
{"id":43480,"date":"2017-01-21T23:20:59","date_gmt":"2017-01-21T22:20:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43480"},"modified":"2017-01-22T00:38:58","modified_gmt":"2017-01-21T23:38:58","slug":"sara-difficile-per-trump-cancellare-leredita-di-obama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43480","title":{"rendered":"SAR\u00c0 DIFFICILE PER TRUMP CANCELLARE L&#8217;EREDIT\u00c0 DI OBAMA"},"content":{"rendered":"<p class=\"Corpo\"><span lang=\"FR\"><span style=\"color: #993300;\">IL PRESIDENTE USCENTE HA ADOTTATO SOLUZIONI PER UN RILEVANTE NUMERO DI PROBLEMI PER I QUALI I SUOI AVVERSARI NON AVEVANO RISPOSTE PRATICABILI: SOLUZIONI CHE POSSONO RIVELARSI MOLTO PIU DURATURE DI QUANTO CREDANO GLI AVVERSARI E TEMANO I SUPPORTER<\/span><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Alessandro Maran<\/strong>, vicepresidente del Gruppo dei senatori PD, pubblicato sul sito<\/em> <a href=\"http:\/\/stradeonline.it\">stradeonline.it<\/a><em> il 20 gennaio 2017 &#8211; In argomento v. anche il mio editoriale <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43442\" target=\"_blank\">Sette appunti telegrafici su Donald Trump e noi<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-41935\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/OBAMA.jpg\" alt=\"OBAMA\" width=\"179\" height=\"179\" \/>Barack Obama lascia la Casa Bianca proprio mentre i sondaggi lo incoronano come il politico pi\u00f9 popolare in America e uno dei presidenti pi\u00f9 popolari degli ultimi tempi. La cosa non deve sorprendere. Agli americani mancheranno il decoro ed il modo di fare che Obama e la sua famiglia hanno portato alla Casa Bianca; e mancher\u00e0 loro un oratore appassionato la cui eloquenza rivaleggia con quella di Abramo Lincoln. Il modo con il quale ha difeso i valori fondanti degli Stati Uniti, sostenendo al tempo stesso che quei precetti si dovevano sviluppare per garantire maggiore inclusione, ha colpito gli americani in modo particolare, cos\u00ec come hanno colpito le sue riflessioni nei momenti di lutto nazionale. Ma va detto anche che i risultati ottenuti nel corso dei suoi due mandati, non ultimo l\u2019aver recuperato il Paese da una delle peggiori crisi economiche dalla Grande Depressione, sono stati davvero notevoli. Specie se si considera che, fin dall\u2019inizio, sono stati ferocemente contrastati dai Repubblicani che hanno cercato in tutti i modi di fare in modo che la sua presidenza deludesse le attese.<\/p>\n<p>Obama lo ha ricordato nel <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=41934\" target=\"_blank\">suo discorso d\u2019addio<\/a>: \u00abSe otto anni fa vi avessi detto che l\u2019America avrebbe invertito la grande recessione, rilanciato la nostra industria automobilistica e innescato il pi\u00f9 lungo periodo di creazione di posti di lavoro della nostra storia \u2026 se vi avessi detto che avremmo aperto un nuovo capitolo con il popolo cubano, fermato il programma di nucleare iraniano senza sparare un colpo, eliminato il regista dell\u201911 settembre \u2026 se vi avessi detto che avremmo ottenuto il matrimonio egualitario e assicurato il diritto alle cure sanitarie per altri 20 milioni di nostri concittadini \u2026 se vi avessi detto tutto questo, avreste potuto pensare che avevamo messo l\u2019asticella troppo in alto. Ma questo \u00e8 quel che abbiamo fatto. Questo \u00e8 quel che voi avete fatto. Avete risposto alle speranze delle persone e, grazie a voi, da quasi ogni punto di vista oggi l\u2019America \u00e8 migliore e pi\u00f9 forte di quando abbiamo cominciato\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-43451\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Trump.jpg\" alt=\"Trump\" width=\"206\" height=\"147\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Trump.jpg 266w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Trump-150x107.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/>Molti americani hanno festeggiato l\u2019elezione del primo presidente afro-americano come una tappa fondamentale nella storia di una nazione concepita nella schiavit\u00f9 e afflitta dal razzismo. Tuttavia, il settarismo che Donald Trump ha sfruttato durante la sua campagna presidenziale ha confermato una considerazione che lo stesso Obama ha fatto fin dal suo esordio: limitarsi semplicemente ad eleggere un presidente nero non avrebbe magicamente fugato i pregiudizi che hanno perseguitato il paese fin dalle origini. Anche adesso, questi pregiudizi ostinati, amplificati da una campagna elettorale divisiva che ha fatto appello agli istinti peggiori della gente, rischia di mettere in ombra le politiche intraprese da questo presidente.