
{"id":43457,"date":"2017-01-21T15:37:16","date_gmt":"2017-01-21T14:37:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43457"},"modified":"2017-01-27T12:09:45","modified_gmt":"2017-01-27T11:09:45","slug":"gli-elettori-larticolo-27-e-la-giustizia-ago-e-filo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43457","title":{"rendered":"GLI ELETTORI, L&#8217;ARTICOLO 27 E LA GIUSTIZIA &#8220;AGO E FILO&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">PER CONVINCERE L&#8217;OPINIONE PUBBLICA CHE, NELL&#8217;INTERESSE DI TUTTI, \u00c8 MEGLIO LA GIUSTIZIA CHE &#8220;RICUCE&#8221; RISPETTO A QUELLA CHE &#8220;TAGLIA&#8221;, OCCORRE RACCONTARE LE MOLTE STORIE DI SUCCESSO DEL METODO DELL&#8217; &#8220;AGO E FILO&#8221; FIN DALL&#8217;INIZIO, DA QUANDO LA FERITA \u00c8 ANCORA APERTA NELLA VITTIMA E NELL&#8217;ANIMO DI CHI L&#8217;HA COLPITA<br \/>\n<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_43463\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43463\" class=\"wp-image-43463 size-medium\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Padova-2-300x225.jpg\" alt=\"Padova 2\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Padova-2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Padova-2-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Padova-2-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Padova-2.jpg 2016w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-43463\" class=\"wp-caption-text\">Il lungo corridoio di accesso alla palestra del Carcere di Padova dove si \u00e8 svolto il convegno<\/p><\/div>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Il 20 gennaio 2017 nella grande palestra del Carcere di Padova si \u00e8 svolto un convegno promosso dalla rivista<\/em> Ristretti Orizzonti<em>, diretta da Ornella Favero, sul tema del &#8220;fine pena mai&#8221; e degli eccessi nell&#8217;applicazione delle misure di sicurezza previste dagli articoli 4-<\/em>bis<em> e 41-<\/em>bis<em> dell&#8217;ordinamento penitenziario, con la partecipazione di circa 600 persone &#8211; Quello che segue \u00e8 il mio intervento nel corso dell&#8217;incontro, che ha visto anche quelli di numerosi detenuti, di loro parenti, e di altrettanto numerosi studiosi, politici ed esperti della materia, tra i quali il professor Giovanni Maria Flick, l&#8217;ex-pubblico ministero milanese Gherardo Colombo, il direttore dell&#8217;<\/em>Unit\u00e0<em> Sergio Staino, l&#8217;esponente radicale Rita Bernardini, il senatore Luigi Manconi e il sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore &#8211; Questo mio intervento \u00e8 stato ripreso quasi integralmente <strong>su <\/strong><\/em><strong>l&#8217;Unit\u00e0<\/strong><em><strong> del 25 gennaio 2017<\/strong> sotto il titolo<\/em> Le carceri cambiano se cambiano gli italiani<em> &#8211; I link a documenti precedenti in argomento, gi\u00e0 a loro tempo pubblicati su questo sito, sono contenuti nel testo<\/em> <\/span><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Sul <em>Foglio<\/em> di oggi Luigi Ferrajoli, filosofo del diritto ed ex-magistrato, mette il dito su di una piaga che ci riguarda tutti e alla quale dobbiamo prestare molta attenzione, se vogliamo che i temi di questo convegno diventino parte integrante della cultura nazionale. La piaga \u00e8 la divaricazione impressionante tra la realt\u00e0 sociale, nella quale la criminalit\u00e0 \u00e8 fortunatamente in continua diminuzione da almeno dieci anni, e l\u2019immagine del fenomeno diffusa dai <em>media<\/em>, soprattutto dalla televisione, che convince invece l\u2019opinione pubblica di un aumento della criminalit\u00e0, alimentando un senso crescente di insicurezza, di paura. Dal senso di insicurezza e di paura alla parola d\u2019ordine \u201cschiaffarli in galera e gettare la chiave\u201d il passo \u00e8 brevissimo.