
{"id":4271,"date":"2009-07-08T11:45:41","date_gmt":"2009-07-08T10:45:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4271"},"modified":"2009-07-08T20:48:39","modified_gmt":"2009-07-08T19:48:39","slug":"il-programma-presentato-da-pierluigi-bersani-trascrizione-del-discorso-effettivamente-svolto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4271","title":{"rendered":"IL PROGRAMMA PRESENTATO DA PIERLUIGI BERSANI &#8211; trascrizione del discorso effettivamente svolto"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">QUALCHE VOLTA IL CONFRONTO TRA IL <a title=\"Testo scritto P. Bersani - 1\u00b0.7.09\" href=\"+https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4266\" target=\"_blank\">TESTO SCRITTO<\/a> E LO SVOLGIMENTO ORALE DEL DISCORSO DI UN POLITICO RIVELA QUALCHE SFUMATURA INTERESSANTE SU CIO&#8217; CHE VERAMENTE PENSA L&#8217;ORATORE: QUESTA TRASCRIZIONE OFFRE AI LETTORI LA POSSIBILITA&#8217; DI &#8220;SENTIRE&#8221; DIRETTAMENTE QUELLO CHE BERSANI HA DETTO ALL&#8217;AMBRA IOVINELLI<\/span><\/p>\n<p><em>Trascrizione del discorso effettivamente svolto da Pierluigi Bersani a Roma il 1\u00b0 luglio 2009, per la presentazione della propria candidatura alla Segreteria del PD. V. anche il <a title=\"Testo scritto di P. Bersani - 1\u00b0.7.09\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4266\" target=\"_blank\">testo scritto ufficiale<\/a> dello stesso discorso, con l&#8217;evidenziazione in grassetto dei passaggi pi\u00f9 importanti. <\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;\"><!--more-->Questo invito \u00e8 rivolto in particolare alla nuova generazione che c&#8217;\u00e8 in campo. E cos\u00ec far\u00f2 in altri appuntamenti, in altre iniziative a Nord e Sud del paese. Dico che non c&#8217;\u00e8 bisogno di inventarsi una nuova generazione, non c&#8217;\u00e8 neanche bisogno di raffigurarla per simboli. Bisogna aprire la strada. aprire la strada, in primo luogo, facendo in modo e cominciamo qui, che possa direttamente prendere in mano in ogni luogo del Paese la discussione politica che avremmo. E \u00a0in secondo luogo facendo in modo che questa generazione possa misurarsi ad ogni livello nelle \u00a0funzioni esecutive del Partito. \u00c8 quello che mi impegno a fare a cominciare dal livello nazionale. \u00c8 giusto che chi predispone a sostenermi sappia bene come la penso a questo proposito. Io ho mente un partito nel quale c&#8217;\u00e8 rispetto per la generazione precedente. Un partito nel quale la generazione che viene prima considera suo compito aprire subito la strada alla nuova generazione sostenendola e accompagnandola. Ho detto che avremo una discussione politica, finalmente una discussione politica. Una discussione sull&#8217;Italia e su noi per renderci pi\u00f9 utili alla riscossa del nostro paese e agli interessi e valori che vogliamo rappresentare. In questi mesi ci si deve accorgere\u00a0 che vogliamo avvicinare il PD all&#8217;Italia. Noi dobbiamo guardare in faccia la realt\u00e0. In questi mesi abbiamo suscitato molte speranze, in venti mesi, e una parte di queste speranze \u00e8 rimasta delusa. Molti elettori si sono allontanati da noi, abbiamo vissuto in molti luoghi del paese il venir meno della solidariet\u00e0 fra di noi, fenomeno di ripiegamento, di divisione persino di anarchismo. Le elezioni hanno segnalato in particolare un indebolimento del nostro legame con ceti popolari e ceti produttivi confermandoci che la destra quando vince, vince nel popolo. E tuttavia di fronte a tutto questo non \u00e8 mancato nelle nostre fila la capacit\u00e0 di mobilitazione, di reazione nel pieno di una battaglia difficile, abbiamo mostrato i punti significativi di tenuta. Il nostro progetto non \u00e8 mai stato messo in discussione. Franceschini lo ha detto e sono d&#8217;accordo con lui. Abbiamo le condizioni politiche per riaffermare il progetto e per rimetterlo in cammino. Ed ecco qua il punto di partenza che mi indusse mesi fa ad annunciare la mia candidatura. Secondo me ci sono forti correzioni da fare. Chiariamo subito un punto: non si dica che i nostri problemi sono venuti dal presunto tradimento di un&#8217;ispirazione originale, i nostri problemi sono venuti dal non aver messo ancora il nostro progetto su basi culturali, politiche e organizzative abbastanza solide. Questo \u00e8 il nostro problema. E questo \u00e8 il problema che il Congresso deve risolvere. Un congresso quindi fondativo di questo partito. Lo dico con franchezza. Se non prenderemo in mano noi stessi, autonomamente e responsabilmente il nostro destino, se ci faremo prendere la mano da una discussione confusa e tutta mediatica, se ci attarderemo a discutere su categorie inafferrabili, su chi \u00e8 democratico doc e chi no, sul nuovo e sul vecchio, sul vecchio e sul giovane, su chi deve star dentro e su chi deve stare fuori, su chi ha la cravatta o no, io credo che gli italiani giustamente volgeranno lo sguardo altrove. E noi ci ritroveremo senza solidariet\u00e0, senza contenuti e temo anche senza partito. Io cercher\u00f2 un&#8217;altra strada. Io far\u00f2 un congresso contro nessuno, discutendo di politica e cercando per quello che mi sar\u00e0 possibile di essere chiaro e concreto, di evitare la retorica, forse ne abbiamo usata troppa in questi venti mesi alla fine\u00a0 non ha scaldato i cuori, gli italiani non l&#8217;amano. In una discussione vera per me non c&#8217;\u00e8 bisogno di supporters, c&#8217;\u00e8 bisogno della testa e della testa di tutti. Io ci metter\u00f2 la mia testa conoscendo come \u00e8 fatta. Io sono il candidato di nessuno che pensa che ci sia bisogno di tutti. Io dir\u00f2 l&#8217;essenziale su quel che penso dell&#8217;Italia, sui nostri compiti politici, sul partito, sapendo bene che come capita in questi casi non potr\u00f2 essere breve, bisogner\u00e0 avere un po\u2019 di pazienza, e neanche riuscir\u00f2 ad essere esaustivo e me ne scuso e voglio partire da una premessa per me di non poco conto. Prima di parlare di Italia e di italiani dovremmo avere un&#8217;idea un po\u2019 pi\u00f9 chiara sulla nostra carta di identit\u00e0, sul nostro biglietto da visita. Noi abbiamo affermato fin qui e ancora sento affermare l&#8217;esigenza di un partito post identitario. Io non ci credo, non ho mai capito che cosa significasse. L&#8217;idea secondo la quale affidandoci ad abili e forse ovvi riferimenti valoriali e un po\u2019 di eclettismo nella cultura politica se ne venissero larghezza di orizzonti, forza attrattiva. Io credo che sia un&#8217;idea infondata perch\u00e9 senza un&#8217;identit\u00e0 riconoscibile, ogni gesto anche il pi\u00f9 provvisorio, il pi\u00f9 tattico, parte da un interrogativo su chi sei davvero. Senza