riassesti su di un equilibrio nuovo rispetto ai decenni passati. Non dimentichiamo che negli anni \u201960, prima dell\u2019articolo 18, le assunzioni a tempo indeterminato erano circa i due terzi del flusso dei nuovi contratti di lavoro; nell\u2019ultimo anno prima della riforma, il 2014, si erano ridotte a un sesto.<\/p>\n<p><strong>L\u2019altro dato a cui accennava, riguardo agli effetti della riforma?<br \/>\n<\/strong>In tutti gli altri Paesi occidentali l\u2019aumento dell\u2019occupazione \u00e8 venuto dai sei ai dodici mesi dopo l\u2019inversione del trend congiunturale, cio\u00e8 il ritorno alla crescita del PIL; in Italia, invece, le due inversioni di tendenza sono venute in coincidenza quasi perfetta tra loro. Questo, probabilmente, \u00e8 effetto proprio delle misure di politica del lavoro adottate dal nostro Governo.<\/p>\n<p><strong>Sul provvedimento per il licenziamento rapido nelle amministrazioni pubbliche non sono mancati giudizi severi: \u201cle regole c\u2019erano gi\u00e0, \u00e8 solo propaganda\u201d. Qual \u00e8 il suo giudizio?<br \/>\n<\/strong>Non \u00e8 solo propaganda: questa misura servir\u00e0 a sbloccare e accelerare i provvedimenti disciplinari relativi ai casi pi\u00f9 gravi di assenteismo fraudolento. Non bisogna, per\u00f2, cadere nell\u2019errore di pensare che in questo modo il problema sia compiutamente risolto. Nel settore pubblico il tasso di assenze dal lavoro \u00e8 pi\u00f9 che doppio rispetto al settore privato; e a fare la differenza i casi di assenteismo fraudolento contribuiscono solo per una parte minima.<\/p>\n<p><strong>E come si affronta tutto il resto del problema?<\/strong><br \/>\nLo si affronta e risolve con una responsabilizzazione forte della dirigenza pubblica rispetto a obiettivi precisi e misurabili di efficienza ed efficacia dei servizi, in modo da costringerla a recuperare ed esercitare incisivamente le proprie prerogative manageriali. Che non sono solo il potere disciplinare, ma anche quello organizzativo, quello direttivo e la funzione di motivazione dei dipendenti. Questa \u00e8 la parte della riforma che deve venire con la seconda mandata dei decreti attuativi della legge-delega varata l\u2019anno scorso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL SIGNIFICATO DEL FORTE AUMENTO DELLE ASSUNZIONI STABILI, MA ANCHE DEL LAVORO ACCESSORIO: UN MERCATO PI\u00d9 FLUIDO E PI\u00d9 RICCO DI OPPORTUNIT\u00c0, DAL QUALE IL LAVORATORE ATTINGE LIBERT\u00c0 DI SCELTA E QUINDI ANCHE FORZA CONTRATTUALE Testo integrale di un&#8217;intervista a cura di Antonella Lanfrit, pubblicata (con alcuni tagli per ragioni di spazio) sul Gazzettino del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-38636","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38636","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38636"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38636\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38636"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38636"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38636"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}