
{"id":40496,"date":"2016-05-28T17:43:35","date_gmt":"2016-05-28T16:43:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=40496"},"modified":"2016-05-30T09:30:11","modified_gmt":"2016-05-30T08:30:11","slug":"quello-che-giuseppe-pera-ci-ha-insegnato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=40496","title":{"rendered":"QUELLO CHE GIUSEPPE PERA CI HA INSEGNATO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL RIFIUTO DELLA FAZIOSIT\u00c0, LA SOVRANA LIBERT\u00c0 MORALE COLTIVATA ANCHE PER MEZZO DI UN DISTACCO FRANCESCANO E LAICISSIMO DAI BENI MATERIALI, \u00a0L&#8217;ETICA DELLA CHIAREZZA<\/span><\/p>\n<p><em>Intervento conclusivo della giornata di studi sulla vita, il pensiero e l&#8217;opera del giuslavorista Giuseppe Pera, promossa dalla Fondazione Michel de Montaigne a Bagni di Lucca il 21 maggio 2016 &#8211; Sulla figura di Giuseppe Pera v. anche la mia introduzione, intitolata\u00a0<\/em><a href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/saggi\/view.asp?IDArticle=322\" target=\"_blank\">Elogio del tradimento<\/a><em>, all&#8217;antologia delle sue <\/em>Noterelle<em> (Giuffr\u00e8 2004) e <\/em><a href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/saggi\/view.asp?IDArticle=323\" target=\"_blank\">Giuseppe Pera inedito<\/a><em>, intervento in occasione della consegna a G.P. della &#8220;Pantera d&#8217;Oro&#8221; della Provincia di Lucca, 3 febbraio 2006<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_40499\" style=\"width: 288px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40499\" class=\" wp-image-40499\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Pera1.jpg\" alt=\"Giuseppe Pera\" width=\"278\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Pera1.jpg 235w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Pera1-150x137.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 278px) 100vw, 278px\" \/><p id=\"caption-attachment-40499\" class=\"wp-caption-text\">Giuseppe Pera<\/p><\/div>\n<p>Giuseppe Pera non apprezzava per niente l\u2019usanza, gradita invece da molti colleghi accademici, per cui gli allievi onorano il cattedratico che si avvia al pensionamento con un \u201cLibro in onore\u201d dello stesso. Non la apprezzava perch\u00e9 \u00e8 oggi un\u2019usanza tutta basata sull\u2019apparenza e non sul contenuto: in realt\u00e0 quando il comitato degli allievi fa circolare tra i professori della materia l\u2019appello a contribuire al \u201cLibro in onore\u201d con uno scritto, non accade quasi mai che uno si metta a scrivere <em>ex novo<\/em> un saggio sull\u2019opera dell\u2019illustre collega; per lo pi\u00f9, ognuno prende il testo dell\u2019ultimo saggio o dell\u2019ultima relazione svolta a un convegno, e lo \u201cdedica\u201d a colui che si intende onorare. Ne risultano delle voluminose miscellanee di saggi dedicati ad argomenti svariati, nessuno o quasi inedito e nessuno o quasi nel quale sia contenuto anche solo un accenno all\u2019opera del professore cui la raccolta \u00e8 intitolata. La loro funzione non sta nella diffusione di contributi scientifici, ma soltanto nel comparire nelle biblioteche con la dicitura \u201cScritti in onore di \u2026\u201d ben visibile su di una costola pi\u00f9 larga possibile: pi\u00f9 essa \u00e8 larga, pi\u00f9 l\u2019\u201conorato\u201d si sente festeggiato. Ma non Giuseppe Pera, che aborriva tutto quanto \u00e8 solo apparenza e niente sostanza. Onde, appressandosi l\u2019et\u00e0 in cui a qualcuno avrebbe potuto venire in mente di lanciare la raccolta degli \u201cScritti in onore di Giuseppe Pera\u201d, egli avvert\u00ec tempestivamente tutti quanti che non avrebbe gradito affatto, anzi che la cosa doveva considerarsi positivamente vietata. Nelle nostre biblioteche, dunque, non comparir\u00e0 mai un <em>Liber amicorum <\/em>a lui intestato.