
{"id":43796,"date":"2017-02-21T18:59:23","date_gmt":"2017-02-21T17:59:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43796"},"modified":"2017-02-21T18:59:23","modified_gmt":"2017-02-21T17:59:23","slug":"il-piccolo-intervista-sui-temi-caldi-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43796","title":{"rendered":"IL PICCOLO: INTERVISTA SUI TEMI CALDI DEL LAVORO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">SE VOGLIAMO CHE AUMENTI LA DOMANDA DI LAVORO NON C&#8217;\u00c8 ALTERNATIVA ALLA STRATEGIA VOLTA A RENDERE IL NOSTRO PAESE PI\u00d9 ATTRATTIVO PER GLI INVESTIMENTI DIRETTI ESTERI: IL CHE IMPLICA LO SVILUPPO DI UNA CULTURA DIFFUSA PI\u00d9 FAVOREVOLE ALLA GLOBALIZZAZIONE E IN PARTICOLARE ALLE IMPRESE MULTINAZIONALI<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Piercarlo Fiuman\u00f2 pubblicata sull&#8217;inserto mensile <\/em>NordEst Economia<em> del <\/em>Piccolo<em> di Trieste &#8211; In tema di effetti della riforma del lavoro v. anche gli altri interventi e documenti raccolti nel <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1079\" target=\"_blank\">Portale della riforma del lavoro<\/a><em>; sui referendum promossi dalla Cgil v. ultimamente l&#8217;articolo di Franco Debenedetti <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43493\" target=\"_blank\">Un&#8217;idea di lavoro molto lontana dall&#8217;Europa<\/a><em> e gli ulteriori interventi cui dalla stessa pagina si pu\u00f2 accedere mediante l&#8217;apposito link<br \/>\n<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Piccolo-21II172.pdf\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-180\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/icona-dwl8.png\" alt=\"icona-dwl8\" width=\"53\" height=\"53\" \/><\/a><\/p>\n<h4><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Piccolo-21II172.pdf\" target=\"_blank\">Scarica la pagina dell&#8217;inserto contenente l&#8217;intervista, in formato Pdf<\/a><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nel 2008, anno della grande crisi, il tasso di disoccupazione in Italia era al 6,7%. Ora siamo al 12%, con 3 milioni di disoccupati. Quali sono le cause strutturali che continuano a penalizzare il mercato del lavoro?<br \/>\n<\/strong>L&#8217;Italia oggi, e ormai da anni, soffre di un difetto di domanda di lavoro. Perch\u00e9 questa domanda cresca occorre che aumenti quella che gli economisti chiamano &#8220;domanda aggregata&#8221;, che \u00e8 la somma dei consumi e degli investimenti. La debolezza dei consumi, in Italia, dipende dalla paura diffusa riguardo al futuro: dobbiamo ridare sicurezza e fiducia agli italiani. Sul fronte degli investimenti, invece, l&#8217;Italia \u00e8 troppo chiusa a quelli provenienti dall&#8217;estero: il nostro flusso in entrata \u00e8 pari a circa un quarto rispetto alla media dei Paesi UE. Se riuscissimo a riallinearci alla media, questo vorrebbe dire un flusso aggiuntivo di investimenti stranieri pari a 50 o 60 miliardi ogni anno.<\/p>\n<p><strong>Il Jobs Act doveva garantire contratti pi\u00f9 stabili rispetto al passato. Secondo i dati Eurostat fra il 2014 e il 2016 in Italia sono stati creati 485mila posti di lavoro e di questi 392mila stabili. Missione compiuta oppure sono necessari correttivi?<br \/>\n<\/strong>Nell&#8217;ultimo biennio si \u00e8 verificato un aumento molto rilevante della quota delle assunzioni a tempo indeterminato sul flusso totale. Ed \u00e8 aumentata anche la quota del lavoro stabile nello stock degli occupati. Questo \u00e8, certo, in larga parte dovuto anche all&#8217;incentivo economico; ma senza la riforma della disciplina del rapporto l&#8217;aumento sarebbe stato probabilmente molto inferiore. Mi colpisce il fatto che questo risultato molto positivo venga tanto svalutato: capisco che lo si possa svalutare da destra, ma non riesco a capirlo da sinistra.<\/p>\n<p><strong>Secondo la Commissione Europea, mentre la disoccupazione cresce, l&#8217;occupazione cala, dopo due anni, a causa della fine dagli incentivi fiscali per le nuove assunzioni. Come intervenire?