
{"id":41712,"date":"2017-09-25T09:33:28","date_gmt":"2017-09-25T08:33:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41712"},"modified":"2017-10-01T21:36:39","modified_gmt":"2017-10-01T20:36:39","slug":"gitario-la-traversata-dalla-valle-degli-alberghi-al-rifugio-aronte-sulle-pendici-dei-monti-contrario-e-cavallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41712","title":{"rendered":"GITARIO: DALLA VALLE DEGLI ALBERGHI AL BIVACCO ARONTE PER LA FORCELLA DI PORTA E LA TRAVERSATA DELLA TAMBURA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">UN ITINERARIO SPETTACOLARE, CHE NEL SUO PRIMO TRATTO, FINO AGLI &#8220;ALBERGHI&#8221;, \u00c8 ACCESSIBILE A TUTTI; FINO AI RUDERI DELLE CASE CARPANO, SULLA CRESTA SUD DEL MONTE CAVALLO,\u00a0\u00c8 ALLA PORTATA DI ESCURSIONISTI MEDIAMENTE ALLENATI, MENTRE NELLA PARTE PI\u00d9 ALTA \u00c8 RISERVATO AI PI\u00d9 ESPERTI<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><em>Le indicazioni sull&#8217;itinerario sono corredate con foto dell&#8217;8 agosto 2016 e del 29 agosto 2017 \u2013 Il <\/em>Gitario<em> \u00e8 una rubrica di <\/em>mountain bike<em> e <\/em>trekking<em> sulle Alpi Apuane e dintorni \u2013 L&#8217;ultimo articolo, del 23 luglio 2016, \u00e8 <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41450\" target=\"_blank\">Un percorso molto facile e breve per il Passo degli Uncini<\/a><em> \u2013 Gli articoli precedenti della rubrica, pubblicati sul mensile <\/em>Versilia oggi<em>, sono reperibili nell\u2019<\/em><a href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/index.asp\">Archivio<\/a><em> dei miei scritti, sezione <\/em>Articoli<em>, mediante la funzione \u201cCerca\u201d, utilizzando le parole-chiave <\/em>Gitario<em> (per tutti gli articoli),<\/em> Garfagnana<em> (per i soli articoli relativi ai percorsi sul versante garfagnino), <\/em>Versilia <em>(per quelli relativi al versante marino), oppure <\/em>Apuane<em> (per quelli relativi a percorsi su questa catena montuosa, ben distinta dal punto di vista geologico, morfologico e faunistico da quella appenninica)<\/em><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_46598\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-46598\" class=\"wp-image-46598\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Forcella-di-Porta.jpg\" alt=\"Forcella di Porta\" width=\"650\" height=\"488\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Forcella-di-Porta.jpg 640w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Forcella-di-Porta-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Forcella-di-Porta-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><p id=\"caption-attachment-46598\" class=\"wp-caption-text\">La Forcella di Porta (m. 1740) e la vista che si apre per chi arriva dalla Valle degli Alberghi<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_41733\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41733\" class=\"wp-image-41733\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Panorama-dallla-cresta-sud-del-Cavallo1-300x93.jpg\" alt=\"Panorama dalla cresta sud del Monte Cavallo\" width=\"650\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Panorama-dallla-cresta-sud-del-Cavallo1-300x93.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Panorama-dallla-cresta-sud-del-Cavallo1-150x47.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Panorama-dallla-cresta-sud-del-Cavallo1-1024x319.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><p id=\"caption-attachment-41733\" class=\"wp-caption-text\">Panorama verso ovest dalla cresta sud del Monte Cavallo (sullo sfondo a sinistra il mare)<\/p><\/div>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><b>DALLA VALLE DEGLI ALBERGHI AL RIFUGIO ARONTE<\/b><\/span><br \/>\nIl punto debole di questa gita \u00e8 la partenza: lasciata l&#8217;auto o la bici in localit\u00e0 Biforco (m 376 slm), al termine della strada asfaltata che sale da Massa, tocca prendere una marmifera polverosa, a tratti ripida, che sale verso una cava in piena attivit\u00e0. Questo primo tratto del percorso, soprattutto se fatto col sole, non presenta proprio alcuna attrattiva (i <em>bikers<\/em> pi\u00f9 forti possono farlo in bici, per risparmiarsi di farlo a piedi al ritorno). Dopo un chilometro si incontra un segnavia che indica a sinistra l&#8217;itinerario per il Monte Rasore, sulla cresta che unisce il Monte Sagro al Grondilice, e la Capanna Garnerone (segnavia 168); a destra quello di cui parliamo oggi (segnavia 167).