<\/p>\n<p>Quello che, per\u00f2, Giuseppe non poteva impedire era che i suoi allievi, i suoi colleghi, pi\u00f9 in generale tutti coloro che hanno conosciuto il valore del suo contributo alla cultura italiana \u2013 e non soltanto nel campo del diritto del lavoro \u2013 nei nove anni che hanno seguito la sua scomparsa dessero vita a qualche cosa di molto pi\u00f9 sostanzioso dell\u2019ennesimo <em>Liber amicorum<\/em>: una serie di iniziative \u2013 alcune occasionali altre permanenti \u2013 per il ricordo della sua persona e lo studio del suo pensiero, che hanno finito col concretarsi, con il consenso gentilmente prestato dalla moglie Elvira e dalla figlia Pia, nella nascita di una Fondazione a ci\u00f2 dedicata e intestata al suo nome: dell\u2019intensa e articolata attivit\u00e0 svolta dalla Fondazione Giuseppe Pera dal 2010 a oggi e dei suoi programmi per il futuro, prossimo e no, ci hanno parlato qui diffusamente la Presidente Ilaria Milianti e il Direttore Marco Cattani.<\/p>\n<p>La stessa Fondazione sta programmando la celebrazione del decennale della scomparsa di Giuseppe Pera, che scadr\u00e0 l\u2019anno prossimo. Abbiamo in programma una sessione delle <em>Conversazioni<\/em> che si tengono ogni anno al convento di S. Cerbone, dedicata interamente allo studio del suo pensiero giuridico: diverse relazioni illustreranno il suo contributo su ciascuno dei capitoli principali del diritto del lavoro e della sicurezza sociale. Inoltre la Fondazione conta di riuscire entro un anno a pubblicare <em>on line<\/em> sul proprio sito una sezione dedicata alle carte inedite di Giuseppe Pera: dell\u2019ingentissimo materiale di cui disponiamo (conservato attualmente presso il Dipartimento di Storia dell\u2019Universit\u00e0 di Milano ma che verr\u00e0 riportato qui nelle prossime settimane per avere adeguata sistemazione e consultabilit\u00e0) dovr\u00e0 ovviamente essere operata una selezione, ma molte lettere meritano di essere messe <em>on line<\/em> a disposizione dei ricercatori. Terza iniziativa, certo non terza per importanza, sar\u00e0 la pubblicazione dei <em>Medaglioni<\/em>: sono i brevi ritratti che Giuseppe ha dedicato a una cinquantina di figure pi\u00f9 o meno eminenti dell\u2019accademia giuridica italiana, da lui incontrate o frequentate, soprattutto ma non solo per motivi universitari. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-40501 alignright\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Noterelle.jpg\" alt=\"Noterelle\" width=\"180\" height=\"280\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Noterelle.jpg 180w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Noterelle-96x150.jpg 96w\" sizes=\"auto, (max-width: 180px) 100vw, 180px\" \/>Di ciascuna di queste persone un \u201cmedaglione\u201d mette in rilievo le virt\u00f9 o i vizi, i meriti e le meschinit\u00e0, piccole e grandi, con la stessa arguzia che anima le <em>Noterelle<\/em> (di cui una antologia \u00e8 stata pubblicata nel 2006) e a tratti anche con una vera e propria capacit\u00e0 di pungere, ma sempre con la bonomia e la comprensione per le umane debolezze, che pure sono state una costante nei rapporti tra Giuseppe Pera e l\u2019umanit\u00e0 circostante. \u00c8 un dattiloscritto che Giuseppe ha consegnato nel 1994 a sua figlia Pia e a me, con il mandato preciso di pubblicarlo \u201cnon prima di dieci anni\u201d dopo la morte dell\u2019autore. La scelta di Pia, condivisa da Elvira e da me, \u00e8 di rinviare a una seconda edizione la pubblicazione di alcuni di questi <em>Medaglioni<\/em>, che per il loro contenuto potrebbero ancora suscitare il risentimento di persone che vi sono citate o di loro parenti stretti ancora in vita.<\/p>\n<p>In questo fervore di iniziative dedicate al ricordo della persona e allo studio del pensiero di Giuseppe Pera si colloca anche il convegno di oggi, meritoriamente promosso dalla Fondazione Michel de Montaigne a Bagni di Lucca. Questa citt\u00e0 si trova al centro della zona dove Giuseppe Pera \u00e8 nato e vissuto, al crocevia degli itinerari da lui mille volte percorsi: nell\u2019infanzia e adolescenza, quando alternava i periodi trascorsi nel suo luogo di residenza, S. Cassiano in Controne, con quelli trascorsi a Lucca per la frequenza alla scuola; nella maturit\u00e0, quando il suo \u201candare a giro\u201d domenicale, da solo o con gli amici, o le sue vacanze montane, lo portavano di volta in volta all\u2019Abetone o nei suoi dintorni, al Prato Fiorito sopra San Cassiano, o in giro per le mulattiere e i sentieri della Garfagnana, della valle della Lima o della valle del Serchio. Bagni di Lucca, punto di incontro fra queste valli, pu\u00f2 ben considerarsi centrale nella geografia dei luoghi dove Giuseppe Pera \u00e8 cresciuto e vissuto, ma soprattutto dei luoghi che egli ha pi\u00f9 amato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-40503\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/San-Cassiano.jpg\" alt=\"San Cassiano\" width=\"259\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/San-Cassiano.jpg 259w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/San-Cassiano-150x112.