
{"id":38921,"date":"2016-02-11T15:36:11","date_gmt":"2016-02-11T14:36:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38921"},"modified":"2016-02-13T11:28:44","modified_gmt":"2016-02-13T10:28:44","slug":"non-e-affatto-una-ripresa-senza-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38921","title":{"rendered":"NON \u00c8 AFFATTO UNA &#8220;RIPRESA SENZA LAVORO&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">I DUE ECONOMISTI CONSIGLIERI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RISPONDONO PUNTUALMENTE, DATI ALLA MANO, ALLA TESI DI LUCA RICOLFI SECONDO CUI NEL CORSO DEL 2015 NON SI SAREBBE VERIFICATO N\u00c9 UN AUMENTO DELL&#8217;OCCUPAZIONE N\u00c9 UNA RIDUZIONE DEL LAVORO PRECARIO<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Marco Leonardi<\/strong>, Professore di economia dell&#8217;Universit\u00e0 statale di Milano, consigliere Economico della Presidenza del Consiglio, e <strong>Tommaso Nannicini<\/strong>, professore di economia dell&#8217;Universit\u00e0 Bocconi, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, pubblicato sul<\/em> Sole 24 Ore <em>il 9 febbraio 2016 &#8211; In argomento v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38875\" target=\"_blank\">La terapia d&#8217;urto per rimettere in moto un mercato del lavoro infartuato<\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/leonardi_nannicini_09feb.pdf\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-180\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/icona-dwl8.png\" alt=\"icona-dwl8\" width=\"53\" height=\"53\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/leonardi_nannicini_09feb.pdf\" target=\"_blank\">Scarica la pagina del <em>Sole 24 Ore<\/em> in formato pdf<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Nel suo articolo di domenica sul <em>Sole24Ore<\/em>, Luca Ricolfi affronta uno degli argomenti pi\u00f9 appetitosi degli ultimi mesi, per i media e per gli economisti: il Jobs Act (inteso come il combinato disposto di decontribuzione e contratto a tutele crescenti) sta producendo effetti positivi sui rapporti di lavoro a tempo indeterminato? La risposta di Ricolfi si articola in due parti: la prima sostiene che il Jobs Act non avrebbe ridotto il peso dell\u2019occupazione precaria (in termini relativi) e la seconda che la spinta ai contratti stabili (in termini assoluti) \u00e8 stata comunque bassa a causa di una ripresa economica ancora lenta.<\/p>\n<p>La prima parte dell\u2019argomentazione di Ricolfi contiene un\u2019imprecisione, laddove si sostiene che nel 2015 \u201cil numero di rapporti di lavoro a tempo indeterminato cessati ha ampiamente superato il numero di rapporti di lavoro attivati, mentre il contrario \u00e8 accaduto per i rapporti di lavoro temporanei\u201d. E che, di conseguenza, non ci sarebbe nessuna discrepanza tra dati amministrativi (Inps) e rilevazioni statistiche (Istat): entrambi mostrerebbero che il peso dell\u2019occupazione precaria nell\u2019economia non si sta riducendo. In verit\u00e0, non \u00e8 cos\u00ec. A quanto pare, Ricolfi dimentica di sommare le trasformazioni (da contratti temporanei a contratti stabili) alle nuove assunzioni per poi calcolare le assunzioni nette. Ma \u00e8 chiaro che le trasformazioni sono una componente chiave, dato che la maggior parte dei datori prima assume a tempo determinato e poi trasforma.<\/p>\n<p>I dati dell\u2019Inps, che sono i pi\u00f9 adatti a valutare i risultati del Jobs Act in quanto registrano il numero dei contratti aperti e cancellati dai datori che devono obbligatoriamente pagare i contributi, registrano un forte aumento delle assunzioni nette a tempo indeterminato (perch\u00e9, appunto, le cessazioni sono inferiori alla somma di assunzioni e trasformazioni). Dal gennaio al novembre 2015 (ultimo mese disponibile), le assunzioni stabili nette sono state 584.163, contro le 73.871 nello stesso periodo del 2014 e le 152.646 del 2013. Si tratta di un aumento enorme del saldo netto, che quasi quadruplica nel 2015 rispetto al 2013. Lo stesso non si pu\u00f2 dire per il saldo netto delle assunzioni a tempo determinato (attivazioni meno cessazioni): 521.724 nel 2015, 546.683 nel 2014 (l\u2019anno del decreto Poletti), 474.695 nel 2013. Questa volta il saldo addirittura diminuisce nel 2015 (di 24.959 unit\u00e0 nette) rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno precedente.