
{"id":4245,"date":"2009-07-05T17:17:32","date_gmt":"2009-07-05T16:17:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4245"},"modified":"2009-07-27T17:26:24","modified_gmt":"2009-07-27T16:26:24","slug":"il-partito-delle-primarie-e-la-politica-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4245","title":{"rendered":"IL &#8220;PARTITO DELLE PRIMARIE&#8221; E LA POLITICA DEL LAVORO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA NORMA STATUTARIA CHE PREVEDE LE ELEZIONI PRIMARIE PER LA SCELTA DEL LEADER DEL PARTITO INCIDE PROFONDAMENTE ANCHE SUI CONTENUTI PROGRAMMATICI<\/span><\/p>\n<p><em>Intervento svolto nel corso della manifestazione promossa da Walter Veltroni al Centro Congressi Capranica, il 2 luglio 2009 <\/em>(<a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4650\" target=\"_blank\">Scarica il video dell&#8217;intervento<\/a>)<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText2\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 C&#8217;\u00e8 un nesso tra la politica del lavoro di cui il Paese ha bisogno e la forma del partito che quella politica sa elaborare e perseguire.\u00a0Un &#8220;partito degli iscritti&#8221; conosce e rappresenta gli interessi di chi \u00e8 organizzato. Un partito che fa scegliere il proprio leader dagli elettori \u00e8 costretto ad aprirsi anche agli interessi di chi non \u00e8 organizzato, ad andare oltre il dialoco con le associazioni, i sindacati, le &#8220;formazioni intermedie&#8221;. La politica del lavoro costituisce un buon punto di osservazione per comprendere la differenza fra\u00a0le due\u00a0scelte di metodo.<\/p>\n<p><!--more-->\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il &#8220;partito delle primarie&#8221; \u00e8 un partito il cui leader sa scoprire gli interessi dei lavoratori che non hanno rappresentanze organizzate, di coloro cui nessuno d\u00e0 voce. In Italia sono moltissimi.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nessuno, per esempio, d\u00e0 voce agli interessi di quei cinque milioni di italiani \u2013 per quattro quinti italiane \u2013 che sono fuori dal mercato del lavoro, ma avrebbero un\u2019occupazione regolare se le cose funzionassero da noi come funzionano in un Paese simile al nostro per numero di abitanti e per ricchezza: il Regno Unito. Il nostro tasso di occupazione \u00e8 sotto, rispetto a quello britannico, di dieci punti percentuali: cinque milioni di italiani, appunto, di cui quattro milioni sono donne, che potrebbero avere un lavoro professionale ma non lo hanno. Il loro interesse non \u00e8 rappresentato da alcuna organizzazione, da alcun apparato, n\u00e9 sindacale n\u00e9 politico. Solo un leader politico scelto dalla generalit\u00e0 degli elettori, probabilmente, prester\u00e0 attenzione ai loro interessi.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Stesso discorso per un milione e mezzo di lavoratori cosiddetti autonomi, ma in realt\u00e0 in posizione di dipendenza economica dall\u2019azienda per cui lavorano: collaboratori continuativi, lavoratori a progetto, partite iva fasulle. E per un altro milione e mezzo di lavoratori con contratto a termine. Di questi tre milioni di italiani, in questi mesi di crisi economica, ne abbiamo visti quattrocentomila perdere il lavoro senza un giorno di preavviso e senza una lira di indennizzo; ma anche senza uno sciopero di protesta, senza una manifestazione di piazza: solo qualche lacrima versata sulle statistiche. Nessun \u201capparato\u201d si \u00e8 mobilitato per loro. Che cosa ha fatto per loro la vecchia sinistra negli ultimi vent\u2019anni? Quale misura di politica del lavoro ha perseguito e con quali risultati? Qual \u00e8 il messaggio che essa ha saputo comunicare loro? La vecchia sinistra ha saputo soltanto ripetere fino alla noia \u201cquesto non si tocca\u201d, \u201cquest\u2019altro non si tocca\u201d. I giovani le rispondono: \u201ccerto, non lo tocchiamo, il vostro diritto del lavoro; ma nel senso che neppure lo vediamo: non ci riguarda proprio, perch\u00e9 la probabilit\u00e0 di poterne beneficiare per noi sono minime\u201d.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un\u2019altra cosa la vecchia sinistra ha detto a questi giovani; e questa era una bugia: quella secondo cui la causa del precariato sarebbe la legge Biagi. Non era vero: il fenomeno ha radici molto pi\u00f9 lontane nel tempo, radici affondate nel nostro vecchio diritto del lavoro. E, come tutte le bugie, anche questa aveva le gambe corte: \u00e8 bastato che quella sinistra andasse al governo e avesse la possibilit\u00e0 di abrogare la legge Biagi, perch\u00e9 risultasse con tutta evidenza che in quella legge non c\u2019era neppure una norma che allargasse le maglie dei rapporti di lavoro marginali: anzi, proprio il Governo Prodi, quando ha voluto dare un giro di vite contro l\u2019abuso