
{"id":43622,"date":"2017-02-03T17:18:50","date_gmt":"2017-02-03T16:18:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43622"},"modified":"2017-02-03T17:18:50","modified_gmt":"2017-02-03T16:18:50","slug":"la-giustizia-che-sa-anche-ricucire-andata-allinferno-e-ritorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43622","title":{"rendered":"LA GIUSTIZIA CHE SA ANCHE RICUCIRE: ANDATA ALL&#8217;INFERNO E RITORNO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IN CARCERE DA 25 ANNI PER UNA CONDANNA ALL&#8217;ERGASTOLO, E DOPO L&#8217;ESPERIENZA DEL 41-<em>BIS<\/em>, A CARMELO MUSUMECI \u00c8 STATA CONCESSA LA SEMILIBERT\u00c0 &#8211; ORA LUI STESSO RACCONTA LA SUA STORIA, DALL&#8217;INIZIO, RICONOSCENDOSI COLPEVOLE, MA MOSTRANDO COME LA SOCIET\u00c0 FORMA UN CRIMINALE FIN DA BAMBINO<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Leon Benz<\/strong>, pubblicato sul sito<\/em> <a href=\"https:\/\/www.vice.com\/it\/article\/41bis-ergastolo-e-semiliberta-in-italia-carmelo-musumeci\" target=\"_blank\">www.vice.com<\/a> <em>il 3 febbraio 2017 &#8211; Di <strong>Carmelo Musumeci<\/strong>, il protagonista di questa vicenda, v. <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=40984\" target=\"_blank\">la lettera che mi scrisse<\/a> nel giugno scorso, con la mia risposta &#8211; In argomento v. anche il mio articolo pubblicato su <\/em>l&#8217;Unit\u00e0<em> del 1\u00b0 febbraio, <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43457\" target=\"_blank\">Il carcere cambia se cambiano gli italiani<\/a><em>, tratto dal mio intervento al convegno svoltosi nel carcere di Padova il 20 gennaio 2017 &#8211;\u00a0<\/em> <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_43623\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43623\" class=\"wp-image-43623 size-medium\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Musumeci-300x169.jpeg\" alt=\"Musumeci\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Musumeci-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Musumeci-150x84.jpeg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Musumeci-1024x575.jpeg 1024w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Musumeci.jpeg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-43623\" class=\"wp-caption-text\">Carmelo Musumeci<\/p><\/div>\n<p>Nel 1991, l&#8217;allora 36enne Carmelo Musumeci \u00e8 stato\u00a0<a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1991\/10\/23\/attacco-alla-piovra-nel-cuore-della-toscana.html\"><strong>arrestato<\/strong><\/a>\u00a0con l&#8217;accusa di omicidio\u00a0e di essere organizzatore di un&#8217;associazione mafiosa che si occupava di bische, delitti contro il patrimonio e spaccio di cocaina. Un anno dopo, \u00e8 arrivata la\u00a0<a href=\"http:\/\/iltirreno.gelocal.it\/massa\/cronaca\/2013\/06\/02\/news\/malavita-story-cosi-diventai-il-boss-della-versilia-1.7186170\"><strong>sentenza definitiva<\/strong><\/a>\u00a0che lo ha condannato all&#8217;ergastolo.<\/p>\n<p>Da allora sono passati 25 anni: Musumeci ha girato diversi penitenziari italiani, preso due lauree in giurisprudenza e una in filosofia, e infine \u2014nel novembre del 2016, mentre era nel penitenziario di Padova\u2014 <a href=\"http:\/\/www.cittadellaspezia.com\/La-Spezia\/Cronaca\/Semiliberta-per-Carmelo-Musumeci-dal-225287.aspx\"><strong>gli \u00e8 stata concessa<\/strong><\/a>\u00a0la semilibert\u00e0, da lui\u00a0<a href=\"http:\/\/ilgazzettino.it\/pay\/nazionale_pay\/nove_ore_di_liberta_dopo_24_anni_carmelo_ergastolano_scrittore-940504.html\"><strong>richiesta<\/strong><\/a>\u00a0tramite istanza. Nonostante\u00a0l&#8217;ergastolo, grazie al regime della semilibert\u00e0 ha\u00a0la possibilit\u00e0 di uscire durante le ore diurne per prestare attivit\u00e0 di volontariato (nel suo caso, sostegno scolastico e ricreativo a persone portatrici di handicap presso una struttura).