<\/p>\n<div id=\"attachment_41728\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41728\" class=\"size-medium wp-image-41728\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Alberghi-1-300x225.jpg\" alt=\"Il sentiero lungo il torrente, all'ingresso nella Valle degli Alberghi\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Alberghi-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Alberghi-1-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Alberghi-1-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-41728\" class=\"wp-caption-text\">Il sentiero lungo il torrente, all&#8217;ingresso nella Valle degli Alberghi<\/p><\/div>\n<p>Il sentiero che si stacca dalla marmifera verso destra \u00e8 quel che resta di una antica via di lizza che scendeva dalla Valle degli Alberghi. Ha il difetto di essere molto sassoso, ma il merito di mostrare frequenti reperti di archeologia industriale (in particolare i grandi fori nel marmo, tondi o poligonali, in cui venivano innestati i &#8220;piri&#8221;, per lo pi\u00f9 di legno, intorno ai quali si facevano scorrere le funi che trattenevano nella discesa a valle il blocco di marmo, legato su di una specie di slitta: la &#8220;carica&#8221;). Il sentiero sale nel bosco verso destra, abbandonando per un tratto l&#8217;antica via di lizza soltanto per\u00a0 ridurre la pendenza del percorso\u00a0 con qualche zig-zag laterale; questo tratto della salita, per circa 300 metri di dislivello, si conclude con l&#8217;ingresso scenografico ed emozionante nella Valle degli Alberghi (circa a quota 700 slm): una splendida conca, chiusa verso nord dalla imponente parete sud\u00a0 del Monte Contrario, di marmo bianchissimo; verso est dalla cresta erbosa che scende dal Monte Cavallo, dove si trovano i ruderi delle Case Carpano.<\/p>\n<div id=\"attachment_41724\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41724\" class=\"size-medium wp-image-41724\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Parete-sud-del-Contrario-300x225.jpg\" alt=\"La parete sud del Monte contrario, che domina la Valle degli Alberghi, percorsa dalla ferrata\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Parete-sud-del-Contrario-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Parete-sud-del-Contrario-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Parete-sud-del-Contrario-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-41724\" class=\"wp-caption-text\">La parete sud del Monte contrario, che domina la Valle degli Alberghi, percorsa dalla ferrata<\/p><\/div>\n<p>Ora \u00e8 ben visibile, circa 150 metri pi\u00f9 in alto, proprio al confine tra il costone erboso e la parete di marmo bianco del Contrario, il casone degli &#8220;Alberghi&#8221;: un edificio\u00a0 che offriva ricovero ai cavatori nella prima met\u00e0 del secolo scorso e che oggi \u00e8 divenuto una grande stalla per capre semiselvatiche.<\/p>\n<p>Qui il sentiero, divenuto quasi pianeggiante, sempre molto ben segnato, corre lungo il letto di marmo bianco di un torrente, per ricominciare poi a salire nell&#8217;erba, verso est. Poco dopo l&#8217;inizio della salita si trova un bivio: a sinistra si sale verso\u00a0 il casone degli &#8220;Alberghi&#8221; (poco oltre questo edificio, per chi sceglie questa direzione, ha inizio la bellissima ferrata del Monte Contrario, che superando un dislivello di 700 metri interamente su marmo bianco, porta a un valico che d\u00e0 accesso alla vallata dell&#8217;Orto di Donna e al Rifugio Donegani). La sola fonte d&#8217;acqua si trova a cinque minuti dal casone degli &#8220;Alberghi&#8221;, dove incomincia il greto.