
{"id":43356,"date":"2017-01-10T17:55:40","date_gmt":"2017-01-10T16:55:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43356"},"modified":"2017-01-15T18:13:49","modified_gmt":"2017-01-15T17:13:49","slug":"a-testa-bassa-contro-la-riforma-del-lavoro-la-storia-si-ripete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43356","title":{"rendered":"A TESTA BASSA CONTRO LA RIFORMA DEL LAVORO: LA STORIA SI RIPETE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #800000;\">GI\u00c0 NEGLI ANNI &#8217;90 CONTRO LA LIBERALIZZAZIONE DEI SERVIZI AL MERCATO DEL LAVORO, POI NEGLI ANNI 2000 CONTRO LA LEGGE BIAGI, UNA PARTE DELLA SINISTRA POLITICA E SINDACALE SI \u00c8 SCAGLIATA A TESTA BASSA, SALVO POI DIMENTICARE DEL TUTTO QUELLE BATTAGLIE DOPO AVERLE DEFINITIVAMENTE PERSE &#8211; OGGI LA STORIA SI RIPETE<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo pubblicato sul<\/em> Sole 24 Ore <em>il 10 gennaio 2017 &#8211; In argomento v. anche<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43253\" target=\"_blank\">Referendum sul Jobs Act: un&#8217;arma impropria<\/a><em>, pubblicato su<\/em> lavoce.info <em>il 22 dicembre 2016, e i numerosi altri interventi e documenti reperibili nella <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?cat=9\" target=\"_blank\">sezione <\/a><\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?cat=9\" target=\"_blank\">Lavoro<\/a> <em>di questo sito\u00a0\u00a0 <\/em><br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-43365\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/LEGGI-TREU-E-BIAGI.jpg\" alt=\"LEGGI TREU E BIAGI\" width=\"275\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/LEGGI-TREU-E-BIAGI.jpg 275w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/LEGGI-TREU-E-BIAGI-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/>Vent\u2019anni fa Il nostro Paese \u00e8 arrivato, ultimo in Europa, con due leggi del \u201997 varate da un governo di centrosinistra, a liberarsi dal totem del monopolio statale dei servizi di collocamento e dal tab\u00f9 che vietava drasticamente il servizio di fornitura di lavoro regolare tramite agenzia. Le forze politiche e sindacali che si proponevano di impedire a ogni costo quella riforma gridarono alla \u201cliberalizzazione selvaggia del mercato del lavoro\u201d e al \u201ccaporalato legalizzato\u201d; ma oggi, a due decenni di distanza, non c\u2019\u00e8 uno solo dei feroci oppositori di allora che si azzardi a proporre il ritorno al monopolio statale del collocamento; e sono gli stessi oppositori di allora, nella loro battaglia odierna contro i buoni-lavoro, a indicare come alternativa virtuosa proprio il lavoro temporaneo tramite agenzia che allora demonizzarono.<\/p>\n<p>Sei anni dopo, nel 2003, la nostra legislazione ha fatto un ulteriore passo in perfetta continuit\u00e0 sostanziale rispetto a quello compiuto nel \u201997, con una legge \u2013 varata questa volta da un governo di centrodestra \u2013 che mirava tra l\u2019altro a combattere il lavoro nero introducendo nel nostro ordinamento per le prestazioni di lavoro accessorio i buoni-lavoro, gi\u00e0 ampiamente sperimentati con successo nel decennio precedente in Francia, in Belgio e in Olanda; e a conciliare la tutela dei lavoratori con l\u2019interesse alla massima occupazione nel settore dell\u2019appalto di servizi, attribuendo alla contrattazione collettiva maggiori poteri in questo campo. Contro quella legge, demonizzata allora anch\u2019essa come \u201cliberalizzazione selvaggia\u201d del mercato del lavoro, venne scatenata una campagna furibonda; ma i suoi contenuti sono passati sostanzialmente indenni attraverso tre lustri nei quali ai governi di centrodestra si sono alternati diversi governi di centrosinistra.