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/>Del suo amore per questi luoghi ha voluto mettermi a parte invitandomi molte volte ad \u201candare a giro\u201d con lui per queste contrade. Qualche volta si trattava di vere e proprie escursioni, come il giro in cresta da Cutigliano al Libro Aperto sopra l\u2019Abetone, oppure per la \u201cStrada del Duca\u201d alla Foce di Giovo e da l\u00ec gi\u00f9 all\u2019Orrido di Botri, oppure ancora al Prato Fiorito, sopra S. Cassiano; il pi\u00f9 delle volte erano passeggiate tra i luoghi della memoria: ancora S. Cassiano, primo fra tutti, ma anche Montefegatesi e Tereglio quando ci spingevamo verso la Garfagnana, oppure Segromigno, dove era l\u2019azienda agricola del padre, o Montecarlo, paese natale della amatissima madre, o le ville stupende della Lucchesia, o i luoghi della migliore cucina lucchese, raramente coincidenti con i pi\u00f9 largamente conosciuti e frequentati. Che fossero escursioni o semplici passeggiate, quei giri erano comunque l\u2019occasione per un racconto continuo di aneddoti, di vicende, di vita vissuta. Ogni luogo ne forniva l\u2019occasione. Giuseppe amava soffermarsi particolarmente nei piccoli cimiteri di paese, dove dalle date, dai nomi o dalle parole incise sulle lapidi o sulle pietre tombali, traeva considerazioni sulla storia dei luoghi e delle persone.<\/p>\n<div id=\"attachment_40504\" style=\"width: 269px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40504\" class=\"wp-image-40504 size-full\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Bassorilievi-di-San-Cassiano.jpg\" alt=\"Bassorilievi di San Cassiano\" width=\"259\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Bassorilievi-di-San-Cassiano.jpg 259w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Bassorilievi-di-San-Cassiano-150x112.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><p id=\"caption-attachment-40504\" class=\"wp-caption-text\">Bassorilievi sulla facciata della Pieve di San Cassiano, sec. XI<\/p><\/div>\n<p>Il momento pi\u00f9 intenso fu la prima volta che mi condusse a San Cassiano, per mostrarmi la meravigliosa pieve romanica, con i suoi bassorilievi antichissimi che presentano assonanze misteriose con bassorilievi analoghi di chiese coeve del nord-Europa, ma soprattutto per mostrarmi i luoghi dove aveva vissuto, ospite dello Zio omonimo, \u201crettore\u201d della pieve: la canonica, la stanza dove aveva abitato da ragazzo, il campanile di cui, nell\u2019ambito del suo \u201cservizio\u201d alla parrocchia, tante volte era stato il campanaro (\u201cla cosa era particolarmente impegnativa \u2013 mi spiegava Giuseppe \u2013 quando si trattava di accompagnare con la campana a martello il tragitto del feretro dalla casa del defunto alla chiesa: quando qualcuno moriva in un casolare sperduto per la montagna, la campana a martello poteva durare per ore\u201d).<\/p>\n<p>A proposito dei non agevoli spostamenti da e per S. Cassiano, vorrei aggiungere alla pregevolissima relazione svolta qui oggi da Bruno Micheletti sulla cultura materiale di quella piccola comunit\u00e0 montana soltanto un\u2019informazione tratta dai racconti di Giuseppe: quando qualcuno si ammalava, fino agli anni \u201930 l\u2019ambulanza doveva fermarsi ad Astracaccio, un paesino poco oltre Bagni di Lucca sulla strada dell\u2019Abetone, da dove si dipartiva la mulattiera che conduceva alla pieve. Il tragitto dalla casa dell\u2019ammalato fino ad Astracaccio era assicurato da una confraternita della Misericordia, i cui lettighieri trasportavano il malato all\u2019ambulanza su di una barella portata a braccia.<\/p>\n<p>Non voglio aggiungere altro alle bellissime relazioni e agli interventi che abbiamo ascoltato, se non ricapitolare quattro caratteri che mi sembra abbiano connotato fondamentalmente lo spirito e il comportamento di Giuseppe Pera lungo tutta la sua vita adulta.