<\/p>\n<p>Una storia che comincia con l\u2019Inauguration Day nel 2009. Da quando, cio\u00e8, Barack Obama riceve in eredit\u00e0 un&#8217;economia in rovina, che stava perdendo rapidamente posti di lavoro e strappando milioni di persone dalle loro case. Lo stimolo di Obama, che ha evitato un collasso economico simile a quello del 1930, pompando denaro nelle infrastrutture, nei trasporti ed in altre aree, \u00e8 passato in Parlamento senza un solo voto Repubblicano. Il vangelo Repubblicano, si sa, recita che l\u2019intervento pubblico non crea posti di lavoro e non incrementa l\u2019occupazione. Lo stimolo, invece, ha fatto entrambe le cose, mantenendo (o creando) una media di un milione e mezzo di posti di lavoro ogni anno per quattro anni. Un tempestivo investimento nella General Motors e nella Chrysler, entrambe sull\u2019orlo del fallimento durante la recessione, ha ottenuto simili risultati positivi, mantenendo pi\u00f9 di un milione di posti di lavoro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-40185 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/ttip-300x165.jpg\" alt=\"ttip\" width=\"235\" height=\"129\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/ttip-300x165.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/ttip-150x83.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/ttip.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 235px) 100vw, 235px\" \/>Gli avversari di Obama hanno faticato ad accettare che una cosa del genere sia davvero avvenuta. Non hanno compreso la semplice verit\u00e0 (una verit\u00e0 evidente durante il New Deal e altrettanto chiara ora) che un investimento \u00abfederale\u00bb (s\u00ec \u00abfederale\u00bb, cara Unione europea, verrebbe da dire da questa parte dell&#8217;Atlantico) tempestivo e significativo pu\u00f2 fare davvero la differenza nella vita della gente. E non riescono ad accettare che provvedimenti governativi ben concepiti possano fare altrettanto.<\/p>\n<p>Accecati dall\u2019ideologia, i leader Repubblicani adesso sono andati all&#8217;assalto dell&#8217;<em>Affordable Care Act<\/em> del 2010, una legge che ha migliorato il modo in cui negli Stati Uniti vengono assicurate le cure mediche, fornendo a milioni di persone una cura alla portata di tutti e portando la percentuale di americani senza assicurazione al 9%, il livello pi\u00f9 basso mai registrato finora. Nonostante l&#8217;evidente successo del provvedimento, Donald Trump e i leader Repubblicani del Congresso lo hanno descritto come un fiasco, sperando cos\u00ec di giustificarne l&#8217;abrogazione, che priverebbe almeno 22 milioni di persone dell&#8217;assicurazione sanitaria. L&#8217;obiettivo \u00e8 solo quello di cancellare una importantissima eredit\u00e0 di Obama, anche a costo di aumentare i costi e sconvolgere la vita di quanti si ritroveranno di nuovo senza assicurazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-42674\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/ambiente-e-globalizzazione.jpg\" alt=\"ambiente e globalizzazione\" width=\"193\" height=\"184\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/ambiente-e-globalizzazione.jpg 230w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/ambiente-e-globalizzazione-150x143.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/>Senza nessun aiuto da parte del Congresso, Obama ha cercato di fare qualche passo avanti anche su questioni sulle quali nessuno avrebbe scommesso un euro, in particolare in relazione al cambiamento climatico, che sia il presidente americano che il suo segretario di Stato, John Kerry, hanno messo in cima alla lista delle priorit\u00e0. E contro ogni probabilit\u00e0, Obama \u00e8 riuscito a persuadere i cinesi ad unirsi nell\u2019impresa. Il che ha demolito l\u2019argomento di quanti lamentavano che toccasse all\u2019America l&#8217;onere maggiore e ha reso possibile l\u2019accordo di Parigi del dicembre del 2015, nel quale 195 nazioni hanno sottoscritto un piano per ridurre le emissioni che stanno riscaldando l\u2019atmosfera e minacciando il pianeta.