<\/p>\n<div id=\"attachment_41722\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41722\" class=\"size-medium wp-image-41722\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_4035-300x225.jpg\" alt=\"I ruderi delle Case Carpano, sulla cresta sud del Monte Cavallo\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_4035-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_4035-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_4035-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-41722\" class=\"wp-caption-text\">I ruderi delle Case Carpano, sulla cresta erbosa che sale da sud al Monte Cavallo (m 1047 slm) &#8211; Sullo sfondo il sole riflesso dal mare<\/p><\/div>\n<p>A destra, invece, prosegue il sentiero 167, che sale verso la cresta erbosa, traversando verso la sinistra orografica del vallone. Superato un dislivello\u00a0 di altri 300 metri dal fondo della Valle degli Alberghi, si arriva al tratto pianeggiante della cresta dove si trovano le Case Carpano,\u00a0antico riparo per i cavatori (m 1047 slm). Qui, accanto ai ruderi delle due casette di pietra, si trovano ancora gli ultimi massi di marmo, che fecero a tempo a essere riquadrati perfettamente in forma di parallelepipedo, ma non a essere fatti scendere a valle.\u00a0 Qui incomincia ad aprirsi una vista splendida sul mare.<\/p>\n<div id=\"attachment_41734\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41734\" class=\"size-medium wp-image-41734\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Crestone-sud-del-Monte-Cavallo-300x225.jpg\" alt=\"Il crestone sud del Monte Cavallo\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Crestone-sud-del-Monte-Cavallo-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Crestone-sud-del-Monte-Cavallo-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Crestone-sud-del-Monte-Cavallo-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Crestone-sud-del-Monte-Cavallo.jpg 2016w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-41734\" class=\"wp-caption-text\">Sulla stessa cresta erbosa, circa a quota 1300, da dove incomincia la traversata verso la Forcella di Porta &#8211; Ancora il mare sullo sfondo<\/p><\/div>\n<p>Dalle Case Carpano &#8211; che possono a pieno titolo costituire il punto d&#8217;arrivo panoramicissimo di una gita alla portata di chiunque sia mediamente allenato &#8211; si pu\u00f2 prendere il sentiero 170 che scende sull&#8217;altro versante della cresta, portando alla Foce Vettolina e da l\u00ec a Resceto (m 485 slm, da dove parte la famosa settecentesca Via Vandelli per il passo della Tambura), oppure,\u00a0con il sentiero n. 36, di nuovo a Biforco dove si \u00e8 lasciata l&#8217;auto o la bici. I pi\u00f9 allenati e tecnicamente provveduti possono invece continuare a salire lungo la cresta sud del Monte Cavallo, seguendo i segni bianchi e rossi (abbondanti e visibilissimi), lungo un sentiero che poco dopo abbandona la cresta per tenersi sulla sua destra (sinistra per chi sale), sempre facile ma con qualche passaggio un po&#8217; esposto. Intorno a quota 1.300 il sentiero scavalca la cresta e prende verso destra, per incominciare la traversata verso la Forcella di Porta. All&#8217;inizio, nell&#8217;erba alta, la funzione di indicare la via \u00e8 affidata ad alcuni picchetti, ben visibili. Poi riprendono i segni bianchi e rossi, sempre ben visibili. Via via che si sale il panorama verso il mare diventa sempre pi\u00f9 ampio e grandioso.<\/p>\n<div id=\"attachment_41716\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41716\" class=\"wp-image-41716\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Carpano-7-300x225.jpg\" alt=\"Vista sul mare e le Bocche di Magra dalla cresta sud del Monte Cavallo\" width=\"650\" height=\"488\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Carpano-7-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Carpano-7-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Carpano-7-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><p id=\"caption-attachment-41716\" class=\"wp-caption-text\">Vista verso ovest dalla cresta sud del Monte Cavallo, su di una cava di marmo, il mare e le Bocche di Magra<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41715\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41715\" class=\"size-medium wp-image-41715\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Carpano-8-300x225.jpg\" alt=\"Le due vette di marmo bianco liscio del Monte Cavallo, sotto le quali traversa il sentiero 167\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Carpano-8-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Carpano-8-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Carpano-8-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-41715\" class=\"wp-caption-text\">Le due vette di marmo bianco liscio del Cavallo, sotto le quali