
{"id":41283,"date":"2016-07-14T09:18:51","date_gmt":"2016-07-14T08:18:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41283"},"modified":"2016-07-17T23:08:02","modified_gmt":"2016-07-17T22:08:02","slug":"loccupazione-cresce-ma-non-per-i-giovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41283","title":{"rendered":"L&#8217;OCCUPAZIONE CRESCE, MA NON PER I GIOVANI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">NEL 2014 E 2015 L&#8217;ITALIA HA RECUPERATO CIRCA MET\u00c0 DEL MILIONE DI OCCUPATI PERSI NEI 4 ANNI PRECEDENTI DI CRISI GRAVISSIMA, MA LI HA RECUPERATI SOLO NELLA FASCIA DEGLI ULTRACINQUANTENNI, MENTRE L&#8217;OCCUPAZIONE GIOVANILE \u00c8 RIMASTA STABILE A UN LIVELLO BASSO: QUESTO \u00c8 OGGI IL PROBLEMA CUI OCCORRE DARE PRIORIT\u00c0 ASSOLUTA<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di <a href=\"http:\/\/www.neodemos.info?author_name=giamp&amp;ID=356\">Gianpiero Dalla Zuanna<\/a><\/strong>, senatore Pd e professore di demografia all&#8217;Universit\u00e0 di Padova, pubblicato il 13 luglio 2016 sul sito <\/em><a href=\"http:\/\/www.neodemos.info\/\" target=\"_blank\">Neodemos<\/a><em>, dove si possono vedere anche le tabelle con le serie complete dei dati a cui l&#8217;articolo fa riferimento &#8211; Sulla questione della disoccupazione giovanile v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38434\" target=\"_blank\">Perch\u00e9 i Neet (e di chi \u00e8 la colpa)<\/a>\u00a0<em>&#8211; Sull&#8217;andamento generale dell&#8217;occupazione nel primo anno dopo la riforma, v. <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=39162\" target=\"_blank\">Come vanno letti i (buoni) dati sull&#8217;occupazione<\/a> \u00a0 <em> \u00a0\u00a0<\/em> <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>La pubblicazione dei dati Istat di maggio sulle forze di lavoro permette di fare il punto sull\u2019occupazione nel nostro paese ragionando su quanto \u00e8 accaduto dall\u2019inizio della crisi. Concentriamoci sui valori assoluti degli occupati, ossia su dati che meglio permettono di dare una misura della capacit\u00e0 del sistema Italia di creare (o di distruggere) lavoro .<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-41318\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/dalla-zuanna.jpg\" alt=\"dalla zuanna\" width=\"275\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/dalla-zuanna.jpg 275w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/dalla-zuanna-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/>Nel 2008, prima della crisi, il numero di occupati tocc\u00f2 un picco, superando 23 milioni di unit\u00e0. La crisi ha provocato una grande distruzione di lavoro: in cinque anni, pi\u00f9 di un milione di posti sono andati perduti, quasi equamente ripartiti fra lavoro dipendente e indipendente (tabella 1).<\/p>\n<p>Dopo il 2013 le cose cambiano in meglio: nel giro di tre anni vengono recuperati mezzo milione di posti di lavoro, ossia met\u00e0 di quelli perduti nei cinque anni precedenti. Questa volta si tratta esclusivamente di lavoro dipendente: +400 mila a tempo indeterminato e +200 mila a tempo determinato, mentre i lavoratori autonomi continuano lentamente a declinare. Nel maggio del 2016, il recupero del lavoro dipendente \u00e8 completato, perch\u00e9 i posti di lavoro di questo tipo sono gli stessi del 2008, mentre i lavoratori autonomi sono mezzo milione in meno rispetto a otto anni prima.<\/p>\n<p>Grandi sono le modifiche della composizione per et\u00e0 dei lavoratori. Nel giro di appena otto anni (dal 2008 al 2016) i lavoratori con meno di 35 anni diminuiscono del 28% e quelli in et\u00e0 centrale del 6%. Al contrario, nello stesso periodo i lavoratori ultracinquantenni aumentano del 39%. In questo breve arco di tempo il rapporto fra lavoratori giovani e lavoratori maturi si inverte: da 7\/5 a 5\/7.