
{"id":4393,"date":"2009-07-16T21:21:34","date_gmt":"2009-07-16T20:21:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4393"},"modified":"2009-07-20T08:15:47","modified_gmt":"2009-07-20T07:15:47","slug":"il-discorso-programmatico-di-dario-franceschini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4393","title":{"rendered":"IL DISCORSO PROGRAMMATICO DI DARIO FRANCESCHINI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">BIPOLARISMO, DEMOCRAZIA DELL&#8217;ALTERNANZA, GOVERNO SCELTO DAI CITTADINI: QUESTO IL QUADRO ISTITUZIONALE DI RIFERIMENTO. E POI:\u00a0FIDUCIA, REGOLE, UGUAGLIANZA, MERITO, QUALITA&#8217;; SONO QUESTE LE PAROLE-CHIAVE SULLE QUALI IL SEGRETARIO USCENTE SI PROPONE DI PROSEGUIRE NELLA COSTRUZIONE DEL PARTITO DEMOCRATICO<\/span><\/p>\n<p><em>Discorso tenuto a Roma il 16 luglio 2009. Alcuni dei passaggi pi\u00f9 significativi sono evidenziati in grassetto. V. anche, in proposito, la <a title=\"Dichiarazione di Marco Pannella - 16.7.09\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4403\" target=\"_blank\">dichiarazione &#8220;a caldo&#8221; di Marco Pannella<\/a> e il <a title=\"Commento di Verderami - 17.7.09\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4420\" target=\"_blank\">commento di Francesco Verderami sul <\/a><\/em><a title=\"Commento di Verderami - 17.7.09\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4420\" target=\"_blank\">Corriere della Sera<\/a><em><a title=\"Commento di Verderami - 17.7.09\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=4420\" target=\"_blank\"> del giorno dopo,\u00a0\u00a0seguito da\u00a0una mia breve nota critica<\/a>.<\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 9.65pt; mso-layout-grid-align: none;\">Attorno a noi sta cambiando tutto.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Tutto corre nell\u2019economia, nell\u2019informazione, nelle nostre vite. E questa velocit\u00e0 sempre pi\u00f9 folle sembra travolgere le nostre certezze, come se ci togliesse ogni appiglio, come se ci togliesse fiato, spingendo anche noi a correre.<br \/>\nA correre senza una meta, a correre perch\u00e9 tutto si consuma in fretta attorno a noi e quindi bisogna vivere in fretta. Sembriamo condannati a vivere nel presente, incapaci di guardare lontano, nelle nostre vite individuali come nelle scelte collettive e nella politica. Incapaci di programmare, di fare oggi una scelta che non dar\u00e0 frutti domani ma fra qualche anno, per noi o per chi verr\u00e0 dopo di noi.<br \/>\n\u00c8 come camminare guardando la terra che si calpesta anzich\u00e9 tenendo lo sguardo sull\u2019orizzonte che si vuole raggiungere. \u00c8 stato il modello di globalizzazione che \u00e8 apparso trionfalmente vincente e indistruttibile sino alla crisi di settembre, a trascinarci in questo incapacit\u00e0 di cercare il futuro.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">I miti della crescita inarrestabile, della competizione e del mercato senza regole, hanno spinto a costruire sulla sabbia, a volere tutto e subito, perch\u00e9 tutto \u00e8 sembrato possibile e facile.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">In effetti, il mondo emerso dal crollo del Muro di Berlino, il mondo del terzo millennio, \u00e8 un mondo che si \u00e8 messo a correre, come mai era successo prima. In meno di un quarto di secolo, il prodotto globale \u00e8 raddoppiato due volte. In questo stesso periodo, in Asia, 400 milioni di persone sono uscite dalla povert\u00e0. Tra il 2003 e il 2007, il reddito medio mondiale \u00e8 cresciuto ad un ritmo superiore al 3 per cento annuo, il tasso pi\u00f9 alto dell&#8217;intera storia umana. La crescita dell\u2019economia mondiale, sino alla crisi, \u00e8 stata impetuosa, come mai era stata prima. Ma \u00e8 stata anche il frutto di una contraddizione profonda.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">E\u2019 stata alimentata da tre grandi, crescenti debiti americani: l\u2019indebitamento delle famiglie, il deficit commerciale, il debito pubblico, cui va aggiunto un quarto debito: quello energetico ed ambientale con i suoi enormi costi, in termini ecologici e climatici. La crescita costruita scaricando il benessere raggiunto nel presente sulle prossime generazioni, sul futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti. Dunque la crisi nella quale l\u2019economia globale \u00e8 entrata nell\u2019ultimo anno, al di l\u00e0 dei fattori contingenti che l\u2019hanno provocata, \u00e8 la crisi di un modello di capitalismo, miope e profondamente egoista.