
{"id":40095,"date":"2016-05-02T21:26:37","date_gmt":"2016-05-02T20:26:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=40095"},"modified":"2016-05-08T19:31:53","modified_gmt":"2016-05-08T18:31:53","slug":"proposta-per-il-1-maggio-2017-al-centro-il-lavoro-e-non-le-chiacchiere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=40095","title":{"rendered":"PROPOSTA PER IL 1\u00b0 MAGGIO 2017: AL CENTRO IL LAVORO E NON LE CHIACCHIERE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">UNA GIORNATA NELLA QUALE I LAVORATORI NON SCOMPAIANO, MA AL CONTRARIO SI PRENDANO DAVVERO LA SCENA<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo pubblicato sul quotidiano <\/em>il\u00a0Foglio<em> del 3 maggio 2016 &#8211; In argomento v. anche<\/em>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=40068\" target=\"_blank\">Primo Maggio: non \u00e8 ancora una festa di tutti gli italiani<\/a><em>: ivi i link ad altri documenti sul tema<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-40097\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/imagesG3J3AXZ7.jpg\" alt=\"imagesG3J3AXZ7\" width=\"292\" height=\"173\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/imagesG3J3AXZ7.jpg 292w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/imagesG3J3AXZ7-150x89.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 292px) 100vw, 292px\" \/>Mi sarebbe tanto piaciuto che l\u2019altro ieri, per il Primo Maggio, il ministero del Lavoro fosse rimasto aperto. Per festeggiarlo davvero, il lavoro, recuperando almeno uno dei trecento giorni di ritardo con cui quell\u2019amministrazione prevede di adempiere un debito che lo Stato ha assunto verso tutti coloro che il lavoro lo stanno cercando: il debito di mettere in funzione l\u2019ANPAL. \u00c8 l\u2019agenzia istituita dal <em>Jobs Act<\/em>, con la missione di assicurare a chi il lavoro non l\u2019ha servizi efficaci per trovarlo o ritrovarlo: a sette mesi di distanza ancora insabbiata in sonnacchiose pastoie burocratiche indegne di un Paese civile, atte soltanto a garantire regolarit\u00e0 formale, irrilevanti o dannose per l\u2019efficienza sostanziale. In tema di lavoro c\u2019\u00e8 poi un altro debito inadempiuto dallo Stato: l\u2019assegno di ricollocazione destinato ai disoccupati. \u00c8 lo strumento promesso loro per pagare i servizi di assistenza nel mercato svolti dalle agenzie private che essi stessi potranno scegliere tra quelle accreditate: secondo il <em>Jobs Act<\/em>, avrebbe dovuto incominciare gi\u00e0 nel settembre scorso a essere erogato a chi \u00e8 disoccupato da pi\u00f9 di quattro mesi, ma la macchina non si \u00e8 ancora messa in moto.<\/p>\n<p>D\u2019accordo, dall\u2019Istat vengono buone notizie: l\u2019occupazione e le retribuzioni nell\u2019ultimo anno sono cresciute, la disoccupazione \u00e8 diminuita, \u00e8 aumentata la quota delle assunzioni stabili; ma questo \u00e8 merito in parte del ritorno alla crescita, in parte della riforma legislativa. La parte che avrebbe dovuto svolgere l\u2019amministrazione ancora non si \u00e8 vista. Governo e legislatore hanno bruciato le tappe, ma l\u2019amministrazione non li sta proprio assecondando. Cos\u00ec stando le cose, qualcuno mi sa dire che cosa avessero da festeggiare, il Primo Maggio scorso, i 7.172 impiegati e, soprattutto, i 159 dirigenti del ministero del Lavoro?<\/p>\n<p>La Festa del Lavoro \u00e8 stata anche quest\u2019anno festa soltanto di chi questo bene prezioso ce l\u2019ha, e se lo tiene stretto. In cento piazze i sindacati di chi ce l\u2019ha hanno fatto i loro comizi: dovunque li si sono sentiti denunciare le retribuzioni troppo basse, rivendicare il rinnovo del contratto che tarda, paventare la chiusura di questa o quell\u2019azienda, invocare la \u201cpolitica industriale\u201d, intesa sempre soltanto come rilancio degli investimenti statali (mai che si chiedano quale politica industriale possano fare loro, i sindacati stessi, contribuendo ad aprire il Paese ai piani industriali migliori, guidando i lavoratori alla scommessa comune su quei piani con le multinazionali che li propongono). Ma, se si esclude la voce isolata di un dirigente della Cisl, non c\u2019\u00e8 