
{"id":3929,"date":"2009-06-10T15:17:17","date_gmt":"2009-06-10T14:17:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=3929"},"modified":"2009-06-11T17:36:09","modified_gmt":"2009-06-11T16:36:09","slug":"eta%e2%80%99-pensionabile-delle-donne-e-riconoscimento-del-lavoro-di-cura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=3929","title":{"rendered":"L&#8217;ETA\u2019 PENSIONABILE DELLE DONNE E IL RICONOSCIMENTO DEL LAVORO DI CURA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA PARIFICAZIONE DELL&#8217;ETA&#8217; DI PENSIONAMENTO FEMMINILE NON PUO&#8217; ANDARE DISGIUNTA DA UNA RIFORMA DEL WELFARE CHE TENGA CONTO DELLA PECULIARITA&#8217; DELLA CONDIZIONE DELLA DONNA NELLA SOCIETA&#8217; ATTUALE<\/span><\/p>\n<p><em>Documento a cura di <strong>Marina Piazza, Anna M. Ponzellini e Anna Soru<\/strong>, diffuso in preparazione del convegno promosso a Milano il 29 giugno 2009<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>L\u2019et\u00e0 pensionabile in Italia<br \/>\n<\/strong>La proposta del Governo di equiparazione dell\u2019et\u00e0 minima della pensione di vecchiaia delle donne, a fronte della sentenza della Corte di Giustizia europea nei confronti della normativa italiana del pubblico impiego, \u00e8 inaccettabile se non si accompagna a una sostanziale riforma del welfare che tenga conto del lavoro di cura. La possibilit\u00e0 di anticipazione infatti costituisce attualmente proprio una sorta di \u201crisarcimento\u201d, per quanto generico e generalizzato, \u00a0del ruolo di cura ricoperto dalle donne nella societ\u00e0. Ma difendere la situazione attuale \u2013 come molti in entrambi gli schieramenti politici stanno facendo &#8211; sembra piuttosto un alibi per lasciare le cose come stanno: lavorare con\u00a0 pochissimi aiuti fintanto che si hanno i bambini piccoli e smettere di lavorare abbastanza presto per potersi occupare degli anziani o per fare le nonne, surrogando le notevoli carenze dei nostri servizi all\u2019infanzia e non solo.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">La nostra proposta si basa sul concetto dell\u2019indispensabilit\u00e0 del riconoscimento della cura, considerata un\u2019attivit\u00e0 umana irrinunciabile e base di una etica della cittadinanza. L\u2019essenzialit\u00e0 della cura, il suo valore irrinunciabile si devono trasformare in politiche, devono entrare nella polis, ridisegnando una nuova mappa del welfare.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><strong>Scambiare l\u2019innalzamento dell\u2019et\u00e0 pensionabile con un nuovo welfare per la cura<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0La nostra proposta si inserisce in un percorso di riforma che vede:<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; text-align: justify; tab-stops: list 36.0pt; mso-list: l2 level1 lfo1;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 da un lato, lo spostamento graduale di un paio d\u2019anni dell\u2019et\u00e0 minima per il pensionamento femminile, all\u2019interno di \u00a0una manovra di re-introduzione del pensionamento flessibile per tutti<a style=\"mso-footnote-id: ftn1;\" name=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftn1\">[1]<\/a>;<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; text-align: justify; tab-stops: list 36.0pt; mso-list: l2 level1 lfo1;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 dall\u2019altro, il riequilibrio del sistema di welfare tra produzione e riproduzione, che stabilisca\u00a0 cio\u00e8 che i diritti sociali possano derivare oltre che dal lavoro retribuito anche dal lavoro di cura.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0L\u2019innalzamento progressivo di due anni \u00e8 opportuno, oltre che perch\u00e9 probabilmente non ci sono alternative alle pressioni che ci vengono dall\u2019Europa<a style=\"mso-footnote-id: ftn2;\" name=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftn2\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\">[2]<\/span><\/span><\/a>, anche perch\u00e9, senza negare il beneficio di una pi\u00f9 bassa et\u00e0 di pensionamento, bisogna considerare che gi\u00e0 ora in molti casi \u2013 e in tutti, dal momento in cui entrer\u00e0 in vigore il regime contributivo totale \u2013 il pensionamento a 60 anni \u00e8 svantaggioso perch\u00e9 significa di doversi accontentare di importi pi\u00f9 bassi<a style=\"mso-footnote-id: ftn3;\" name=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftn3\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\">[3]<\/span><\/span><\/a>. A maggior ragione se si calcola che le donne hanno spesso alle spalle percorsi lavorativi pi\u00f9 discontinui di quelli dei maschi, proprio per il loro impegno nel lavoro di cura, in particolare per la maternit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0Il pensionamento flessibile per tutti era gi\u00e0 previsto nella legge 335 del 1995 (riforma Dini),\u00a0 in una parte che in seguito \u00e8 stata stralciata dalla riforma Maroni, e consente la scelta di uscita all\u2019interno di un range di et\u00e0<a style=\"mso-footnote-id: ftn4;\" name=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftn4\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\">[4]<\/span><\/span><\/a>, naturalmente con opportuni incentivi di posticipo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0Il riconoscimento del lavoro di cura e quindi della figura del \u201ccaregiver universale\u201d<a style=\"mso-footnote-id: ftn5;\" name=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftn5\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\">[5]<\/span><\/span><\/a> (senza distinzione tra donne e uomini) deve avere insieme un valore \u201csimbolico\u201d (rendere finalmente visibile il lavoro di cura e il suo valore per la societ\u00e0) e un valore \u201cmonetario\u201d (stabilire una remunerazione, se non diretta almeno in termini di crediti ai fini previdenziali per le attivit\u00e0 di cura): in questo modo si sposta, almeno parzialmente, l\u2019asse del sistema di cittadinanza e di welfare dal lavoro al sociale.<a style=\"mso-footnote-id: ftn6;\" name=\"_ftnref6\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftn6\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\">[6]<\/span><\/span><\/a><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 18pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><strong>I nostri tre punti<br \/>\n<\/strong>In sostanza cosa chiedere in cambio? Naturalmente supporti per i caregivers. Ma non generici, n\u00e9 \u00a0troppo complicati.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">I criteri fondamentali con cui ci muoviamo sono:<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; text-align: justify; tab-stops: list 36.0pt; mso-list: l1 level1 lfo3;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 riconoscere e remunerare (direttamente e\/o indirettamente) il lavoro di cura<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; text-align: justify; tab-stops: list 36.0pt; mso-list: l1 level1 lfo3;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 non fare distinzioni tra caregivers maschi e femmine (tranne naturalmente per la maternit\u00e0)<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; text-align: justify; tab-stops: list 36.0pt; mso-list: l1 level1 lfo3;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 favorire la condivisione della cura tra genitori<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; text-align: justify; tab-stops: list 36.0pt; mso-list: l1 level1 lfo3;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 favorire la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e scoraggiarne l\u2019abbandono<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; text-align: justify; tab-stops: list 36.0pt; mso-list: l1 level1 lfo3;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 sostenere la maternit\u00e0 e la paternit\u00e0 dei giovani, rendendo pi\u00f9 facile la scelta i fare figli (anche nel precariato e nella disoccupazione) contro all\u2019attuale tendenza delle giovani coppie a rimandare<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; text-align: justify; tab-stops: list 36.0pt; mso-list: l1 level1 lfo3;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 allargare le possibilit\u00e0 di scelta nelle opzioni di cura (diretta, servizi pubblici, mercato) per genitori e\u00a0 caregivers<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; text-align: justify; tab-stops: list 36.0pt; mso-list: l1 level1 lfo3;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 percorrere strade sostenibili per la finanza pubblica<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Le leve utilizzate per dare supporto al lavoro familiare dagli altri sistemi previdenziali e fiscali europei (e non) sono molteplici<a style=\"mso-footnote-id: ftn7;\" name=\"_ftnref7\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftn7\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\">[7]<\/span><\/span><\/a>. La nostra proposta vuole prendere in considerazione solo 3 punti principali:<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; tab-stops: list 36.0pt; mso-list: l0 level1 lfo2;\"><strong>1. Maternit\u00e0 universale<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Va assicurata una indennit\u00e0 di maternit\u00e0 a tutte le donne, indipendentemente dal fatto che lavorino per il mercato o no, per le cinque mensilit\u00e0 gi\u00e0 previste per le lavoratrici dipendenti, di importo pari al 150% dell\u2019attuale pensione sociale<a style=\"mso-footnote-id: ftn8;\" name=\"_ftnref8\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftn8\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\">[8]<\/span><\/span><\/a>, indicizzabile e utile ai fine pensionistici. A carico della fiscalit\u00e0 generale l\u2019indennit\u00e0, mentre la corrispondente contribuzione figurativa andrebbe a carico dell\u2019Inps, calcolandola, prima della pensione, \u00a0sulla base della media del reddito dei 5 anni migliori della carriera lavorativa<a style=\"mso-footnote-id: ftn9;\" name=\"_ftnref9\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftn9\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\">[9]<\/span><\/span><\/a> .