passa il sentiero 167<\/p><\/div>\n<p>La traversata, per tracce di sentiero ma sempre ben segnata, con qualche passaggio di roccia sempre molto facile, si compie in un ambiente selvaggio, aereo, lontano da ogni abitato, regno di capre selvatiche che non sembrano temere l&#8217;uomo e si lasciano avvicinare. Un percorso del tutto fuori dell&#8217;ordinario anche rispetto ai pi\u00f9 straordinari tra gli itinerari delle Apuane. Si sale per circa un&#8217;ora, a tratti ripidamente a tratti meno, fino a raggiungere una prima forcella, a quota 1680, dalla quale si individua facilmente, verso ovest, il percorso che porta in breve alla Forcella di Porta (m. 1740).<\/p>\n<div id=\"attachment_46472\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-46472\" class=\"wp-image-46472\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/29c-300x225.jpg\" alt=\"29c\" width=\"650\" height=\"488\" \/><p id=\"caption-attachment-46472\" class=\"wp-caption-text\">In vista della prima forcella, a quota 1.680<\/p><\/div>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_46473\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-46473\" class=\"wp-image-46473\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/31-300x225.jpg\" alt=\"31\" width=\"650\" height=\"488\" \/><p id=\"caption-attachment-46473\" class=\"wp-caption-text\">Su una placca di roccia inclinata, se la foto fosse pi\u00f9 nitida, si distinguerebbero\u00a0 alcune capre selvatiche<\/p><\/div>\n<p>Dalla prima forcella a quella che costituisce il punto pi\u00f9 alto della traversata, il percorso non richiede pi\u00f9 di 15-20 minuti. All&#8217;arrivo alla Forcella di Porta si spalanca davanti agli occhi uno spettacolo impressionante: in primo piano il bianco accecante delle pareti di marmo del Passo della Focolaccia, occupato da una cava, dal quale si diparte la stupenda cresta del monte Tambura (m. 1895).<\/p>\n<div id=\"attachment_46474\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-46474\" class=\"wp-image-46474\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/42-300x225.jpg\" alt=\"42\" width=\"650\" height=\"488\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/42-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/42-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/42-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/42.jpg 2016w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><p id=\"caption-attachment-46474\" class=\"wp-caption-text\">Vista dalla Forcella di Porta verso il Passo della Focolaccia, la cresta e la vetta della Tambura &#8211; In secondo piano, sulla sinistra, la vetta della Roccandagia<\/p><\/div>\n<p>Dalla Forcella si scende in breve per un prato ripido al Passo della Focolaccia e al Bivacco Aronte (m. 1620), che prende il nome dall&#8217;aruspice etrusco di cui Dante colloca l&#8217;abitazione rupestre sui monti sopra Carrara, l\u00e0 dove si vede insieme il mare e il cielo (<em>&#8220;Aronta \u00e8 quel [&#8230;]\/che ne\u2019 monti di Luni, dove ronca\/lo Carrarese che di sotto alberga,\/ebbe tra \u2018\u00a0 bianchi marmi la spelonca\/per sua dimora; onde a guardar le stelle\/e \u2019l mar no li era la veduta tronca&#8221;<\/em>:<em> Inferno<\/em>, XX, 46-51).<\/p>\n<div id=\"attachment_46475\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-46475\" class=\"wp-image-46475\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/50-300x225.jpg\" alt=\"50\" width=\"650\" height=\"488\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/50-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/50-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/50-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/50.jpg 2016w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><p id=\"caption-attachment-46475\" class=\"wp-caption-text\">Inizio della discesa dalla Forcella di Porta verso il bivacco Aronte e il Passo della Focolaccia<\/p><\/div>\n<p>Il problema \u00e8 che dal bivacco Aronte, se si vuole scendere sul versante marino e non verso la Garfagnana, il sentiero 166 e la variante del 166bis\u00a0(quest&#8217;ultima \u00e8 la famosa via di lizza &#8220;del Padulello&#8221;, forse la pi\u00f9 ripida e lunga delle Apuane) consentono di arrivare soltanto a Resceto (ci sarebbe il sentiero 170, che consente di raggiungere dall&#8217;Aronte il punto di partenza di Biforco, attraverso la Foce della Vettolina; ma comporta una risalita, dunque un percorso molto pi\u00f9 lungo). Ne consegue che, se non si dispone di un amico che compassionevolmente venga a prenderci a Resceto per riportarci a Biforco, dove \u00e8 rimasta l&#8217;auto o la bici, l&#8217;unica soluzione &#8211; assai precaria &#8211; per recuperare il mezzo con cui si \u00e8 saliti al punto di partenza della gita \u00e8 affidarsi all&#8217;autostop.