
{"id":39583,"date":"2016-03-31T14:20:30","date_gmt":"2016-03-31T13:20:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=39583"},"modified":"2016-04-03T18:49:04","modified_gmt":"2016-04-03T17:49:04","slug":"la-rieducazione-dei-condannati-e-la-loro-liberta-di-rifiutarla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=39583","title":{"rendered":"LA &#8220;RIEDUCAZIONE&#8221; DEL CONDANNATO E LA SUA LIBERT\u00c0 DI RIFIUTARLA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">OCCORRE RICONOSCERE AI DETENUTI LA POSSIBILIT\u00c0 DI SCELTA TRA AVVIARSI A UNA VITA NUOVA E RESTARE QUEL CHE SONO<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><em>Lettera pervenuta il 29 marzo 2016, in riferimento alla precedente del 17 marzo, <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=39448\" target=\"_blank\">Quando l&#8217;ergastolano non si redime<\/a> &#8211; <strong><em>Segue la mia risposta<\/em><\/strong><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Caro Pietro, anche se normalmente mi occupo di altro, ho seguito il dibattito che hai suscitato\u00a0 sui condannati all\u2019ergastolo e vorrei commentare, anch\u2019io di getto, l\u2019importante testimonianza di S.S., alla luce dell\u2019<em>approccio capacitante<\/em> che propongo nella cura degli anziani fragili e nella promozione del dialogo nella vita quotidiana (<a href=\"http:\/\/www.gruppoanchise.it\">www.gruppoanchise.it<\/a>)<strong>.<br \/>\n<\/strong>Parto da una considerazione personale sulla parola <em>rieducazione<\/em>: non mi \u00e8 mai piaciuta. La parola \u00e8 tecnicamente ineccepibile e viene utilizzata con un\u2019intenzione lodevole, quella di partecipare attivamente al processo di una possibile redenzione (cambiamento) del condannato. Fin qui tutto bene. Nel suo uso corrente contiene per\u00f2 una sfumatura che per me \u00e8 inaccettabile. Sembra alludere\u00a0 al fatto che una persona adulta (l\u2019educatore-rieducatore) possa essere l\u2019artefice del cambiamento di un altro adulto (il condannato da rieducare). Ovviamente non \u00e8 cos\u00ec ed \u00e8 bene precisarlo. Provando a immedesimarmi\u00a0 nel mondo delle carceri (con tutti i limiti di un \u201cesterno\u201d), credo che un programma di rieducazione debba consistere nell\u2019offrire al condannato un ambiente di vita sufficientemente sano che comprenda esperienze (per esempio con il lavoro), relazioni (per esempio con gli educatori), stimoli culturali (per esempio con lo studio e il teatro attivo e passivo) tali da rendere una vita onesta pi\u00f9 attrattiva di una vita criminale.<br \/>\nOvviamente se il condannato proviene da un ambiente criminale o ha comunque maturato una cultura che non lo fa sentire in colpa per quello che ha commesso, i tempi perch\u00e9 un cambiamento <em>possa<\/em> (non <em>debba necessariamente<\/em>) avvenire sono lunghi, ma non \u00e8 certo il tempo che manca a un ergastolano.<br \/>\nIn sintesi, la mia riflessione vuole sottolineare da una parte l\u2019importanza dell\u2019impegno rieducativo con un impiego anche straordinario di risorse e di durata nel tempo (come hai sottolineato tu), dall\u2019altra il riconoscimento della libert\u00e0 del condannato di restare quello che \u00e8 o di approfittare delle occasioni che gli vengono offerte per\u00a0 avviarsi a <em>una vita nuova che lui percepisca migliore<\/em>, di maggior valore, da subito, anche mentre resta in carcere a scontare la pena. Il programma di rieducazione, se cos\u00ec lo vogliamo chiamare, pu\u00f2 solo offrire delle occasioni, non pu\u00f2 essere il motore del cambiamento. Il cambiamento pu\u00f2 deciderlo solo il diretto interessato; l\u2019educatore deve offrire il meglio della propria professionalit\u00e0 ma deve anche essere pronto ad accettare, in ogni momento, la libera scelta del detenuto. Un caro saluto e grazie per quello che fai e che scrivi<br \/>\nPietro Vigorelli<\/p>\n<p><em>\u00c8 vero: il termine &#8220;rieducazione&#8221; usato a questo proposito nell&#8217;articolo 27 della Costituzione pu\u00f2 suscitare qualche perplessit\u00e0, nella misura in cui pu\u00f2 evocare la pretesa dei regimi totalitari di cambiare la mente dei detenuti attraverso la tortura dei &#8220;campi&#8221; o &#8220;case di rieducazione&#8221;. Nel nostro sistema costituzionale la pena deve tendere al recupero del condannato e al suo reinserimento nella societ\u00e0 civile, ma l&#8217;ordinamento penitenziario non pu\u00f2 esercitare alcuna pretesa giuridica nei confronti del condannato circa il contenuto del suo pensiero e del suo sentire. Il che, a fronte dell&#8217;ipotetico rifiuto opposto dal condannato al tentativo di suo recupero e reinserimento, implica che l&#8217;ordinamento possa prevedere una corrispondente prosecuzione della pena detentiva, senza sconti. Tuttavia questo presuppone che si distingua il vero e proprio rifiuto dalla pura e semplice impossibilit\u00e0 personale di offrire collaborazione all&#8217;amministrazione giudiziaria, vuoi per mancanza di informazioni da fornire, vuoi per il rischio incombente di rappresaglie della criminalit\u00e0 organizzata contro i familiari.\u00a0 (p.i.)<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OCCORRE RICONOSCERE AI DETENUTI LA POSSIBILIT\u00c0 DI SCELTA TRA AVVIARSI A UNA VITA NUOVA E RESTARE QUEL CHE SONO Lettera pervenuta il 29 marzo 2016, in riferimento alla precedente del 17 marzo, Quando l&#8217;ergastolano non si redime &#8211; Segue la mia risposta<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[40,7],"tags":[],"class_list":["post-39583","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-giustizia","category-lettere"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39583","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=39583"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39583\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=39583"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=39583"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=39583"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}