
{"id":41946,"date":"2016-10-01T10:38:37","date_gmt":"2016-10-01T09:38:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41946"},"modified":"2016-10-01T22:08:28","modified_gmt":"2016-10-01T21:08:28","slug":"lincentivo-economico-alle-assunzioni-stabili-e-servito-o-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41946","title":{"rendered":"L&#8217;INCENTIVO ECONOMICO ALLE ASSUNZIONI STABILI \u00c8 SERVITO O NO?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">I 600.000 OCCUPATI IN PI\u00d9 IN DUE ANNI, DI CUI DUE TERZI STABILI, SONO ANCHE UN EFFETTO DELLA COMBINAZIONE TRA SHOCK ECONOMICO E SHOCK NORMATIVO &#8211; \u00c8 PRESTO PER DIRE QUANTO DELL&#8217;UNO E QUANTO DELL&#8217;ALTRO, MA \u00c8 DIFFICILE NEGARE CHE QUESTE MISURE ABBIANO CONTRIBUITO A SBLOCCARE LA CRESCITA<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><em>Testo integrale del colloquio raccolto da Daniele Guarneri in funzione di un servizio pubblicato su <\/em>Tempi<em>,\u00a0 1\u00b0 ottobre 2016, sotto il titolo: <\/em><a href=\"http:\/\/www.tempi.it\/jobs-act-funziona-o-aiutino-non-basta#.V_AiUuT_p48\" target=\"_blank\">Il Jobs Act funziona o l&#8217;aiutino non basta?<\/a><em> dove le mie opinioni vengono messe a confronto con quelle di Michele Tiraboschi &#8211; In argomento v. pure <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41837\" target=\"_blank\">Ancora polemica (poco seria) sugli effetti del Jobs Act<\/a><em><br \/>\n<\/em><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong>Professor Ichino, dopo i dati Istat Renzi aveva twittato che \u201cil <em>Jobs Act<\/em> funziona\u201d. Poi sono arrivati i numeri del ministero del Lavoro che si basano sulle cosiddette &#8220;Comunicazioni obbligatorie&#8221; che hanno smontato l\u2019entusiasmo del premier. Infine i dati Inps che confermano che il <em>Jobs Act<\/em> sta smettendo di funzionare. Ci aiuta a capire perch\u00e9 i dati Istat erano per Renzi la conferma della buona riuscita del <em>Jobs Act<\/em>, mentre gli altri l&#8217;hanno smontato?<br \/>\n<\/strong>L\u2019argomento del Governo si fonda su due dati molto semplici e apparentemente risolutivi: al di l\u00e0 delle oscillazioni mensili, dal febbraio 2014 al luglio 2016 il numero degli occupati \u00e8 aumentato di 585mila unit\u00e0. Di queste, 408mila a tempo indeterminato e 196mila a termine. Poich\u00e9 nello stesso periodo gli occupati autonomi sono diminuiti di 19mila, l\u2019aumento dei dipendenti \u00e8 stato di (585mila + 19mila =) 604mila unit\u00e0, di cui pi\u00f9 di due terzi stabili. Per\u00f2 \u2013 e non lo dico da oggi: lo ho spiegato anche nel libro sulla riforma pubblicato l\u2019anno scorso (<em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35736\" target=\"_blank\">Il lavoro ritrovato<\/a><\/em>, Mondadori \u2013 <em>n.d.r.<\/em>), prima che incominciasse il balletto dei dati \u2013 tutte queste cifre dicono poco circa l\u2019efficacia della riforma.<\/p>\n<p><strong> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-41990\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/jobs-act-300x166.jpg\" alt=\"jobs act\" width=\"300\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/jobs-act-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/jobs-act-150x83.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/jobs-act.jpg 302w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Quindi sbagliano sia il premier a cantar vittoria sia gli oppositori a sostenere che la riforma \u00e8 fallita?