<\/p>\n<div id=\"attachment_41770\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41770\" class=\"wp-image-41770\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/14072707-300x199.jpg\" alt=\"Il Bivacco Aronte (\u00e8 il pi\u00f9 antico delle Alpi Apuane, essendo stato aperto nel 1902)\" width=\"650\" height=\"432\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/14072707-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/14072707-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/14072707.jpg 689w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><p id=\"caption-attachment-41770\" class=\"wp-caption-text\">Il Bivacco Aronte (\u00e8 il pi\u00f9 antico delle Alpi Apuane, essendo stato aperto nel 1902) &#8211; Sullo sfondo la Punta Carina<\/p><\/div>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>LA TRAVERSATA DELLA TAMBURA E LA VIA VANDELLI<\/strong><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_41773\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41773\" class=\"size-medium wp-image-41773\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_7805-300x225.jpg\" alt=\"Il monte Tambura dal Passo della Focolaccia\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_7805-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_7805-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_7805-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-41773\" class=\"wp-caption-text\">Il monte Tambura dal Passo della Focolaccia<\/p><\/div>\n<p>Chi a questo punto dell&#8217;escursione possa permettersi ancora un&#8217;oretta di salita, non esiti a scegliere un&#8217;ottima alternativa &#8211;\u00a0per la discesa dall&#8217;Aronte a Resceto &#8211; rispetto alle due ripide vie di lizza indicate dai segnavia 166 e 166-<em>bis<\/em>: raggiungere la vetta della Tambura (m. 1895) per la cresta nord, scendere lungo la cresta sud al Passo omonimo (m. 1620) e da qui prendere la Via Vandelli. Questa \u00e8 una vera e propria strada lastricata, costruita dall&#8217;Abate Vandelli alla fine del &#8216;700 su commessa della Duchessa di Modena e Massa per unire queste due citt\u00e0 senza passare per il Granducato di Toscana, e per questo tratto in gran parte perfettamente conservata. Indicata ora nella segnaletica del CAI col segnavia 35, dalla cresta della Tambura essa scende con andamento maestoso a Resceto (m. 550).<\/p>\n<div id=\"attachment_41775\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41775\" class=\"size-medium wp-image-41775\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_7824-300x225.jpg\" alt=\"Ultimi passi prima della vetta della Tambura\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_7824-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_7824-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_7824-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-41775\" class=\"wp-caption-text\">Ultimi passi prima della vetta della Tambura<\/p><\/div>\n<p>La traversata della Tambura costituisce, tra i percorsi alla portata di tutti dal punto di vista tecnico e privi di pericoli, il pi\u00f9 spettacolare ed emozionante delle Alpi Apuane. Lungo tutta la salita e la discesa, che si compiono sul marmo bianco, la vista spazia verso nord dal Monte Pisanino (la vetta pi\u00f9 alta della catena) al Cavallo, al Contrario, al Grondilice, al Sagro; verso est dalla Roccandagia alla Penna di Sumbra, alla Pania, al Sella e all&#8217;Altissimo; verso ovest dal Golfo della Spezia a Porto Venere e alle isole della Palmaria e del Tino; verso sud dall&#8217;Elba alla Capraia e alla Gorgona, dietro le quali nei giorni pi\u00f9 limpidi si vede distintamente il &#8220;dito&#8221; settentrionale della Corsica.