<\/p>\n<div id=\"attachment_40500\" style=\"width: 218px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40500\" class=\"wp-image-40500\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Espulsione-dal-Psi.jpg\" alt=\"Espulsione dal Psi\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Espulsione-dal-Psi.jpg 187w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Espulsione-dal-Psi-104x150.jpg 104w\" sizes=\"auto, (max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><p id=\"caption-attachment-40500\" class=\"wp-caption-text\">Lettera di espulsione dal Psi, 17.10.52, che G.P. teneva orgogliosamente incorniciata, affissa nel suo studio di S. Lorenzo a Vaccoli (1)<\/p><\/div>\n<p>Il primo \u00e8 il rifiuto della faziosit\u00e0. Giuseppe non era fazioso non soltanto perch\u00e9 era una persona straordinariamente libera e straordinariamente intelligente, ma anche perch\u00e9 in lui, a ben vedere, nell\u2019et\u00e0 adulta sono sempre convissute due anime: quella di sinistra, che si era manifestata nella sua giovanile militanza nel Partito socialista e che lo aveva portato a comprendere profondamente la ragioni del movimento operaio, e di quello sindacale in particolare; e l\u2019anima liberale, che possiamo senza tema di travisamento indicare qui come la sua \u201canima di destra\u201d, che lo aveva portato nel 1952 alla cacciata dal Partito \u201cper intelligenza col nemico\u201d e che lo avrebbe portato poi a essere uno dei critici pi\u00f9 lucidi delle aporie della cultura della sinistra italiana, non soltanto sul terreno giuslavoristico. Queste due anime, sempre vive dentro di lui, lo hanno portato in ogni occasione a \u201ccapire\u201d \u2013 per cos\u00ec dire \u2013 dal di dentro le ragioni degli uni e degli altri, e al tempo stesso a non assolutizzarne alcuna. Quanto fosse ancora viva in lui l\u2019anima socialista nell\u2019ultima parte della sua vita \u00e8 testimoniato da un minuscolo episodio dei suoi ultimi anni: lo collocherei intorno al 2003-2004. Eravamo a San Lorenzo a Vaccoli, gli stavo parlando dell\u2019importanza che aveva avuto nella mia formazione la figura di don Lorenzo Milani, di cui tutto si poteva dire tranne che fosse un liberale; a un certo punto citai l\u2019osservazione di don Milani sulla teologia morale tomistica in materia di diritto di propriet\u00e0: \u201cs\u00ec, per noi cattolici il diritto di propriet\u00e0 sta bene, ma anche S. Tommaso afferma che <em>in extremis omnia sunt communia<\/em>; il punto sta tutto nello stabilire dove si collochi l\u2019<em>extremum<\/em>\u201d. Questa lettura schiettamente \u201ccomunista\u201d della morale tomistica proposta da don Milani colp\u00ec e commosse Giuseppe al punto da indurlo a un accenno di pianto.<\/p>\n<p>Un secondo carattere fondamentale dello spirito e del comportamento pratico di Giuseppe \u2013 ne ha parlato ampiamente anche Oronzo Mazzotta \u2013 \u00e8 la libert\u00e0 morale. Lui si mostrava poco consapevole della propria capacit\u00e0 di resistere alle pressioni e ai condizionamenti esterni, al punto che pi\u00f9 volte, nel chiedermi di scrivere io ai colleghi dei quali la Rivista da lui diretta rifiutava uno scritto, oppure ai quali si chiedeva la correzione di qualche difetto, mi diceva: \u201cfallo tu, perch\u00e9 io sono un coniglio\u201d. Quanto poco fosse pavido, lo vide Elvira quando, giovane magistrato, Giuseppe si sent\u00ec ingiungere da un autorevole magistrato anziano di condonare una multa salata che era stata inflitta a un conoscente, e poi si sent\u00ec prospettare un trasferimento punitivo per il rifiuto di obbedire: torn\u00f2 a casa avvertendo la moglie della possibilit\u00e0 del trasferimento, considerando ovvio che la testa non andava chinata. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-40508 alignright\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Ridl.jpg\" alt=\"Ridl\" width=\"185\" height=\"261\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Ridl.jpg 160w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Ridl-107x150.jpg 107w\" sizes=\"auto, (max-width: 185px) 100vw, 185px\" \/>Quanto poco fosse pavido lo vidi anch\u2019io nell\u2019occasione di uno scontro violentissimo con un collega molto potente, al quale avevamo chiesto di togliere da un articolo candidato alla pubblicazione un\u2019espressione pesantemente irriguardosa verso un altro collega; l\u2019autore aveva rifiutato l\u2019emendamento, ma insisteva con grande prepotenza per la pubblicazione, giungendo a minacciare una sorta di guerra nucleare mirata esplicitamente \u2013 nientemeno \u2013 alla chiusura della Rivista per dimissioni della maggioranza dei membri del Comitato direttivo. La minaccia non era del tutto campata in aria, perch\u00e9 proprio questo era accaduto nell\u201980 alla <em>Rivista di Diritto del Lavoro<\/em>, dalle cui ceneri la nostra era nata, per una lite accademica di contenuto analogo. Nell\u2019occasione dello scontro di cui vi sto parlando, quando da qualcuno venne prospettata la soluzione di compromesso della pubblicazione dell\u2019articolo con una chiosa redazionale che prendesse le distanze dalla frase irriguardosa, Giuseppe rifiut\u00f2 recisamente dicendo: \u201cA che cosa serve un Direttore della Rivista, se poi ci si fa dirigere dal prepotente di turno?\u201d.<\/p>\n<p>Un terzo suo tratto personale molto forte lo vedo in una sorta di suo spirito francescano. Innanzitutto nel senso del distacco dai beni materiali, del non ambire ad arricchirsi. A questo proposito aggiungo un ricordo personale a quanto ha gi\u00e0 detto Oronzo Mazzotta sulla sua donazione all\u2019Istituto di Diritto del Lavoro dei diritti d\u2019autore sul suo manuale (&#8220;altrimenti &#8211; spiegava &#8211; mi sentirei in conflitto di interessi, nell&#8217;indicare agli studenti il mio libro come testo per la preparazione dell&#8217;esame&#8221;). Quando mi accadde di succedergli nella presidenza del Collegio arbitrale per i dirigenti delle compagnie assicuratrici, mi informai discretamente presso un dirigente dell\u2019Ania, l\u2019Associazione che gestiva la procedura, sull\u2019onorario che il professore chiedeva per il servizio svolto, con l\u2019idea di conformarmi ad esso, semmai doverosamente riducendolo di un po\u2019, anche perch\u00e9 io non dovevo affrontare una trasferta per ogni udienza del Collegio; ma mi sentii rispondere che questa riduzione non sarebbe stata possibile: \u201cl\u2019Ania si vergogna di pagare le parcelle del prof. Pera, per la loro entit\u00e0 ridicola\u201d. Quasi non coprivano le spese di viaggio da Lucca a Milano per le udienze. Quando gliene parlai, mi disse: \u201cle spese per recarsi al posto di lavoro sono a carico del prestatore; non \u00e8 mica colpa loro se io abito a duecentocinquanta chilometri di distanza dalla sede del Collegio\u201d.<\/p>\n<p>Condivideva profondamente l\u2019idea centrale del galateo di Giovanni Ansaldo, secondo la quale l\u2019essere ricchi \u00e8 di per s\u00e9, nel migliore dei casi, poco elegante: \u201cil vero signore viaggia in terza classe\u201d.<\/p>\n<p>Ma quando parlo di uno spirito francescano di Giuseppe mi riferisco anche al suo amore per gli animali, alla sua ammirazione quasi religiosa per la natura. Mi raccontava che da ragazzo si affezionava agli animali dell\u2019azienda paterna come a dei fratelli; cosicch\u00e9 ricordava di aver sofferto\u00a0 le pene dell\u2019inferno quando giungeva il giorno in cui il maiale, la mucca, o il vitello venivano avviati al macello. Il suo amore per la natura rivive in Pia, che su di esso ha mirabilmente costruito la sua originalissima spiritualit\u00e0 e la sua ricerca profonda del senso della vita.<\/p>\n<div id=\"attachment_39286\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39286\" class=\"wp-image-39286 size-medium\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/aaaa-300x208.jpg\" alt=\"Gino Giugni e Giuseppe Pera, alla met\u00e0 degli anni '50\" width=\"300\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/aaaa-300x208.