
{"id":41826,"date":"2016-09-10T15:57:37","date_gmt":"2016-09-10T14:57:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41826"},"modified":"2016-09-10T15:59:02","modified_gmt":"2016-09-10T14:59:02","slug":"ttip-leredita-di-obama-che-non-dobbiamo-disperdere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41826","title":{"rendered":"TTIP: L&#8217;EREDIT\u00c0 DI OBAMA CHE NON DOBBIAMO DISPERDERE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA STRATEGIA STATUNITENSE ATTUALE PUNTA (MA ANCORA PER QUANTO TEMPO?) A INCLUDERE L\u2019EUROPA CON IL TTIP, E LE DEMOCRAZIE ASIATICHE CON IL TPP, IN UN\u2019ALLEANZA ANCHE ECONOMICA GRANDE ABBASTANZA PER FAR PREVALERE GLI STANDARD OCCIDENTALI IN UN SISTEMA MONDIALE NEL QUALE EMERGONO NUOVI POTERI GLOBALI E REGIONALI<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale <strong>di Alessandro Maran<\/strong>, vicepresidente del Gruppo dei senatori PD, pubblicato su<\/em> l&#8217;Unit\u00e0 <em>del 10 settembre 2016 &#8211; In argomento v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41802\" target=\"_blank\">Il senso della battaglia per il TTIP<\/a><br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mentre, come vuole la tradizione, luned\u00ec scorso, con la festa del <em>Labor Day<\/em>, \u00e8 cominciato lo sprint finale della campagna presidenziale americana, Barack Obama sta completando il suo ultimo viaggio in Asia come presidente. Dopo aver partecipato al G20 in Cina, Obama \u00e8 volato in Laos per incontrare i membri dell\u2019Asean, l\u2019associazione dei Paesi del Sud-Est asiatico.<\/p>\n<div id=\"attachment_41832\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41832\" class=\"size-medium wp-image-41832\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Obama-2-300x195.jpg\" alt=\"Barak Obama: un grande presidente degli U.S.A. che speriamo di non dover rimpiangere\" width=\"300\" height=\"195\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Obama-2-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Obama-2-150x98.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Obama-2-1024x666.jpg 1024w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Obama-2.jpg 1537w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-41832\" class=\"wp-caption-text\">Barak Obama: un grande presidente degli U.S.A. che speriamo di non dover rimpiangere<\/p><\/div>\n<p>Uno degli scopi della visita del presidente americano \u00e8 quello di rilanciare uno dei suoi progetti pi\u00f9 importanti: il cosiddetto \u00abpivot dell&#8217;Asia\u00bb, l&#8217;idea, cio\u00e8, che sia l&#8217;Asia oggi il cuore delle dinamiche mondiali e che sia necessario riorientare la politica estera americana verso la regione Asia-Pacifico. Il \u00abrebalancing\u00bb, si basa sulla consapevolezza che gran parte della storia politica ed economica del XXI secolo verr\u00e0 scritta nella regione Asia-Pacifico. E per beneficiare di questo spostamento nelle dinamiche geopolitiche globali e rivitalizzare la propria economia, gli Stati Uniti stanno costruendo con la regione vasti legami diplomatici, economici, nel campo della sicurezza, dello sviluppo e delle relazioni tra le persone.