<\/p>\n<div id=\"attachment_43466\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43466\" class=\"size-medium wp-image-43466\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Padova-5-300x225.jpg\" alt=\"Il convegno nella palestra del Carcere di Padova\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Padova-5-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Padova-5-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Padova-5-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Padova-5.jpg 2016w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-43466\" class=\"wp-caption-text\">Il convegno nella palestra del Carcere di Padova<\/p><\/div>\n<p>Poco fa, mentre parlava Giovanni Maria Flick, ho cercato di sintetizzare il cuore del suo discorso in questo tweet: \u201cPadova: G.M. Flick interviene sul paradosso dell\u2019ergastolo, che la Consulta giudica costituzionale solo in quanto non venga applicato davvero\u201d. La prima risposta che ho ricevuto \u00e8 questa, di uno sconosciuto A.P.: \u201cIo sto con Abele, non con Caino. Dobbiamo pensare alle vittime, non ai criminali\u201d. Dobbiamo prendere atto che oggi la maggior parte della gente ragiona cos\u00ec. E questo si riflette sugli orientamenti di un ceto politico debole, incapace di svolgere autorevolmente un ruolo pedagogico, di guida, nei confronti dei propri elettori. Ne ho avuto la diretta percezione quando due anni fa, dopo l\u2019incontro con la redazione di <em>Ristretti Orizzonti<\/em> proprio in questo carcere, insieme al collega Gianpiero Dalla Zuanna e a diversi altri senatori, scrivemmo una lettera al Presidente del Senato e al Presidente della Commissione Giustizia chiedendo che questa dedicasse un\u2019audizione, nella sede di Palazzo Madama, a un gruppo di condannati all\u2019ergastolo e detenuti in regime di articolo 41-<em>bis<\/em>. Nel presentare quella proposta osservavamo che il Parlamento ascolta tutte le categorie dei cittadini, tutti i segmenti della societ\u00e0 civile: \u00e8 dunque doveroso che esso ascolti anche queste persone, che sono in stato di detenzione nelle condizioni pi\u00f9 dure, che fanno pur sempre parte anch\u2019esse della societ\u00e0 civile. La nostra proposta venne respinta sulla base di questo solo argomento: \u201cLa gente non capirebbe\u201d. Non valse a nulla la nostra replica: \u201cTocca a noi far capire alla gente perch\u00e9 compiamo questo gesto: ce lo impone l\u2019articolo 27 della Costituzione\u201d.<\/p>\n<p>Siamo dunque di fronte a un difetto della politica, che rinuncia a (perch\u00e9 non \u00e8 capace di) orientare l\u2019opinione pubblica in direzione della soluzione migliore dei problemi. Le battaglie di una rivista come <em>Ristretti Orizzonti<\/em> e i convegni come questo hanno il compito di spronare almeno la parte dei politici che su questi temi ha la visione pi\u00f9 avanzata, pi\u00f9 coerente con quel principio costituzionale, a darsi maggiore coraggio e venire allo scoperto.<\/p>\n<div id=\"attachment_43439\" style=\"width: 290px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43439\" class=\"size-full wp-image-43439\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Orlando.jpg\" alt=\"Il ministro della Giustizia Andrea Orlando\" width=\"280\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Orlando.jpg 280w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Orlando-150x96.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/><p id=\"caption-attachment-43439\" class=\"wp-caption-text\">Il ministro della Giustizia Andrea Orlando<\/p><\/div>\n<p>In qualche misura il ministro Andrea Orlando lo ha fatto, l\u2019altro ieri, quando nella sua <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43435\">relazione al Senato sullo stato della Giustizia in Italia<\/a> ha indicato come risultato positivo conseguito e da rafforzare \u201cun nuovo e pi\u00f9 maturo equilibrio del rapporto fra presenze carcerarie ed esecuzione penale esterna, ormai quasi paritario\u201d e \u201cl\u2019ampliamento dei presupposti per l\u2019accesso alle misure alternative, l\u2019introduzione dell\u2019istituto della messa alla prova per gli adulti [\u2026] un sistema di <em>probation<\/em> ampio ed effettivo\u201d, esteso a tutte le pene, senza preclusione per quelle di maggiore durata. Ma credo che si possa chiedere al Governo anche qualche cosa di pi\u00f9. Per esempio, approfitto della presenza a questo tavolo del sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore, di cui ben conosco la grande sensibilit\u00e0 per i temi che ci stanno a cuore, che il Governo colga l\u2019occasione offerta dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38603\">interrogazione presentata esattamente un anno fa in tema di