<br \/>\n<\/strong>Il livello complessivo dell\u2019occupazione dipende dalla somma di consumi e investimenti, sulla quale la nuova legge non pu\u00f2 avere avuto un rilevante effetto istantaneo. Pu\u00f2 avere avuto un effetto istantaneo il forte incentivo economico, questo s\u00ec; e di questo il Governo pu\u00f2 andar fiero, perch\u00e9 l&#8217;economia italiana aveva assoluto bisogno di questa scossa tonificante. Quanto al fatto che dei nuovi occupati due terzi siano a tempo indeterminato, occorrer\u00e0 ancora tempo per sapere con precisione quanto abbia influito l\u2019incentivo economico e quanto la nuova disciplina del rapporto.<\/p>\n<p><strong>Ma la riforma non doveva servire proprio a favorire l\u2019occupazione, e in particolare occupazione stabile?<\/strong><br \/>\nCerto. Ma, ripeto, gli effetti della riforma non possono essere istantanei: essi si producono attraverso un mutamento dell\u2019atteggiamento degli investitori nei confronti del nostro sistema-Paese, un mutamento del mandato che i consigli di amministrazione delle grandi aziende danno ai propri responsabili del personale circa le assunzioni stabili, e anche un mutamento della cultura del lavoro diffusa.<\/p>\n<p><strong>Allora lei riconosce che il boom delle assunzioni a tempo indeterminato registratosi nel 2015 non \u00e8 un effetto della riforma, ma soltanto della decontribuzione?<br \/>\n<\/strong>Non ho detto questo; al contrario sono convinto che quell\u2019aumento non ci sarebbe stato nella stessa misura se l\u2019incentivo economico non fosse stato combinato con le nuove norme. Per\u00f2 nessuno studioso serio pu\u00f2 azzardarsi a stabilire, sulla base dei dati disponibili oggi, quanta parte di quel boom sia imputabile all\u2019incentivo e quanta parte alla nuova normativa.<\/p>\n<p><strong>Sta di fatto che, appena l\u2019incentivo economico \u00e8 stato dimezzato, le assunzioni a tempo indeterminato sono crollate. Dunque la decontribuzione pu\u00f2 essere considerata definitivamente un esperimento sbagliato, da archiviare come fallito?<br \/>\n<\/strong>Innanzitutto le assunzioni a tempo indeterminato non sono \u201ccrollate\u201d: \u00e8 solo cessato l\u2019aumento impetuoso che si era registrato l\u2019anno scorso, con un picco fortissimo a dicembre. \u00c8 accaduto, in sostanza, che il mese di dicembre 2015 ha, per cos\u00ec dire, risucchiato, anticipandole, molte assunzioni a tempo indeterminato che si sarebbero altrimenti distribuite nell\u2019arco dei mesi successivi. Ma quel che \u00e8 accaduto, nel suo complesso, non pu\u00f2 certo essere considerato come un risultato negativo.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-41988\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/jobs-act-2.jpg\" alt=\"jobs act 2\" width=\"233\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/jobs-act-2.jpg 233w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/jobs-act-2-150x139.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 233px) 100vw, 233px\" \/>Per\u00f2 quell\u2019incentivo \u00e8 costato alle casse dello Stato circa 15 miliardi. Non era meglio usarli in un altro modo?<br \/>\n<\/strong>Incominciamo col dire che quel costo \u00e8 ripartito in tre anni. Deve comunque essere chiaro a tutti che quell\u2019incentivo economico \u00e8 stato usato dal Governo come un medico applica un defibrillatore su di un organismo infartuato, per evitarne la morte, riattivarne le normali funzioni vitali. Se l\u2019intervento d\u2019urgenza ha l\u2019effetto di rimettere in piedi una persona che stava per morire, la congruit\u00e0 della spesa per quell\u2019intervento non la si misura soltanto sui primi giorni di convalescenza. La decontribuzione ha certamente dato una mano robusta a rimettere in moto la crescita economica del Paese, anche se questa \u00e8 ancora troppo debole. E, in combinazione con la riforma, ha favorito la creazione di quasi mezzo milione di posti di lavoro stabili aggiuntivi, che non sono mica spariti nel 2016: sono ancora tutti l\u00ec e continueranno a produrre ricchezza e reddito per i loro titolari, speriamo ancora a lungo.