
{"id":43790,"date":"2017-02-21T17:00:10","date_gmt":"2017-02-21T16:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43790"},"modified":"2017-02-21T17:00:10","modified_gmt":"2017-02-21T16:00:10","slug":"ancora-sul-jobs-act-per-i-lavoratori-autonomi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43790","title":{"rendered":"ANCORA SUL JOBS ACT PER I LAVORATORI AUTONOMI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">ANCHE NEL SETTORE DEL LAVORO AUTONOMO SONO NECESSARIE ALCUNE PROTEZIONI, DIVERSE NEL CASO DEI COLLABORATORI CONTINUATIVI IN QUELLO DEI LIBERI PROFESSIONISTI &#8211; A QUESTA ESIGENZA SI DEVE RISPONDERE OPERANDO NON SUL CONTRATTO DI LAVORO, MA SUL RAPPORTO PREVIDENZIALE <\/span><\/p>\n<p><em>Pubblico qui la bozza integrale, dalla quale Barbara Millucci ha estratto l&#8217;intervista pubblicata sul <\/em><span style=\"text-decoration: underline;\">Corriere Economia<\/span><em> del 20 febbraio 2017 &#8211; Segue il testo dell&#8217;intervista nella versione definitiva (ridotta per motivi di spazio &#8211; In argomento v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43607\" target=\"_blank\">Appunti sul Jobs Act degli autonomi<\/a><em>, e gli altri documenti e interventi di cui ivi sono forniti i link<br \/>\n<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">MATERIALI PER L&#8217;INTERVISTA<\/span><br \/>\nProfessor Ichino, che ne pensa del reintegro della DIS-COLL nel decreto-legge Milleproroghe?<br \/>\n<\/strong>La norma che aveva istituito originariamente questo trattamento di disoccupazione per i collaboratori continuativi autonomi era provvisoria, sperimentale, per la sola durata del 2016. Mi sembra che la sperimentazione non abbia evidenziato motivi seri che consiglino di lasciar cadere questa misura.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-41584\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/lavoro-autonomo-1.jpg\" alt=\"lavoro autonomo 1\" width=\"242\" height=\"121\" \/><\/span>Cosa cambia e perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec importante per i collaboratori?<br \/>\n<\/strong>Questa misura risponde all\u2019esigenza di estendere una protezione assicurativa contro il rischio di disoccupazione a tutto il lavoro sostanzialmente dipendente, anche quando esso \u00e8 svolto in forma giuridicamente qualificabile come autonoma.<\/p>\n<p><strong><em>Jobs act<\/em><\/strong><strong> per i lavoratori autonomi: che cosa cambia con il<\/strong> <strong>congedo di maternit\u00e0 e paternit\u00e0?<br \/>\n<\/strong>Il disegno di legge approvato dal Senato e attualmente all\u2019esame dalla Camera estende al lavoro autonomo, sia pure in misura molto ridotta, alcune protezioni proprie del lavoro subordinato. Ovviamente lo fa collocando queste tutele non all\u2019interno del contratto di lavoro, ma all\u2019interno del rapporto previdenziale con l\u2019istituto assicuratore.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 giusto che i liberi professionisti chiedano l\u2019equo compenso?<br \/>\n<\/strong>No: se sono veri liberi professionisti, estendere loro uno standard minimo analogo a quello che vige per i subordinati sarebbe, innanzitutto, in contrasto con il diritto europeo, che equipara i liberi professionisti alle imprese. Ma sarebbe una norma sbagliata anche se non fosse vietata dal diritto europeo: nel settore delle libere professioni non si osservano le stesse cause di distorsione del mercato che si osservano nel settore del lavoro subordinato.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-41583\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/lavoro-autonomo-forse.jpg\" alt=\"lavoro autonomo forse\" width=\"155\" height=\"184\" \/>Qual \u00e8 il suo parere riguardo al referendum per l\u2019eliminazione dei buoni-lavoro?<\/strong><\/p>\n<p>Qualche abuso dei voucher si \u00e8 verificato, e si sta gi\u00e0 provvedendo a impedirlo. Ma eliminare questo strumento mi sembra gravemente sbagliato. I 130 milioni di ore di lavoro accessorio che si sono registrate nel 2016 non costituiscono certo \u201cl\u2019evidenza dell\u2019abuso\u201d, come sostiene la Cgil, in un Paese in cui le ore di lavoro complessivamente svolte ogni anno si contano in decine di miliardi. E quando veramente di lavoro accessorio si tratta, sopprimere i voucher significa impedire che quelle occasioni di lavoro e di reddito possano essere valorizzate in forma regolare.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-41672\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/buono-lavoro.jpg\" alt=\"buono lavoro\" width=\"256\" height=\"130\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/buono-lavoro.jpg 315w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/buono-lavoro-150x76.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/buono-lavoro-300x152.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/>A <\/strong><strong>gennaio 2017 sono stati venduti 9 milioni di voucher, il livello pi\u00f9 basso dopo gennaio 2016.<br \/>\n<\/strong>\u00c8 l\u2019effetto delle misure correttive adottate nell\u2019autunno scorso. Se il dato si conferma su base annua, vorrebbe dire che a fine anno si registrerebbe una riduzione da 130 a circa 100 milioni. Mi parrebbe utile anche vietare l\u2019utilizzazione dei voucher nel settore edilizio e da parte delle imprese di maggiori dimensioni, consentendo loro di ricorrere pi\u00f9 ampiamente, per il lavoro non continuativo, al contratto di lavoro intermittente.