articolo 41-<em>bis<\/em><\/a> per esplicitare in Parlamento le opinioni che su questo tema so essere condivise dallo stesso Gennaro Migliore e dal ministro Andrea Orlando. Quell\u2019interrogazione era nata da <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38420\" target=\"_blank\">un incontro nel carcere di Parma<\/a>, promosso da Ornella Favero, con un gruppo di ergastolani e con alcuni detenuti in regime di 41-<em>bis<\/em>; nel testo, cui <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=39050\" target=\"_blank\">gli stessi detenuti hanno attivamente contribuito<\/a>, denunciavamo che \u201cl\u00e0 dove viene applicato il regime previsto da questa norma dell\u2019ordinamento penitenziario, vengono invariabilmente disposte anche misure che appaiono \u2013 salvo casi particolari \u2013 incongrue rispetto alle esigenze di sicurezza che il regime deve soddisfare; in particolare:<\/p>\n<p>&#8211; la limitazione dell\u2019orario dei colloqui con i familiari della persona detenuta a una sola ora al mese;<\/p>\n<p>&#8211; la regola della rigida invariabilit\u00e0 del giorno e dell\u2019orario fissati dall\u2019amministrazione penitenziaria per il colloquio i familiari, per cui il colloquio salta anche quando questi ultimi abbiano sub\u00ecto un impedimento oggettivo a presenziare al colloquio (per esempio a causa di uno sciopero dei mezzi di trasporto);<\/p>\n<p>&#8211; la regola per cui le conversazioni telefoniche consentite tra la persona detenuta e i familiari possono avvenire soltanto a condizione che questi ultimi si facciano trovare per la chiamata presso un carcere;<\/p>\n<p>&#8211; il divieto di cucinare i propri alimenti in cella;\u201d<\/p>\n<p>e osservavamo che \u201cla previsione legislativa rigida dei contenti della misura, i quali non sono dunque pi\u00f9 modulabili dal ministro a seconda delle circostanze concrete, ha indebitamente introdotto una rigidit\u00e0 del sistema [\u2026]; resta non previsto e non disciplinato il dovere di consentire anche ai detenuti in regime di 41-<em>bis<\/em>, nonostante le limitazioni necessarie, di usufruire di istituti e strumenti per intraprendere e proseguire il percorso rieducativo (cultura, istruzione, assistenza religiosa ove richiesta dalla persona interessata, osservazione e colloqui con gli educatori, contatti con persone esterne adeguatamente selezionate: i colloqui con persone diverse dai familiari sono autorizzati solo in via eccezionale, caso per caso, dalla Direzione); donde un profilo assai rilevante di possibile violazione dell\u2019art. 27, comma 3, della Costituzione\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_43465\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43465\" class=\"wp-image-43465 size-medium\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Padova-4-300x225.jpg\" alt=\"Padova 4\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Padova-4-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Padova-4-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Padova-4-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Padova-4.jpg 2016w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-43465\" class=\"wp-caption-text\">La platea del convegno ha ospitato circa 600 partecipanti<\/p><\/div>\n<p>Chiedo dunque al sottosegretario Gennaro Migliore: perch\u00e9 non fare della risposta a questa interrogazione, i cui contenuti corrispondono perfettamente agli orientamenti emersi l\u2019anno scorso dai lavori degli <em>Stati generali dell\u2019esecuzione penale<\/em> promossi dal suo stesso dicastero, l\u2019occasione per uno <em>statement of policy<\/em> del Governo accuratamente motivato, capace di fornire all\u2019opinione pubblica argomenti convincenti sul punto che nessuno sar\u00e0 meno sicuro in Italia se a un detenuto in regime di 41-<em>bis<\/em> si consentir\u00e0 di cucinarsi in cella i propri alimenti; se gli orari degli incontri con i familiari saranno stabiliti in modo meno rigido; se lo stesso regime verr\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=38843\" target=\"_blank\">applicato in modo pi\u00f9 strettamente correlato alle circostanze<\/a> di ciascuna detenzione; se la permanenza di quelle circostanze sar\u00e0 controllata periodicamente, con la dovuta frequenza, da un organo competente capace di verificarle <em>in loco<\/em>, e non da centinaia di chilometri di distanza; se si terr\u00e0 conto delle situazioni nelle quali il detenuto \u00e8 realmente recuperato alla convivenza civile, anche se non ha, perch\u00e9 non pu\u00f2 pi\u00f9 avere, nulla da offrire in termini di informazioni utili alla lotta dello Stato contro la criminalit\u00e0 organizzata.