
{"id":41484,"date":"2016-07-29T15:47:50","date_gmt":"2016-07-29T14:47:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41484"},"modified":"2016-07-29T15:47:50","modified_gmt":"2016-07-29T14:47:50","slug":"sullimpegno-del-governo-per-la-liberalizzazione-della-funzione-svolta-dalla-siae","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41484","title":{"rendered":"SULL&#8217;IMPEGNO DEL GOVERNO PER LA LIBERALIZZAZIONE DELLA FUNZIONE SVOLTA DALLA SIAE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">L&#8217;ENTRATA IN VIGORE DELLA DIRETTIVA EUROPEA E IL PARERE DELL&#8217;AUTORIT\u00c0 ANTITRUST HANNO INDOTTO IL GOVERNO A MODIFICARE NOTEVOLMENTE LA PROPRIA POSIZIONE ORIGINARIA A FAVORE DELLA CONSERVAZIONE DEL REGIME DI MONOPOLIO SIAE<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Andrea Dusio pubblicata su\u00a0<\/em>Hi Tech Magazine<em>, agosto\u00a0 2016 \u2013 In argomento v. anche <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41420\" target=\"_blank\">il mio intervento in Senato del 21 luglio 2016<\/a>, nella discussione generale del disegno di legge n. 2345\/2016 (legge di delegazione europea)<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong>Professor Ichino, con <\/strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=40049\"><strong>un&#8217;interrogazione<\/strong><\/a><strong> prima e poi <\/strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=40595\"><strong>una serie di emendamenti condivisi trasversalmente<\/strong><\/a><strong> da varie forze politiche, lei e alcuni colleghi avete chiesto che fosse eliminato il monopolio Siae. Ma nonostante la direttiva Ue e le vostre iniziative, il governo continua a opporsi alla liberalizzazione del diritto d&#8217;autore. Quali sono le motivazioni addotte dall&#8217;esecutivo?<\/strong><br \/>\nOccorre distinguere le posizioni espresse dal Governo nella fase iniziale di questa vicenda parlamentare e quelle espresse nella fase conclusiva. Nell\u2019audizione che si era tenuta lo scorso 30 marzo, il Ministro Franceschini aveva preso le mosse da un\u2019interpretazione molto restrittiva della Direttiva Barnier: sosteneva che, non essendo previsto uno specifico obbligo di abolizione del regime di monopolio legale (che ad oggi, su 28 Paesi europei, \u00e8 in vigore solo in Italia e nella Repubblica Ceca), la Direttiva avrebbe consentito di mantenere l\u2019impianto della nostra legge del 1941; e che la libert\u00e0 di scelta assicurata dalla direttiva al titolare del diritto si sarebbe potuta esercitare con una scelta intra-europea e non necessariamente all\u2019interno del proprio Paese. In quell\u2019occasione il ministro aveva anche affermato che la situazione attuale del monopolio legale italiano costituirebbe un valore positivo perch\u00e9 darebbe maggiore potere contrattuale alla SIAE nel negoziare gli accordi di reciprocit\u00e0 con le altre <em>collecting<\/em> europeo con gli utilizzatori: ci\u00f2 in quanto la SIAE da monopolista disporrebbe di un repertorio molto ampio di opere, non frammentato tra diversi gestori. Poi, per\u00f2, oltre alle nostre interrogazioni parlamentari, \u00e8 intervenuto il 1\u00b0 giugno <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=40713\">il parere dell\u2019Antitrust<\/a>, che \u00e8 valso a cambiare sensibilmente l\u2019orientamento del Governo.<\/p>\n<p><strong>Che cosa \u00e8 cambiato?<\/strong><br \/>\nIl Governo ha insistito per il ritiro dei nostri emendamenti, motivando la richiesta con la necessit\u00e0 che il disegno di legge comunitaria venisse varato subito senza un nuovo passaggio alla Camera; \u00a0ma ha accolto, in cambio, un <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=40945\">ordine del giorno<\/a> nel quale si impegna a dare attuazione nel prossimo futuro a quanto chiede l\u2019Autorit\u00e0 garante del mercato e della concorrenza (il 27 luglio scorso questo stesso ordine del giorno \u00e8 stato approvato dal Senato quasi all&#8217;unanimit\u00e0). Pi\u00f9 precisamente, se nei prossimi mesi la gestione della Siae continuer\u00e0 a tenere una gestione incompatibile con i necessari criteri di efficienza e trasparenza e le altre regole molto precise definite dalla Direttiva Barnier, il regime di monopolio verr\u00e0 abolito e si aprir\u00e0 alla concorrenza anche in questo settore.