un&#8217;identit\u00e0 riconoscibile ti privi di\u00a0 un messaggio di senso verso le generazioni nuove e senza un&#8217;identit\u00e0 riconoscibile ti disarmi verso un destra che sparge ideologia, cio\u00e8 un senso comune, un sistema di concetti che vengono prima della proposta politica o dell&#8217;azione di governo, il berlusconismo, il leghismo, li definiremo forse post identitari, post ideologici eppure \u00e8 con questi che noi abbiamo a che fare. E quindi alla fine di questo congresso dovremo aver detto qualcosa di pi\u00f9 chiaro su di noi. Io parlo di un PD che vuole interpretare\u00a0 ed estendere\u00a0 \u00a0l&#8217;area del centrosinistra con il profilo di un partito popolare, un partito di una sinistra democratica e liberale che abita dove abitano le forze progressite, socialiste, liberaldemocratiche del mondo, che partecipa all&#8217;alleanza fra socialisti e democratici in europa. Parlo di un partito popolare. Radicato in ogni luogo e capace di esperienza, che sia legato alla vita reale. Un partito che si rivolge ad un arco ampio di ceti, di categorie sociali ma che non pu\u00f2 vivere scollegato dai ceti popolari, dai ceti produttivi e dalle nuove generazioni. Un partito che interpreta l&#8217;area di centrosinistra con il profilo di un partito democratico e liberale cio\u00e8 un partito che si ispira ad un idea di uguaglianza e la rende concreta sia attraverso un mercato aperto e regolare che distribuisca equamente occasioni, sia attraverso politiche pubbliche e sociali universalistiche di ridistribuzione, di welfare, di promozione dei beni collettivi. Per me il PD \u00e8 un partito del lavoro nella molteticiplit\u00e0 dei suoi aspetti e dei suoi protagonisti, rivendica la dignit\u00e0 e ruolo sia del lavoro subordinato, sia di quello autonomo imprenditoriale, nel concreto ne sostiene la prevalenza rispetto alle rendite ad ogni privilegio. Il PD per me \u00e8 un partito laico che non per questo banalizza convinzioni e valori. Crede anzi nella forza positiva delle convinzioni filosofiche e religiose e tuttavia le distingue dalla responsabilit\u00e0 autonoma della politica che ha il compito di promuovere decisioni pubbliche tenendo conto della coscienza di tutti. Il PD riconosce nella sfera dei \u00a0diritti civili un fattore fondamentale di avanzamenti umani attraverso l&#8217;affidamento progressivo, alla libert\u00e0, \u00a0che prima erano ricondotte alla dimensione dell&#8217; etica pubblica,&#8230; il pd riconosce l&#8217;esigenza di regolare i possibili usi distorsivi della tecnica, il rischio della sovranit\u00e0 della tecnica, in particolare per quel che riguarda la possibile manipolazione dell&#8217;uomo. Quando la politica \u00e8 chiamata ad avvicinarsi ai temi cruciali della persona, della condizione umana, il PD fa riferimento a un umanesimo forte di natura cristiana e laica che vive nelle radici profonde della nostra cultura politica e che non consente che, come devo morire io lo decide il Sen. Gasparri o Quagliariello. Che non consente che lo Stato invada mondi vitali della persona e della famiglia. Il PD per me \u00e8 il partito del nuovo civilismo non perch\u00e9 pretende di essere un autorit\u00e0 morale ma perch\u00e9 vuole promuovere un societ\u00e0 organizzata su diritti e su doveri su quelli &#8230;. che prende forza se ispiri comportamenti al civilismo e questo a partire dalla sobriet\u00e0 della politica, \u00e8 il primo punto di questa riscossa civica. E infine il PD \u00e8 il partito del nuovo secolo. Un partito contemporaneo, fortemente orientato alla modernit\u00e0. Vuole misurarsi su nuovi problemi, promuovere in ogni campo le prospettive delle nuove generazioni, ma tutto questo secondo me diventa pi\u00f9 agevole traendo forza e senso da antiche radici che oltrepassano largamente le vicende degli ultimi decenni: i Ds, La margherita, il PCI, la DC, il compromesso storico. Mettiamo tutto questo in un percorso pi\u00f9 ampio, pi\u00f9 lungo. La nostra &#8230;. deve prendere a riferimenti questioni pi\u00f9 essenziali, radici pi\u00f9 essenziali, radici di emancipazione, di riscatto, di autoorganizzazione, di solidariet\u00e0, di autonomia che furono la premessa vivente delle grandi organizzazioni popolari all&#8217;affacciarsi del secolo scorso. Allora si form\u00f2 l&#8217;idea che prendendo le parti e il punto di vista di chi lavora e produce, di chi \u00e8 pi\u00f9 debole subordinato si potesse costruire una societ\u00e0 migliore per tutti e davanti a questa condizione nuova del nuovo secolo questa resta la nostra profonda ispirazione la nostra carta d&#8217;identit\u00e0 e al tempo stesso questo resta il nostro fondamentale problema nei tempi nuovi, nei tempi che si affacciano, darsi un nuovo radicamento nei ceti popolari. Discutiamo di questi profili d&#8217;identit\u00e0. All&#8217;uscita dal\u00a0 congresso dovremmo avere le idee pi\u00f9 chiare su questo per poterci rivolgere con un profilo netto all&#8217;Italia, ai problemi di cui vogliamo parlare. E se vogliamo parlare dell&#8217;Italia come ne dovremmo parlare noi dobbiamo farlo nel cuore di questa crisi. Guardate non ne usciremo come ci siamo entrati. N\u00e9 per l&#8217;economia n\u00e9 per la politica. La gestione della destra fatta di minimizzazione ci prepara a stagnazione economica, ci prepara crisi della finanza pubblica ci prepara ad una stagione ulteriore di condoni e quindi la previsione di ulteriori aumenti della pressione fiscale. Ci prepara l&#8217;abbandono sostanziale delle situazioni sociali pi\u00f9 deboli. Noi chiediamo anche da qui e con forza al Governo di assumere maggiore responsabilit\u00e0 di smetterla con piccole pillole comunicative. Chiediamo una gestione pi\u00f9 aggressiva, una vera manovra anticrisi che metta soldi veri e nuovi dove vanno messi, nei redditi, di chi a qualsiasi titolo perde il posto di lavoro, nella liquidit\u00e0 delle piccole imprese e investimenti immediati che sono gli enti locali che sono in condizione di fare. Stimoli all&#8217;economia reale. Preservazione delle nostre capacit\u00e0 produttive impresa, lavoro, misure temporanee ma effettive, consistenti. La crisi non \u00e8 psicologica e non \u00e8 alle nostre spalle. Purtroppo gli effetti economici e sociali della crisi li abbiamo ancora davanti e soprattutto abbiamo davanti, ecco il punto di cui il governo non vuole occuparsi, una caduta di rango del nostro paese, che vengono azzoppati, bloccati, contraddetti i processi di innovazione e di investimenti e che ci troviamo all&#8217;uscita dalla crisi in una diversa situazione a proposito del rango della nostra economia nel quadro internazionale. In ogni caso noi dobbiamo affiancare i protagonisti della crisi. Io nei giri che