
{"id":42608,"date":"2016-11-04T18:09:13","date_gmt":"2016-11-04T17:09:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=42608"},"modified":"2016-11-07T00:01:59","modified_gmt":"2016-11-06T23:01:59","slug":"libero-12-milioni-di-assunzioni-in-piu-in-due-anni-due-terzi-stabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=42608","title":{"rendered":"LIBERO: 1,2 MILIONI DI ASSUNZIONI IN PI\u00d9 IN DUE ANNI, DUE TERZI STABILI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">GLI ULTIMI DATI FORNITI DALL\u2019INPS SULLE DINAMICHE RECENTI DEL MERCATO DEL LAVORO\u00a0 CONFERMANO CHE L\u2019OCCUPAZIONE STA ANCORA CRESCENDO E CHE LA PARTE MAGGIORE DELL\u2019AUMENTO RIGUARDA I POSTI DI LAVORO STABILI, MENTRE L&#8217;AUMENTO DEI LICENZIAMENTI NON \u00c8 SERIAMENTE IMPUTABILE AL <em>JOBS ACT<\/em><br \/>\n<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_40288\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40288\" class=\"wp-image-40288 size-thumbnail\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/IMG_5960-150x113.jpg\" alt=\"IMG_5960\" width=\"150\" height=\"113\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/IMG_5960-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/IMG_5960-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/IMG_5960-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><p id=\"caption-attachment-40288\" class=\"wp-caption-text\">Il numro del quotidiano Libero dell&#8217;11 maggio 2016<\/p><\/div>\n<p><em>Testo integrale dell&#8217;intervista a cura di Alessandro Giorgiutti, pubblicata (con alcuni piccoli tagli concordati, per motivi di spazio) su<\/em> Libero <em>il 4 novembre 2016<\/em> &#8211; <em>Considero questa intervista come segno molto apprezzabile di un ritorno del quotidiano, sotto la direzione di Vittorio Feltri, <\/em><em>alla seriet\u00e0 dell&#8217;informazione sulle dinamiche del mercato del lavoro, dopo <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=40250\" target=\"_blank\">l&#8217;incredibile episodio di deliberata falsificazione dei dati che il Direttore precedente aveva fatto registrare l&#8217;11 maggio scorso<\/a>\u00a0&#8211; In argomento v. anche\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=42447\" target=\"_blank\">Dati sull&#8217;occupazione: quando i giornalisti non fanno il loro mestiere<\/a><\/em> \u00a0\u00a0 <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\"><br \/>\n..<\/span><\/p>\n<p><strong>Professor Ichino, le sottopongo anzitutto alcune critiche rivolte da pi\u00f9 parti al <em>Jobs Act<\/em>, in seguito alla pubblicazione dei dati dell\u2019Osservatorio sul precariato dell\u2019Inps. Anzitutto, l\u2019aumento dei contratti a tempo indeterminato nel 2016 \u00e8 stato sensibilmente inferiore a quello registrato nel 2015: segno, \u00e8 stato detto, che l\u2019anno scorso a pagare \u00e8 stata pi\u00f9 la convenienza della decontribuzione sui nuovi assunti che l\u2019<em>appeal<\/em> del nuovo contratto a tutele crescenti.<br \/>\n<\/strong>Vediamo, innanzitutto, questi dati forniti dall\u2019Inps pi\u00f9 da vicino. Il saldo tra il numero totale delle assunzioni e quello delle cessazioni, cio\u00e8 tra \u201cl\u2019acqua entrata nella vasca dal rubinetto e quella uscita dallo scarico\u201d, \u00e8 stato nel 2014 +539.614, nel 2015 +813.143, nei primi otto mesi del 2016 +703.384: se negli ultimi quattro mesi non ci sar\u00e0 un rallentamento, il dato del 2016 complessivo sar\u00e0 addirittura migliore rispetto a quello del 2015.<\/p>\n<p><strong>Ma questi dati comprendono anche i rapporti di lavoro a termine, anche quelli di brevissima durata.