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/aaaa.jpg 695w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-39286\" class=\"wp-caption-text\">Gino Giugni e Giuseppe Pera a Lucca, primi anni &#8217;50<\/p><\/div>\n<p>Un ultimo tratto essenziale della personalit\u00e0 di Giuseppe \u00e8 la sua etica della chiarezza. \u00c8 questo, per cos\u00ec dire, un terreno sul quale egli si \u00e8 trovato in immediata sintonia con <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=37447\" target=\"_blank\">la sua Maestra, la professoressa Luisa Riva Sanseverino<\/a>. Nel sodalizio con lei e poi per tutta la vita Giuseppe ha coltivato questa scelta etica; e non solo nella sua attivit\u00e0 di studioso. Non \u00e8 casuale che lo stesso rifiuto degli arzigogoli concettuali da cui tanto frequentemente sono caratterizzati i nostri scritti giuridici, delle frasi astruse, delle espressioni fumose, dell\u2019uso e abuso delle metafore allusive, sia una costante che accomuna il modo di scrivere e di insegnare di Giuseppe Pera con quello dei due giuslavoristi coi quali egli, fin dall\u2019inizio della sua esperienza di studioso, strinse un sodalizio duraturo e intrecci\u00f2 uno scambio culturale di straordinaria intensit\u00e0: <a href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/saggi\/view.asp?IDArticle=544\" target=\"_blank\">Gino Giugni<\/a> e <a href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/saggi\/view.asp?IDArticle=545\" target=\"_blank\">Federico Mancini<\/a>. \u201cSe non capisco quello che sto leggendo \u2013 diceva \u2013 la prima volta penso che il fesso sono io e rileggo; se non capisco anche la seconda volta, penso che il fesso \u00e8 lui\u201d. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-40513\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Motto-di-Pera-150x84.jpg\" alt=\"Motto di Pera\" width=\"253\" height=\"143\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Motto-di-Pera-150x84.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Motto-di-Pera-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Motto-di-Pera-1024x573.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 253px) 100vw, 253px\" \/>Tutta l\u2019opera di Giuseppe Pera costituisce una testimonianza viva di quanto egli ci ha sempre insegnato: solo la chiarezza del ragionamento pu\u00f2 accompagnarsi alla sua profondit\u00e0. Di pi\u00f9: \u201cla chiarezza \u00e8 l\u2019onest\u00e0 dello studioso\u201d. E proprio questo abbiamo scelto come motto della Fondazione intitolata al suo nome.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>_______________________<\/p>\n<p>(1) Testo della lettera di espulsione di G.P. dal Psi, Federazione di Lucca, 17 ottobre 1952<\/p>\n<p><em>Dott. Pera Giuseppe<\/em><br \/>\n<em>Vicolo della Minerva 3<\/em><br \/>\n<em>LUCCA<\/em><\/p>\n<p><em>Ti rendiamo noto che il Comitato Esecutivo della Federazione ha proceduto nella riunione del 15 Ottobre alla tua espulsione dal Partito per tradimento.<\/em><\/p>\n<p><em>Tale decisione \u00e8 stata presa sulla scorta di documenti inoppugnabili che dimostravano tuoi legami con <del>forz<\/del> movimenti nemici del Partito e della classe lavoratrice (magnacucchi) nonostante la tua appartenenza al P.S.I.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Detti documenti sono stati ora trasmessi dalla Direzione del Partito ai probiviri centrali.<\/em><\/p>\n<p><em>Tanto ti dovevamo<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 390px;\"><em>IL SEGRETARIO DELLA FEDERA\/ne<\/em><br \/>\n<em>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0(A. Spinelli)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL RIFIUTO DELLA FAZIOSIT\u00c0, LA SOVRANA LIBERT\u00c0 MORALE COLTIVATA ANCHE PER MEZZO DI UN DISTACCO FRANCESCANO E LAICISSIMO DAI BENI MATERIALI, \u00a0L&#8217;ETICA DELLA CHIAREZZA Intervento conclusivo della giornata di studi sulla vita, il pensiero e l&#8217;opera del giuslavorista Giuseppe Pera, promossa dalla Fondazione Michel de Montaigne a Bagni di Lucca il 21 maggio 2016 &#8211; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14,13],"tags":[],"class_list":["post-40496","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-26-saggi","category-25-temi-diversi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40496","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40496"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40496\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40496"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40496"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40496"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}