far\u00f2 ovunque sar\u00e0 possibile cercher\u00f2 ovunque di avere un incontro con i lavoratori, con gli imprenditori, ovunque nel paese sono sottoposti al processo di crisi e invito tutti a fare altrettanto. Bisogna che il nostro partito ci sia, si vede come fare ma intanto bisogna esserci nei luoghi di questa crisi. Questa crisi scatenata dalla finanza ha origine lo sappiamo in politiche economiche squilibrate \u00a0fondamentalmente fondate sull&#8217;idea che la ricchezze smisurate per ochi possa fare una locomotiva per tutti. E adesso dagli stati uniti alla cina tutti sono costretti a cercareun nuovo equilibrio, a cercare uno sviluppo pi\u00f9 equilibrato del loro mercato interno, a sviluppare una pensione pi\u00f9 marcata sui beni collettivi e a tornar a fatti fondamentali della produzione e del lavoro. Allora se \u00e8 cos\u00ec i principi di equilibri sociali e di eguaglianza possono pretendere oggi pi\u00f9 di ieri di essere portatori di una razionalit\u00e0 economica. Si pu\u00f2 affermare l&#8217;idea che nessun cittadino, nessun ceto sociale, nessun paese pu\u00f2 star bene da solo se anche gli altri non trovano la strada per stare un po\u2019 meglio. \u00c8 una prospettiva mi rendo conto controversa aperti ovunque ad altri sbocchi di tipo protezionistico difensivo ma pur tuttavia un terreno nuovo. Un banco di prova anche qui in Italia e cio\u00e8 come in una crisi, che non sar\u00e0 breve, come suscitare un progetto, uno sbocco possibile, &#8230;. (non si sentono alcune parole)<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;\">Questo \u00e8 un rischio che c&#8217;\u00e8 e che pu\u00f2 portare sbocchi politici che oggi non possiamo prevedere. Ora noi dobbiamo uscire da questo congresso con un idea positiva del nostro paese. Un idea che abbia concretezza. Non tocca a un congresso fare un programma di governo ma l&#8217;ispirazione essenziale di un programma s\u00ec. Questo dobbiamo definirlo in questo congresso. E io comincio da qui. Tutto quello che si pu\u00f2 fare per l&#8217;Italia viene disperso se non si aggrediscono le due questioni che ci caratterizzano fra i paesi maturi e che imprigionano le nostre energie. Le due questioni sono: la pi\u00f9 cattiva la redistribuzione della ricchezza; secondo: la minore mobilit\u00e0 sociale. La ricchezza mal distribuita fra ceti e fra territori si accompagna da tempo a un netto impoverimento che dura da anni dei ceti medi, dei ceti medio bassi e bassi. Fenomeni che sono ovunque nei paesi maturi ma qui pi\u00f9 accentuata\u00a0 e su questi ceti indeboliti, su queste famiglie indebolite vi scaricano tutte le novit\u00e0, la precariet\u00e0, il disordine di un immigrazione che prende sul pi\u00f9 basso stile di reddito&#8230;..<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;\">Se non si coglie tutto questo, che sta sotto a quello che sta avvenendo nel paese, io credo che non si coglie la sostanza e non si capisce neanche che cosa sia e che cosa debba fare il partito popolare. E allo stesso tempo i riflessi difensivi aggravano i tradizionali assetti corporativi, reazionari, clientelari ai quali siamo da tanto tempo abituati nel nostro sistema. blocchi che imprigionano energie economiche e che imprigionano le energie delle nuove generazioni , sono blocchi che si stringono ancora di pi\u00f9. Ecco su questi due punti fondamentali ci vogliono riforme vere che noi dobbiamo avanzare con proposte che si facciano capire. Sui redditi: se noi vogliamo aprire, come vogliamo, l&#8217;ho detto prima dei principi che ci caratterizzano, aprire nel futuro una nuova fase universalistica nei sistemi di welfare, dove in via di principio non c&#8217;\u00e8 n\u00e9 povero n\u00e9 ricco, allora innanzitutto dobbiamo qualificare e rendere sostenibile l&#8217;universalismo che c&#8217;\u00e8 gi\u00e0. Ad esempio qualificare e rendere sostenibile il sistema sanitario. Solo noi abbiamo la cultura di governo per fare questa operazione gli altri non ce l&#8217;hanno. E intanto che difendiamo l&#8217;universalismo che c&#8217;\u00e8 e lo qualifichiamo dobbiamo introdurre nuovi universalismi. Portare universalismo dove non c&#8217;\u00e8 ancora.<strong> Il primo punto riguarda il dualismo del mercato del lavoro che va assolutamente superato. Aprendo in particolare dei processi univoci ben definiti di inserimento nel lavoro e di stabilit\u00e0 del lavoro. Voglio ricordare a me stesso e a voi che i giovani che a qualsiasi titolo fanno la prima esperienza di lavoro sono quelli che pi\u00f9 si allontanano da noi, questo ci risulta anche dalle ultime elezioni. E ora di dire a loro qualcosa che si capisca. Le proposte per il superamento di questo dualismo ce ne son diverse sul tavolo bisogna discutere, stringere e promuovere<\/strong>. Bisogna occuparsi dei redditi di ultima istanza e bloccare processi di impoverimento estremo delle famiglie.\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;\">Bisogna occuparsi di salario minimo anche per via contrattuale; bisogna sollecitare davvero una contrattazione che distribuisca un po\u2019 meglio i guadagni di produttivit\u00e0, bisogna favorire l&#8217;innalzamento flessibile volontario dell&#8217;et\u00e0 pensionistica ma al contempo aprire una riflessione pi\u00f9 di fondo perch\u00e9 quando il 54% delle nuove pensioni INPS 2007 \u00e8 sotto i 750 euro e la tendenza \u00e8 a peggiorare vuol dire che nella prospettiva noi stiamo mandando un sacco di gente sotto la soglia della povert\u00e0. Questo non \u00e8 accettabile e dobbiamo pensarci da subito. E chiederci se davvero le gambe del sistema previdenziale che abbiamo fin qui introdotte non vadano arricchite, rafforzate, ristrutturate aggiungendo anche uno zoccolo universalistico fondato sulla fiscalit\u00e0 generale a fronte di un calo generalizzato dei contributi. Cos\u00ec come non possiamo lasciare senza novit\u00e0 temi cruciali come quelli della non \u00a0\u00a0autosufficienza delle famiglie numerose. Ecco queste riforme possono reggersi di una parte sostanziale su riequilibri di ricchezze interna delle risorse pubbliche e private gi\u00e0 impegnate ma certamente non pu\u00f2 essere rimosso in un paese come il nostro il tema della fedelt\u00e0 fiscale. La pi\u00f9 equa distribuzione del carico fiscale pi\u00f9 una riformulazione della fiscalit\u00e0 d&#8217;impresa in modo pi\u00f9 favorevole &#8230;. e soprattutto a meccanismi ( non si sente pi\u00f9). E sul tema della mobilit\u00e0 sociale \u00e8 bene premettere un concetto: \u00a0liberalizzazione \u00e8 dare regola al mercato evitando il dominio dell&#8217;uno sull&#8217;altro. Il liberismo \u00e8 il mercato che si d\u00e0 le regole da s\u00e9 e anzi pretende anche di darle alla societ\u00e0, .. dobbiamo attaccare con nettezza assetti corporativi e relazionali per l&#8217;accesso alle attivit\u00e0 economiche, alle professioni e al .. dobbiamo farlo senza paura pretendo il punto di vista della nuova generazione e mettendolo dentro come un motore della nostra politica. Cos\u00ec dobbiamo cambiare ottica. Non possiamo parlare di casa solo a proposito di propriet\u00e0 della casa.