delle collaborazioni autonome simulate ha applicato con rigore proprio la normativa posta dalla legge Biagi. Poi ci stupiamo che, delusi (direi di pi\u00f9: ingannati) da una sinistra che ha clamorosamente sbagliato il bersaglio nella sua \u201clotta al precariato\u201d, i giovani votino in maggioranza a destra. La legge Biagi non ha certo risolto il problema del dualismo del nostro mercato del lavoro; ma sostenere che essa ne \u00e8 una causa \u00e8 una sciocchezza, frutto di faziosit\u00e0, che non ha fatto fare un solo passo avanti alla condizione dei lavoratori \u201cdi serie B\u201d e \u201cdi serie C\u201d. Il leader del \u201cpartito delle primarie\u201d non aspetta che qualche apparato si faccia carico di organizzare e rappresentare gli interessi di questi milioni di italiani; e sa che deve parlare loro credibilmente di un nuovo diritto del lavoro, suscettibile davvero di applicarsi a tutti i nuovi rapporti di lavoro e non soltanto \u2013 come il vecchio \u2013 a met\u00e0 di essi.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Un discorso analogo vale per quel milione di lavoratori autonomi veri,\u00a0liberi professionisti genuini, ma privi di ordine, albo\u00a0e cassa di previdenza, quindi iscritti alla Gestione speciale dell&#8217;Inps. Poich\u00e9 nessuno\u00a0d\u00e0 loro voce,\u00a0finora hanno potuto essere dimenticati da tutti i vecchi partiti. Salvo ricordarsi di loro quando si \u00e8 trattato di porre a loro carico un contributo previdenziale che serve a finanziare pi\u00f9 le pensioni degli altri che la loro, e che essendo calcolato sul fatturato invece che sull&#8217;utile assume talvolta un peso del tutto irragionevole.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma il leader del \u201cpartito delle primarie\u201d deve anche saper parlare con la parte dei lavoratori riconosciuti e \u201cgarantiti\u201d; con quelli che hanno, s\u00ec, un rapporto a tempo indeterminato, ma hanno anche le retribuzioni pi\u00f9 basse rispetto a tutti i maggiori Paesi europei. Il \u201cpartito delle primarie\u201d deve saper indicare al Paese la via per \u201cingaggiare\u201d il meglio dell\u2019imprenditoria mondiale; spalancare le porte agli investimenti stranieri che ci portano domanda di lavoro aggiuntiva e \u2013 soprattutto \u2013 innovazione tecnologica e organizzativa: i due fattori pi\u00f9 potenti di incremento dei redditi dei lavoratori. L\u2019Italia \u00e8 il fanalino di coda in Europa per capacit\u00e0 di intercettare i flussi di capitali nel mercato finanziario globale; e lo \u00e8 non soltanto per la povert\u00e0 delle nostre infrastrutture, il malfunzionamento delle amministrazioni pubbliche, il nostro difetto endemico di cultura delle regole; lo \u00e8 anche perch\u00e9 sono tanti gli insiders nostrani che non gradiscono affatto l\u2019ingresso della buona imprenditoria straniera. Il caso Alitalia insegna; come insegnano i casi Abn Amro, Abertis, Telecom, Ferrovie, e tanti altri. Il centro-destra ha fatto della \u201cdifesa dell\u2019italianit\u00e0\u201d delle nostre aziende la sua parola d\u2019ordine; ma anche la vecchia sinistra ha molte e gravi responsabilit\u00e0 su questo terreno. La parola d\u2019ordine del PD, declinata in tutte le forme possibili, deve essere quella esattamente contraria: \u201callineare il nostro con i Paesi europei pi\u00f9 capaci di attirare investimenti stranieri\u201d, \u201cportare in Italia il meglio dell\u2019imprenditoria mondiale\u201d per favorire l\u2019ammodernamento e il rafforzamento del nostro tessuto industriale, per aumentare la domanda di lavoro, perch\u00e9 il lavoro in Italia sia meglio valorizzato e meglio retribuito, per garantire le risorse necessarie al sostegno dei pi\u00f9 deboli.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per questo occorrono \u2013 certo \u2013 una amministrazione migliore e migliori servizi alle imprese; ma occorrono soprattutto un sistema di relazioni industriali orientato alla \u201cscommessa sull\u2019innovazione\u201d e un diritto del lavoro capace di coniugare il massimo di flessibilit\u00e0 e modificabilit\u00e0 delle strutture con il massimo di sicurezza dei dipendenti. Questo consentir\u00e0 anche di assicurare alla nuova generazione che si affaccia sul mercato del lavoro il superamento di quel regime di apartheid tra protetti e precari, che oggi la espone a un forte rischio di segregazione nella parte cattiva del sistema. Su questo terreno il centro-destra \u00e8 totalmente immobile. Anche qui \u00e8 il PD che pu\u00f2 incominciare a dettare l\u2019agenda, se \u00e8 capace di porsi in comunicazione diretta con la parte pi\u00f9 viva e vitale della societ\u00e0 civile, di non attardarsi nell\u2019attesa della maturazione culturale di tutto il movimento sindacale.