<\/p>\n<p>Due anni fa, con la riforma del 2015, \u00e8 stato compiuto un terzo passo, sempre in sostanziale continuit\u00e0 con quelli del \u201997 e del 2003, nella direzione dell\u2019allineamento del nostro ordinamento ai migliori modelli del centro e nord-Europa; un passo che ha contribuito in modo decisivo a ridare al nostro Paese attrattivit\u00e0 per gli investitori e credibilit\u00e0 agli occhi dei nostri partner europei. Senonch\u00e9, prima ancora che di questa riforma possano osservarsi e misurarsi gli effetti si assiste allo stesso copione di quindici e di venti anni fa. L\u2019iniziativa referendaria di cui la Corte costituzionale \u00e8 chiamata domani a decidere l\u2019ammissibilit\u00e0, in perfetta sintonia con un progetto di riforma del nostro diritto del lavoro di iniziativa popolare promosso anch\u2019esso dalla Cgil, mira non soltanto a riportare il nostro ordinamento del lavoro indietro di un quarto di secolo, ma addirittura a introdurre elementi di ingessatura dei rapporti di lavoro sconosciuti anche negli anni \u201970: in particolare, il \u201cs\u00ec\u201d al quesito in materia di licenziamenti, oltre a ripristinare il vecchio articolo 18 dello Statuto dei lavoratori nella sua versione pi\u00f9 <em>hard<\/em>, ne abbasserebbe la soglia di applicazione da 15 a 5 dipendenti.<\/p>\n<p>La speranza \u00e8 che la Corte costituzionale disinneschi, dove possibile, la bomba di cui l\u2019iniziativa referendaria ha acceso la miccia. Il quesito sui licenziamenti \u00e8 vistosamente inammissibile, per la pluralit\u00e0 dei suoi contenuti e soprattutto per la parte di esso che mira non ad abrogare, ma sostanzialmente a introdurre nell\u2019ordinamento la nuova norma circa l\u2019estensione del campo di applicazione dell\u2019articolo 18. Il quesito sui buoni-lavoro presenta un aspetto di irragionevolezza altrettanto evidente: tutti, compresi i sindacati di settore della Cgil, sanno che c\u2019\u00e8 una infinit\u00e0 di prestazioni occasionali per le quali non \u00e8 ragionevole esigere dal datore di lavoro di aprire una posizione Inps e dotarsi di un libro-paga e matricola; eliminare i buoni-lavoro equivale a condannare tutte queste forme di lavoro a tornare nel sommerso. I 121 milioni di voucher utilizzati nel 2016 equivarrebbero, se si fosse trattato di rapporti a tempo pieno, a circa 60.000 posti di lavoro, in un Paese in cui le ore di lavoro si misurano in miliardi e la forza-lavoro \u00e8 costituita da 23 milioni di persone: chi pu\u00f2 ragionevolmente sostenere che quei 121 milioni di voucher offrono di per s\u00e9 l\u2019evidenza dell\u2019abuso? Abusi, certo, ce ne sono stati; ma tutto sommato marginali rispetto al fenomeno nel suo complesso; individuiamoli e correggiamo la legge in modo da prevenirli. Eliminare i voucher, invece, significherebbe privare di ogni tutela il lavoro occasionale, in spregio all\u2019articolo 35 della Costituzione, che protegge il lavoro \u201cin tutte le sue forme ed applicazioni\u201d.<\/p>\n<p>Quanto al quesito sulla disciplina degli appalti, esso mira alla soppressione di una norma contenuta nella legge Biagi del 2003 che attribuisce al sindacato la facolt\u00e0 \u2013 la facolt\u00e0, si badi bene, non l\u2019obbligo! \u2013 di contrattare \u201cmetodi e procedure di controllo e di verifica della regolarit\u00e0 complessiva degli appalti\u201d, sostituendo una disciplina negoziata a una rigida norma legislativa che regola la materia. Un sindacato che propone questo \u00e8 un sindacato che nega la propria funzione. Stupisce che a farlo sia la confederazione sindacale guidata in passato da Giuseppe Di Vittorio, da Luciano Lama e da Bruno Trentin. E ancor pi\u00f9 che in essa non si levi neppure una voce di dissenso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GI\u00c0 NEGLI ANNI &#8217;90 CONTRO LA LIBERALIZZAZIONE DEI SERVIZI AL MERCATO DEL LAVORO, POI NEGLI ANNI 2000 CONTRO LA LEGGE BIAGI, UNA PARTE DELLA SINISTRA POLITICA E SINDACALE SI \u00c8 SCAGLIATA A TESTA BASSA, SALVO POI DIMENTICARE DEL TUTTO QUELLE BATTAGLIE DOPO AVERLE DEFINITIVAMENTE PERSE &#8211; OGGI LA STORIA SI RIPETE Articolo pubblicato sul Sole [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,9],"tags":[],"class_list":["post-43356","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43356","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=43356"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43356\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=43356"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=43356"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=43356"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}