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;\">Dobbiamo occuparci di affitto, altrimenti nel paese non pu\u00f2 esserci un elemento di mobilit\u00e0. E dobbiamo occuparci di pi\u00f9 \u00a0dell&#8217;occupazione delle donne, ampiamente discriminate, qualificare e aggiornare i percorsi di studio. Io propongo sempre di collegare il tema della mobilit\u00e0 sociale al tema della cittadinanza, della riscossa civica, di un nuovo civismo nel nostro paese, responsabilit\u00e0, merito, diritti e doveri, dei cittadini in particolare del pi\u00f9 debole, dell&#8217;escluso. Qui ci sono tantissimi temi. Noi non possiamo non occuparci senza incertezza del tema della sicurezza, non nella prospettiva sicuritaria, repressiva della destra, ma da forma rigorosa del diritto del cittadino alla sicurezza. A cominciare dal cittadino pi\u00f9 debole. Dobbiamo assumere la questione dei diritti civili. Essere in prima linea nella tutela del consumatore e portare questo famoso merito dal cielo alla terra, che vuol dire accettare meccanismi di valutazione esterna in ogni campo se non parliamo di merito assolutamente astratto. E dobbiamo anche essere in prima linea nel pretendere l&#8217;efficacia delle sanzioni a cominciare dalla giustizia civile. E cittadinanza vuol dire tante altre cose: promuovere la cittadinanza digitale per esempio con i nostri enti locali una battaglia di frontiera bellissima. E poi io vorrei mettere qui sotto questo grande titolo&#8230;.. la condizione e la fatica della condizione femminile oggi insultata da devastanti stereotipi, dobbiamo pretendere rispetto per questa condizione. E dobbiamo mettere sotto questo titolo temi delicati come quello dell&#8217;immigrazione. Noi siamo perch\u00e9 l&#8217;immigrato regolare acquisisca i diritti e i doveri della \u00a0cittadinanza e accompagnamo quel processo secondo principi di solidariet\u00e0, di umanit\u00e0 che deve prevalere comunque sopra ogni altra cosa, ma non dimentichiamo mai che c&#8217;\u00e8 disordine, approssimazione nella regolazione dei flussi migratori, quel disordine si scarica sulla parte pi\u00f9 debole della popolazione. Se ce ne dimentichiamo non potremmo lamentarci del difondersi di idee eversive. C&#8217;\u00e8 un impatto da distribuire meglio, pi\u00f9 equamente, fra chi pu\u00f2 avere a torto o a ragione paura, a cominciare sulla pressione sui servizi pubblici e infine e non per ultimo, io metto sotto questo tema della riscossa civica il tema della sobriet\u00e0 della politica a cominciare dalla muraglie cinesi fra interesse pubblico e interesse privato e a cominciare dai costi della politica. Qui non c&#8217;\u00e8 bisogno di qualunquismo o populismo o antipolitica, c&#8217;\u00e8 bisogno di procedere a parametrarci con i paesi europei, una misura molto semplice, non qualunquista che credo potrebbe avere una buona efficacia.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;\">Cari amici e compagni dobbiamo essere un partito che dice le stesse cose al Nord e al Sud. \u00c8 diventato molto difficile. Come direbbe Vasco Solo noi possiamo farlo. Il Nord, oltre che a un luogo geografico \u00e8 una metafora. Non c&#8217;\u00e8 possibilit\u00e0 alcuna di rafforzare il nostro radicamento al Nord senza correggere verso i ceti popolari, i ceti produttivi &#8230;. l&#8217;impresa l&#8217;asse della politica. Non c&#8217;\u00e8 nessuna possibilit\u00e0 fuori da questo. E questo tuttavia deve svolgersi in una reciprocit\u00e0 con la questione meridionale. Per esperienza posso dire che se fai delle riforme che si rivolgono alle esigenze di modernizzazione del paese rispondi al nervosismo, all&#8217;insofferenza del Nord, e rispondi in modo positivo ma metti in moto le dinamiche nelle aree meno sviluppate del Paese. La sono le energie potenziali. Allora se faccio liberalizzazioni funzionano pi\u00f9 al Sud che al Nord. Se io supero l&#8217;intermediazione per esempio sull&#8217;incentivazione pubbliche, della pubblica amministrazione piaccio al Nord ma faccio un enorme piacere al Sud. Se mi occupo di sicurezza, di giustizia. Allora una stagione di riforma, di modernizzazione che parli a Nord e al Sud del Paese. \u00c8 possibile. Si pu\u00f2 fare. E naturalmente costruendo questa reciprocit\u00e0 non pu\u00f2 essere oscurata la parola Mezzogiorno che oggi viene devastata, rimossa, malinterpretata ecc. dobbiamo usare questa parola con proposte nuove che siano impugnate da una nuova generazione. Gli investimenti al Sud vanno garantiti. Si possono fare con meccanismi automatici non intermediari per sostenere gli investimenti d&#8217;imprese, meccanismi premiali, che premiano chi raggiunge certi standard di servizi. Sto parlando di rifiuti, di acqua, di istruzione, di anziani. Piani nazionali su temi collettivi, energia, acqua, ambiente. Questa ricerca di reciprocit\u00e0, in un partito che vuole essere un partito Nazionale ma federale la si gioca sul federalismo, io non vado nel concreto, \u00e8 un tema complesso, non ne voglio parlare qui, qui sto alla politica. Io dico che essendo un partito nazionale noi dobbiamo per\u00f2&#8230; una forte ripresa sul piano politico e culturale della grande tradizione autonomistica che sta nelle nostre radici e di cui troppo spesso ci dimentichiamo. Di un autonomismo che \u00e8 il nostro non \u00e8 il loro e non dobbiamo accettare lezioni dal loro, perch\u00e9 alla fine gli asili nido li abbiamo inventati noi, \u00e8 bene ricordarcelo. Noi per\u00f2 non possiamo essere un partito dell&#8217;autonomia dei territori, se ci limitiamo a fare proposte normative, dobbiamo fare proposte normative ma dobbiamo approfondire e rilanciare la nostra cultura autonomistica nel merito, nei contenuti e\u00a0 dobbiamo darci un organizzazione di partito coerente con questo. Ci vogliono tutte e tre queste cose.