stata una sola piazza in cui un leader di prima grandezza, ma neppure uno di seconda o di terza, abbia speso una parola sullo stato di abbandono e inefficienza totale in cui \u2013 tranne poche lodevoli eccezioni \u2013 versano i Centri per l\u2019Impiego. Fino a ieri gestiti (si fa per dire) dalle Province, ora dalle Regioni, ma quasi sempre privi di direzione, di formazione, di attrezzature, persino della carta per la stampante del computer, quando pure ne hanno uno che funzioni. Del resto, si \u00e8 mai sentito di uno sciopero, o anche soltanto un <em>sit-in<\/em> promosso da un sindacato, per i servizi nel mercato del lavoro? Neanche uno in mezzo secolo.<\/p>\n<p>Ma poi, a ben vedere, quale festa e di quale lavoro? Quando a uno il Primo Maggio tocca comunque di lavorare \u2013 che sia all\u2019azienda del gas, in un ristorante, in un cinema o altrove \u2013 sono guai: se il turno incomincia al mattino, a fine giornata non ha l\u2019autobus o la metropolitana per tornare a casa; se incomincia di pomeriggio o di sera, \u00e8 messo ancora peggio. Si pu\u00f2 andare con la propria auto, ma se accade un incidente \u00e8 impossibile trovare un vigile. Se poi nell\u2019incidente ci si frattura un femore, festa del lavoro significa camere operatorie chiuse: un giorno in pi\u00f9 di sofferenze infernali o di morfina.<\/p>\n<p>Assentarsi dal lavoro il Primo Maggio \u00e8 un diritto, non un obbligo. Mi piacerebbe che qualcuno incominciasse a celebrare la Festa del Lavoro non facendolo sparire, il lavoro, ma riappropriandosene e rendendolo pi\u00f9 visibile, magari regalandolo alla cittadinanza, a chi ne ha pi\u00f9 bisogno. Nulla impedirebbe, per esempio, che i conducenti dei mezzi pubblici festeggiassero il Lavoro andando al lavoro, previo accordo con l\u2019Azienda municipale sulla circolazione gratuita dei cittadini per tutta la giornata. Che i vigili urbani quel giorno stupissero la cittadinanza presidiando strade, piazze e musei fino a tarda notte. Che i chirurghi lo festeggiassero aprendo le sale operatorie anche se il Primo Maggio cade di domenica; i dipendenti di un pastificio donando il frutto della loro giornata di lavoro ai campi profughi; i dipendenti del ministero del lavoro mostrando, col lavorare un giorno di pi\u00f9, di essere consapevoli degli intollerabili ritardi della propria amministrazione, proprio ai danni del lavoro che si festeggia; tutti i dipendenti pubblici regalando alla cittadinanza sportelli aperti mattina e pomeriggio, invece delle solite striminzite quattro ore mattutine, e facendo registrare, almeno quel giorno, un tasso di assenza per malattia pari a quello del settore privato.<\/p>\n<p>Vuoi mettere quanto si sentirebbero pi\u00f9 festeggiati, in questo modo, il lavoro e tutti i lavoratori, forse persino quelli che finora ne sono stati esclusi? Vuoi mettere con quanto maggiore interesse la gente ascolterebbe i resoconti della festa nei giornali radio e tv, invece che sentir parlare dei soliti concertoni, del solito sventolio di bandiere, dei soliti cortei sempre pi\u00f9 autoreferenziali e sparuti dietro i loro striscioni, dei soliti comizi, dai toni tanto pi\u00f9 stentorei quanto pi\u00f9 flebili sono gli applausi che li concludono?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UNA GIORNATA NELLA QUALE I LAVORATORI NON SCOMPAIANO, MA AL CONTRARIO SI PRENDANO DAVVERO LA SCENA Articolo pubblicato sul quotidiano il\u00a0Foglio del 3 maggio 2016 &#8211; In argomento v. anche\u00a0Primo Maggio: non \u00e8 ancora una festa di tutti gli italiani: ivi i link ad altri documenti sul tema<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,9,10],"tags":[],"class_list":["post-40095","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-21-lavoro","category-22-lavoro-pubblico"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40095","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40095"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40095\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40095"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40095"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40095"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}