
{"id":388,"date":"2008-10-23T14:34:12","date_gmt":"2008-10-23T13:34:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=388"},"modified":"2008-12-14T18:32:16","modified_gmt":"2008-12-14T17:32:16","slug":"nel-libro-verde-sul-welfare-le-grandi-assenti-sono-le-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=388","title":{"rendered":"NEL LIBRO VERDE SUL WELFARE LE GRANDI ASSENTI SONO LE DONNE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">UNA PROPOSTA: FLESSIBILIZZIAMO, PARIFICANDOLO, IL LIMITE DI ETA&#8217; PER IL PENSIONAMENTO DI DONNE E UOMINI; AL TEMPO STESSO UTILIZZIAMO I RISPARMI CHE NE CONSEGUIRANNO PER RAFFORZARE E INCENTIVARE IL LAVORO FEMMINILE<\/span><\/p>\n<p><em>Questa \u00e8 la risposta in forma di lettera aperta &#8211; in corso di pubblicazione su <\/em>la Repubblica <em>del 28 ottobre 2008 &#8211; di un gruppo di parlamentari e di studiosi ed esperti in materia di <\/em><em>welfare all\u2019invito del ministro Sacconi per la discussione sul suo <\/em>Libro verde<em>, pubblicato nella primavera scorsa. <\/em><\/p>\n<p>Signor Ministro, nelle 25 pagine del suo Libro Verde \u201cLa vita buona nella societ\u00e0 attiva\u201d, ci sono delle grandi assenti: le donne. Se \u00e8 vero \u2011 come lei scrive &#8211; che \u201cvita buona\u201d pu\u00f2 esserci in una societ\u00e0 attiva, ci chiediamo come possa sfuggire che in Italia le cifre pi\u00f9 allarmanti su servizi di assistenza all\u2019infanzia e sul mercato del lavoro riguardino proprio una parte importantissima della popolazione, quella femminile.<br \/>\n<!--more--><br \/>\nSe di \u201csociet\u00e0 attiva\u201d vogliamo parlare, partiamo da chi &#8211; secondo le statistiche &#8211; ufficialmente attivo non \u00e8, ma ufficiosamente occupa gran parte della propria giornata a fare da \u201ctappabuchi\u201d a un <em>welfare<\/em> che non c\u2019\u00e8, non ha un impiego perch\u00e9 non riesce a conciliare le cure ai bambini o agli anziani con l\u2019orario di lavoro, oppure perch\u00e9 \u00e8 scoraggiato dalla bassa domanda da parte delle imprese. Una societ\u00e0 che vuole essere attiva e vuole raggiungere \u201cla buona vita\u201d non pu\u00f2 certo disinteressarsi di circa tre milioni e mezzo di donne inattive che vorrebbero lavorare ma non possono farlo. In una situazione economica precaria e grave come quella di questi giorni, pu\u00f2 apparire totalmente fuori agenda parlare di occupazione femminile e riforme possibili. Tuttavia \u00e8 forse proprio questa congiuntura non felice a render necessario uno sforzo comune per non abbandonare le donne italiane, maggiormente esposte ai rischi dei tagli sui servizi che probabilmente ci saranno e a essere scartate dalle imprese italiane in affanno, con un ulteriore aggravio dei <em>gap<\/em> occupazionali e della vulnerabilit\u00e0 sociale. Ci sono piccole e grandi manovre possibili per tamponare l\u2019emergenza e riprendere il passo. Occorrerebbe intanto avere una mappatura precisa sui servizi di cura e assistenza. Nel settembre 2006 fu istituito un Piano straordinario per i servizi della prima infanzia dall\u2019intesa in Conferenza Unificata tra il Governo, le Regioni e le autonomie locali, per sviluppare una rete di asili nido e di servizi integrativi sul territorio nazionale. Dei 743 milioni stanziati ne sono stati spesi solo 105.Una simile osservazione vale anche per i fondi europei destinati all\u2019occupazione femminile. Vogliamo cercar di capire insieme perch\u00e9 questi fondi non siano stati spesi e che fine abbiano fatto?