<br \/>\n<\/strong>La Commissione non dice questo: il tasso di occupazione non cala affatto, bens\u00ec continua a crescere, anche se meno rapidamente nel 2016 rispetto al 2015. Si riduce soltanto il tasso di crescita, che \u00e8 una cosa ben diversa. Quanto alla crescita della disoccupazione, nell&#8217;ultima rilevazione mensile, in una situazione in cui aumenta anche il tasso di occupazione, il dato si spiega con il ridursi degli inattivi, cio\u00e8 di coloro che non solo non hanno un lavoro, ma neppure lo cercano. Questo significa che aumenta il numero di persone fiduciose di poter trovare un&#8217;occupazione rimettendosi a cercarla: se \u00e8 cos\u00ec, paradossalmente, anche questo aumento costituisce un fatto positivo.<\/p>\n<p><strong>La Corte Costituzionale, nelle motivazioni circa l\u2019ammissibilit\u00e0 del referendum proposto dalla Cgil, scrive che nella disciplina che regola i voucher manca qualsiasi riferimento alla occasionalit\u00e0 della prestazione lavorativa. Il governo dovrebbe proporre altre modifiche dopo le norme sulla tracciabilit\u00e0?<br \/>\n<\/strong>Nel mese di gennaio 2017 si \u00e8 gi\u00e0 registrata una riduzione dell&#8217;acquisto di buoni-lavoro intorno al 25% rispetto al 2016, che \u00e8 probabilmente l&#8217;effetto della correzione della disciplina contenuta nel decreto correttivo, dell&#8217;autunno scorso. Se il dato si confermer\u00e0 su base annua, a fine anno si registrer\u00e0 una riduzione dai 130 del 2016 a circa 100 milioni di voucher venduti. Segno che la correzione ha inciso. A quella correzione mi parrebbe utile aggiungere ora il divieto di utilizzazione dei voucher nel settore edilizio e da parte delle imprese di maggiori dimensioni, consentendo a queste di ricorrere pi\u00f9 ampiamente, per il lavoro non continuativo, al contratto di lavoro intermittente.<strong><br \/>\nCi sono state responsabilit\u00e0 delle imprese nell&#8217;abusare dello strumento?<br \/>\n<\/strong>S\u00ec, ma non nella misura che la Cgil sostiene. I 130 milioni circa di ore di lavoro accessorio che si sono registrate nel 2016 non costituiscono certo \u201cl\u2019evidenza dell\u2019abuso\u201d, in un Paese in cui le ore di lavoro complessivamente svolte ogni anno si contano in decine di miliardi. E quando veramente di lavoro accessorio si tratta, sopprimere i voucher significa impedire che quelle occasioni di lavoro e di reddito possano essere valorizzate in forma regolare. Per questo motivo, eliminare lo strumento per impedire gli abusi mi sembra gravemente sbagliato: come buttare via un grosso bambino con poca acqua sporca.<\/p>\n<p><strong>Si andr\u00e0 in pensione sempre pi\u00f9 tardi. La quota di occupati ultracinquantenni \u00e8 cresciuta del 5% mentre il precariato giovanile resta un\u2019emergenza. Oltre al fattore demografico c&#8217;\u00e8 anche una tensione costante fra generazioni. Che ne pensa?<br \/>\n<\/strong>Noi non possiamo pensare di risolvere il problema della disoccupazione giovanile tornando ad abbassare l\u2019et\u00e0 della pensione. I Paesi con il tasso pi\u00f9 alto di occupazione degli anziani sono anche quelli nei quali \u00e8 pi\u00f9 alto il tasso di occupazione dei giovani. Perch\u00e9 in quei Paesi la spesa sociale non consiste nel prepensionare i cinquantenni o i sessantenni, ma nel finanziare servizi per le persone, le famiglie o le comunit\u00e0 locali che ne hanno davvero bisogno; e l\u2019attivazione di quei servizi crea domanda di lavoro rivolta soprattutto ai giovani.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e8 l\u2019Italia cresce poco?<br \/>\n<\/strong>Perch\u00e9 \u00e8 appesantita da un debito enorme che assorbe troppe risorse distogliendole dagli investimenti; poi \u00e8 appesantita da un sistema di amministrazioni pubbliche complessivamente meno efficienti rispetto al resto d\u2019Europa, da un costo dell\u2019energia pi\u00f9 alto e da un mercato del lavoro privo dei servizi necessari per promuovere il passaggio dei lavoratori dalle imprese marginali a quelle pi\u00f9 forti. Una conseguenza di questi quattro difetti \u00e8, tra l\u2019altro, la scarsa attrattivit\u00e0 del Paese per gli investimenti stranieri, di cui abbiamo parlato prima.