<\/p>\n<p>In questi andamenti si legge in controluce la demografia degli ultimi decenni, specialmente il <em>baby boom<\/em> del ventennio 1950-70 e il crollo delle nascite successivo al 1980. Ma l\u2019aumento dei lavoratori anziani \u00e8 legato anche alla riforma Fornero del 2012, che ha innalzato bruscamente l\u2019et\u00e0 alla pensione, mentre la diminuzione dei lavoratori giovani \u00e8 legata anche all\u2019incremento degli studenti.<\/p>\n<p>Alla fin fine, la differenza di et\u00e0 la fa da padrona. L\u2019incremento di 500 mila lavoratori fra il 2013 e il 2016 \u00e8 frutto della combinazione fra la diminuzione di 500 mila lavoratori in et\u00e0 15-49 e l\u2019incremento di un milione di lavoratori ultracinquantenni. Il <a href=\"http:\/\/www.neodemos.info\/glossary\/tasso-di-occupazione\/\">tasso di occupazione<\/a> di questi ultimi \u00e8 aumentato rapidamente (15 punti percentuali in pi\u00f9 dal 2004 al 2016!), mentre quello dei lavoratori pi\u00f9 giovani \u00e8 diminuito drammaticamente nel quinquennio 2008-13, restando poi costante negli anni successivi.<\/p>\n<p>La rapidit\u00e0 dei mutamenti appena descritti aiuta a comprendere come mai il notevole incremento di posti di lavoro dell\u2019ultimo triennio \u00e8 stato percepito, nel nostro paese, solo in misura parziale. Infatti, esso non si \u00e8 tradotto in un incremento del <a href=\"http:\/\/www.neodemos.info\/glossary\/tasso-di-occupazione\/\">tasso di occupazione<\/a> dei giovani, mentre lavorare di pi\u00f9 non \u00e8 certo vissuto dagli adulti maturi come una conquista sociale \u2026<\/p>\n<p>Una lettura superficiale di questi dati potrebbe suggerire che l\u2019unica strada per aumentare l\u2019occupazione giovanile \u00e8 agevolare, in qualche modo, la fuoruscita degli anziani dal mercato del lavoro. Le cose per\u00f2 non sono cos\u00ec semplici, e non solo a causa dell\u2019inevitabile squilibrio che ci\u00f2 genererebbe in un sistema pensionistico ancora in sofferenza, a causa delle scelte dissennate del passato.<\/p>\n<p>Il vero problema \u00e8 che la sostituibilit\u00e0 degli anziani con i giovani \u00e8 assai problematica. Infatti, mentre gran parte dei nuovi pensionati fa lavori manuali, gran parte dei giovani che si affacciano sul mercato del lavoro vorrebbero fare lavori non manuali, visto che hanno acquisito un titolo di studio superiore.<\/p>\n<p>Quindi non ci sono scorciatoie. L\u2019occupazione dei giovani pu\u00f2 aumentare solo se vengono creati <em>ex-novo<\/em> buoni posti di lavoro qualificati. Altrimenti, i giovani questi lavori andranno a cercarseli all\u2019estero. Qualcosa si \u00e8 mosso in questi ultimi anni, tanto che fra il maggio del 2015 e il maggio del 2016 i lavoratori in et\u00e0 15-34 sono passati da 4 milioni e 900 mila a 5 milioni e 100 mila, aumentando per la prima volta dal 2004 (ossia da quando esistono le serie mensili degli occupati). La strada \u00e8 quella giusta, ma la sfida \u00e8 solo all\u2019inizio.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NEL 2014 E 2015 L&#8217;ITALIA HA RECUPERATO CIRCA MET\u00c0 DEL MILIONE DI OCCUPATI PERSI NEI 4 ANNI PRECEDENTI DI CRISI GRAVISSIMA, MA LI HA RECUPERATI SOLO NELLA FASCIA DEGLI ULTRACINQUANTENNI, MENTRE L&#8217;OCCUPAZIONE GIOVANILE \u00c8 RIMASTA STABILE A UN LIVELLO BASSO: QUESTO \u00c8 OGGI IL PROBLEMA CUI OCCORRE DARE PRIORIT\u00c0 ASSOLUTA Articolo di Gianpiero Dalla Zuanna, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-41283","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41283","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41283"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41283\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41283"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41283"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41283"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}