<\/p>\n<p class=\"ListParagraph\" style=\"margin: auto 0cm; line-height: 13.5pt; text-align: justify;\">Il reddito di maternit\u00e0 per tutte le lavoratrici autonome deve essere calcolato in analogia a quanto avviene per le lavoratrici autonome che svolgono un\u2019attivit\u00e0 professionale regolamentata (con iscrizione all\u2019ordine): l\u2019indennit\u00e0 di maternit\u00e0 deve essere erogata indipendentemente dall\u2019effettiva astensione dall\u2019attivit\u00e0 e il calcolo dell\u2019indennit\u00e0 sar\u00e0 effettuato sul reddito del secondo anno precedente a quello del parto (naturalmente se in tale anno si lavorava, altrimenti sar\u00e0 utilizzato l\u2019ultimo anno), presumibilmente pi\u00f9 remunerativo di quello in cui si \u00e8 verificata la gravidanza. Se l\u2019importo delle lavoratrici occupate (dipendenti o autonome di qualunque tipo) fosse inferiore a quello previsto per le lavoratrici inoccupate, dovrebbe essere opportunamente integrato. A carico delle casse previdenziali (INPS se gestione separata, casse private se professioniste con cassa)\u00a0 sar\u00e0 l\u2019importo calcolato sulla base dei redditi, a calcolo della fiscalit\u00e0 generale l\u2019eventuale integrazione per raggiungere il reddito minimo previsto per le inoccupate<a style=\"mso-footnote-id: ftn10;\" name=\"_ftnref10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftn10\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\">[10]<\/span><\/span><\/a>.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Pensiamo che una seria indennizzazione della maternit\u00e0 a tutte le donne possa rendere pi\u00f9 facile portare a termine il proprio progetto di maternit\u00e0 a quelle donne che attualmente sentono troppo rischiosa la loro situazione di disoccupate, precarie o percettrici di redditi bassi e discontinui e comunque a non rimandare troppo nel tempo il loro progetto, realizzandolo in una et\u00e0 migliore dal punto di vista della fecondit\u00e0 e della salute.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; tab-stops: list 36.0pt; mso-list: l0 level1 lfo2;\"><strong>2. Congedi parentali<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Proponiamo di elevare il numero complessivo di mesi di congedo a 18 mesi pi\u00f9 una frazione per ogni figlio oltre il primo, mantenendo il diritto disgiunto tra madri e padri e il mese aggiuntivo di premio per i padri gi\u00e0 previsti dall\u2019attuale legislazione. Il diritto all\u2019utilizzo va innalzato fino ai 12 anni di vita del figlio<a style=\"mso-footnote-id: ftn11;\" name=\"_ftnref11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftn11\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\">[11]<\/span><\/span><\/a><a style=\"mso-footnote-id: ftn12;\" name=\"_ftnref12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftn12\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\">[12]<\/span><\/span><\/a>. La remunerazione va resa pari al 60% del salario o, per gli autonomi,\u00a0 del reddito (calcolo da effettuare in analogia a quanto avviene con la maternit\u00e0, ma sulla base di una quota del 60%). Il congedo potrebbe essere utilizzabile anche sotto forma di riduzioni d\u2019orario (part time modulari), fino ai 12 anni del figlio. Finanziati da cassa maternit\u00e0 Inps.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Crediamo utile imitare la legislazione degli altri Paesi europei sia in termini di durata dell\u2019assenza che di entit\u00e0 dell\u2019indennit\u00e0. In questo modo si aumentano le possibilit\u00e0 di scelta delle donne (anche di quelle con redditi familiari modesti), senza per\u00f2 incoraggiare l\u2019abbandono dell\u2019occupazione (come nel caso in cui l\u2019indennit\u00e0 fosse pi\u00f9 alta). Inoltre si incentiva la partecipazione dei padri alla cura (visto che i padri non prendono il congedo anche perch\u00e9 con l\u2018attuale indennit\u00e0 al 30% spesso ne risulta una perdita di reddito insostenibile). Inoltre, elevare il diritto al congedo, anche sotto forma di orario ridotto, per i figli fino ai 12 anni consente di tenere in adeguata considerazione il fatto che i bambini sotto quell\u2019et\u00e0 difficilmente possono essere lasciati soli (anche in casa). Pensiamo infine che l\u2019introduzione del diritto all\u2019orario ridotto per tutti i genitori possa costituire un forte incentivo alle imprese a ridisegnare il sistema degli orari di lavoro in direzione di una migliore conciliazione, anche pi\u00f9 in generale.