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Il modello che, esplodendo, ha consegnato al mondo il gigantesco problema di riorganizzare il sistema economico mondiale su basi meno squilibrate, cio\u00e8 senza accumulare debito, senza penalizzare chi verr\u00e0 dopo di noi. E\u2019 stato detto che il populista pensa alle prossime elezioni, il riformista alle prossime generazioni.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Ecco. La destra italiana pensa sempre e solo alle prossime elezioni. Noi democratici pensiamo prima di tutto alle prossime generazioni.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Qui si apre lo spazio per un nuovo riformismo. Un riformismo che abbia il coraggio di sfidare le destre non rincorrendole, non limitandosi a proporre correttivi ai modelli sociali che ha imposto, ma mettendo in campo una gerarchia di valori alternativa e proiettata sul futuro.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Questa deve essere la nostra sfida e la sfida dei riformisti europei.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">E far ripartire la crescita su binari nuovi dovrebbe essere anche il compito di un\u2019Europa che vuole tornare ad essere protagonista nella ridefinizione del modello di crescita globale. E invece l\u2019Europa rischia di restare confinata in un ruolo secondario, non solo perch\u00e9 \u00e8 politicamente debole ma perch\u00e8 le manca una missione collettiva. E, non a caso, le elezioni europee hanno messo in evidenza, nel Vecchio Continente, una tendenza politica assai diversa rispetto a quella che tante speranze ha suscitato nel mondo.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Le due pi\u00f9 grandi democrazie del pianeta, di fronte alla crisi economica, si sono affidate ai riformisti: ai democratici americani di Obama o ai progressisti indiani di Sonia Gandhi.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">In Europa hanno invece vinto i partiti di centrodestra e le elezioni hanno anche fatto registrare un inquietante rafforzamento delle formazioni populiste o xenofobe. Dinanzi alla crisi, insomma, Stati Uniti e India si aprono, l&#8217;Europa si difende e si arrocca.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">E\u2019 la paura che vince.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Paura della crisi, paura dell\u2019immigrazione e delle societ\u00e0 multietniche, paura del futuro che spinge una societ\u00e0 che invecchia a cercare chi offre pi\u00f9 conservazione, chi punta tutto sulla protezione individuale, esaltando e rendendo assoluto il valore della libert\u00e0, a scapito della coesione sociale.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">E noi riformisti abbiamo sottovalutato per molto tempo la suggestione che questa cultura ha esercitato sulle nostre societ\u00e0 e la profondit\u00e0 delle sue radici. La crisi mette ora in discussione le forme economiche del pensiero politico della destra, ma ancora non sembra scalfire le premesse su cui si regge quella cultura. In un tempo che resta segnato dal conflitto e dominato da insicurezza e paura del futuro, la destra cerca una sua nuova versione rassicurante e difensiva.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Dalla stagione dell\u2019ultraliberismo, del consumismo individualista, dell\u2019esaltazione del privato contro ogni idea di pubblico, si passa al ritorno alla tradizione, all\u2019ordine naturale, all\u2019uso della religione come strumento di governo e come baluardo della civilt\u00e0 occidentale, alla piccola comunit\u00e0 chiusa come antidoto alla globalizzazione. Insomma una versione corretta di Dio, patria e famiglia. Il voto italiano va collocato dentro questo vento di destra che ha attraversato l\u2019Europa. Berlusconi stesso nel 1994 rappresentava una proposta di cambiamento. Illusoria, ma era una proposta di cambiamento. Oggi anche la sua proposta \u00e8 solo di protezione e conservazione. Per questo non far\u00e0, non potr\u00e0 fare nessuna riforma vera per tutta la legislatura ma produrr\u00e0 solo provvedimenti tampone che trasmettano il messaggio di stare tranquilli, che dopo la crisi tutto torner\u00e0 come prima.