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;\">Credo alle amministrazioni come leva fondamentale di selezione delle classi dirigenti e perch\u00e9 non manchi un saluto a tutti i nostri amministratori che sono sul fronte, voglio rivolgermi ai nostri amministratori aquilani che non lasceremo soli, un impegno terribilmente difficile con un governo che ha sbagliato dal primo giorno il rapporto con loro. Altro che G8. io spero di avere possibilit\u00e0 di sviluppare anche in altre sedi qualche altro target di politica riformista con un paio di punti che non voglio banalizzare qui in tre righe. Sui quali vorr\u00f2 organizzare due appuntamenti specifici il primo riguarda il salto di rango di tutta la filiera della conoscenza, non vado nel dettaglio, faremo un&#8217;iniziativa politica, il secondo punto che non voglio banalizzare \u00e8 il grande tema della politiche industriali del loro collegamento con la conoscenza e nel loro collegamento col grande tema ambientale. Che la nuova grande frontiera di innovazione industriale, di qualificazione dei consumi e di miglioramento della qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;\">Sulla piccola impresa per\u00f2, parlando di innovazione, di politiche industriali, voglio dire solo un paio di cose: noi dobbiamo veramente fare qualcosa di visibile, di concreto su un paio di punti: 1) alleggerire le imprese dal peso della rendita finanziaria immobiliare, l&#8217;altro \u00e8 cercare\u00a0 nuovi sistemi di relazioni e una partecipazione pi\u00f9 attiva del lavoratore alla vita dell&#8217;impresa e bisogna anche, lasciatemelo dire cos\u00ec, bisogna che noi superiamo una barriera mentale che c&#8217;\u00e8 fra noi e la piccola impresa. Bisogna che ci diciamo e diciamo molto semplicemente che un imprenditore privato, cooperativo, artigiano, commerciante che sta nelle regole fa pienamente parte del nostro progetto, \u00e8 il protagonista del nostro progetto. Mi ha colpito, perch\u00e9 sono figlio di artigiani anche io, la vicenda di quel artigiano di Treviso, che angosciato dalla crisi, per la preoccupazione di dover licenziare delle persone con cui aveva lavorato per\u00a0 decenni, si \u00e8 ucciso, si \u00e8 tolto la vita, io voglio inchinarmi a lui come a tutti i morti sul lavoro.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;\">Vorrei infine che fosse convocata dal nostro partito una grande conferenza sulla riforma della pubblica amministrazione, un tema su cui noi dobbiamo superare tarli sulla nostra cultura di governo. Noi abbiamo bisogno del buon nome della pubblica amministrazione per le nostre politiche che richiedono spesso l&#8217;intermediazione della pubblica amministrazione, urbanistica, gli altri per le loro politiche hanno invece l&#8217;interesse al cattivo nome della pubblica amministrazione per le loro politiche deregolative e quindi loro non ci risolveranno il problema infatti ogni loro riforma cosiddetta non va oltre un richiamo all&#8217;ordine. E c&#8217;\u00e8 sempre un insulto che noi rifiutiamo. Riformare non \u00e8 questo ma dobbiamo saperlo anche noi cosa vuole dire riformare la pubblica amministrazione, vuol dire fare quello che si fa normalmente con le politiche industriali e cio\u00e8 avere meccanismi permanenti per adeguare le missioni in ogni area dell&#8217;aministrazione, avere strumenti che rendono praticabili le conversioni organizzative, per adeguare via via\u00a0 la pubblica amministrazione al mondo che cambia e tocca noi tutto questo gli altri non lo faranno e scaricheranno sempre su di noi l&#8217;efficienza o il cattivo nome della pubblica amministrazione. Naturalmente avanzare una piattaforma, la parola non funziona, apriamo un concorso . dire qualche cosa per l&#8217;Italia significa aprire il dialogo con le organizzazioni sociali. Io credo profondamente ai rapporti con i corpi intermedi e sono quasi un cultore della sussidiariet\u00e0 e sento di dover dire anche qui che ilmondo del laovor in un passaggio cos\u00ec difficile hanno bisogno che il sindacato ritrovi la strada della convergenza. Ma so anche qual \u00e8 la responsabilit\u00e0 nostra, di un partito politico, una responsabilit\u00e0 che non abbiamo sempre esercitato in questi venti mesi, tocca alla politica &#8230; csa \u00e8 un idea di societ\u00e0. L&#8217;organizzazione sociali, i blocchi intermedi vogliono fare il loro mestiere e gradiscono che tu faccia il tuo, discutendo con loro certo, ma sapendo anche dove possono trovare, in modo che ciascuno possa praticare la propria autonomia. Diamoci il progetto, diamoci un idea di societ\u00e0, ci risulter\u00e0 pi\u00f9 facile allargare il confronto con tutte le forze sociali. E proprio qui parlando di riforme, di contenuti, di innovazione vorrei mettere l&#8217;unica considerazione personale in questo discorso. Io vedo bene che da molti lati si cerca di mettere una patina di grigio sulla mia candidatura, io voglio dire semplicemente questo che da quando comincia, dove dire molto giovane girando per i paesi di montagna a far politica &#8230;. tantissime responsabilit\u00e0. Credo per\u00f2 di poter dire che\u00a0 mi sono sempre preso la briga di voler cambiare qualcosa . non ho mai lasciato le cose come le ho trovate. Si pu\u00f2 controllare e non le ho mai lasciate come le ho trovate per due semplici motivi uno addirittura banalissimo, ho sempre pensato che la terra gira tutti i giorni, tutti i giorni devi cambiare qualcosa e il secondo motivo \u00e8 questo mondo qua, questa societ\u00e0 cos\u00ec com&#8217;\u00e8 non mi piace del tutto. E quindi questa famosa innovazione vorrei capire ne parliamo a chiacchiere, allora io non vorrei partecipare, se ne parliamo a fatti io credo di avere qualcosa da dire.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;\">Arriviamo ai nostri compiti politici. Io immagino le prospettive dell&#8217;italia nello sviluppo di una politica estera di pace, di cooperazione, di corresponsabilit\u00e0 multilaterali, di rafforzamento, di riforma delle istituzioni internazionali, di una vera operazione europea, di una forte soggettivit\u00e0 dell&#8217;Europa, nella regolazione degli istituzioni dell&#8217;era della globalizzazione, di un suo protagonismo nella politica internazionale a cominciare dalle aree che sono a noi pi\u00f9 vicine, balcani, medio Oriente, iran insanguinato preda di un nazionalismo aggressivo, una politica estera secondo l&#8217;asse fondamentale di quella che \u00e8 stata la politica estera di centrosinistra che \u00e8 riuscita a ridare ruolo, funzione, dignit\u00e0 alla nostra presenza nel mondo. Una funzione e dignit\u00e0 che oggi sono dispersi in una politica estera da rotocalco e io su questo, siccome so che sono in sala, dei rappresentanti del PD degli italiani all&#8217;estero, mandiamo un applauso a questi nostri che quel che devono sentirsi tutti i giorni in Europa.