<\/p>\n<p>Uno dei compiti degli Stati Uniti \u00e8, ovviamente, quello di prevenire il dominio cinese. Si tratta di un&#8217;impresa facilitata dalle recenti mosse espansionistiche di Pechino che, in modo particolare nel Mar cinese meridionale, hanno suscitato l&#8217;ostilit\u00e0 degli altri paesi asiatici. Ma la politica di Washington non \u00e8 il contenimento. La Cina non \u00e8 l&#8217;Unione sovietica, bens\u00ec il partner commerciale pi\u00f9 importante per ogni paese asiatico. Ed il progetto americano punta a rafforzare quelle intese che hanno garantito per decenni la prosperit\u00e0 e la sicurezza della regione: dalla libert\u00e0 di navigazione e del commercio alle istituzioni multilaterali e alla risoluzione pacifica delle dispute. Per questo, la Trans-Pacific Partnership (Tpp), l\u2019accordo di libero scambio con undici paesi della regione, \u00e8 la struttura portante del \u00abpivot asiatico\u00bb: sostiene la crescita, puntella le alleanze degli Stati Uniti, manda un potente segnale alla Cina e, come si affanna a ripetere Obama, scrive le regole del XXI secolo, secondo criteri che sono sostanzialmente quelli occidentali. Senza questa intesa, bisogner\u00e0 aspettarsi che la Cina cominci a scrivere queste regole con criteri che saranno molto diversi dai nostri.<\/p>\n<p>In altre parole, la strategia americana punta ad includere l\u2019Europa (Ttip) e le altre democrazie asiatiche (Tpp) in un\u2019alleanza anche economica grande abbastanza per imporre standard occidentali ad un sistema mondiale nel quale emergono nuovi poteri globali e regionali. E imporre alla Cina il rispetto di standard di non aggressivit\u00e0 esterna e di ordine democratico interno non \u00e8 solo un obiettivo morale; serve anche ad evitare che l\u2019Impero di Mezzo finisca per implodere, con un impatto globale devastante.<\/p>\n<p>Eppure, negli Stati Uniti, come ha scritto Fareed Zakaria, \u00abil Tpp \u00e8 sotto attacco da ogni parte. Bernie Sanders e Donald Trump lo contrastano ad ogni costo. Hillary Clinton e Paul Ryan hanno detto che non risponde pi\u00f9 ai loro standard. Anche se non hanno spiegato quali siano questi standard e sebbene Robert Lawrence, dell\u2019Harvard Kennedy School, abbia rilevato che, per lavoratori, i vantaggi del Tpp superano di gran lunga le perdite\u00bb. Insomma, \u00abObama \u00e8 sempre pi\u00f9 solo in una Washington che trabocca populismo, protezionismo e isolazionismo\u00bb. \u00c8 cos\u00ec dappertutto, si dir\u00e0. E le barricate dell\u2019Europa (indirizzata da leadership deboli che lisciano il pelo agli istinti anti-mercato) contro il Ttip, l\u2019accordo commerciale transatlantico, ne sono l\u2019esempio.<\/p>\n<p>Eppure, solo se l\u2019Europa e gli Stati Uniti saranno capaci di lavorare insieme per diffondere e far rispettare delle norme comuni in tutto il mondo, i servizi e le industrie americane ed europee potranno prosperare e garantire posti di lavoro ben pagati. Quando gli attuali focolai di crisi saranno solo un ricordo, il fenomeno pi\u00f9 importante del nostro tempo rimarr\u00e0 l&#8217;ascesa dell&#8217;Asia. Il negoziato transatlantico \u00e8 forse l&#8217;ultima occasione politica per l&#8217;Occidente, per riuscire a influenzare in modo determinante, attraverso un accordo che interessa quasi la met\u00e0 del pil mondiale, regole e principi di funzionamento dell&#8217;economia globale. Senza contare che l\u2019importanza strategica di un accordo per la liberalizzazione degli scambi e degli investimenti tra le due aree economiche pi\u00f9 avanzate del pianeta va molto oltre la sua valenza economica. Basterebbe ricordare il monito che due personalit\u00e0 molto diverse come John Kennedy e Richard Nixon, in momenti diversi, hanno rivolto agli europei: \u00abNon possono avere entrambe le cose. Non possono avere la partecipazione e la cooperazione degli Stati Uniti nel campo della sicurezza e poi passare allo scontro e perfino all\u2019ostilit\u00e0 sul terreno economico\u00bb. Con l\u2019aria che tira a Washington non sarebbe male tenerlo a mente.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA STRATEGIA STATUNITENSE ATTUALE PUNTA (MA ANCORA PER QUANTO TEMPO?) 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