<br \/>\n<\/strong>\u00c8 vero. Vediamo dunque il dato pi\u00f9 significativo, cio\u00e8 quello dei saldi tra il numero totale delle assunzioni a tempo indeterminato e quello delle cessazioni: nel 2014 \u00e8 stato +104.009; nel 2015 \u00e8 stato +465.800; nei primi otto mesi del 2016 \u00e8 stato +53.303. Questi dati ci dicono che l\u2019incentivo economico fortissimo operante nel 2015 ha prodotto un\u2019anticipazione a quell\u2019anno di nuove assunzioni che altrimenti si sarebbero collocate nel 2016.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-41988 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/jobs-act-2.jpg\" alt=\"jobs act 2\" width=\"233\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/jobs-act-2.jpg 233w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/jobs-act-2-150x139.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 233px) 100vw, 233px\" \/>Questi dati, comunque, confermano che nel 2016 c\u2019\u00e8 stato un notevole rallentamento.<br \/>\n<\/strong>S\u00ec, ma attenzione: confermano anche due altre cose. La prima \u00e8 che nel 2016 l\u2019aumento dell\u2019occupazione totale \u00e8 proseguito, anche se un po\u2019 pi\u00f9 lentamente; la seconda \u00e8 che, nonostante la drastica riduzione dell\u2019incentivo economico, \u00e8 proseguito anche l\u2019aumento del numero degli occupati a tempo indeterminato. Il fatto che questo aumento, per effetto della decontribuzione al cento per cento, si sia concentrato nel 2015 non toglie che l\u2019aumento stesso stia continuando. D\u2019altra parte, questo forte \u201crisucchio\u201d di nuove assunzioni nel 2015 a spese del 2016 non \u00e8 un fatto negativo: vuol dire che centinaia di migliaia di persone hanno incominciato a lavorare, per due terzi in forma stabile, qualche mese prima rispetto a quello che sarebbe altrimenti accaduto nel 2016. E questo fatto non toglie che l\u2019aumento sta continuando, anche se preferiremmo che continuasse a un ritmo pi\u00f9 forte. Sa qual \u00e8 il vero dato che mostra quel che sta veramente accadendo?<\/p>\n<p><strong>Dica.<br \/>\n<\/strong>Nei 20 mesi tra il gennaio 2015 e l\u2019agosto 2016 si sono registrate 1.214.662 assunzioni in pi\u00f9 rispetto a quelle verificatesi negli stessi mesi 2013-2014. Di queste, 818.306 a tempo indeterminato e 396.356 a termine. Questo \u00e8 il dato che conta; e che mostra quello che sta accadendo nel nostro mercato del lavoro. Le conseguenze in termini di stock dell\u2019occupazione (qui passiamo ai dati Istat, che nella metafora della vasca corrispondono al livello dell\u2019acqua che vi \u00e8 contenuta in un dato momento) \u00e8 stato, nell\u2019arco dei 19 mesi dal 1\u00b0 gennaio 2015 al 31 luglio 2016, ultimo dato disponibile, di +604.000 occupati, dei quali +408.000 a tempo indeterminato e +196.000 a termine.<\/p>\n<p><strong>Ha colpito, per\u00f2, il dato sui licenziamenti per giusta causa: pi\u00f9 28%. Insomma, se sul lato delle entrate il <em>Jobs Act<\/em> ha deluso, su quello delle uscite ha funzionato fin troppo bene\u2026<br \/>\n<\/strong>Mi perdoni, ma questa \u00e8 proprio una sciocchezza. L\u2019Inps non ha fornito alcun dato n\u00e9 sulla distribuzione dei licenziamenti in questione tra rapporti costituiti prima e rapporti costituiti dopo il 7 marzo 2015, n\u00e9 sulla loro distribuzione tra imprese collocate sopra e imprese collocate sotto la soglia dei 15 dipendenti, cio\u00e8 imprese nelle quali la disciplina dei licenziamenti \u00e8 cambiata pochissimo. Tutto, comunque, induce a pensare che questi licenziamenti abbiano riguardato per la massima parte rapporti costituiti prima di quella data, quindi non toccati dalla riforma: dunque il <em>Jobs Act<\/em> non c\u2019entra proprio nulla. Poi occorre considerare che questo aumento dei licenziamenti disciplinari si riferisce a un numero di partenza minuscolo, rispetto al dato complessivo delle cessazioni.