<\/p>\n<p><strong>E riguardo al referendum sulla responsabilit\u00e0 solidale di appaltanti e appaltatori della Cgil?<br \/>\n<\/strong>La norma che questo referendum vorrebbe abrogare attribuisce al sindacato la facolt\u00e0 di negoziare, nel contratto collettivo, una deroga a una disciplina rigida della materia, posta dalla legge. \u00c8 curioso che proprio un sindacato chieda l\u2019abrogazione di questa norma: cio\u00e8 chieda di veder ridotta la propria autonomia negoziale collettiva.<\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>IL TESTO DELL&#8217;INTERVISTA PUBBLICATA SUL <em>CORRIERE ECONOMIA<\/em><\/strong><\/span><br \/>\nA gennaio 2017 sono stati venduti 9 milioni di voucher, il livello pi\u00f9 basso dopo gennaio 2016. \u201c\u00c8 l\u2019effetto delle misure correttive adottate nell\u2019autunno scorso\u201d spiega Pietro Ichino, Senatore del Pd e giuslavorista. \u201cSe il dato si conferma su base annua, vorrebbe dire che a fine anno si registrerebbe una riduzione da 130 a circa 100 milioni. A quella prima correzione credo sia utile aggiungere il divieto dell\u2019utilizzazione dei voucher nel settore edilizio e da parte delle imprese di maggiori dimensioni, consentendo a queste ultime di ricorrere pi\u00f9 ampiamente, per il lavoro non continuativo, al contratto di lavoro intermittente\u201d. Secondo Ichino \u201ccon i voucher, qualche abuso si \u00e8 verificato, e si sta gi\u00e0 provvedendo a impedirlo. Ma eliminare questo strumento sarebbe gravemente sbagliato. I 130 milioni di ore di lavoro accessorio che si sono registrate nel 2016 non costituiscono certo \u2018l\u2019evidenza dell\u2019abuso\u2019, come sostiene la Cgil, in un Paese in cui le ore di lavoro complessivamente svolte ogni anno si contano in decine di miliardi. Quando veramente di lavoro accessorio si tratta, sopprimere i voucher significa impedire che quelle occasioni di lavoro e di reddito possano essere valorizzate in forma regolare\u201d. Oltre all\u2019eliminazione dei buoni-lavoro, la Cgil nel referendum chiede una riforma sulla responsabilit\u00e0 solidale in materia di appalti. \u201cLa norma che il referendum vorrebbe abrogare attribuisce al sindacato la facolt\u00e0 di negoziare, nel contratto collettivo, una deroga a una disciplina rigida della materia, posta dalla legge\u201d aggiunge il professore. \u201c\u00c8 curioso che proprio un sindacato chieda l\u2019abrogazione di questa norma: cio\u00e8 chieda di veder ridotta la propria autonomia negoziale collettiva\u201d. Il disegno di legge del<em> Jobs act<\/em> per i lavoratori autonomi, approvato dal Senato e attualmente all\u2019esame dalla Camera, estende al lavoro autonomo, sia pure in misura molto ridotta, alcune protezioni proprie del lavoro subordinato. \u201cLo fa collocando queste tutele non all\u2019interno del contratto di lavoro, ma all\u2019interno del rapporto previdenziale con l\u2019istituto assicuratore\u201d. \u00c8 giusto che i liberi professionisti chiedano l\u2019equo compenso? \u201cNo \u2013 risponde Ichino -: se sono veri liberi professionisti, estendere loro uno standard minimo analogo a quello che vige per i subordinati sarebbe, innanzitutto, in contrasto con il diritto europeo, che equipara i liberi professionisti alle imprese. Ma sarebbe una norma sbagliata anche se non fosse vietata dal diritto europeo: nel settore delle libere professioni non si osservano le stesse cause di distorsione del mercato che si osservano nel settore del lavoro subordinato\u201d. Nel decreto-legge Milleproroghe \u00e8 stata reintegrata la DIS-COLL. \u201cLa norma che aveva istituito originariamente questo trattamento di disoccupazione per i collaboratori continuativi autonomi era provvisoria, sperimentale, per la sola durata del 2016. Mi sembra che la sperimentazione non evidenzi motivi seri tali da lasciar cadere questa misura, che invece risponde all\u2019esigenza di estendere una protezione assicurativa contro il rischio di disoccupazione a tutto il lavoro sostanzialmente dipendente, anche quando \u00e8 svolto in forma giuridicamente qualificabile come autonoma\u201d, conclude il giuslavorista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ANCHE NEL SETTORE DEL LAVORO AUTONOMO SONO NECESSARIE ALCUNE PROTEZIONI, DIVERSE NEL CASO DEI COLLABORATORI CONTINUATIVI IN QUELLO DEI LIBERI PROFESSIONISTI &#8211; A QUESTA ESIGENZA SI DEVE RISPONDERE OPERANDO NON SUL CONTRATTO DI LAVORO, MA SUL RAPPORTO PREVIDENZIALE Pubblico qui la bozza integrale, dalla quale Barbara Millucci ha estratto l&#8217;intervista pubblicata sul Corriere Economia del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-43790","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43790","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=43790"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43790\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=43790"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=43790"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=43790"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}