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ordine del giorno, per\u00f2, non pone un termine entro il quale questo impegno dovr\u00e0 essere adempiuto.<\/strong><br \/>\nQuesto \u00e8 il compromesso che abbiamo dovuto accettare. Per\u00f2 l\u2019ordine del giorno sancisce l\u2019accettazione da parte del Governo del parere dell\u2019Antitrust, quindi del principio della liberalizzazione e della contendibilit\u00e0 della funzione. Mi sembra che questo costituisca un risultato molto rilevante, se si considerano le posizioni espresse inizialmente dal Governo, soltanto nel marzo scorso. D\u2019altra parte, rifiutare questo compromesso ci avrebbe portati alla probabile bocciatura degli emendamenti, in ragione del fatto che il disegno di legge deve essere varato senza dilazione. E saremmo rimasti con un pugno di mosche in mano.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9, secondo lei, il governo ha assunto quella posizione iniziale, che sembra manifestare una sua sudditanza nei confronti della Siae?<br \/>\n<\/strong>Probabilmente una componente del Governo ritiene che l\u2019intervento pi\u00f9 opportuno consista nel ristrutturare la SIAE per \u201csalvare\u201d migliaia di posti di lavoro. Il fatto \u00e8 che queste migliaia di posti \u00a0sono in esubero rispetto al necessario. Inserire la Siae in un contesto competitivo la costringerebbe a evolversi e a superare le sue gravissime inefficienze attuali. Qualche suo dipendente dovrebbe cambiare datore di lavoro, certo. Ma i casi sono due: o quel qualcuno ha una competenza vera, una professionalit\u00e0 realmente spendibile nel settore, e allora probabilmente finirebbe coll\u2019essere assunto da qualche altro nuovo operatore concorrente; oppure quel qualcuno \u00e8 stato assunto solo perch\u00e9 figlio o nipote di qualcun altro che sta al vertice della Societ\u00e0, e allora non ci si deve rammaricare che perda il posto.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le critiche principali che lei muove a Siae?<br \/>\n<\/strong>Vorrei chiarire preliminarmente che non pu\u00f2 essere sottovalutato quanto la Siae ha costruito negli anni: un patrimonio di organizzazione e di conoscenze che non deve andare perduto. Va per\u00f2 anche riconosciuto che in questa costruzione si sono purtroppo verificate nel tempo diverse anomalie e inefficienze anche gravi: alcune delle quali l\u2019hanno anche portata pi\u00f9 volte al commissariamento.<\/p>\n<p><strong>In che senso lei parla di \u201canomalie\u201d?<br \/>\n<\/strong>Nella categoria delle anomalie metterei innanzitutto la grave ipertrofia della struttura e i relativi costi spropositati; costituiscono, poi, una anomalia anche pi\u00f9 grave i criteri nepotistici o clientelari con cui sono state fatte numerose assunzioni di personale dipendente. Ma il rimprovero pi\u00f9 pesante che va mosso alla Siae riguarda l\u2019enorme ritardo che essa, proprio perch\u00e9 operante in regime di monopolio e quindi non stimolata dalla concorrenza, ha accumulato sul piano tecnologico. Siamo di fronte a un mercato ormai mondializzato e prevalentemente digitalizzato, nel quale le modalit\u00e0 di fruizione delle opere \u00e8 profondamente cambiata, cos\u00ec come si sono moltiplicate le modalit\u00e0 svariate di sfruttamento delle opere tramite la concessione di licenze <em>on line<\/em> con valenza in Paesi diversi. La SIAE non \u00e8 riuscita a stare al passo con questi cambiamenti. E non \u00e8 tutto.<\/p>\n<p><strong>Quali altre doglianze muovete alla Siae?<br \/>\n<\/strong>Altre doglianze nei suoi confronti hanno a oggetto non soltanto i costi di gestione eccessivi, che vengono riversati sui titolari dei diritti d\u2019autore e sugli utilizzatori delle opere, ma anche le rendicontazioni non analitiche, cio\u00e8 non basate sul numero delle utilizzazioni di ciascuna opera bens\u00ec su ripartizioni forfettarie. Alla Siae si rimproverano, ancora, i pagamenti molto tardivi e a volte anche l\u2019assenza dei pagamenti. Le si rimprovera l\u2019impossibilit\u00e0 di una vera partecipazione di tutti gli autori nel processo decisionale. Le si imputa l\u2019opacit\u00e0 complessiva della gestione: oggi le informazioni devono circolare in modo costante, fluido, digitale, pervenendo ai destinatari in tempo reale. E devono essere chiare, immediatamente comprensibili: i tabulati illeggibili dovrebbero essere ormai un ricordo del secolo passato.