<\/p>\n<p><strong>Pu\u00f2 essere pi\u00f9 preciso?<br \/>\n<\/strong>I licenziamenti disciplinari passano dai 36.048 dei primi 8 mesi 2015 ai 46.255 dei primi 8 mesi 2016: +28,3 per cento, appunto. Ma queste grandezze hanno uno zero in meno rispetto al totale delle cessazioni di rapporti, che comprendono anche i licenziamenti per motivi economici, le cessazioni dei rapporti a termine e le dimissioni. In ciascuna di queste ultime categorie le cessazioni di rapporti si contano a centinaia di migliaia. Consideriamo, per esempio, i licenziamenti nel loro complesso: si passa dai 290.656 dello primi otto mesi 2015 ai 304.437 dei primi otto mesi del 2016, cio\u00e8 si registra una crescita soltanto del 4,7 per cento.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 pur sempre un aumento dei licenziamenti.<br \/>\n<\/strong>S\u00ec, ma compensata nello stesso periodo, come abbiamo visto, da una crescita molto maggiore delle assunzioni. L\u2019insieme di questi dati significa che tra la riforma Fornero del 2012 e il <em>Jobs Act<\/em> si sta determinando una maggiore fluidit\u00e0 dei flussi occupazionali nel nostro tessuto produttivo, che significa anche allocazione migliore delle risorse, quindi \u2013 si spera \u2013 anche un aumento della produttivit\u00e0 del lavoro. Tutto questo \u00e8 un bene, non un male.<\/p>\n<p><strong>Passiamo al boom dei voucher: pi\u00f9 36 per cento sul 2015, che aveva peraltro gi\u00e0 fatto registrare un pi\u00f9 71 per cento sul 2014. Si pu\u00f2 parlare di diffusione degli abusi?<br \/>\n<\/strong>Potremmo parlare di aumento degli abusi se ci fosse l\u2019evidenza che, almeno in parte, questo aumento del lavoro accessorio sia avvenuto a detrimento del lavoro regolare, stabile o a termine. Per\u00f2, come abbiamo appena visto, nello stesso periodo sia il lavoro regolare stabile, sia il lavoro regolare a termine, sono aumentati. Ne dobbiamo concludere che questo aumento del lavoro accessorio pagato con i buoni-lavoro sia avvenuto, almeno per la gran maggior parte, a spese del lavoro nero e\/o della disoccupazione.<\/p>\n<p><strong>Il caso dei lavoratori di Foodora, e ancor pi\u00f9 la morte a Piacenza in circostanze controverse\u00a0 di un operaio di un\u2019azienda di trasporti rapidi che stava partecipando a un picchetto, hanno portato alla luce una realt\u00e0 \u2013 quella della logistica \u2013 dove la qualit\u00e0 del lavoro \u00e8 spesso calpestata. Non \u00e8 forse vero che questa realt\u00e0, pur essendo sempre pi\u00f9 centrale nella nostra economia, fatica a trovare attenzione presso la classe politica?<br \/>\n<\/strong>Il caso accaduto a Piacenza, pur nella sua tragicit\u00e0, non mi sembra significativo riguardo al contenuto dei rapporti di lavoro in questo settore: posso sbagliare, ma mi sembra pi\u00f9 un sinistro da circolazione stradale che un episodio da studiare nell\u2019ottica delle relazioni sindacali e di lavoro. Quanto ai lavoratori di Foodora, la questione \u00e8 la stessa che sorse trent\u2019anni fa in riferimento ai <em>pony-express<\/em>. Il problema nasce dal fatto che lo schema contrattuale applicato lascia loro la piena libert\u00e0 di rispondere oppure no alla chiamata della centrale; questo fa s\u00ec che il rapporto non possa essere qualificato come di lavoro subordinato, con la conseguenza che le protezioni assicurate dal diritto del lavoro non si applicano.