<\/p>\n<p><strong>Gli oppositori dicono, invece, che alla fine del triennio dell\u2019incentivo tutti questi assunti col contratto a tutele crescenti verranno licenziati.<br \/>\n<\/strong>Questa \u00e8 davvero una grossa sciocchezza: quale interesse avrebbero gli imprenditori a sostituire dei dipendenti sperimentati positivamente per tre anni, dovendo sostituirli con altri dipendenti per i quali il costo contributivo sar\u00e0 esattamente lo stesso? Potr\u00e0 anche accadere che, cessato il vantaggio contributivo, un rapporto di lavoro poco produttivo venga sciolto, perch\u00e9 il suo bilancio va in rosso; ma tutto induce a pensare che questo accadr\u00e0 soltanto marginalmente. D\u2019altra parte, anche quando questo accadr\u00e0, si dovr\u00e0 parlare di tre anni di lavoro regolare di una persona, che altrimenti non ci sarebbero stati. Chi ha il coraggio di sostenere che sarebbe stato meglio che quella persona per quei tre anni se ne fosse stata a casa?<\/p>\n<p><strong>Gli ultimi dati Inps sulle nuove assunzioni fanno dire a molti che non si pu\u00f2 rimettere in moto il mercato del lavoro attraverso le leggi, non si vince la disoccupazione attraverso norme statali. \u00c8 corretto?<br \/>\n<\/strong>Guardi, la legge non ha il potere di creare da sola il lavoro: questo \u00e8 vero. Ma ha il potere di impedirlo, di costruire diaframmi tra la domanda e l\u2019offerta aumentando i costi di transazione, di deprimere il tasso di occupazione. Dunque una riforma legislativa che, invece, semplifichi e favorisca l\u2019incontro fra domanda e offerta, riduca i costi di transazione, pu\u00f2, eccome, avere un effetto positivo sia sulla quantit\u00e0, sia sulla qualit\u00e0 dell\u2019occupazione, e sulla migliore allocazione delle risorse umane. Occorre per\u00f2 anche capire che la riforma di cui stiamo parlando \u00e8 destinata a operare non soltanto meccanicamente, attraverso la modifica delle regole giuridiche, ma anche attraverso un mutamento culturale, che richiede qualche tempo.<\/p>\n<p><strong>Quale mutamento?<\/strong><br \/>\nUn mutamento che deve concretarsi innanzitutto nei comportamenti degli imprenditori, non pi\u00f9 appesantiti da costi di transazione elevati \u2013 che arricchiscono solo i consulenti e per il resto sono solo sabbia nell\u2019ingranaggio \u2013 o spaventati da un regime di inamovibilit\u00e0 dei propri dipendenti a tempo indeterminato. Ma deve concretarsi anche nei comportamenti dei lavoratori, non pi\u00f9 spaventati dalla possibilit\u00e0 di dover frequentare il mercato e invece sempre pi\u00f9 interessati alla ricerca dell\u2019azienda pi\u00f9 capace di valorizzare le loro competenze: pi\u00f9 capaci di <em>usare<\/em> il mercato del lavoro. E qui avr\u00e0 molto peso la parte della riforma che \u00e8 ancora tutta da implementare: quella di competenza dell\u2019ANPAL, la nuova agenzia nazionale per le politiche attive che proprio ora muove i primi passi.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-41989\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/jobs-act-3-300x158.jpg\" alt=\"jobs act 3\" width=\"300\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/jobs-act-3-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/jobs-act-3-150x79.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/jobs-act-3.jpg 310w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Alberto Brambilla del Centro studi e ricerche di Itinerari previdenziali, in una intervista a <em>Tempi<\/em> mi spiegava che al posto della decontribuzione si doveva puntare sul credito di imposta in modo da valorizzare solo quelle aziende che sono in utile e devono essere aiutate per fare il salto di qualit\u00e0 che richiede il mercato. \u00c8 d\u2019accordo?