<\/p>\n<p><strong>Non tutti gli autori, per\u00f2, si attendono questi livelli di <em>performance<\/em>: si ha l\u2019impressione che alla maggior parte di loro basterebbe anche soltanto una maggiore regolarit\u00e0 e congruit\u00e0 dei pagamenti.<br \/>\n<\/strong>\u00c8 vero: la conoscenza della materia \u00e8 scarsa anche da parte degli stessi titolari dei diritti. Ma questo costituisce un motivo ulteriore di insoddisfazione nei confronti della Siae: sarebbe suo compito di promuovere la cultura della trasparenza, dell\u2019informazione chiara, tempestiva e analitica. Ma \u00e8 un circolo vizioso: se i suoi rappresentati conoscessero meglio i loro diritti, conoscessero i livelli di trasparenza e completezza dell\u2019informazione oggi resi possibili dalle nuove tecnologie, essi non consentirebbero la <em>mala gestio<\/em> dei loro interessi cui si \u00e8 assistito in questi anni. Non accetterebbero mai di approvare rendiconti incomprensibili, sistemi di ripartizione dei proventi derivanti dall\u2019utilizzazione delle opere farraginosi e burocratici.<\/p>\n<p><strong>Lei sta tracciando un quadro molto fosco, pieno di ombre. Non vede nessuna luce?<br \/>\n<\/strong>Qualche piccola luce c\u2019\u00e8: l\u2019atteggiamento della Siae, anche in conseguenza delle vicissitudini che l\u2019hanno vista protagonista o parte in causa, \u00e8 cambiato in meglio. Per\u00f2 non comprendo questa ostinata difesa da parte sua dell\u2019articolo 180 della legge del 1941, cio\u00e8 del regime di monopolio: il pi\u00f9 delle volte, come la storia delle telecomunicazioni insegna, all\u2019abolizione di un monopolio legale segue un momento di stabilizzazione e successivamente di aggregazione del mercato intorno a due o tre operatori efficienti, uno dei quali potrebbe certamente essere la stessa Siae. L\u2019effetto della liberalizzazione per SIAE non sarebbe dunque catastrofico: essa, con ogni probabilit\u00e0, sopravviverebbe alla fine del regime di monopolio; ma sarebbe costretta a diventare pi\u00f9 efficiente. E questo sarebbe salutare da molti punti di vista. A me sembra che essa dovrebbe, dunque, dimostrarsi fin d\u2019ora pi\u00f9 aperta a valutare opzioni che rendano contendibile la sua funzione, avendo come scopo prioritario non l\u2019autoconservazione del suo apparato attuale, ma la tutela dei suoi associati. Questi resterebbero comunque, in gran parte, legati alla struttura che conoscono da anni, anche quando fosse data loro la possibilit\u00e0 di scegliere un altro organismo di gestione collettiva; ma proprio questa possibilit\u00e0 darebbe loro pi\u00f9 potere, maggior peso nell\u2019esigere l\u2019efficienza a cui hanno diritto. Per dirla con Hirschman, darebbe loro, oltre che una pi\u00f9 forte opzione <em>voice<\/em> in seno alla struttura, anche l\u2019opzione <em>exit<\/em>, che oggi in Italia \u00e8 loro negata.<\/p>\n<p><strong>Da alcune parti sembra profilarsi l&#8217;ipotesi che il recepimento della direttiva UE possa essere attuato non con una liberalizzazione, ma limitandosi a riformare la Siae. Lei crede che sia un&#8217;ipotesi percorribile?<br \/>\n<\/strong>Accogliendo l\u2019ordine del giorno presentato da me con un folto gruppo di altri parlamentari al Senato, il Governo si \u00e8 impegnato a cambiare linea rispetto al passato anche recente. Nel panorama europeo la SIAE \u00e8 un <em>unicum<\/em>: non esistono altre <em>collecting<\/em> che accentrino la gestione dei diritti relativi a categorie diverse di opere: non solo le musicali, di cui oggi maggiormente si discute, ma anche le cinematografiche, le teatrali, le opere d\u2019arte, ecc. Persino nella Repubblica Ceca, che \u00e8 rimasta con un regime di monopolio analogo al nostro, vi sono quattro <em>collecting<\/em> diverse in relazione ad altrettanti settori di opere da tutelare. Accogliendo il nostro <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=40945\">ordine del giorno<\/a> e facendo proprio <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=40713\">il parere dell\u2019Antitrust<\/a>, comunque, il Governo ha sostanzialmente preso atto che, nel contesto europeo attuale, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 l\u2019alternativa tra <em>liberalizzare si<\/em> e <em>liberalizzare no<\/em>, bens\u00ec soltanto la questione circa il <em>come<\/em> liberalizzare il settore.