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;\">Il ciclo politico mondiale \u00e8 segnato ancora\u00a0 dall&#8217;evoluzione della crisi, dalla nuove dinamiche della globalizzazione, in tutti questi anni la destra si \u00e8 mostrata spesso capace di cogliere i frutti di queste dinamiche, di cogliere i frutti politici sia dal lato della deregolazione, del liberismo, sia\u00a0 dal lato delle paure che la deregolazione suscitava, quindi la destra \u00e8 riuscita a fare un po\u2019 tutte le parti in commedia. Adesso in molte parti del mondo a cominciare dagli Stati Uniti le forze progressiste si mostrano capaci di indicare una prospettiva nuova in Europa le forze progressiste e di sinistra nella tradizione socialdemocratica appaiono diciamolo pure fermi sulle carte, sono da tempo colpiti dalla crisi del compromesso sociale , che \u00e8 stato il luogo politico per eccellenza della costruzione, formazione di queste socialdemocrazie, un compromesso sociale che \u00e8 risultato affaticato dei suoi limiti interni. Ha faticato da orizzonti esclusivamente nazionali, questo \u00e8 stato un limiti enorme e scosso anche dall&#8217;afflusso della globalizzazione che ci ha portati in caso degli effetti&#8230; sui salari, sui diritti, sulla fiscalit\u00e0 e queste forze non sono apparse in grado di indicare una prospettiva per l&#8217;Europa. A volte dimostrando staticit\u00e0 e a volte anche un qualche smarrimento dell&#8217;autonomia politica e culturale. D&#8217;altra parte la destra anche nelle recenti elezioni europee ha maturato consensi ma in modo spesso frammentato, imprigionato in formule repressive, a me pare che da tutto questo in sostanza derivi una perdita di orizzonte delle politiche europee come tratto fondamentale in questa fase, \u00e8 un&#8217;assenza di direzione di marcia. Come dicevo per\u00f2 c&#8217;\u00e8 un aggiustamento incombente degli equilibri economici sociali fondamentali nelle diverse aree del mondo e questo lascia aperta la strada, durante e dopo la crisi, a sbocchi politici di diverso segno. Io lo ripeto non c&#8217;\u00e8 dubbio che l&#8217;affacciarsi di nuove livelli di regolazione e di un ruolo della politica nel determinare compatibilit\u00e0 sociali e ambientali della crescita questo affacciarsi offre il terreno per una fase nuova di elaborazione, di iniziativa delle forze democratiche di sinistra europee. Una possibile riscossa alla quale i democratici italiani devono contribuire a partire dalla nostra situazione nazionale. Nella dimensione italiana la fase che si \u00e8 aperta negli anni &#8217;80 cosa ha determinato? Ha determinato una riorganizzazione della politica, prima segnato da condizionamento, ormai estenuati dalla logica dei blocchi, dal vuoto lasciato dal muro, e l\u00ec dall&#8217;impronta di antipolitica con cui quel vuoto si \u00e8 andato via via chiudendo. Noi abbiamo avuto una fase di consolidamento bipolare che bisogna riaffermare ma che ritengo stabilizzate nella sua essenzialit\u00e0 e tuttavia irrisolta nella sua forma. Noi abbiamo vissuto un periodo nel quale Berlusconi ha riorganizzato e reso utilizzabile per il governo del paese tutto il campo del centro-destra. Questa \u00e8 stata la grande novit\u00e0. Una fase nella quale il centrosinistra contese il governo del paese non senza grandi risultati a cominciare dall&#8217;Euro ma senza trovare ancora una vera organizzazione nonostante la grande intuizione dell&#8217;Ulivo di Romano Prodi che voglio salutare da qui. Nonostante la grande intuizione dell&#8217;Ulivo e nonostante la nascita del PD. Nessuno tra l&#8217;altro \u00e8 riuscito a sfondare elettoralmente nel campo altrui, incursioni s\u00ec sfondamenti no. Nel nostro paese esistono le potenzialit\u00e0 del ricambio ma c&#8217;\u00e8 ancora la presa di una leadership conservatrice con dei tratti fortemente ideologici. Questa leadership mostra con evidenza di mettere il consenso davanti alle regole. Di utilizzare il governo per accumulare consenso piuttosto che utilizzare il consenso per conseguire risultai veri di governo misurabili, utili alla riscossa del paese. E quindi si rendono via via pi\u00f9 evidenti sia i rischi di deformazione della nostra democrazia in senso populista, sia di contraddizioni che le leadership conservatrici apre per\u00f2 nei suoi rapporti col paese, non possiamo sottovalutare che le ultime elezioni hanno comunque segnato una battuta d&#8217;arresto della spinta propulsiva di berlusconi. Quindi bisogna determinare con maggiore chiarezza di quanto non sia avvenuto fin qui il compito politico del PD. Per me questo compito si presenta con 3 aspetti intimamente connessi. Profilare meglio la nostra identit\u00e0, il nostro progetto, tenere aperto il cantiere del partito, contribuire con efficacia dell&#8217;organizzazione del campo del centrosinistra. Sono convinto che un profilo pi\u00f9 leggibile nostro, un&#8217;idea pi\u00f9 chiara di partito, potranno aiutarci nei mesi successivi al congresso e sulla\u00a0 base di vincoli programmatici abbiamo gi\u00e0 dato a questo proposito, lo sappiamo, La possibilit\u00e0 di riaprire un percorso di convergenza con formazione ambientaliste di sinistra e civiche che non hanno fino ad oggi partecipato alla costruzione del PD. L&#8217;originale ispirazione dell&#8217;Ulivo non pu\u00f2 essere rimossa di vivere solo in una chiave evocativa perch\u00e9 non \u00e8 infatti esaurita la questione sostanziale dell&#8217;incontro fra le cultura, le esperienze politiche delle forze progressiste ancora oggi divise. \u00a0E tuttavia questo non pu\u00f2 essere un compito esaustivo. Si deve accompagnare all&#8217;esigenza di riconoscere l&#8217;autonomia e la responsabilit\u00e0 di altre forze del centrosinistra e delle opposizioni e di tracciare i primi passi politici per una riorganizzazione del campo dell&#8217;alternativa, da soli non si pu\u00f2 fare nulla. La vocazione maggioritaria del Pd non pu\u00f2 lasciare &#8230;&#8230;. va interpretato\u00a0 invece come capacit\u00e0 di tentare un progetto aggregante di governo del paese e come responsabilit\u00e0 primaria nella costruzione di alleanze per una prospettiva politica di alternativa. Io credo che il quadro di alleanze non sar\u00e0 predefinito dal nostro congresso, deriver\u00e0 da un percorso politico e programmatico. E il primo grande ambito nel quale delimitare proposte nel confronto \u00e8 quello della democrazia, istituzioni, regole, meccanismi elettorali. La curvatura populista quando non plebiscitaria con cui Berlusconi sta caratterizzando la destra italiana dov&#8217;\u00e8 che prende consistenza? Prende consistenza oltre che nei meccanismi impari di comunicazione, in una ibridazione di fatto fra modello presidenziale e modello parlamentare, una sorta di continuum fra Governo e Parlamento che la legge elettorale attuale ha reso agevole. Qui c&#8217;\u00e8 una pericolosa deriva che va interrotta. Sia con una moderna legislazione antitrust nel campo della comunicazione sia con una coerente riforma istituzionale e elettorale. Ora, per un paese a democrazia