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 9.65pt; mso-layout-grid-align: none;\">Ecco il punto per noi, per il Partito Democratico.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Vogliamo rincorrere la destra anche su questo o invece vogliamo dire con forza che noi crediamo che dalla crisi possa uscire un\u2019Italia migliore, non quella di prima? Un\u2019Italia che proprio attraversando le difficolt\u00e0 riscopre i valori fondanti della solidariet\u00e0, delle comunit\u00e0 locali, dell\u2019essere una nazione. Che recupera il senso di una grande missione collettiva in cui i talenti di ognuno sono a disposizione non solo di se stessi ma del proprio Paese.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Il Partito democratico allora come forza che crede nel futuro. Che crede nelle riforme come chiave per il cambiamento di cui l\u2019Italia ha bisogno da anni per uscire dalla stagnazione e dall\u2019immobilismo. Che tutela gli interessi ma solo se rispettano i valori.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Perch\u00e9 rispettare un valore\u00a0\u00e8 spesso il modo migliore per difendere un interesse. Combattere la povert\u00e0, contrastare il degrado sociale non significa, forse, estirpare una delle radici pi\u00f9 profonde dell\u2019insicurezza?<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Come dicevano i laburisti inglesi all\u2019inizio del loro ciclo vincente: \u201cCombattere il crimine e le cause del crimine\u201d.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">O come ci ricordano le parole di Victor Hugo che stanno incise nel marmo di uno degli ingressi della Sorbona: \u201cAprire una scuola \u00e8 chiudere una prigione\u201d. Questo \u00e8 quello che dobbiamo fare: ricostruire una identit\u00e0 del nostro campo. La destra italiana in questi 15 anni ha avuto stabilit\u00e0 negli assetti e un leader unificante. Cos\u00ec ha potuto costruire una identit\u00e0, percepita da tutti, attorno ad alcuni messaggi chiari: sicurezza, libert\u00e0 di fare ogni cosa, meno Stato. Il nostro campo nello stesso periodo ha avuto instabilit\u00e0 totale nei leader, nei partiti, che si sono sciolti, ricostituiti, sostituiti, nei governi fragili. E cos\u00ec non siamo riusciti a trasmettere che sensazioni indistinte, non messaggi chiari e univoci. Se voti destra sai cosa voti. Se voti di qua non sai cosa voti.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">E questo, pi\u00f9 di ogni altra cosa, che spiega la sconfitta dello scorso anno e i risultati negativi delle amministrative e delle europee. Ricostruire una identit\u00e0. Sar\u00e0 un lavoro lungo e difficile ma il risultato delle europee ci mette in condizione di ripartire. Dobbiamo fare arrivare agli italiani messaggi comprensibili che facciano capire a tutti non solo la nostra proposta per il problema del giorno dopo ma quale \u00e8 il modello di societ\u00e0 che abbiamo in mente, quali \u00e8 la diversit\u00e0 dei nostri valori di riferimento. Poche parole chiare, che caratterizzino il partito e che indichino la via lungo la quale costruire un programma di governo.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Le parole di un riformismo moderno, che usa le radici e la memoria delle culture politiche del 900 italiano non per tornare nostalgicamente indietro, o per restare immobile, ma per immergersi in un cammino nuovo ed emozionante.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 9.65pt; mso-layout-grid-align: none;\"><span style=\"font-size: 6.5pt; color: #000000; font-family: &quot;Lucida Sans Unicode&quot;,&quot;sans-serif&quot;;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">La prima parola \u00e8 <strong>FIDUCIA<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Fiducia \u00e8 la risposta alla paura che la destra alimenta e cavalca parlando di sicurezza.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Paura della crisi, paura di perdere il lavoro, dell\u2019immigrato, della criminalit\u00e0, della povert\u00e0, della solitudine. Paura per il futuro del mondo e per i nostri figli che dovranno viverci. Quella paura che spinge alle ronde, a difendersi da soli, che spinge a rinchiudersi in casa, impauriti dagli altri che ti vivono vicini, e da come te li rappresenta la televisione. Servono allora misure e comportamenti che alimentino la fiducia personale e collettiva. Quella fiducia che tiene insieme la vita, le comunit\u00e0, il mercato. Tutte le nostre politiche, tutte le nostre proposte concrete devono essere costruite attorno a questo messaggio positivo.