<br \/>\n<\/strong>Le scelte alternative plausibili erano diverse: un\u2019altra interessante era quella di Luca Ricolfi di limitare l\u2019incentivo alle assunzioni a carattere incrementale. La scelta compiuta dal Governo, per\u00f2, ha un pregio fondamentale: la semplicit\u00e0 di funzionamento e quindi la comprensibilit\u00e0 immediata. Quanto pi\u00f9 gli incentivi temporanei sono regolati in modo complicato, tanto minore \u00e8 la loro efficacia pratica: perch\u00e9, ora che tutti gli imprenditori hanno capito come funzionano, \u00e8 gi\u00e0 cessato il loro periodo di applicazione. La storia delle politiche del lavoro in Italia \u00e8 molto ricca di esempi di questo genere.<\/p>\n<p><strong>All&#8217;interno della prossima legge di Bilancio ci pare di capire che si punti molto sul welfare e poco sull&#8217;aiuto alle aziende. Il governo Renzi sembra scommettere di pi\u00f9 su questi aiuti (80 euro alle persone con un reddito basso, 500 euro a insegnanti, pensioni anticipate eccetera) rispetto ad altro. Perch\u00e9? \u00c8 corretto, visto che comunque le risorse sono veramente poche?<br \/>\n<\/strong>Lo scopo di queste misure \u00e8 di stimolare selettivamente i consumi: soprattutto i consumi di servizi alla persona, che generano domanda di manodopera in Italia. Dall\u2019aumento di questi consumi deriva immediatamente un beneficio anche per le aziende interessate.<\/p>\n<p><strong>Tornando un attimo ai dati Inps, una curiosit\u00e0: i contratti di apprendistato sono in aumento. Sembra un dato anomalo rispetto a tutti i segni meno presenti nel rapporto. Perch\u00e9 secondo lei?<br \/>\n<\/strong>Nel 2015 l\u2019apprendistato la decontribuzione integrale per i nuovi rapporti a tempo indeterminato ha azzerato la convenienza dell\u2019apprendistato per le imprese sul piano contributivo. Non stupisce che nel 2016, riducendosi la decontribuzione al 40 per cento, i contratti di apprendistato tornino ad aumentare. Per altro verso, nel 2015 \u00e8 aumentato del 26 per cento rispetto al 2014 il numero dei casi di trasformazione di contratti di apprendistato, al termine del periodo di apprendimento, in contratti di lavoro ordinario a tempo indeterminato: questo \u00e8 un dato che dovrebbe far riflettere, perch\u00e9 in questi casi la decontribuzione non si applicava. Quel 26 per cento di aumento degli apprendisti assunti in pianta stabile pu\u00f2 dunque considerarsi come un indizio del fatto che all\u2019aumento generale dei contratti a tempo indeterminato ha contribuito non soltanto la decontribuzione \u2013 che qui non operava \u2013 ma anche la riforma della disciplina del rapporto e dei licenziamenti.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I 600.000 OCCUPATI IN PI\u00d9 IN DUE ANNI, DI CUI DUE TERZI STABILI, SONO ANCHE UN EFFETTO DELLA COMBINAZIONE TRA SHOCK ECONOMICO E SHOCK NORMATIVO &#8211; \u00c8 PRESTO PER DIRE QUANTO DELL&#8217;UNO E QUANTO DELL&#8217;ALTRO, MA \u00c8 DIFFICILE NEGARE CHE QUESTE MISURE ABBIANO CONTRIBUITO A SBLOCCARE LA CRESCITA Testo integrale del colloquio raccolto da Daniele [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,9],"tags":[],"class_list":["post-41946","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41946","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41946"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41946\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41946"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41946"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41946"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}