<\/p>\n<p>Negli ultimi tempi, Musumeci ha pubblicato diversi libri, l&#8217;ultimo dei quali intitolato\u00a0<em>L&#8217;urlo di un uomo ombra<\/em>. Da anni tiene anche un diario\u00a0<a href=\"http:\/\/www.carmelomusumeci.com\/\"><strong>sul suo sito<\/strong><\/a>, e si spende per una campagna contro la formula detentiva dell&#8217;ergastolo: \u00e8\u00a0cos\u00ec che \u00e8 diventato\u00a0una delle figure pubbliche pi\u00f9 note per chi si trova nella sua stessa condizione.<\/p>\n<p>Per capire cosa si prova a scontare una pena a vita\u00a0e mettere piede fuori dal cacere dopo 25 anni di reclusione, ho incontrato Musumeci in una delle sue ore di semilibert\u00e0\u2014cercando di sospendere il giudizio sui reati che ha commesso per parlare liberamente di\u00a0sistema penitenziario, del concetto di ergastolo e di come ha ritrovato il mondo che aveva lasciato.<\/p>\n<p><strong>VICE: Raccontami come sei finito in carcere.<\/strong><br \/>\n<strong>Carmelo Musumeci:<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>Sono cresciuto in un paesino ai piedi dell&#8217;Etna. Eravamo poveri, e io ho cominciato a nutrirmi della cultura di strada gi\u00e0 da piccolo. Mia nonna, per esempio, mi ha insegnato a rubare al supermercato quando ero ancora un bambino, e cos\u00ec la prima volta sono finito in carcere che ero ancora minorenne.<\/p>\n<p>Intorno ai 15 anni i miei genitori si sono separati e sono stato mandato in un collegio al nord. L\u00e0 ho iniziato a covare rabbia nei confronti del mondo e delle istituzioni, e quando poi sono tornato a casa ho trovato le stesse difficolt\u00e0 economiche che avevo lasciato: in quel momento, forse inconsapevolmente, avevo gi\u00e0 imboccato le strade sbagliate. Ho iniziato con una serie di piccoli reati e poi, dopo aver visto che si poteva guadagnare, ho alzato il tiro: nel 1972 sono stato arrestato durante una rapina in un ufficio postale.<\/p>\n<p>Quando sono uscito mi sono ributtato in quel mondo. Fino a una sera del 1990 in cui, in uno scontro tra bande rivali, mi beccai sei pallottole. Sono sopravvissuto, ma quello era un ambiente in cui o ammazzi o vieni ammazzato. Cos\u00ec poi \u00e8 successo quello che \u00e8 successo.<\/p>\n<p><strong>A cosa hai pensato quando ti \u00e8 arrivata la sentenza definitiva?<\/strong><br \/>\nQuando sono stato arrestato sono stato considerato un criminale di spessore, e quindi nel 1991 sono stato sottoposto al 41bis. Mentre stavo in isolamento per un anno e sei mesi, in una cella buia con l&#8217;impossibilit\u00e0 di parlare con qualcuno, mi \u00e8 arrivato il telegramma della mia compagna che confermava l&#8217;ergastolo. Be&#8217;, inutile dire come mi \u00e8 crollato il mondo addosso: avevo la consapevolezza che non sarei mai pi\u00f9 uscito da l\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il 41bis \u00e8 il regime carcerario pi\u00f9<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/news.vice.com\/it\/article\/41-bis-carcere-duro-italia\">duro del nostro ordinamento<\/a>\u2014\u00e8 l&#8217;isolamento totale:\u00a0personalmente non riesco a pensare a come ci si possa convivere. Com&#8217;\u00e8 stato?<br \/>\n<\/strong>Erano gli anni in seguito alla strage di Capaci e lo Stato era in lotta con l&#8217;anti-stato, la mafia: io, tra le accuse, avevo anche quella di associazione mafiosa, e quell&#8217;articolo permetteva dei trattamenti pi\u00f9 duri per creare collaboratori di giustizia. In pratica\u00a0vivevo in una cella quasi totalmente buia, ricevevo da mangiare da uno spioncino, avevo poca acqua e sono stato offeso da guardie sbronze. Venivo torturato.