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Dalle misure per proteggere i lavoratori e cittadini dalla crisi, alle riforme economiche necessarie a dare prospettive a famiglie e imprese. Fino alle riforme istituzionali che ridiano fiducia ai cittadini in uno Stato e in una politica che debbono essere basati sulla trasparenza e sull\u2019efficienza.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Fiducia e coesione vanno sostenute nel mondo del lavoro, evitando di mettere nella crisi le difficolt\u00e0 le une contro le altre, secondo antiche divisioni sociali. Per noi il mondo del lavoro di oggi \u00e8 fatto insieme da lavoratori e imprenditori.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">E <strong>gli imprenditori non hanno smesso, come \u00e8 stato detto, di essere nostri nemici per diventare nostri amici se rispettano le regole. Gli imprenditori sono una parte del mondo del lavoro e una parte di noi democratici. <\/strong>In campagna elettorale sono stato a Prato, in una piccola impresa del tessile.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Il proprietario mi ha parlato dei problemi gravi della sua azienda poi, indicando i suoi dipendenti, mi ha detto: \u201cIo non licenzio nessuno. O ci salviamo tutti o chiudo\u201d. Questa \u00e8 l\u2019Italia che sconfigger\u00e0 la crisi.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Combattere la precariet\u00e0, migliorare le condizioni dei lavoratori e dare alle imprese protezione dalla crisi e sostegno per innovare, sono due pezzi della stessa politica, la nostra politica. Le proposte che abbiamo avanzato in questi mesi per fronteggiare l\u2019emergenza, dall\u2019assegno di\u00a0disoccupazione al credito per le piccole e medie imprese, sono due piccole prove di come si possa spingere all\u2019unit\u00e0 del mondo del lavoro e non alle divisioni e alla disgregazione sociale, come se la societ\u00e0 fosse divisa tra le vecchie classi di un tempo finito. Anche per questo \u00e8 giunto il tempo di ragionare su forme moderne di partecipazione dei lavoratori alle scelte delle imprese, come ci indica da decenni la nostra Costituzione. Dobbiamo ridare fiducia a milioni di persone impaurite. Per questo vogliamo cambiare il nostro welfare e renderlo uno strumento universale che accompagni tutte le persone e le famiglie nel corso della vita, proteggendole dai rischi della povert\u00e0 e dell\u2019 emarginazione. Un welfare che cominci dalla cura e dall\u2019educazione dei bambini, e che dia un ruolo centrale alla formazione permanente, come leva fondamentale per valorizzare le capacit\u00e0 personali. E vogliamo che riguardi non solo i lavoratori subordinati, come nel welfare storico, ma anche i lavoratori autonomi e gli imprenditori, specie quelli piccoli che oggi sono privi di difese sociali.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">La fiducia v\u00e0 restituita dando risposte alle paure dei cittadini, alimentate dalla criminalit\u00e0 e dall\u2019immigrazione clandestina. Le risposte sono credibili se sanno coniugare fermezza nel contrasto all\u2019illegalit\u00e0, da chiunque provenga, con politiche di integrazione sociale e di accoglienza. Su questi terreni la nostra politica tradizionale \u00e8 stata perdente, e va corretta. Perch\u00e9 ha sottovalutato i problemi e le paure dei cittadini, non si \u00e8 messa dalla loro parte, non si \u00e8 disposta a capirli. La maggioranza degli italiani, e dei ceti popolari, se non riceve risposte, perde la fiducia nella buona politica e accetta le risposte della destra che assimila immigrazione a crimine, e ora indica l\u2019immigrato anche come quello che ti toglie un posto di lavoro. Non si tratta di inseguire le ricette e i proclami repressivi della destra, inefficaci ma che intanto colpiscono l&#8217;immaginazione e il vissuto delle persone, anche dei nostri militanti. Bisogna recuperare fiducia dimostrando con i fatti che siamo in grado di difenderli, facendo rispettare l&#8217;ordine pubblico, se necessario con durezza come hanno fatto alcuni nostri sindaci, contrastando ogni forma di illegalit\u00e0 per evitare che l\u2019impunit\u00e0 di pochi comporti la criminalizzazione di tutti. Solo facendo cos\u00ec potremo spiegare le buone ragioni dell\u2019integrazione e dell\u2019accoglienza. E quelle della solidariet\u00e0 umana con chi attraversa il mare umiliato dallo sfruttamento dei racket.