<\/p>\n<p>Non tutto \u00e8 andato per il verso giusto, ovviamente. Nonostante i ripetuti appelli che ha rivolto agli americani non \u00e8 riuscito ad eleggere Hillary Clinton, in modo da mettere al sicuro la propria eredit\u00e0. E dopo due mandati, il Partito Democratico non \u00e8 mai stato cos\u00ec debole dal 1920. I Repubblicani ora controllano la presidenza, il Senato, la Camera e buona parte dei governatori e delle assemblee statali. E secondo un commentatore Repubblicano come Peter Wehner, non si pu\u00f2 intendere la presidenza entrante di Trump senza comprendere gli errori di quella uscente di Obama.<\/p>\n<p>Resta il fatto che Barack Obama \u00e8 stato un \u00abtransformational president\u00bb, uno di quei presidenti che hanno contribuito a cambiare il Paese. Alcuni di questi presidenti, come Franklin Roosevelt e Ronald Reagan, hanno lasciato l\u2019incarico ad un successore che ha portato avanti le loro idee. Altri non ce l&#8217;hanno fatta. La popolarit\u00e0 di Lyndon Johnson \u00e8 stata demolita da una guerra disastrosa. Abramo Lincoln \u00e8 stato ucciso ed il suo successore, Andrew Johnson, fu un Democratico del Sud che detestava le idee di Lincoln. E Obama, avendo salvato l\u2019economia americana dalla rovina, rimodellato la sanit\u00e0 e le politiche ambientali e riformato la finanza, lascia l&#8217;incarico ad un uomo che si \u00e8 fatto beffe del suo lavoro, ha messo in discussione perfino la validit\u00e0 della sua cittadinanza ed ha promesso di fare a pezzi tutto.<\/p>\n<p>Conservatori e liberal sono ora entrambi uniti dalla convinzione che Donald Trump canceller\u00e0 l&#8217;intero progetto di Obama in un batter d&#8217;occhio. Ed entrambi si chiedono che cosa sopravviver\u00e0 a Trump. Ma l&#8217;idea che tutto sia destinato a finire nel cestino \u00e8 un po&#8217; troppo sbrigativa. Riflette in parte la convinzione (sbagliata) dei conservatori che Obama abbia contato principalmente su <em>executive order<\/em> facilmente reversibili e l\u2019opinione liberal (altrettanto sbagliata) che il pi\u00f9 delle volte si sia impantanato di fronte all\u2019ostruzionismo repubblicano.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che Obama ha adottato soluzioni ponderate, serie e popolari per un rilevante numero di problemi per i quali i suoi avversari non avevano risposte praticabili. E i cambiamenti (spesso sottovalutati) di Obama si possono rivelare molto pi\u00f9 duraturi di quanto credano nemici (gongolanti) e supporter (disperati). Lo ha documentato Jonathan Chait nel suo bilancio degli anni obamiani. Mi spiego con qualche esempio. Lo stimolo del 2009 comprendeva una detrazione fiscale per i redditi pi\u00f9 bassi, il cui scopo principale \u00e8 stato quello di mettere pi\u00f9 soldi nelle tasche di gente che poteva spenderli subito. La cosa ha funzionato ed ha soddisfatto anche l\u2019obiettivo sociale di lungo termine di rendere il fisco pi\u00f9 progressivo.<\/p>\n<p>Nel 2015 Obama ha raggiunto un accordo con il Congresso Repubblicano per rendere permanenti questi tagli delle imposte. In cambio, avrebbe reso permanenti una serie di sgravi fiscali per il business, sulla carta temporanei, ma che venivano prolungati sistematicamente anno dopo anno. Inoltre, nel 2013, l&#8217;amministrazione ha messo fine ai tagli delle tasse dell\u2019era Bush per i redditi al di sopra dei 450.000 dollari. Il che ha causato il ritorno alle aliquote fiscali pi\u00f9 alte dell&#8217;era Clinton. Col risultato che l&#8217;effetto combinato di tasse pi\u00f9 basse per la classe media ed i poveri, tasse pi\u00f9 alte per i ricchi e servizi sanitari dell&#8217;Obamacare, ha ridotto le entrate per quel 1% che guadagna di pi\u00f9 di oltre il 5% e aumentato il reddito dei pi\u00f9 poveri in media del 27%.<\/p>\n<p>Sin dall\u2019amministrazione Reagan, i Repubblicani hanno speso tutto il loro capitale politico per togliere il fardello fiscale dalle spalle dei ricchi e porlo su quelle di tutti gli altri, ed \u00e8 molto probabile che Trump riproponga un grande taglio fiscale per i pi\u00f9 ricchi. Ma non sar\u00e0 facile per i Repubblicani annullare la riduzione delle imposte per quegli americani che faticano a tirare avanti. E pi\u00f9 si daranno da fare per premiare i ricchi alle spalle dei poveri, pi\u00f9 finiranno per compromettere l&#8217;immagine di Trump come sedicente nemico dell&#8217;\u00e9lite. Gli sforzi per cancellare la politica fiscale di Obama avranno un costo politico enorme.