<\/p>\n<p><strong>Nell\u2019era del nuovo protezionismo come rilanciare la politica industriale e la forza competitiva delle nostre imprese?<br \/>\n<\/strong>Correggendo i quattro grandi difetti di cui ho appena parlato.<\/p>\n<p><strong>L\u2019italianit\u00e0 va difesa in una fase in cui molte nostre aziende sono nel mirino di gruppi stranieri?<br \/>\n<\/strong>L\u2019Italia non ha bisogno di imprese \u201citaliane\u201d, ma delle imprese che sanno valorizzare meglio il lavoro degli italiani, da qualsiasi parte del mondo vengano. La diffidenza bi-partisan diffusa nel nostro Paese nei confronti delle multinazionali straniere \u00e8 una forma di provincialismo, che affligge anche la nostra politica e che ha fatto molto danno alla nostra economia. Abbiamo 20.000 multinazionali italiane che operano anche all\u2019estero, e solo 13.500 multinazionali straniere che operano in Italia: dobbiamo puntare ad avere 20.000 anche di queste ultime, cio\u00e8 a pareggiare il conto con quelle italiane operanti all\u2019estero.<\/p>\n<p><strong>Rispetto all\u2019industria avanza il terziario avanzato e l\u2019industria dei servizi legati alle nuove tecnologie: dalle consegne a domicilio alla <em>sharing economy<\/em>. Con quale impatto sul mercato del lavoro? E come governare questi cambiamenti?<br \/>\n<\/strong>L\u2019aumento della quota dei lavoratori occupati nel settore dei servizi \u00e8 un fenomeno che caratterizza tutte le economie mature, spingendole verso il modello dell\u2019economia \u201cpost-industriale\u201d. Questo mutamento, che non \u00e8 in s\u00e9 negativo: basti pensare anche solo al fatto che porta con s\u00e9 una tendenza epocale alla riduzione degli infortuni sul lavoro; richiede per\u00f2 che il mercato del lavoro sia innervato di servizi nuovi e molto pi\u00f9 sofisticati rispetto al passato, e in particolare che si investa molto di pi\u00f9 sui servizi di orientamento scolastico e professionale. Senza i quali i ragazzi che escono dal sistema scolastico sono sempre pi\u00f9 in difficolt\u00e0 nel mercato del lavoro. Compiono le scelte decisive per la loro vita futura ignorando totalmente ci\u00f2 che li attende in un mondo dedicato prevalentemente alla produzione di servizi tecnologicamente molto evoluti.<\/p>\n<p><strong>Che cosa pensa della crescente richiesta di flessibilit\u00e0 sul lavoro in particolare a Nordest dove ci sono grandi gruppi come Electrolux nei quali la variabile lavoro \u00e8 sempre pi\u00f9 dipendente dalla produzione e dalle congiunture del mercato. Come disciplinare questa materia?<br \/>\n<\/strong>Questa materia deve essere riservata il pi\u00f9 possibile alla contrattazione collettiva, e soprattutto a quella aziendale, che sola pu\u00f2 conoscere e soddisfare le esigenze di ciascuna impresa e dei suoi dipendenti, conoscendole da vicino.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SE VOGLIAMO CHE AUMENTI LA DOMANDA DI LAVORO NON C&#8217;\u00c8 ALTERNATIVA ALLA STRATEGIA VOLTA A RENDERE IL NOSTRO PAESE PI\u00d9 ATTRATTIVO PER GLI INVESTIMENTI DIRETTI ESTERI: IL CHE IMPLICA LO SVILUPPO DI UNA CULTURA DIFFUSA PI\u00d9 FAVOREVOLE ALLA GLOBALIZZAZIONE E IN PARTICOLARE ALLE IMPRESE MULTINAZIONALI Intervista a cura di Piercarlo Fiuman\u00f2 pubblicata sull&#8217;inserto mensile NordEst [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-43796","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43796","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=43796"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43796\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=43796"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=43796"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=43796"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}