<\/p>\n<p><strong>Vuole dire che la sola ristrutturazione di Siae potrebbe non bastare?<\/strong><br \/>\nCerto che non basterebbe. Ma, sia ben chiaro, potrebbe non bastare neppure l\u2019apertura del mercato, la liberalizzazione, se essa non fosse disciplinata correttamente. L\u2019esperienza dei Paesi che hanno costruito sistemi aperti potrebbe insegnarci molto. Con l\u2019accoglimento del nostro <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=40945\">ordine del giorno<\/a> il Governo si \u00e8 impegnato innanzitutto a vigilare in modo molto penetrante sul come la SIAE si adeguer\u00e0 ai nuovi livelli essenziali di qualit\u00e0 del servizio, in termini di efficienza, trasparenza, informazione e partecipazione della base associativa alle decisioni, ivi incluse quelle su come destinare gli introiti non distribuiti, che nella gestione Siae presente e passata sono di entit\u00e0 assai rilevante. Ma si \u00e8 impegnato anche a promuovere efficacemente l\u2019evoluzione dell\u2019ordinamento secondo quanto indicato nel <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=40713\">parere dell\u2019Antitrust<\/a> del 1\u00b0 giugno: all\u2019orizzonte, dunque, a breve o medio termine, c\u2019\u00e8 la liberalizzazione. Anche perch\u00e9, altrimenti, dovremmo far fronte a una procedura di infrazione da parte della Commissione Europea.<\/p>\n<p><strong>Nella scorsa legislatura una commissione parlamentare ha affrontato la questione della Siae, analizzandone a fondo i problemi di funzionamento. Perch\u00e9 al termine dei lavori di quella commissione non si \u00e8 proceduto a mettere mano all&#8217;assetto attuale della gestione del diritto d&#8217;autore?<\/strong><br \/>\nLa Commissione parlamentare che affront\u00f2 la questione nella passata legislatura era stata chiamata ad analizzare una situazione particolare di SIAE: quella che avrebbe portato poi al commissariamento. E all&#8217;epoca non c\u2019era ancora la direttiva Barnier, che \u00e8 stata emanata nel 2014 ed \u00e8 entrata in vigore nell&#8217;aprile di quest&#8217;anno, e che indica in modo inequivoco la via dell&#8217;apertura alla concorrenza del mercato dei servizi per la tutela dei diritti d&#8217;autore.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;I.M.A.I.E. <\/strong>(Istituto per la Tutela dei Diritti degli Artisti Interpreti ed Esecutori &#8211; <em>n.d.r.<\/em>)<strong>, per\u00f2, \u00e8 stato messo in liquidazione.<\/strong><br \/>\nIn quel caso il fallimento, in senso tecnico, dell\u2019ente ha reso inevitabile una presa di posizione drastica da parte del Governo: il quale ha dunque scelto la strada della liberalizzazione. Per SIAE si \u00e8 scelta invece, in un primo tempo, la via della ristrutturazione dell&#8217;ente, con il cambiamento del <em>management<\/em>. Ora, per\u00f2, lo scenario \u00e8 cambiato: \u00e8 entrata in vigore nell&#8217;aprile scorso una norma europea che garantisce ai \u201c<em>titolari dei diritti \u2026 il diritto di scegliere liberamente l\u2019organismo di gestione collettiva<\/em>\u201d. E questo cambiamento del contesto ordinamentale europeo si combina con l\u2019esigenza che viene sottolineata da Bruxelles, di una riforma dell\u2019intero sistema del <em>copyright<\/em>. L&#8217;insieme di queste circostanze ci obbliga a por mano alla sostituzione radicale della nostra vetusta legge del \u201941 su questa materia.<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 chi sostiene che i problemi sollevati dalla liberalizzazione dei &#8220;diritti connessi&#8221; dovrebbero indurre a una certa prudenza in tema di cancellazione del monopolio sul diritto d&#8217;autore. Lei ritiene che per la Siae sia auspicabile un ruolo di controllo su di un mercato liberalizzato, come sembra indicare la proposta di legge dei 5 Stelle?<\/strong><br \/>\nLa fase di transizione da un regime di monopolio a un regime di concorrenza deve sempre essere regolata e controllata con molta attenzione, soprattutto per evitare abusi di posizione dominante di cui sovente, in questa fase, fanno le spese i <em>new entrants<\/em>, poich\u00e9 le reti e i dati di coloro che hanno operato per decenni non sono replicabili in tempi brevi. L&#8217;idea che la funzione di vigilanza e controllo sul processo di liberalizzazione venga affidata proprio all&#8217;ex-monopolista mi sembra davvero poco sensata. Mi sembra invece che la scelta pi\u00f9 appropriata sia quella di assegnare questa funzione al suo titolare naturale: l&#8217;Autorit\u00e0 Garante della Concorrenza e del Mercato.