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 9.65pt; mso-layout-grid-align: none;\"><span style=\"font-size: 6.5pt; color: #000000; font-family: &quot;Lucida Sans Unicode&quot;,&quot;sans-serif&quot;;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">La seconda parola del nuovo riformismo \u00e8 <strong>REGOLE<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Da anni la destra italiana predica la sregolatezza, che tollera o incentiva le irregolarit\u00e0, che esalta l\u2019individualismo, la furbizia \u201cdell\u2019ognuno per s\u00e9\u201d in ogni campo. Ha fatto dimenticare che buone regole non sono ostacoli all\u2019iniziativa e alla libert\u00e0 di persone e imprese ma sono invece strumenti di tutela dalle ingiustizie e dalle disuguaglianze. Noi vogliamo buone regole che oltre a sancire diritti, stabiliscano doveri e responsabilit\u00e0, garantiscano la sicurezza collettiva. Se ci fosse stato pi\u00f9 rispetto delle regole non avremmo avuti i disastri di Viareggio e le conseguenze del terremoto che ha colpito l\u2019Aquila e l\u2019Abruzzo. Non avremmo 1300 morti sul lavoro sul lavoro ogni anno e oltre 6000 sulle strade. L\u2019applicazione rigorosa delle regole \u00e8 il presidio della legalit\u00e0 e del contrasto alla criminalit\u00e0 organizzata che uccide le potenzialit\u00e0 straordinarie di interi pezzi del Paese.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Di regole ha bisogno l\u2019economia perch\u00e9 la loro assenza \u00e8 la causa principale della destabilizzazione dei mercati finanziari e degli squilibri nell\u2019economia reale. E proprio all\u2019economia e alle imprese servono regole semplici e stabili che garantiscano il corretto svolgersi della concorrenza, che rompano i conflitti di interessi che in Italia sono diventati silenziosamente accettati, come fossero normali, avendo davanti l\u2019esempio della massima autorit\u00e0 di governo. Dobbiamo dirlo. <strong>Il centrosinistra ha colpe precise non aver approvato una normativa sul conflitto d\u2019interessi quando era maggioranza dal 1996 al 2001<\/strong>, ma quella responsabilit\u00e0 non ci pu\u00f2 spingere adesso a restare ancora fermi e silenti. Abbiamo bisogno di nuove regole nello Stato e nella Pubblica Amministrazione, che funzionano male e peggio che negli altri grandi paesi europei.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">\u00a0La gravissima crisi di affidabilit\u00e0 del sistema politico-istituzionale \u00e8 squadernata ogni giorno sotto i nostri occhi dalle immagini televisive: le inchieste e gli scandali, la guerra tra le procure, i rifiuti campani, la lentezza della giustizia e della burocrazia che ostacola e sperpera. E potrei continuare. Lo stesso patto di lealt\u00e0 fiscale ha come necessario presupposto che il cittadino sappia che i suoi soldi non vadano a finanziare spreco e inefficienza.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">E sappia che chi viola le leggi, esportando illegalmente capitali, non venga premiato anzich\u00e9 essere punito dalle legge. Per questo il PD deve impegnarsi per modernizzare lo Stato, anche stando all\u2019opposizione. Noi non ci sottrarremo alla possibilit\u00e0 di condividere, anche da subito, con i nostri avversari una riforma che renda pi\u00f9 efficace l\u2019azione di governo e il ruolo del parlamento, cominciando dal <strong>passaggio ad una sola camera legislativa, con un senato federale ed un conseguente dimezzamento dei parlamentari eletti<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 9.65pt; mso-layout-grid-align: none;\"><span style=\"font-size: 6.5pt; color: #000000; font-family: &quot;Lucida Sans Unicode&quot;,&quot;sans-serif&quot;;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">La terza parola \u00e8 <strong>UGUAGLIANZA<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Uguaglianza \u00e8 stata la parola forte dei grandi movimenti riformisti del secolo scorso. Qualcuno pensa che sia caduta in \u201cdisuso\u201d e superata. Ma non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">E\u2019 una parola moderna, centrale nel mondo globalizzato. Un mondo in cui senza gli anticorpi della politica le disuguaglianze sono destinate ad aumentare drammaticamente, dentro i paesi e tra i paesi del mondo.