<\/p>\n<p>Dal Passo della Focolaccia, il segnavia di questo percorso \u00e8 il 148, che porta molto rapidamente sulla cresta nord della Tambura: uno spigolo di marmo bianco che diventa sempre pi\u00f9 acuto via via che si sale, fattibile quasi tutto senza neppure appoggiare le mani. Due rilievi della cresta danno l&#8217;illusione di essere arrivati in cima gi\u00e0 dopo mezz&#8217;ora di cammino, ma alla vetta si arriva &#8211; con un passo non particolarmente veloce &#8211; dopo circa un&#8217;ora dalla partenza dalla Focolaccia.<\/p>\n<div id=\"attachment_46476\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-46476\" class=\"wp-image-46476\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/18-300x225.jpg\" alt=\"La discesa lungo la cresta, verso il Passo della Tambura\" width=\"650\" height=\"488\" \/><p id=\"caption-attachment-46476\" class=\"wp-caption-text\">La cresta sud della Tambura, percorsa dal sentiero che scende al Passo della Tambura (visibile in una chiazza di sole sotto le nuvole), attraversato dalla Via Vandelli<\/p><\/div>\n<p>La discesa dalla vetta al Passo della Tambura avviene lungo la cresta sud, simile per struttura alla cresta nord, ma con una maggiore apertura del panorama sul mare, sulle isole dell&#8217;Arcipelago Toscano e su alcuni tratti della costa. In una ventina di minuti si raggiunge il Passo, dal quale si prende, sul versante ovest, la via Vandelli; e in un&#8217;altra ventina di minuti si raggiunge, a quota 1410, il Rifugio Conti, collocato in prossimit\u00e0 di due caratteristiche guglie chiamate &#8220;Campaniletti&#8221;.<\/p>\n<div id=\"attachment_41780\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41780\" class=\"wp-image-41780 size-medium\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMGP1340-300x225.jpg\" alt=\"La Via Vandelli\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMGP1340-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMGP1340-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMGP1340-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-41780\" class=\"wp-caption-text\">Un tratto della Via Vandelli (in secondo piano, a fondovalle, la congiunzione della V.V. con\u00a0 la parte iniziale del sentiero 166, che sale direttamente da Resceto al Passo della Focolaccia)<\/p><\/div>\n<p>Da l\u00ec la Via Vandelli scende per qualche chilometro, facendosi ammirare per l&#8217;arditezza del suo tracciato e dei manufatti che la sorreggono lungo la parete scoscesa. Una lapide ricorda il luogo &#8211; intorno a quota 1100 metri slm &#8211; dove alle origini era stato collocato il &#8220;Casone&#8221;: un rifugio che consentiva ai viaggiatori di pernottare dopo il primo giorno di cammino da Massa, o dopo la traversata dal Passo delle Radici a quello della Tambura per chi arrivava da Modena o dalla Garfagnana. Pi\u00f9 in basso un&#8217;altra lapide ricorda la localit\u00e0 &#8220;Le Teste&#8221;, cos\u00ec chiamata perch\u00e9 in quel tratto della Via venivano esposte, appese ad appositi uncini, le teste mozzate ai banditi dalle guardie ducali, a monito per\u00a0 altri malintenzionati che evidentemente infestavano la zona. La Vandelli infine, attraversando un ponte sopra un canyon di marmo bianchissimo, un chilometro circa prima di Resceto\u00a0si ricongiunge con la via di lizza indicata dal segnavia 166, che scende direttamente e molto pi\u00f9 ripidamente dalla Focolaccia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UN ITINERARIO SPETTACOLARE, CHE NEL SUO PRIMO TRATTO, FINO AGLI &#8220;ALBERGHI&#8221;, \u00c8 ACCESSIBILE A TUTTI; FINO AI RUDERI DELLE CASE CARPANO, SULLA CRESTA SUD DEL MONTE CAVALLO,\u00a0\u00c8 ALLA PORTATA DI ESCURSIONISTI MEDIAMENTE ALLENATI, MENTRE NELLA PARTE PI\u00d9 ALTA \u00c8 RISERVATO AI PI\u00d9 ESPERTI Le indicazioni sull&#8217;itinerario sono corredate con foto dell&#8217;8 agosto 2016 e del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,13],"tags":[],"class_list":["post-41712","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-25-temi-diversi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41712","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41712"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41712\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41712"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41712"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41712"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}