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; tab-stops: list 36.0pt; mso-list: l0 level1 lfo2;\"><strong>3. Crediti di cura (ai fini pensionistici)<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Proponiamo l\u2019introduzione di un sistema di crediti ai fini pensionistici per la cura dei figli, \u00a0attraverso il conferimento ai genitori (da dividersi tra loro, a loro discrezione, se c\u2019\u00e8 accordo; in caso contrario in modo da riequilibrare le rispettive pensioni) di contributi figurativi, pari a tre anni per il primo figlio e due per ogni successivo<a style=\"mso-footnote-id: ftn13;\" name=\"_ftnref13\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftn13\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\">[13]<\/span><\/span><\/a>. Questi contributi saranno riconosciuti indipendentemente dallo status lavorativo (a lavoratori dipendenti o autonomi, occupati o disoccupati nello specifico periodo), comunque non cumulabili ai periodi maturati durante il congedo parentale e a quelli per maternit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Si tratta di un istituto da mettere a carico della fiscalit\u00e0 generale.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Con due figli (ovvero 5 anni di sgravio contributivo) si realizzerebbe la parit\u00e0 con l\u2019attuale sistema di pensionamento anticipato per le donne. La maggior parte dei sistemi (e anche il nostro) riconosce i periodi di maternit\u00e0 e congedo parentale ai fini pensionistici, tuttavia questo non vale per lavoratori autonomi, collaboratori occasionali \u00a0e chi va in maternit\u00e0 mentre \u00e8 inoccupato: questo provvedimento riequilibra questa situazione. Inoltre non disincentiva la partecipazione delle madri al mercato del lavoro, dato che anzi costituisce un primo accantonamento ai fini pensionistici che potrebbe favorire la decisione delle madri all\u2019ingresso nel mercato o alla ripresa del lavoro.<\/p>\n<div style=\"mso-element: footnote-list;\">\n<hr size=\"1\" \/>\n<div id=\"ftn1\" style=\"mso-element: footnote;\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><a style=\"mso-footnote-id: ftn1;\" name=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftnref1\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\">[1]<\/span><\/span><\/a> Questo \u00e8 anche previsto dallLa proposta Cazzola prevede un incremento graduale (fino a 62 anni, per rendere sostenibile il sistema con l\u2019aumento dell\u2019et\u00e0 media) del limite anagrafico delle donne\u00a0 (nel sistema retributivo ) in vista del ripristino, a partire dal 2014 di un pensionamento flessibile e unificato, nel modello contributivo, in un range compreso tra 62 e 67 anni.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn2\" style=\"mso-element: footnote;\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><a style=\"mso-footnote-id: ftn2;\" name=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftnref2\"><span style=\"mso-ansi-language: IT;\">[2]<\/span><\/a> Siamo l\u2019unico paese insieme alla Grecia a non avere legiferato in materia, mentre altri tre Paesi \u2013 Belgio (che raggiunger\u00e0 la parit\u00e0 il prossimo anno), Regno Unito e Austria \u2013 hanno recentemente legiferato per la progressiva equiparazione, anche se su periodi lunghi (vedi nella tabella allegata).<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn3\" style=\"mso-element: footnote;\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><a style=\"mso-footnote-id: ftn3;\" name=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftnref3\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\">[3]<\/span><\/span><\/a> Sulla base degli attuali coefficienti di trasformazione, andando in pensione a 60 anni il moltiplicatore del montante \u00e8 5,163 a 60 anni,\u00a0 6,136 a 65 anni. Anticipare la pensione ai 60 anni significa percepire una pensione inferiore del 15,86% rispetto a quella percepibile lasciando il lavoro a 65 anni. I coefficienti crescenti con l\u2019et\u00e0,\u00a0 necessari per la sostenibilit\u00e0 del sistema pensionistico, funzionano da incentivi di posticipo.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn4\" style=\"mso-element: footnote;\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><a style=\"mso-footnote-id: ftn4;\" name=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftnref4\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\">[4]<\/span><\/span><\/a> In Svezia, per esempio,\u00a0 \u00e8 dai 61 ai 67 anni, in Finlandia da 63 a 68.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn5\" style=\"mso-element: footnote;\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><a style=\"mso-footnote-id: ftn5;\" name=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftnref5\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\">[5]<\/span><\/span><\/a> La figura del caregiver \u00e8 gi\u00e0 riconosciuta in molti Paesi: in Olanda, Germania, Francia, Austria e Paesi scandinavi \u00e8 previsto un riconoscimento del caregiver in termini pensionistici, in alcuni anche in termini di remunerazione e persino di ferie.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn6\" style=\"mso-element: footnote;\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><a style=\"mso-footnote-id: ftn6;\" name=\"_ftn6\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftnref6\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\">[6]<\/span><\/span><\/a> Il riequilibrio dovrebbe avere una portata universale, nel senso di non distinguere tra tipi di status di impiego e, almeno fino ad un certo punto, non distinguere tra chi \u00e8 occupato e chi \u00e8 fuori dal mercato del lavoro.