<\/p>\n<p>Dunque, la politica deve fare la sua parte. Ed \u00e8 giusto criticarne la debolezza e i ritardi. Ma credo che anche la parte di societ\u00e0 civile mobilitata su questo tema, e prima fra tutti la redazione di <em>Ristretti Orizzonti<\/em>, possa e debba fare la sua parte fino in fondo. Qui tocco un tema sul quale con la direttrice della Rivista e alcuni detenuti dei carceri di Padova e di Parma ho avuto <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=37976\" target=\"_blank\">un utile dibattito e c&#8217;\u00e8 forse ancora qualche dissenso<\/a>; ma siamo qui per discutere apertamente, non soltanto per cantare a una sola voce.<\/p>\n<p>Fare la propria parte fino in fondo, da parte di voi redattori di <em>Ristretti Orizzonti <\/em>che giustamente denunciate gli eccessi di durata delle pene e l\u2019inutile durezza delle misure di sicurezza nella maggior parte in cui esse sono applicate, significa anche riconoscere che esistono tuttavia alcuni casi in cui esse si giustificano: non come vendetta della societ\u00e0 nei confronti del reo, ma soltanto come misura di prevenzione di nuovi comportamenti criminosi da parte di <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=39448\" target=\"_blank\">detenuti che non hanno rinunciato affatto a ripeterli, che anche dopo venti o trent\u2019anni di detenzione sono pronti a continuare anche dall\u2019interno del carcere<\/a> la loro guerra contro la societ\u00e0 civile; ho vissuto personalmente l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1488\" target=\"_blank\">esperienza di essere bersaglio di minacce provenienti anche da aggressori detenuti da tempo<\/a>. Fare la propria parte fino in fondo significa non limitarsi a denunciare l\u2019eccesso di rigore nell\u2019esecuzione della pena, o la sua eccessiva durata, in tutti i casi in questo eccesso si manifesta, ma spingersi a parlare di tutto il cammino compiuto dalla persona che sta soffrendo di quell\u2019eccesso, fin dall\u2019inizio, fin dal momento in cui ha commesso il crimine per il quale la pena le \u00e8 stata inflitta, proprio per mostrare come la riabilitazione si sia compiutamente realizzata e come proprio la sua riconciliazione con la societ\u00e0 civile costituisca la garanzia di sicurezza migliore per la societ\u00e0 stessa.<\/p>\n<div id=\"attachment_43464\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43464\" class=\"wp-image-43464 size-medium\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Padova-3-300x225.jpg\" alt=\"Padova 3\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Padova-3-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Padova-3-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Padova-3-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Padova-3.jpg 2016w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-43464\" class=\"wp-caption-text\">Padova: un carcere modello, che sa valorizzare l&#8217;opera di tanti professionisti e volontari dedicata alla riabilitazione dei detenuti<\/p><\/div>\n<p>Sostengo questo, perch\u00e9 di fronte a una opinione pubblica che per la maggior parte identifica la Giustizia soltanto con la spada che vendica tagliando, amputando, uccidendo, \u00e8 necessario mostrare i successi della Giustizia che invece opera \u2013 in coerenza con l\u2019articolo 27 della Costituzione \u2013 con l\u2019ago e il filo, che ricuce, che risana. Per questo \u00e8 necessario raccontare non soltanto la sofferenza indebita, incivile, oggi patita dal detenuto gi\u00e0 compiutamente riabilitato, bens\u00ec raccontare tutta la sua storia, il percorso compiuto, il suo ritorno nel novero delle persone nelle quali si pu\u00f2 riporre piena fiducia, quella che i teologi indicano come la sua <em>met\u00e0noia<\/em>, la sua conversione. \u00c8 solo questo il racconto che pu\u00f2 produrre una conversione anche nell\u2019opinione pubblica maggioritaria.