<br \/>\nEsiste poi la possibilit\u00e0 di una piccola rivoluzione a costo zero per lo Stato che proviamo a riproporre, una annosa <em>affaire<\/em> che non pare interessare molto la politica: l\u2019equiparazione dell\u2019et\u00e0 pensionabile. La questione non pu\u00f2 pi\u00f9 essere elusa, considerati i venti di crisi e una probabile salatissima multa ai danni dell\u2019Italia conseguente alla procedura d\u2019infrazione della Corte europea per discriminazione retributiva: in un sistema totalmente contributivo in cui tanti pi\u00f9 anni di versamento dei contributi si hanno, quanto pi\u00f9 aumenta l\u2019importo della pensione di vecchiaia, stabilire per legge che una donna debba avere meno anni di contributi di un uomo, \u00e8 a tutti gli effetti una discriminazione retributiva. Per altro verso, una maggiore flessibilit\u00e0 per tutti nella scelta del momento del pensionamento sarebbe pienamente compatibile con la logica del regime pensionistico contributivo. Come auspicato nel suo <em>Libro Verde<\/em> \u00e8 necessaria una ristrutturazione della spesa del <em>welfare<\/em> che tocchi le voci pi\u00f9 costose e meno sostenibili &#8211; pensioni e sanit\u00e0 &#8211; anche alla luce dei preoccupanti trend demografici del nostro Paese e l\u2019aumento dell\u2019et\u00e0 media, specialmente delle donne. Ed \u00e8 qui che azzardiamo una ipotesi: perch\u00e9 non una riforma del <em>welfare<\/em> che passi anche attraverso l\u2019equiparazione di un\u2019et\u00e0 pensionabile resa al contempo pi\u00f9 flessibile? In quest\u2019ordine di idee, si potrebbero vincolare i risparmi derivanti dall\u2019 equiparazione alla creazione di servizi che aiutino le donne nella conciliazione della vita familiare e lavorativa. Questa proposta \u00e8 peraltro in linea con l\u2019appello avanzato in queste ore da Ignazio Visco, vice direttore generale della Banca D\u2019Italia, che evidenzia come per il mantenimento e l&#8217;espansione del livello di vita raggiunto nel nostro Paese, occorra lavorare di pi\u00f9 e pi\u00f9 a lungo. Infine, sull\u2019occupazione femminile, occorre forse ricordare un paio di aspetti pi\u00f9 appetibili e che non seguono certo logiche buoniste. In un periodo in cui si parla molto di qualit\u00e0 nel mondo del lavoro e merito, <em>occupazione femminile<\/em> \u00e8 spesso sinonimo di qualit\u00e0: le donne non temono certo la meritocrazia, anzi, la richiedono, anche perch\u00e9 secondo tutte le statistiche paiono essere in molti campi pi\u00f9 brave dei colleghi uomini. Inoltre, se ci impegnassimo il minimo indispensabile sul fronte occupazionale, favorendo l\u2019ingresso sul mercato del lavoro italiano di appena 100 mila donne in pi\u00f9 nell\u2019arco di un anno, ci\u00f2 si tradurrebbe in un incremento del PIL corrente dello 0.3%. Siamo oggi nelle condizioni di poter rifiutare qualit\u00e0, sviluppo e crescita declinate al femminile? Vogliamo discuterne insieme e impegnarci a trovare delle proposte praticabili?<\/p>\n<p>Sen. Emma Bonino, sen. Pietro Ichino, on. Linda Lanzillotta, prof. Fiorella Kostoris Padoa Schioppa, sen. Donatella Poretti, sen. Nicola Rossi, on. Rita Bernardini, on. Maria Antonietta Farina Coscioni, sen. Maria Leddi Maiola, sen. Francesca Maria Marinaro, Stefania Sidoli- Direzione Generale Studi e Ricerche INPS, on. Elisabetta Zamparutti<\/p>\n<p>Per adesioni e commenti: <a href=\"mailto:equiparare@yahoo.it\">equiparare@yahoo.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UNA PROPOSTA: FLESSIBILIZZIAMO, PARIFICANDOLO, IL LIMITE DI ETA&#8217; PER IL PENSIONAMENTO DI DONNE E UOMINI; AL TEMPO STESSO UTILIZZIAMO I RISPARMI CHE NE CONSEGUIRANNO PER RAFFORZARE E INCENTIVARE IL LAVORO FEMMINILE Questa \u00e8 la risposta in forma di lettera aperta &#8211; in corso di pubblicazione su la Repubblica del 28 ottobre 2008 &#8211; di un [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,9],"tags":[],"class_list":["post-388","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/388","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=388"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/388\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=388"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=388"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=388"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}