
{"id":41538,"date":"2016-07-30T21:59:39","date_gmt":"2016-07-30T20:59:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41538"},"modified":"2016-08-01T11:21:31","modified_gmt":"2016-08-01T10:21:31","slug":"leconomist-conferma-addio-destrasinistra-e-lepoca-del-reti-contro-muri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41538","title":{"rendered":"L&#8217;ECONOMIST CONFERMA: ADDIO DESTRA\/SINISTRA, \u00c8 L&#8217;EPOCA DI &#8220;RETI CONTRO MURI&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">L&#8217;EDITORIALE DELL&#8217;AUTOREVOLE SETTIMANALE REGISTRA IL MUTAMENTO CHE HA SUBITO LA DIALETTICA POLITICA NEGLI USA E IN EUROPA: ORA IL SUO SPARTIACQUE \u00c8 QUELLO CHE DIVIDE CHI ACCETTA LA SFIDA DELLA GLOBALIZZAZIONE DA CHI INTENDE BLOCCARLA; SINISTRA E DESTRA DIVENTANO DECLINAZIONI DI QUESTA SCELTA FONDAMENTALE<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #000000;\">Editoriale pubblicato dal settimanale britannico <\/span><\/em><span style=\"color: #000000;\">The Econ<\/span><span style=\"color: #000000;\">omist<\/span><em><span style=\"color: #000000;\"> il 30 luglio 2016 sotto il titolo: <\/span><\/em><span style=\"color: #000000;\">La globalizzazione e la politica: il nuovo spartiacque &#8211; <em>Del testo in lingua inglese propongo di seguito la <strong>traduzione in italiano della parte iniziale e di alcuni brani ulteriori<\/strong> &#8211; Il mutamento del sistema politico qui puntualmente descritto \u00e8 lo stesso che su questo sito \u00e8 stato proposto negli ultimi anni in diversi articoli, tra i quali si segnalano:<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28271\" target=\"_blank\">Una mappa per capire che cosa sta accadendo nella politica italiana<\/a><em>, riflessione grafica del 6 ottobre 2013; <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=33182\" target=\"_blank\">Sta nascendo un bipolarismo diverso rispetto al passato<\/a><em>, editoriale telegrafico del 27 ottobre 2014; <\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=34441\" target=\"_blank\">In Grecia destra e sinistra estreme unite contro la strategia dell&#8217;Unione Europea<\/a><em>, editoriale telegrafico del 29 gennaio 2015;<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=37907\" target=\"_blank\">Il nuovo bipolarismo della politica italiana<\/a><em>, intervento <strong>di Alessandro Maran<\/strong>, vicepresidente del gruppo dei senatori PD, pubblicato sul sito <\/em>Formiche.net<em> il 15 novembre 2015;\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38209\" target=\"_blank\">Perch\u00e9 nel vecchio continente salta la dialettica tradizionale fra destra e sinistra<\/a><em>, mio articolo <\/em><\/span><em>pubblicato sul quotidiano<\/em> Il Foglio<em> il 9 dicembre<\/em> 2015;\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38487\" target=\"_blank\">La svolta buona che ora serve al Governo (e all&#8217;Italia)<\/a><em>, articolo pubblicato sul\u00a0 quotidiano <\/em>il Foglio<em> il 12 gennaio 2016 a firma di otto parlamentari PD: <\/em><strong><em>Roberto Cociancich,\u00a0Giampaolo Galli,\u00a0Pietro Ichino,\u00a0Linda Lanzillotta, Alessandro Maran, Gianluca Susta,\u00a0Irene Tinagli,\u00a0Giorgio Zanin<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong> <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong> <span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.economist.com\/news\/leaders\/21702750-farewell-left-versus-right-contest-matters-now-open-against-closed-new\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-180 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/icona-dwl8.png\" alt=\"icona-dwl8\" width=\"53\" height=\"53\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.economist.com\/news\/leaders\/21702750-farewell-left-versus-right-contest-matters-now-open-against-closed-new\" target=\"_blank\">Scarica il testo in lingua inglese dell&#8217;editoriale<\/a> <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>La globalizzazione e la politica: il nuovo spartiacque<\/h2>\n<p><strong>Addio destra\/sinistra. Il confronto che conta, ora, \u00e8 tra apertura e chiusura<\/strong><\/p>\n<p>Come teatro politico, le convenzioni dei partiti americani non hanno eguali. Gli attivisti di destra e di sinistra si riuniscono per scegliere i loro candidati e celebrare l&#8217;opzione conservatrice (i repubblicani) e quella progressista (i Democratici). Ma quest&#8217;anno \u00e8 andata diversamente, e non soltanto perche Hillary Clinton \u00e8 divenuta la prima donna candidata alla Presidenza degli U.S.A. da un grande partito. Le convenzioni hanno evidenziato un nuovo spartiacque politico: non pi\u00f9 tra destra e sinistra, ma tra apertura e chiusura.<span style=\"color: #ffffff;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-41539\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/image1-228x300.jpg\" alt=\"image1\" width=\"228\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/image1-228x300.jpg 228w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/image1-114x150.jpg 114w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/image1.