<\/p>\n<p><strong>Non hai mai pensato di ucciderti?<\/strong><br \/>\nCi ho pensato costantemente: sarebbe stata la via di fuga pi\u00f9 facile. Mi sento anche di dire che chi pensa a togliersi la vita non \u00e8 vero che non l&#8217;ama: chi si toglie la vita in quelle condizione ama la vita talmente tanto che non vuole vedersela appassire. Ho sempre ammirato chi ha avuto il coraggio di farcela perch\u00e9 anche oggi soffro per quello che ho vissuto in quei giorni.<\/p>\n<p>Mi fa ancora male parlarne, non perch\u00e9 ero innocente ma perch\u00e9 ho sofferto per nulla, e tutto questo non aiutava n\u00e9 lo Stato n\u00e9 i parenti delle vittime. Ma\u00a0quando hai dei figli, hai una responsabilit\u00e0. Non potevo andarmene cos\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Nel tuo diario online definisci le notti passate in carcere, dopo una giornata di quasi libert\u00e0,\u00a0il tuo\u00a0&#8220;ritorno all&#8217;inferno.&#8221;\u00a0Quali sono le cose pi\u00f9 brutte che hai visto?<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Paradossalmente,\u00a0le cose che ti succedono intorno. Quella che forse mi fa ancora male \u00e8 del 1992, quando ho visto il trattamento ai ragazzi della strage di Gela [<em>la<a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1990\/11\/28\/battaglia-di-mafia-gela-strage.html\"><strong>faida tra gruppi criminali<\/strong><\/a><strong>\u00a0<\/strong>che nel giro di poche ore, nel novembre del 1990, innesc\u00f2 una catena di agguati mortali<\/em>]. Erano ancora dei ragazzini, non credo sapessero quello che stavano facendo: ho visto strappargli la vita per sempre in quelle mura. Quello che voglio dire \u00e8 che il carcere dovrebbe far capire al condannato dove ha sbagliato, ma l&#8217;unica cosa che vedevo in quegli anni era un processo che portava al &#8220;io ho ucciso ma tu [<em>il carcere<\/em>]\u00a0mi stai uccidendo lentamente, giorno dopo giorno.&#8221;<\/p>\n<p>Penso che la cosa che fa pi\u00f9 paura a\u00a0un criminale \u00e8 il perdono sociale, perch\u00e9 perdi tutti gli alibi e dici &#8220;cazzo, ho fatto del male e queste persone mi stanno perdonando.&#8221; Quando invece vieni trattato male ogni singolo giorno ti dimentichi del male che hai fatto, e quello che provi non \u00e8 certamente il rimorso.<\/p>\n<p><strong>Quanto a te, come\u00a0si svolgeva una tua regolare giornata in carcere?<\/strong><br \/>\nDopo i primi anni ho cambiato carcere spesso: ogni carcere \u00e8 uno stato a s\u00e9, con le proprie regole e i propri ritmi. Ma in generale \u00e8 tutto molto piatto: mi svegliavo verso l&#8217;alba e iniziavo a studiare, nell&#8217;ora d&#8217;aria facevo una corsetta, e poi verso mezzogiorno mangiavo a mensa. Il pomeriggio rientravo in cella e la sera mi cucinavo qualcosa da mangiare. Questo per migliaia e migliaia di giornate.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 scontato da dire, ma immagino che in una situazione del genere\u00a0trovare uno scopo ti aiuti ad affrontare le giornate. Come nel caso dello studio. Come funzionava, e come ti procuravi i libri necessari?<br \/>\n<\/strong>S\u00ec, se non fosse stato per lo studio sarei impazzito. Ho anche iniziato a scrivere, oltre a studiare per laurearmi in giurisprudenza e filosofia: penso che in Italia manchi una letteratura sociale carceraria. Voglio dire, la letteratura \u00e8 l&#8217;anima e la storia di un paese, per questo m&#8217;illudo di crearne una con i miei\u00a0romanzi.