matura la scelta non pu\u00f2 che essere fra struttura parlamentare o struttura presidenziale, ciascuno col suo contrappeso. Tenendo conto delle caratteristiche nostre, del sistema \u00a0politico italiano, della nostra tradizione noi scegliamo un modello parlamentare rafforzato e razionalizzato. E questo comporta, secondo proposte gi\u00e0 avanzate in sede parlamentare, un irrobustimento dei poteri dell&#8217;esecutivo e del Premier, un irrobustimento delle forme di controllo del parlamento anche rivisitando i regolamenti. E la legge elettorale dovr\u00e0 essere coerente con la forma di governo, dovr\u00e0 evitare quindi ogni ritorno al proporzionalismo puro e perseguire un buon equilibrio fra rappresentanza, stabilit\u00e0, governabilit\u00e0 muovendosi nell&#8217;ambito di un bipolarismo nel quale l&#8217;elettore pretende di avere visibilit\u00e0 del quadro di alleanze e della loro stabilit\u00e0. Questo equilibrio si pu\u00f2 ottenere attraverso sistemi di varia natura. Ma il problema \u00e8 questo, la misura di questo equilibrio. Dovr\u00e0 essere ricercato dialogando con tutte le forze politiche e parlamentari interessato a opporsi ai rischi di deformazione della democrazia insito nel modello della destra. E quello che \u00e8 essenziale per noi \u00e8 la valorizzazione massima del rapporto fra eletto ed elettore, un rapporto che \u00e8 devastato dall&#8217;attuale legge elettorale e che pu\u00f2 essere ristabilito affermando in particolare attraverso i collegi territoriali e quindi siamo interessati a ricercare per le vie parlamentari un percorso di riforma delle istituzioni, della legge elettorale, del regolamenti e contribuiremo a questo percorso promuovendo un confronto con le forze di opposizione dentro e fuori il parlamento. E a questo grande ambito della democrazia noi dobbiamo affiancare anche la ricerca di una convergenza politica e programmatica sui temi economici e sociali. Perch\u00e9 l&#8217;esigenza di proporre soluzioni sulle \u00a0concrete condizioni di vita dei cittadini \u00e8 percepita ampiamente oggi e quindi il PD promuove la centralit\u00e0 di questo impegno e chiede a tutte le forze di opposizione un confronto di iniziative comune a partire dalle questioni cruciali della crisi. Qui c&#8217;\u00e8 un punto importante,credo che il PD deve esprimere la cifra della sua opposizione alla destra saldando la questione democratica alle\u00a0 questioni economiche e sociali. Perch\u00e9 privilegiando nella battaglia di opposizione un solo aspetto della crisi italiana si rischia di assumere un ruolo minoritario o spesso di denuncia impotente. L&#8217;opposizione che serve \u00e8 quella che caratterizzandosi con nettezza e senza ambiguit\u00e0 lascia intravedere la costruzione progressiva di una nuova prospettiva di governo. Sia dal lato dei contenuti sia dal lato dell&#8217;alternativa e gi\u00e0 le prossime elezioni regionali si dovranno sperimentare su basi programmatiche, larghi schieramenti di centro-sinistra alternative, alleanze democratiche di progresso, alternative alla destra.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;\">Le cose che ho detto fin qui sono la linea non sono naturalmente la bibbia. Io intendo mettere le cose che ho detto e altre in un circuito che consente di raccogliere lungo tutto il percorso congressuale, i contributi, di affinamenti, arricchimenti. Sia nei circuito del partito, sia nella rete perch\u00e9 su un asse coerente si devono arricchire questi contenuti, si devono aggiornare. Credo che abbiamo il tempo in questa lunga vicenda, anche un po\u2019 faragginosa, di arrivare ad una partecipazione attiva di tantissima gente. Cos\u00ec come faremo anche sulla parte del partito. La questione che ci si \u00e8 posta nei mesi scorsi secondo me non \u00e8 se essere un partito vecchio o un partito nuovo ma se essere o no un partito. Se essere o no un associazione volontaria che avendo una ragione sociale si da un organizzazione, un radicamento dei luoghi di discussione di politica effettiva, di partecipazione efficace degli aderenti nonch\u00e9 una disciplina liberamente accettata e condivisa. Tutto questo non pu\u00f2 essere risolto semplicemente ovviandolo con meccanismi di leadership mediatica o comunicativa n\u00e9 con meccanismi che garantiscono il semplice assorbimento della societ\u00e0 cos\u00ec come essa si presenta. Il mancato chiarimento di questi punti fondamentali ha fortemente indebolito il nostro progetto, disperdendo energie, incentivando frammentazioni, provocando delusioni, sia fra chi immaginava delle forme di condivisione di militanza pi\u00f9 tradizionale sia da chi si attendeva una forte innovazione che comunque garantisce una partecipazione politica. E quindi io dico che \u00e8 urgente correggere la costituzione formale, materiale del PD, innanzitutto prendendo sul serio il nome che ci siamo dati. Io propongo concretamente e precisamente queste essenziali direzioni di cambiamento. Il PD \u00e8 un partito di iscritti e di elettori, la sovranit\u00e0 appartiene agli iscritti che sulla base di regole la delegano in determinate occasioni agli elettori, quindi agli iscritti sono riconosciuti una serie di diritti fondamentali anche con strumenti incisivi come i referendum degli iscritti e il radicamento organizzativo sul territorio \u00e8 la condizione effettiva di una apertura efficace agli elettori non \u00e8 in contraddizione. Si sono dette sciocchezze a questo proposito io ribadisco il valore democratico delle primarie tra gli elettori per le scelte dei candidati alle cariche monocratiche, sindaci, presidenti di province e regioni e presidente del consiglio e aggiungo che le primarie non possono essere semplicemente una procedura elettorale ma \u00e8 un occasione per costruire forme anche parziali di partecipazione, di coinvolgimento, di relazione organizzata fra partito e elettore aggiungo anche che le primarie dovranno svolgersi nell&#8217;ambito\u00a0 delle coalizioni di cui il PD fa parte perch\u00e9 la scelta delle candidature rappresentative del PD nelle primarie deve essere determinato con metodo democratico dagli iscritti e dagli organismi del PD. Il PD \u00e8 un partito nazionale organizzato su base federale. Adesso qui per\u00f2 bisogna che ci capiamo che cosa vuol dire. Ha radici nel territorio, seleziona il territorio le sue classi dirigenti ecco attribuisce e garantisce a scala territoriale le fondamentali risorse. Il finanziamento derivato \u00a0da rimborsi elettorali per le regionali, risorse del tesseramento, delle feste, contributi ad amministratori dovranno essere destinate ai circoli e alle organizzazione regionali e provinciali. \u00a0E una parte del finanziamento elettorale nazionale e europeo