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 228px) 100vw, 228px\" \/><\/strong><\/span> Donald Trump, il candidato repubblicano, ha riassunto la questione andando, come \u00e8 solito, diritto al sodo: &#8220;Americanismo, non globalismo, sar\u00e0 il nostro credo&#8221;, ha dichiarato. E le sue tirate anti-liberalizzazione dei mercati hanno trovato eco nei discorsi dell&#8217;ala del Partito Democratico che fa riferimento a Bernie Sanders.<\/p>\n<p>In questo l&#8217;America non \u00e8 sola. In giro per l&#8217;Europa i politici pi\u00f9 sull cresta dell&#8217;onda sono quelli che presentano il resto del Mondo come cattivo e pericoloso, sostenendo che le nazioni sagge devono costruire muri per tenerlo fuori da casa propria. Questi argomenti hanno fatto vincere le elezioni e andare al governo gli ultranazioalisti ungheresi, e anche quelli polacchi, i quali propongono una miscela trumpiana di xenofobia e di indifferenza per i principi costituzionali. I partiti populisti e autoritari europei, siano essi di destra o di sinistra, oggi vantano un seguito elettorale all&#8217;incirca doppio rispetto\u00a0 a quello che avevano nel 2000, e sono al governo o in una coalizione di governo in nove Paesi. Fin qui la decisione britannica di uscire dall&#8217;Unione Europea costituisce la vittoria pi\u00f9 importante conseguita dagli anti-globalizzazione: nel referendum di giugno gli anti-globalizzazione hanno fatto vincere la scelta britannica di abbandonare il club che ha realizzato il libero scambio nel modo pi\u00f9 efficace, lisciando il pelo agli istinti isolazionisti degli elettori, ottenendo di spaccare l&#8217;elettorato dei due partiti maggiori.<\/p>\n<p>Notizie che rafforzano l&#8217;<em>appeal<\/em> degli anti-globalizzazione arrivano quasi ogni giorno. Il 26 giugno due uomini che proclamavano fedelt\u00e0 allo Stato Islamico hanno sgozzato un sacerdote cattolico di 85 anni in una chiesa vicino a Rouen. Ed \u00e8 stato solo l&#8217;ultimo episodio in una serie di atrocit\u00e0 terroristiche verificatesi in Francia e in Germania. Il rischio \u00e8 che un senso di insicurezza crescente possa portare a ulteriori vittorie elettorali per i sostenitori del mondo chiuso. Questo \u00e8 il rischio pi\u00e0 grave che il mondo libero sta correndo, dopo quello comunista. Nulla oggi conta di pi\u00f9 che difendersi da questo rischio.<\/p>\n<p><strong>Muri pi\u00e0 alti, standard di vita pi\u00f9 bassi<\/strong><br \/>\nIncominciamo col ricordare che cosa \u00e8 in gioco. Il sistema multilaterale di istituzioni, regole e alleanze che ha negli U.S.A. il proprio Paese-guida ha sostenuto la crescita della prosperit\u00e0 globale per sette decenni. Esso ha consentito la ricostruzione dell&#8217;Europa nel dopo-guerra, l&#8217;isolamento del mondo chiuso del comunismo sovietico, e, mettendo in comunicazione la China con l&#8217;economia globale, ha realizzato la pi\u00f9 grande operazione di riduzione della povert\u00e0 nella storia umana.<\/p>\n<p>Un mondo di costruttori di muri sarebbe pi\u00f9 povero e pi\u00f9 pericoloso. Se l&#8217;Europa si spacca trasformandosi in un insieme di frammenti litigiosi e l&#8217;America si ritira in una sua cuccia isolazionista, il vuoto verr\u00e0 riempito da poteri molto meno benevoli di quelli che oggi ci governano.<\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p><strong>In difesa dell&#8217;apertura<br \/>\n<\/strong>Un contrasto politico efficace della propaganda dei costruttori di muri richieder\u00e0 da parte dei pro-global una maggiore capacit\u00e0 di narrazione e argomentazione, politiche pi\u00f9 incisive e tattiche pi\u00f9 efficaci. Incominciamo dalla capacit\u00e0 di comunicazione: i difensori di un mondo aperto e delle sue regole devono sviluppare il loro discorso in modo pi\u00f9 diretto.\u00a0 [&#8230;] Devono anche riconoscere, peraltro, che cosa manca perch\u00e9 la globalizzazione funzioni bene. La liberalizzazione degli scambi commerciali va diverse vittime, e i flussi intensi di immigrazione possono scardinare le comunit\u00e0 locali. [&#8230;]<\/p>\n<p>[&#8230;]<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;EDITORIALE DELL&#8217;AUTOREVOLE SETTIMANALE REGISTRA IL MUTAMENTO CHE HA SUBITO LA DIALETTICA POLITICA NEGLI USA E IN EUROPA: ORA IL SUO SPARTIACQUE \u00c8 QUELLO CHE DIVIDE CHI ACCETTA LA SFIDA DELLA GLOBALIZZAZIONE DA CHI INTENDE BLOCCARLA; SINISTRA E DESTRA DIVENTANO DECLINAZIONI DI QUESTA SCELTA FONDAMENTALE Editoriale pubblicato dal settimanale britannico The Economist il 30 luglio 2016 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33,12],"tags":[],"class_list":["post-41538","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-immigrazione","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41538","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41538"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41538\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41538"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41538"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41538"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}