<\/p>\n<p><strong>Se il ministro Franceschini non \u00e8 convinto delle modalit\u00e0 che deve assumere il recepimento della direttiva UE, perch\u00e9 a suo parere non ha aperto un tavolo tecnico?<br \/>\n<\/strong>Non escludo che il Ministro ci stia pensando. Un tavolo tecnico, per\u00f2, ha senso se vi partecipano tutti i soggetti coinvolti, compresi i titolari dei diritti che si intendono tutelare. Oggi presso il ministero \u00e8 in funzione un organo di questo genere: il Comitato Consultivo Permanente per il Diritto d\u2019Autore; ma questo comitato ha una composizione non totalmente rappresentativa (non vi sono rappresentati gli utilizzatori e i fornitori delle tecnologie). Del resto, la sua costituzione risale al \u201941 e il suo funzionamento \u00e8 ancora disciplinato dall\u2019articolo 191 della legge sul diritto d\u2019autore. \u00c8 invece indispensabile il coinvolgimento anche degli utilizzatori, che sono i finanziatori diretti dell&#8217;intero sistema. Il gruppo trasversale di parlamentari firmatari dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=40945\">ordine del giorno<\/a> accolto dal Governo si far\u00e0 promotore di un &#8220;tavolo&#8221; pi\u00f9 rappresentativo.<\/p>\n<p><strong>In queste ore molti artisti di punta, tra musicisti, cantanti e autori cinematografici, hanno firmato un appello in difesa della Siae, come se senza di essa la tutela del diritto d&#8217;autore fosse destinata a venir meno. Cosa direbbe a questi artisti per spiegare loro che le cose non stanno cos\u00ec?<br \/>\n<\/strong>In questo come in moltissimi altri campi noi italiani dovremmo imparare a sfruttare meglio l&#8217;unico vantaggio di cui gode un Paese arretrato: la possibilit\u00e0 di sfruttare a proprio vantaggio l&#8217;esperienza accumulata dai Paesi pi\u00f9 avanzati, dove le cose funzionano meglio. La comparazione internazionale consente di conoscere e discutere di una ampia gamma di modelli alternativi rispetto al nostro attuale: e non mi riferisco soltanto alle alternative disponibili sul piano della disciplina del mercato, ma anche a quelle disponibili sul piano della strumentazione tecnica. Nell&#8217;era della rete non possiamo continuare ad avvalerci soltanto dei bollini SIAE apposti sui CD. Apertura alla concorrenza significa anche consentire la sperimentazione di tecniche nuove: penso per esempio a tecnologie come quelle utilizzate da <em>Spotify, Deezer<\/em> e altre piattaforme che sono avanti anni luce rispetto alla strumentazione oggi utilizzata dalla Siae. Cos\u00ec stando le cose, le affermazioni del tipo \u201c<em>senza SIAE siamo indifesi<\/em>\u201d appaiono letteralmente fuori del mondo. Anche il Governo dovrebbe investire in una campagna volta a far comprendere agli artisti le novit\u00e0 tecnologiche, oltre che quelle attinenti alla disciplina europea e nazionale della materia, a far conoscere meglio i loro diritti derivanti da una normativa necessariamente complessa, destinata comunque a evolvere rapidamente con lo sviluppo del mercato unico digitale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ENTRATA IN VIGORE DELLA DIRETTIVA EUROPEA E IL PARERE DELL&#8217;AUTORIT\u00c0 ANTITRUST HANNO INDOTTO IL GOVERNO A MODIFICARE NOTEVOLMENTE LA PROPRIA POSIZIONE ORIGINARIA A FAVORE DELLA CONSERVAZIONE DEL REGIME DI MONOPOLIO SIAE Intervista a cura di Andrea Dusio pubblicata su\u00a0Hi Tech Magazine, agosto\u00a0 2016 \u2013 In argomento v. anche il mio intervento in Senato del 21 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-41484","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41484","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41484"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41484\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41484"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41484"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41484"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}