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i libri, dopo il 41bis ho potuto averne, fortunatamente. A volte non dovevano essere pi\u00f9 di tre, non potevano avere la copertina dura\u2014e nonostante fossi iscritto all&#8217;universit\u00e0\u2014mi mancavano sempre dei manuali. Il solo fatto che cambiavo spesso carcere rendeva sempre difficilissimo l&#8217;iter universitario.<\/p>\n<p><strong>A cosa erano dovuti i costanti spostamenti di carcere?<br \/>\n<\/strong>Diciamo che ero un detenuto scomodo. Dopo un po&#8217; che studiavo chiedevo sempre pi\u00f9 cose che mi appartenevano come diritto, e questo pu\u00f2 dare fastidio ai dirigenti. Era un attivismo scomodo e infatti a chiunque dovesse andare in carcere consiglio assolutamente di procurarsi un codice per capire i propri diritti\u2014diritti che spesso vengono trascurati.<\/p>\n<p><strong>Nel tuo caso per\u00f2 a un certo punto sei riuscito a ottenere la semilibert\u00e0, caso raro per un ergastolo ex\u00a0ostativo, per prestare servizio in una comunit\u00e0. Qual \u00e8 stata la prima cosa a cui hai pensato?<br \/>\n<\/strong>Ero sicuro di non avere speranza e di morire in carcere. Quando dopo svariati tentativi mi \u00e8 stata concessa la semilibert\u00e0, non so cosa ho provato\u2014qualcosa di inspiegabile, forse, ma molto simile all&#8217;ansia e alla paura. Ho pensato alla mia famiglia, ai miei nipoti&#8230;<\/p>\n<p><strong>E quando sei effettivamente uscito cosa ti ha sorpreso di pi\u00f9?<\/strong><br \/>\nLe piccole cose, paradossalmente, come affacciarsi a una finestra o guardarmi allo specchio\u2014in carcere ci sono solo specchi piccolissimi. Mi sono guardato allo specchio e ho visto tutto il mio corpo, ma non era pi\u00f9 il mio corpo. Era quello di una persona che non sapevo chi fosse. Poi un&#8217;infinit\u00e0 di sensazioni e cose di cui mi ero completamente dimenticato\u2014cose come percepire la sabbia tra le dita dei piedi, l&#8217;odore del mare, la pelle dei miei figli.<\/p>\n<p><strong>In che modo hai trovato cambiato il mondo? Voglio dire, ti sei perso l&#8217;esplosione di Internet&#8230;<\/strong><br \/>\nQuando sono uscito la prima volta mi sono fermato, e per un po&#8217; mi sono guardato intorno immobile. Tutto mi sembrava irreale e diverso da come mi ricordavo il mondo. Le persone sono cambiate, cos\u00ec il modo di vivere e adesso anche prendere un semplice treno, con le persone connesse ai loro pc\u2014\u00e8 come guardare un film di fantascienza. Insomma, \u00e8 tutto molto strano e mi ci sto abituando piano piano, ma sono dannatamente felice di doverlo fare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IN CARCERE DA 25 ANNI PER UNA CONDANNA ALL&#8217;ERGASTOLO, E DOPO L&#8217;ESPERIENZA DEL 41-BIS, A CARMELO MUSUMECI \u00c8 STATA CONCESSA LA SEMILIBERT\u00c0 &#8211; ORA LUI STESSO RACCONTA LA SUA STORIA, DALL&#8217;INIZIO, RICONOSCENDOSI COLPEVOLE, MA MOSTRANDO COME LA SOCIET\u00c0 FORMA UN CRIMINALE FIN DA BAMBINO Articolo di Leon Benz, pubblicato sul sito www.vice.com il 3 febbraio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[40],"tags":[],"class_list":["post-43622","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-giustizia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43622","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=43622"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43622\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=43622"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=43622"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=43622"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}