<\/p>\n<p>Certo, Obama aveva sperato che il suo successore avrebbe accelerato anche la rivoluzione dell&#8217;energia pulita che ha avviato. Un progetto ovviamente danneggiato dall&#8217;elezione di un presidente che ritiene che la scienza sul clima sia una bufala dei cinesi e che ha promesso di eliminare tutte le disposizioni federali sull&#8217;inquinamento di gas serra. A differenza di altre posizioni estreme, che infliggeranno un danno immediato a molti americani, l&#8217;opposizione di Trump a qualunque politica per rallentare il cambiamento climatico ha molte probabilit\u00e0 di rimanere in piedi, visto che i suoi effetti si vedranno solo nel lungo periodo. E contenere il cambiamento climatico non comporta soltanto di andare avanti con le politiche di Obama, ma implica la loro espansione e il loro approfondimento.<\/p>\n<p>L&#8217;elezione di Trump ha reso naturalmente pi\u00f9 incerto lo scenario positivo che si intravedeva alla fine del mandato di Obama. E il danno sar\u00e0 probabilmente irreversibile: una volta scongelato, non \u00e8 cos\u00ec facile ricongelare un ghiacciaio. Ma non significa che l&#8217;obiettivo di proteggere il pianeta dai peggiori effetti del travolgente cambiamento climatico sia disperato, o che Trump possa annullare quel che Obama ha realizzato. I conservatori non saranno disposti a pagare una bolletta dell&#8217;elettricit\u00e0 pi\u00f9 cara solo per il privilegio di emettere pi\u00f9 anidride carbonica. E neppure i risultati diplomatici di Obama potranno evaporare.<\/p>\n<p>Nel 2014 ha stipulato un&#8217;intesa bilaterale di ampia portata sul clima con la Cina, gettando le basi per l&#8217;importante accordo siglato l&#8217;anno successivo a Parigi. Trump ha promesso di ritirarsi dall&#8217;intesa, ma \u00e8 verosimile che se anche dovesse farlo, sia troppo tardi per mandarne in fumo i progressi raggiunti. Le citt\u00e0 e gli stati americani (in particolare la California) hanno gi\u00e0 cominciato gli sforzi per ridurre le loro emissioni molto al di l\u00e0 di quel che \u00e8 richiesto da Washington. E anche le centrali elettriche americane hanno gi\u00e0 raggiunto gli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti per il 2024 dall&#8217;accordo di Parigi. Trump pu\u00f2 certo ritardare il ritmo del cambiamento tecnologico e diplomatico che la rivoluzione energetica \u00abverde\u00bb di Obama ha inaugurato (e questo frenata pu\u00f2 avere conseguenze terribili), ma non pu\u00f2 tornare indietro.<\/p>\n<p>E veniamo all&#8217;Obamacare. In sintonia con i sentimenti del suo partito, in campagna elettorale Trump l&#8217;ha definita un disastro. Ma (privatamente) buona parte dei Repubblicani riconosce che la legge non \u00e8 stata affatto un fiasco. Nonostante i loro sabotaggi e la loro resistenza spasmodica, la legge ha ridotto il numero dei non assicurati di 20 milioni, risparmiando addirittura denaro. Il governo federale ha speso, infatti, meno di quanto fosse preventivato prima del passaggio dell&#8217;Obamacare. E questo significa che i Repubblicani impazienti di fare a pezzi la riforma di Obama dovranno tirar via la copertura a milioni di americani che contano su quella legge per la loro assistenza medica (penalizzando, tra l&#8217;altro, medici, ospedali e assicuratori che si guadagnano la pagnotta fornendola). E qui Trump dovr\u00e0 fare i conti con una logica politica molto semplice: \u00e8 facile ostacolare nuovi benefici, ma \u00e8 molto difficile cancellare quelli che ci sono gi\u00e0. In soldoni, il piano Repubblicano per eliminare l&#8217;Obamacare punta a votare l&#8217;abrogazione della legge, ritardarne l&#8217;effettiva abrogazione per parecchio tempo e poi creare un sostituto. \u00abAbrogare e prendere tempo\u00bb, insomma. In teoria sembra facile, ma presenta per i Repubblicani un rischio politico enorme.