dovr\u00e0 essere destinato a progetti di radicamento del partito nella societ\u00e0 laddove siamo pi\u00f9 deboli. Aggiungo anche che la rappresentanza politica dovr\u00e0 tenere conto secondo me della dimensione territoriale. Quindi nel rispetto del pluralismo congressuale ogni organo dirigente da quello provinciale a quello nazionale per la met\u00e0 per me deve essere formato designati dai livelli sottostanti e gli organismi dirigenti dovranno avere una dimensione numerica tale da consentire un effettiva discussione politica e delle deliberazioni consapevoli, perch\u00e9 quando si \u00e8 in troppi nessuno decide nulla e poi si decide in tre fuori dalla porta. Dobbiamo fissare, noi, che qualunque sia il sistema elettorale del parlamento nazionale la grande maggioranza delle candidate e dei candidati dovr\u00e0 essere determinato dai livelli territoriali con metodo democratico. Se facciamo cos\u00ec allora io ci credo davvero, che lo scorrimento fra esperienze territoriali e nazionali sar\u00e0 il meccanismo\u00a0\u00a0 fisiologico con cui procedere alla selezione delle classi dirigenti e al loro rinnovamento anche generazionale, se no non ci si riesce. Il PD per definizione \u00e8 pluralista, il pluralismo deriva dai confronti congressuali, il partito persegue la parit\u00e0 di genere, aggiungo, il pluralismo si esercita in forme tali da garantire l&#8217;espressione univoca delle posizioni del partito. E ci\u00f2 significa, fatti salvi, la pi\u00f9 ampia libert\u00e0 di espressione la pi\u00f9 ampia partecipazione ai dibattiti interni al partito , l&#8217;accettazione del principio di maggioranza e del vincolo alla posizione comune nelle sedi istituzionali. Le eccezioni a questo principio, perch\u00e9 sicuramente ci sono delle eccezioni, devono essere espressamente previste \u00a0da un organismo di garanzia di ramo statutario. Io poi credo che il partito sia anche un associazione culturale che promuove cultura politica che si alimenta nella ricerca e nel dibattito critico. Quindi il partito deve produrre una lettura critica della societ\u00e0, vivere un rapporto attivo che le forze intellettuali non possiamo spendere tutti i soldi che abbiamo in comunicazione bisogna che li spendiamo un po\u2019 anche in analisi, in ricerca, in aggiornamento culturale. Abbiamo risorse enormi in giro, organizzate in associazioni, fondazioni con cui abbiamo un rapporto, vastissimi mondi possiamo mettere in movimento. E poi io dico anche che il partito \u00e8 una comunit\u00e0 di persone che deve produrre una socializzazione e quindi le iniziativa a dimensione popolare, le feste sono una parte costitutiva dell&#8217;attivit\u00e0 di partito. E non vedo per quale deviazione mentale la promozione dell&#8217;uso di tecnologia di nuovi strumenti dovrebbe contraddire questo assunto. Il PD si deve dare forme organizzate, flessibili, temporanei, permanente , associative, per garantire rapporti con le organizzazioni sociali del lavoro, delle imprese, dei consumatori, del volontariato il partito deve organizzare una rete comunicativa dal basso verso l&#8217;alto. Ogni sede deve essere un nodo della grande rete online\u00a0\u00a0 del partito. Il partito deve avere massima cura ad ogni livello della sua autonomia politica. Ad ogni livello si devono determinare le condizioni di questa autonomia che a volte sono condizioni di tipo anche materiale e organizzative. Ad ogni livello il ruolo di direzione del partito, di leadership istituzionali devono essere tenuti distinti e non deve in premessa esistere automatismo fra ruoli di direzione del partito e candidature a compiti istituzionali. Sulla base di queste essenziali indicazioni, per\u00f2 credo abbastanza precise, altre ne potrei introdurre, io dico che si deve procedere con immediatezza alle modifiche dello statuto, alla revisione degli assetti organizzativi, dell&#8217;attribuzione delle risorse finanziarie. Quando mi capit\u00f2, 20 mesi fa, di definire il partito liquido il rischio che avevamo davanti mi \u00a0si volle descrivere come un partitista vecchio stile pronto a fare la riedizione del primato del partito, era esattamente il contrario, forse ora lo si pu\u00f2 capire meglio, un partito non \u00e8 mai un fine \u00e8 un mezzo, \u00e8 uno strumento per promuovere cambiamenti utili alla vita collettiva e come avviene per ogni associazione, la nostra ragione sociale \u00e8 fuori di noi, \u00e8 il paese, e se vogliamo essere utili al paese dobbiamo essere un partito che funziona che crea solidariet\u00e0 e appartenenza e che traduce la partecipazione in iniziativa esterna senza farla girare su se stessa. Questo \u00e8 molto semplicemente quello che penso e quello su cui voglio confrontarmi.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;\">Ho cercato di metterci poca retorica e un po\u2019 di chiarezza, spero di esserci riuscito. Dicevo all&#8217;inizio che in questo momento serve la testa, concludendo voglio dirvi per\u00f2 che ci vuole anche il cuore ma il cuore non deve battere tanto per il leader o per il partito, mentre guardiamo avanti ricordiamoci per un attimo non solo delle responsabilit\u00e0 enormi che abbiamo davanti nel futuro ma anche di quelle che abbiamo rispetto al passato. 150 anni nei quali\u00a0 tanta gente pronunciando le nostre stesse parole le ha pagate ad un prezzo ben pi\u00f9 alto del nostro. Io dico che se andassimo nel futuro\u00a0 senza sentire questo legame saremmo come astronauti persi nello spazio. Il cuore deve battere soprattutto per l&#8217;antica e modernissima idea che questo mondo e questo paese possono essere \u00a0\u00a0\u00a0davvero, concretamente, un po\u2019 pi\u00f9 umani e un po\u2019 pi\u00f9 giusti. Io dico chi ci crede \u00e8 giovane ed \u00e8 vecchio chi non ci crede pi\u00f9.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>QUALCHE VOLTA IL CONFRONTO TRA IL TESTO SCRITTO E LO SVOLGIMENTO ORALE DEL DISCORSO DI UN POLITICO RIVELA QUALCHE SFUMATURA INTERESSANTE SU CIO&#8217; CHE VERAMENTE PENSA L&#8217;ORATORE: QUESTA TRASCRIZIONE OFFRE AI LETTORI LA POSSIBILITA&#8217; DI &#8220;SENTIRE&#8221; DIRETTAMENTE QUELLO CHE BERSANI HA DETTO ALL&#8217;AMBRA IOVINELLI Trascrizione del discorso effettivamente svolto da Pierluigi Bersani a Roma il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-4271","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4271","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4271"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4271\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4271"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4271"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4271"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}