
{"id":41265,"date":"2016-07-13T16:12:34","date_gmt":"2016-07-13T15:12:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41265"},"modified":"2016-07-13T16:19:56","modified_gmt":"2016-07-13T15:19:56","slug":"ancora-sul-vento-no-global-e-sul-modo-migliore-in-cui-contrastarlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41265","title":{"rendered":"ANCORA SUL VENTO NO-GLOBAL E SUL MODO MIGLIORE IN CUI CONTRASTARLO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">&#8220;PERCH\u00c9 FINO AGLI ANNI 2000 CREDEVAMO CHE IL FUTURO SAREBBE STATO MIGLIORE DEL PASSATO E PERCH\u00c8 ORA \u00c9 L&#8217;OPPOSTO? DENTRO QUESTA NARRAZIONE CI STANNO GLI IMMIGRATI, L&#8217;EURO, L&#8217;EUROPA DELLE BANCHE, IL FUTURO TTIP: TANTA FUFFA MA ANCHE UN PO&#8217; DI VERIT\u00c0&#8221;<\/span><\/p>\n<p><em>Messaggio pervenuto l&#8217;11 luglio 2016, in riferimento a quello di Francesco Robiglio,<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41224\" target=\"_blank\">Gli effetti della Brexit saranno l&#8217;antidoto migliore contro il vento no-global<\/a>\u00a0\u00a0 <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Gentile dottor Ichino, ho letto l&#8217;intelligente intervento del sig. Robiglio sulle peculiarit\u00e0 delle dinamiche britanniche sulla scelta Brexit. Da quel poco che capisco quel paese vive una distanza siderale tra la realt\u00e0 della City e il\u00a0 &#8220;rest of Britain&#8221;, un solco che in tale misura non si ritrova, forse, altrove nella UE. Ma mi pare che tali peculiarit\u00e0 siano, in fondo, solo di facciata. In molti paesi (da ci\u00f2 che leggo) ritroviamo un mucchio di persone che si considerano perdenti della globalizzazione, a torto o a ragione ma quel che conta \u00e9 il <em>sentiment<\/em>, come la cattiva politica ha ben compreso. I dati sull&#8217;aumento della diseguaglianza a livello dei singoli Stati (non nel mondo; ma questo non conta nella percezione) stanno l\u00ec a certificare che, da questo punto di vista, le cose sono peggiorate, anche se magari il PIL <em>pro capite<\/em> di tali gruppi di popolazione \u00e8 rimasto fondamentalmente stabile (e ho letto che, in U.K. particolarmente, la crescita della ricchezza personale \u00e9 stato fortemente disomogenea e insufficiente: vivere a Londra con un lavoro \u00e9 spesso un investimento in perdita!). Ma l&#8217;Europa ha fallito in quanto gruppo nella gestione dell&#8217;immigrazione e ha consentito agli isolazionisti di spostare sugli immigrati il peso delle frustrazioni che viviamo, un capro espiatorio perfetto. Anche chi sta economicamente bene ha gioco facile nel vedere in essi un <em>movens<\/em> dei propri &#8220;dolori&#8221;, soprattutto perch\u00e9 il pi\u00f9 grande problema che ci unisce tutti \u00e8 la mancanza di una prospettiva positiva. Perch\u00e8 fino agli anni 2000 credevamo che il futuro sarebbe stato migliore del passato? Perch\u00e8 ora \u00e9 l&#8217;opposto? Dentro questa narrazione ci stanno gli immigrati, l&#8217;Euro, l&#8217;Europa delle banche, il futuro (?) TTIP: tanta fuffa ma anche un po&#8217; di verit\u00e0, per quel che capisco io. Se anche l&#8217;<em>Economist<\/em> ha invocato un bagno di umilt\u00e0 dei liberisti che non hanno saputo governare al meglio la globalizzazione (e chi avrebbe potuto farlo?) allora \u00e8 ora di muoversi. Basta proclami renziani, ammettiamo i difetti e, con un lessico diverso ed alternativo rispetto a quello dei feroci divisori, diciamo che le cose devono cambiare. Che dobbiamo aiutare i perdenti (lei questo lo dice da tempo), che indietro non si torna ma una qualche forma redistributiva \u00e9 inevitabile; che l&#8217;Europa deve essere eletta e vicina (Parlamento e Commissione\/Governo, basta col Consiglio); che ci sia meno NATO, che non sempre fa i nostri interessi geopolitici\u00a0 (ed anche noi stessi spesso non li facciamo, vedi gestione della Libia) ma un esercito europeo! che ci sia la trasparenza totale in ogni atto pubblico locale, governativo e sovranazionale (qui mi pare ci sia ancora un bel po&#8217; da fare, ma non sono un esperto); come \u00e9 possibile che tutti, anche molti economisti, parlino di eccesso di finanza e nessuno sia in grado di modularne gli aspetti negativi? Quanti altri argomenti vogliamo lasciare ai banalizzatori? E poi voi intellettuali per bene, ricordate che il mezzo televisivo \u00e9 ancora (<em>web<\/em> a parte) importante nel creare la percezione del mondo e va occupato con l&#8217;onest\u00e0 degli argomenti. So che la realt\u00e0 \u00e9 difficile da spiegare nell&#8217;era post-ideologica, io fatico a capirla compiutamente, ad organizzarla nella mia biblioteca personale. So che non \u00e8 facile, oggi nulla sembra esserlo, neppure trovare un posto nel mondo del lavoro all&#8217;epoca del <em>Jobs Act<\/em> (e parlo per difficolt\u00e0 personale che non vuole essere paradigma di nulla, magari \u00e9 tutta colpa mia). Cari saluti<br \/>\nRoberto Rondoni<\/p>\n<p><em>Il mio consenso con questo modo di guardare al &#8220;vento no-global&#8221; che sta spazzando l&#8217;Occidente \u00e8 espresso sinteticamente negli editoriali telegrafici<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41033\" target=\"_blank\">E se provassimo a non chiamarli populisti?<\/a><em>, del 4 luglio, e<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=40719\" target=\"_blank\">Urge occuparsi dei perdenti della globalizzazione<\/a><em>, del 17 giugno.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (p.i.)<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;PERCH\u00c9 FINO AGLI ANNI 2000 CREDEVAMO CHE IL FUTURO SAREBBE STATO MIGLIORE DEL PASSATO E PERCH\u00c8 ORA \u00c9 L&#8217;OPPOSTO? 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