<\/p>\n<p>Nel <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=39269\" target=\"_blank\">recensire sul <em>Corriere della Sera <\/em>il bel libro scritto da Carlo Musumeci e Andrea Pugiotto<\/a> contro la pena dell\u2019ergastolo ho sostenuto che parlare anche di questa parte pi\u00f9 antica di ciascuna vicenda individuale \u2013 nel caso di Musumeci, una vicenda di evidente successo della Giustizia \u201cago e filo\u201d \u2013 \u00e8 indispensabile, perch\u00e9 significa andare al nocciolo della vicenda, a quella rinascita della persona che segna il raggiungimento di entrambe le finalit\u00e0 della pena previste dalla Costituzione: il recupero del reo ai valori della convivenza civile e la migliore, pi\u00f9 radicale protezione di altre persone contro il ripetersi del suo comportamento criminale. Certo, residua una terza finalit\u00e0 della pena: la deterrenza, cio\u00e8 il disincentivo efficace e proporzionato contro i possibili comportamenti criminali di altri individui. Ma, anche volendo prescindere dall\u2019assai dubbio effetto deterrente della pena dell\u2019ergastolo, \u00e8 evidente l\u2019impossibilit\u00e0 logica che l\u2019esecuzione di una pena resti immutabile nel suo contenuto e nel suo rigore quando ben due delle sue tre funzioni siano state pienamente adempiute. Dunque, per l\u2019efficacia della giusta battaglia in difesa del \u201cdiritto a un futuro\u201d del detenuto, \u00e8 essenziale dar conto non soltanto del suo tempo presente, ma anche del suo passato: precisamente dar conto di come nel corso dell\u2019esecuzione della pena si \u00e8 prodotta la sua redenzione. Anche perch\u00e9 il darne conto comporta il riconoscimento \u2013 necessario affinch\u00e9 la battaglia sia vincente \u2013 della funzione positiva che la pena ha svolto, in quella fase passata.<\/p>\n<p>Se non facciamo questo, rischiamo di salvarci la coscienza con discorsi che in questa sala riscuotono un consenso unanime, che possono meritatamente riscuoterlo anche in molti altri circoli ristretti, ma che non riescono a fare breccia nel muro di una opinione pubblica che per la maggior parte rifiuta ancora il principio contenuto nel terzo comma dell&#8217;articolo 27 della Costituzione, resta ancora legata all\u2019idea della Giustizia come dea bendata con la mano sinistra che regge la bilancia e nella destra la spada. Se vogliamo convincere quell\u2019opinione pubblica che per la sicurezza di tutti sono molto pi\u00f9 utili l\u2019ago e il filo che la spada, dobbiamo mostrare non soltanto la ferita rimarginata e guarita, ma anche l\u2019ago e il filo all\u2019opera, fin dal momento in cui la ferita \u00e8 ancora aperta e sanguinante nel corpo della vittima come nell\u2019animo di chi la ha colpita, il processo della ricucitura e il suo successo. E senza avere paura di riconoscere che <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=39448\" target=\"_blank\">in alcuni &#8211; per fortuna pochi &#8211; casi<\/a> quel processo di ricucitura non d\u00e0 l&#8217;esito sperato: ci\u00f2 che non legittima certo, neppure in quei casi, il &#8220;gettare la chiave&#8221;, ma implica la necessit\u00e0 di una maggiore quantit\u00e0 di tempo e di filo di sutura.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PER CONVINCERE L&#8217;OPINIONE PUBBLICA CHE, NELL&#8217;INTERESSE DI TUTTI, \u00c8 MEGLIO LA GIUSTIZIA CHE &#8220;RICUCE&#8221; RISPETTO A QUELLA CHE &#8220;TAGLIA&#8221;, OCCORRE RACCONTARE LE MOLTE STORIE DI SUCCESSO DEL METODO DELL&#8217; &#8220;AGO E FILO&#8221; FIN DALL&#8217;INIZIO, DA QUANDO LA FERITA \u00c8 ANCORA APERTA NELLA VITTIMA E NELL&#8217;ANIMO DI CHI L&#8217;HA COLPITA Il 20 gennaio 2017 nella grande [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,40,25],"tags":[],"class_list":["post-43457","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-giustizia","category-interventi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43457","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=43457"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43457\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=43457"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=43457"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=43457"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}