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il partito delle primarie, infine, \u00e8 quello che sa dare voce e corpo a un interesse diffuso ma, fino a oggi, troppo debole al confronto con tanti interessi organizzati: l\u2019interesse all\u2019efficienza nelle amministrazioni pubbliche. Su questo terreno le idee-forza sono trasparenza totale, valutazione, civic auditing. Occorre promuovere e guidare una grande e capillare mobilitazione dei cittadini per la visibilit\u00e0 degli indici di efficienza e produttivit\u00e0 di tutti i comparti di ciascuna amministrazione, per la confrontabilit\u00e0 di quegli indici sul piano nazionale e internazionale, per la possibilit\u00e0 concreta di esigere dai dirigenti dei comparti meno efficienti il loro riallineamento alla media, sotto pena di rimozione dall\u2019incarico, per l\u2019eliminazione degli sprechi. Qui occorre una scelta drastica: il PD deve diventare, in modo chiaro e netto, non soltanto il partito di tutti cittadini \u2013 e soprattutto dei pi\u00f9 deboli \u2011 contro le vessazioni che essi subiscono per effetto delle inefficienze delle amministrazioni, ma anche il partito della parte migliore dei dirigenti e dipendenti pubblici, mobilitato contro l\u2019inerzia e l\u2019appiattimento dei trattamenti.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le risorse che possono essere liberate dal taglio delle spese inutili nel settore pubblico sono enormi; e il metodo della valutazione e della trasparenza, se applicato con rigore, consente di individuare sprechi e inefficienze con precisione. Questo pu\u00f2 e deve costituire l\u2019impegno quotidiano, rigoroso, martellante di un partito che vuole guidare il Paese a voltar pagina rispetto a decenni di degrado delle strutture pubbliche. Si obietter\u00e0 che questo \u00e8 anche il programma enunciato dal ministro Brunetta; ora, \u00e8 vero che Brunetta ha intuito l\u2019importanza di questo tema (che noi assai prima di lui abbiamo posto all&#8217;ordine del giorno), ma \u00e8 anche vero che troppo spesso Brunetta si \u00e8 limitato alla politica dell\u2019annuncio; sta di fatto, comunque, che\u00a0oggi il suo stesso Governo lo sta fortemente frenando. Sull\u2019accessibilit\u00e0 dei dati, l\u2019indipendenza degli organi di valutazione, la tecnica del <em>benchmarking<\/em> comparativo e l\u2019attivazione concreta della lotta agli sprechi, tutto \u00e8 ancora da fare. Siamo stati noi a dettare l\u2019agenda, su questo terreno, in questo inizio di legislatura; dobbiamo saperne fare, con grande determinazione, un elemento essenziale della nostra strategia di lungo periodo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\">Ho cercato di dirvi i motivi per cui \u2011 dal mio punto di osservazione, quello della politica del lavoro \u2013 considero essenziale la scelta di metodo che due anni fa ha caratterizzato la nascita del nostro partito, ma che ha ancora bisogno di essere confermata e consolidata; e deve, soprattutto, arrivare a permeare di s\u00e9 il nostro modo di pensare e di agire politico. Detto questo, per\u00f2, credo anche che questa scelta non sia patrimonio esclusivo di alcuna delle forze in campo in questo nostro congresso. Se vogliamo che il PD esca dal congresso rafforzato e pronto a offrire al Paese l\u2019alternativa necessaria al centro-destra, occorre un grande rispetto reciproco tra i candidati-leader e tra i loro sostenitori; e occorrono forme di confronto politico che non pregiudichino, il giorno dopo la conclusione della vicenda congressuale, una salda unit\u00e0 tra tutte le componenti del partito. Perch\u00e9 senza questa, neppure le pi\u00f9 raffinate scelte di metodo, neppure le migliori strategie e i migliori programmi possono consentirci di vincere la nostra battaglia.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\"><span style=\"color: #333333; font-family: &quot;Times&quot;,&quot;serif&quot;; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA NORMA STATUTARIA CHE PREVEDE LE ELEZIONI PRIMARIE PER LA SCELTA DEL LEADER DEL PARTITO INCIDE PROFONDAMENTE ANCHE SUI CONTENUTI PROGRAMMATICI Intervento svolto nel corso della manifestazione promossa da Walter Veltroni al Centro Congressi Capranica, il 2 luglio 2009 (Scarica il video dell&#8217;intervento) \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 C&#8217;\u00e8 un nesso tra la politica del lavoro di cui il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25,12],"tags":[],"class_list":["post-4245","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4245","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4245"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4245\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4245"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4245"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4245"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}