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. I dati Inps mostrano anche un cambiamento strutturale nella dinamica mensile delle assunzioni a tempo indeterminato. Mentre nel 2013 e nel 2014 la quasi totalit\u00e0 del saldo netto era spiegata dai mesi di gennaio e febbraio, nel 2015 il 76% del saldo positivo \u00e8 spiegato dalla dinamica delle assunzioni stabili da marzo a novembre (quando non solo l\u2019esonero contributivo ma anche il contratto a tutele crescenti era operativo). E sempre i dati Inps ci dicono che quasi la met\u00e0 delle nuove assunzioni a tempo indeterminato nel 2015 (il 43% per la precisione) \u00e8 avvenuta senza esonero contributivo. \u00c8 presto per valutare il peso della decontribuzione rispetto alla semplificazione normativa del Jobs Act, ma la dinamica dei contratti ci dice che difficilmente la prima pu\u00f2 spiegare da sola questo cambiamento nelle strategie di assunzione delle imprese.<\/p>\n<p>I dati Istat, invece, registrano un aumento di 214.000 occupati a tempo indeterminato nel corso del 2015 (+1,47%) e un aumento degli occupati a tempo determinato di 85.000 unit\u00e0 (+3,75%). Di conseguenza, l\u2019incidenza del tempo determinato sull\u2019occupazione dipendente totale \u00e8 aumentata leggermente (dal 13,5% del dicembre 2014 al 13,7% del dicembre 2015). Questo aumento non \u00e8 dovuto al calo del tasso di attivit\u00e0, bens\u00ec a un aumento dei lavoratori a termine relativamente maggiore rispetto all\u2019aumento dei lavoratori a tempo indeterminato. Anche nei dati Istat, inoltre, l\u2019inversione di tendenza \u00e8 forte e chiara rispetto all\u2019obiettivo conclamato del Jobs Act di favorire le stabilizzazioni: gli occupati permanenti erano calati di 187.000 unit\u00e0 nel 2013 e di 20.000 nel 2014, sono invece cresciuti di 214.000 nel 2015. L\u2019aumento degli occupati temporanei \u00e8 invece in rallentamento nel 2015 rispetto al 2014, anche se resta positivo (si veda la tabella allegata).<\/p>\n<p>I dati Inps e Istat non danno quindi risultati coincidenti sul peso dell\u2019occupazione precaria, ma l\u2019enigma si pu\u00f2 spiegare con il fatto che l\u2019Inps registra contratti, mentre l\u2019Istat registra lavoratori: i contratti a termine sono diventati di meno, ma i lavoratori a termine sono diventati leggermente di pi\u00f9, sempre in termini relativi. Questo pu\u00f2 essere spiegato dal fatto che i contratti temporanei sono diventati pi\u00f9 lunghi per effetto delle proroghe previste dal decreto Poletti. Pu\u00f2 essere anche spiegato dallo sfasamento temporale dei dati Istat (tradizionalmente le indagini campionarie registrano i mutamenti non in tempo reale ma con un ritardo che pu\u00f2 essere anche lungo) o dall\u2019utilizzo di tecniche come la stagionalit\u00e0 (che differenziano i dati Istat da quelli Inps). Un supplemento di indagine sarebbe senz\u2019altro opportuno e l\u2019Istat ha gi\u00e0 istituito un gruppo di lavoro per spiegare le differenze che emergono dai due tipi di dati nel breve periodo.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la seconda argomentazione di Ricolfi siamo d\u2019accordo: c\u2019\u00e8 stato un calo sostanziale nel numero dei lavoratori autonomi e la ripresa complessiva dell\u2019occupazione \u00e8 ancora contenuta. Ricordiamoci, per\u00f2, che il Jobs Act non \u00e8 solo il contratto a tutele crescenti, ma anche la \u201cstretta\u201d sulle partite Iva fasulle e sui contratti cocopro. \u00c8 quindi plausibile che vi sia stato un travaso dalle partite Iva ai contratti a tempo indeterminato (anche questo tutto da valutare sulla base di dati al momento non disponibili). Il Jobs Act non \u00e8 mai stato pensato per creare occupazione attraverso l\u2019ingegneria dei contratti di lavoro. Piuttosto, \u00e8 stato pensato per accompagnare la ripresa occupazionale quando quella economica si fosse rimessa in moto. E i dati ci dicono che, nonostante il vasto numero di cassaintegrati che da qualche mese sono riassorbiti nell\u2019occupazione e inevitabilmente rallentano l\u2019assunzione di nuovi lavoratori, la ripresa attuale non \u00e8 di sicuro \u201cjobless\u201d. Il Jobs Act \u00e8 stato pensato anche per combattere il dualismo del nostro mercato del lavoro. E i dati ci dicono che l\u2019inversione di tendenza c\u2019\u00e8 stata ed \u00e8 forte.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I DUE ECONOMISTI CONSIGLIERI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RISPONDONO PUNTUALMENTE, DATI ALLA MANO, ALLA TESI DI LUCA RICOLFI SECONDO CUI NEL CORSO DEL 2015 NON SI SAREBBE VERIFICATO N\u00c9 UN AUMENTO DELL&#8217;OCCUPAZIONE N\u00c9 UNA RIDUZIONE DEL LAVORO PRECARIO Articolo di Marco Leonardi, Professore di economia dell&#8217;Universit\u00e0 statale di Milano, consigliere Economico della Presidenza del Consiglio, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-38921","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38921","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38921"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38921\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38921"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38921"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38921"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}