<\/p>\n<p><strong>Come se ne esce?<br \/>\n<\/strong>O decidiamo di definire il campo di applicazione del diritto del lavoro sulla base di una nozione di natura socio-economica, come quella di \u201cdipendenza economica\u201d del prestatore dal datore di lavoro, oppure il problema \u00e8 insolubile: un lavoratore che \u00e8 contrattualmente libero di decidere, in qualsiasi momento, se lavorare o no, se rispondere alla chiamata o no, sulla base dell\u2019ordinamento attuale non pu\u00f2 che essere qualificato come lavoratore autonomo.<\/p>\n<p><strong>Veniamo alla legge di stabilit\u00e0. Col prossimo anno, dalla decontribuzione generalizzata (gi\u00e0 scesa al 40 per cento) per i neo-assunti si passer\u00e0 ad agevolazioni mirate per i giovani che hanno svolto alternanza tra scuola e lavoro e per il Mezzogiorno. Ma le risorse mobilitate saranno sufficienti?<br \/>\n<\/strong>Io spero che non siano sufficienti: vorrebbe dire che finalmente i programmi di alternanza scuola-lavoro nel nostro Paese sono decollati davvero in modo molto robusto. Mi accontenterei, comunque, anche soltanto che gli 800 milioni stanziati per questo incentivo venissero assorbiti interamente: vorrebbe dire che l\u2019alternanza scuola-lavoro \u00e8 comunque decollata su larga scala. E sarebbe una svolta davvero importante, in un Paese nel quale questo strumento fondamentale per l\u2019orientamento professionale dei giovani finora ha funzionato soltanto nell\u2019uno per cento del territorio nazionale, cio\u00e8 nella Provincia autonoma di Bolzano.<\/p>\n<p><strong>A proposito di risorse. Nel rivendicare pi\u00f9 ampi margini di manovra a Bruxelles, il premier Renzi ha adottato una retorica anti-europea (Sabino Cassese ha coniato l\u2019espressione \u201ceuropeismo aggressivo\u201d), che \u00e8 una novit\u00e0\u00a0 per un esecutivo di centrosinistra. Come giudica questa evoluzione?<br \/>\n<\/strong>L\u2019espressione coniata da Cassese mi sembra appropriata: Renzi oggi mi sembra l\u2019unica figura politica di spicco, sul piano continentale, che sia portatrice di una visione credibile per la costruzione della nuova Unione Europea. La sua non \u00e8 una retorica anti-europea: al contrario, mi sembra l\u2019unico modo in cui si pu\u00f2 costruire un consenso maggioritario, politicamente solido, a sostegno di un\u2019accelerazione del processo di integrazione politica, almeno dei sei Paesi fondatori e di tre o quattro altri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GLI ULTIMI DATI FORNITI DALL\u2019INPS SULLE DINAMICHE RECENTI DEL MERCATO DEL LAVORO\u00a0 CONFERMANO CHE L\u2019OCCUPAZIONE STA ANCORA CRESCENDO E CHE LA PARTE MAGGIORE DELL\u2019AUMENTO RIGUARDA I POSTI DI LAVORO STABILI, MENTRE L&#8217;AUMENTO DEI LICENZIAMENTI NON \u00c8 SERIAMENTE IMPUTABILE AL JOBS ACT Testo integrale dell&#8217;intervista a cura di Alessandro Giorgiutti, pubblicata (con alcuni piccoli tagli concordati, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,9],"tags":[],"class_list":["post-42608","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42608","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=42608"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42608\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=42608"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=42608"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=42608"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}