<\/p>\n<p>Ci sono molti altri elementi dell&#8217;eredit\u00e0 di Obama che saranno difficili o impossibili da cambiare in maniera permanente. Le azioni che ha intrapreso per salvare l&#8217;economia, lo stimolo fiscale, le ristrutturazione bancarie, non possono essere cancellate. Cos\u00ec come le riforme (completamente ignorate) sull&#8217;istruzione. Va da s\u00e8 che qualunque riassetto su larga scala del potere delle risorse nella vita americana (come dovunque) incontra inevitabilmente resistenze, a volte per decenni. Dopo che Lincoln \u00e8 riuscito ad abolire la schiavit\u00f9, gli stati del Sud hanno lanciato una controffensiva violenta privando i loro concittadini afroamericani dei diritti elettorali, assoggettandoli ad un terrore costante per la loro incolumit\u00e0 e costringendoli in condizioni di sfruttamento lavorativo molto vicine alla schiavit\u00f9. I conservatori non hanno mai smesso di odiare le riforme di Franklin Roosevelt e la guerra contro i programmi del New Deal non \u00e8 mai finita. I Repubblicani continuano ad attaccare i fiori all&#8217;occhiello dell&#8217;eredit\u00e0 di Lyndon Johnson come <em>Medicaid<\/em> e il <em>Voting Rights Act<\/em>. Incrementare le riforme, si sa, crea potenti nemici che non svaniscono. E come Obama ha osservato in un discorso nel 2014 alla LBJ Presidential Library: \u00abLa storia non procede soltanto in avanti; la storia pu\u00f2 procedere all&#8217;indietro, pu\u00f2 muoversi di traverso\u00bb.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 dubbio che Trump &#8211; che ha gi\u00e0 rivolto la sua voglia di spaccare tutto sul resto del mondo: le sue considerazioni dei giorni scorsi, in una serie di interviste sconnesse e spesso contraddittorie, hanno inasprito le tensioni con la Cina e fatto infuriare alleati e istituzioni decisive per la tradizionale leadership americana dell&#8217;Occidente &#8211; possa compromettere le fondamenta di un sistema di governo messo in piedi pi\u00f9 di 240 anni fa, ma se dovesse farlo non sar\u00e0 soltanto l&#8217;eredit\u00e0 di Obama ad essere cancellata, sar\u00e0 in discussione il lascito di ogni presidente da Washington in poi.<\/p>\n<p>Ovviamente, il futuro non \u00e8 predeterminato. Dipende dalle nostre azioni e dalle nostre scelte. E per proteggere, realizzare e, in qualche caso, restaurare l&#8217;eredit\u00e0 di Obama, i Democratici dovranno chiamare a raccolta la gente attorno ad essa. Se sostenitori di Obama difenderanno i pilastri della sua eredit\u00e0, anzich\u00e9 accettare in modo rassegnato la sua distruzione, allora il lascito potr\u00e0 resistere agli attacchi frontali. E se gli interventi di Obama dovessero venire cancellati, allora i suoi sostenitori si dovranno organizzare per abrogare l&#8217;abrogazione quando ne avranno l&#8217;opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Le precedenti generazioni americane sanno che c&#8217;\u00e8 stato un tempo in cui era impossibile immaginare che la schiavit\u00f9 venisse abolita, che alle donne venisse concesso il diritto di voto, che le regole valessero anche per il business. In genere, i progressi tendono ad avvenire con improvvisi grandi balzi per poi arretrare. La presidenza di Obama rappresenta uno di questi balzi in avanti. E la sua visione ha incarnato il futuro dell&#8217;America. I suoi avversari desiderano restaurare un passato di rigide gerarchie sociali, con uno stato debole che cede di fronte ai potenti. Ma in questi anni \u00e8 stato Obama, e non i suoi avversari, a rappresentare i valori dei giovani americani e del mondo che un giorno abiteranno. Non per caso, si va dicendo che Obama abbia in mente di proporsi come mentore per una nuova generazione di leader democratici. E parlando al Lehman College dei suoi programmi futuri, ha detto che continuer\u00e0 a combattere le disuguaglianze economiche e sociali: \u00abQuesta rimarr\u00e0 una missione per me e per Michelle non solo per quel che resta della mia presidenza, ma per il resto della mia vita\u00bb.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL PRESIDENTE USCENTE HA ADOTTATO SOLUZIONI PER UN RILEVANTE NUMERO DI PROBLEMI PER I QUALI I SUOI AVVERSARI NON AVEVANO RISPOSTE PRATICABILI: SOLUZIONI CHE POSSONO RIVELARSI MOLTO PIU DURATURE DI QUANTO CREDANO GLI AVVERSARI E TEMANO I SUPPORTER Articolo di Alessandro Maran, vicepresidente del Gruppo dei senatori PD, pubblicato sul sito stradeonline.it il 20 gennaio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-43480","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43480","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=43480"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43480\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=43480"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=43480"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=43480"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}