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn7\" style=\"mso-element: footnote;\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><a style=\"mso-footnote-id: ftn7;\" name=\"_ftn7\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftnref7\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\">[7]<\/span><\/span><\/a> Le leve utilizzate dai sistemi fiscali e previdenziali degli altri Paesi europei per indennizzare il lavoro di cura: 1. Trasferimenti, prestazioni in natura e servizi\u00a0 ai caregivers anche non lavoratori: bonus e indennit\u00e0, congedi e altre facilitazioni, servizi; 2. Detrazioni fiscali; 3. Sostegno ai redditi bassi, soprattutto per genitori soli; 4. Crediti ad uso pensionistico: riconoscimento dei periodi di cura, anche se non legati al lavoro, ai fini previdenziali; 5. Sostegno delle pensioni basse dei caregivers.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn8\" style=\"mso-element: footnote;\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><a style=\"mso-footnote-id: ftn8;\" name=\"_ftn8\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftnref8\"><span style=\"mso-ansi-language: IT;\">[8]<\/span><\/a>\u00a0 La pensione sociale \u00e8 per il 2009 pari a 337 euro, quindi l\u2019importo che proponiamo \u00e8 di 505 euro mensili pari a 2527,50 per i cinque mesi, indicizzato Si tratta di un importo superiore a quello dell\u2019assegno erogato dai Comuni (per il 2009 sono 309 euro mensili pari a 1545 euro per i cinque mesi e vincolato ad un reddito familiare basso) e anche a quello erogato dallo Stato per le disoccupate con un minimo di contribuzione (che per il 2009 \u00e8 pari a 1902,90 euro per i cinque mesi) e potrebbe sostituire entrambi questi assegni.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn9\" style=\"mso-element: footnote;\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><a style=\"mso-footnote-id: ftn9;\" name=\"_ftn9\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftnref9\"><span style=\"mso-ansi-language: IT;\">[9]<\/span><\/a> \u00a0Sia l\u2019indennit\u00e0, sia i contributi figurativi andrebbero a occupate\/disoccupate\/inattive, ma i contributi figurativi nel caso di donne inattive potranno trasformarsi in pensione solo se nell\u2019arco della vita ci saranno anche versamenti pensionistici legati all\u2019attivit\u00e0 lavorativa.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn10\" style=\"mso-element: footnote;\">\n<p class=\"ListParagraph\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-line-height-alt: 0pt;\"><a style=\"mso-footnote-id: ftn10;\" name=\"_ftn10\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftnref10\">[10]<\/a> Nel caso di posizioni previdenziali miste (ad esempio in parte INPS da dipendente, in parte professionista con cassa privata ), l\u2019indennit\u00e0 dovr\u00e0 essere corrispsta cumulativamente ( INPS pi\u00f9 cassa privata)<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn11\" style=\"mso-element: footnote;\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><a style=\"mso-footnote-id: ftn11;\" name=\"_ftn11\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftnref11\"><\/a>\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn12\" style=\"mso-element: footnote;\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><a style=\"mso-footnote-id: ftn12;\" name=\"_ftn12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftnref12\"><span style=\"mso-ansi-language: IT;\">[12]<\/span><\/a> Nella Proposta Franco sono trasformabili solo nei primi due anni e solo per le lavoratrici dipendenti.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn13\" style=\"mso-element: footnote;\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><a style=\"mso-footnote-id: ftn13;\" name=\"_ftn13\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-admin\/#_ftnref13\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\">[13]<\/span><\/span><\/a> Si tratta del modello gi\u00e0 applicato in Germania (e in forme analoghe anche in altri Paesi)<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA PARIFICAZIONE DELL&#8217;ETA&#8217; DI PENSIONAMENTO FEMMINILE NON PUO&#8217; ANDARE DISGIUNTA DA UNA RIFORMA DEL WELFARE CHE TENGA CONTO DELLA PECULIARITA&#8217; DELLA CONDIZIONE DELLA DONNA NELLA SOCIETA&#8217; ATTUALE Documento a cura di Marina Piazza, Anna M. Ponzellini e Anna Soru, diffuso in preparazione del convegno promosso a Milano il 29 giugno 2009<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[31],"tags":[],"class_list":["post-3929","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-welfare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3929","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3929"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3929\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3929"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3929"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3929"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}