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Uguaglianza non come appiattimento delle differenze ma come valorizzazione delle diverse capacit\u00e0 delle persone, come uguaglianza delle opportunit\u00e0, da sostenere non solo nelle condizioni di partenza ma nel corso della vita di ciascuno.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">L\u2019Italia ha purtroppo un primato negativo: ha visto crescere le diseguaglianze tra i redditi, ha\u00a0 visto aumentare le distanze tra pezzi del suo territorio. Ha permesso il persistere di vaste sacche di povert\u00e0, specie nel mezzogiorno. Ha registrato un blocco dell\u2019ascensore sociale che ostacola la possibilit\u00e0 delle persone di sviluppare le proprie capacit\u00e0. Sono queste le diseguaglianze che sottraggono ai nostri giovani le aspettative dei coetanei di altri paesi europei, che impediscono al figlio dell\u2019operaio di avere le stesse opportunit\u00e0 nella sua vita del figlio del notaio.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Noi vogliamo cambiare questo destino che la destra ritiene inevitabile.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Vogliamo invertire la tendenza partendo da proposte immediate, che creino aperture sociali.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Pensiamo allo sviluppo della rete, della banda larga, come all\u2019investimento infrastrutturale pi\u00f9 importante di questo decennio. Come vettore di crescita e di riduzione delle disuguaglianze territoriali.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">\u00a0Pensiamo per i giovani studenti a un anno di presenza all\u2019estero finanziata, un Erasmus obbligatorio nel proprio percorso formativo, ma anche a incentivi a studenti stranieri per studiare in Italia, per attrarre cervelli. E all\u2019interno del paese pensiamo ad uno scambio fra studenti del Nord e del Sud per rafforzare esperienze e culture comuni, per aprire le comunit\u00e0 del mezzogiorno. Noi pensiamo al mezzogiorno come la possibile risorsa dell\u2019economia italiana. E\u2019 la politica nazionale, siamo noi, non un partito del Sud, a dover credere che questo \u00e8 possibile. Il mezzogiorno \u00e8 stato per decenni alla periferia del sistema economico. Oggi il cambiamento geopolitico del mondo, la centralit\u00e0 del Mediterraneo possono trasformarlo da periferia dell\u2019Europa nella sua principale porta d\u2019accesso. Per riuscirci non ha bisogno di assistenza o di aiuti generici ma richiede risorse per ridurre il divario infrastrutturale, per sostenere le imprese che investono, per colmare i ritardi del sistema formativo e, soprattutto, per vincere la battaglia nazionale per la legalit\u00e0 e contro le mafie. Uguaglianza significa poi valorizzare la libert\u00e0 di scelta e di lavoro delle donne.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Perch\u00e9 la libert\u00e0 delle donne \u00e8 la condizione essenziale per avere una societ\u00e0 pi\u00f9 dinamica e moderna, in cui la parit\u00e0 tra generi sia semplicemente garantita da una vera selezione sui talenti e le qualit\u00e0 personali. Per questo proponiamo misure di sostegno all\u2019occupazione femminile, dirette alla condivisione dei ruoli nella famiglia e alla conciliazione fra lavoro e vita personale, e proponiamo un credito fiscale ai genitori che lavorano per le spese relative alla crescita e al mantenimento dei figli.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">E sono queste le basi su cui vogliamo costruire un nuovo patto fra generazioni e generi. Un patto che riguardi anche il sistema previdenziale.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Perch\u00e9 <strong>oggi \u00e8 possibile e giusto chiedere la disponibilit\u00e0 ai genitori di lavorare qualche anno di pi\u00f9, se viene data a loro la certezza che questo serve non per finanziare sprechi, ma per dare ai propri figli pi\u00f9 ammortizzatori sociali e pi\u00f9 certezze sul loro futuro previdenziale<\/strong>. Un patto che allarghi le opportunit\u00e0 per tutti i cittadini nelle diverse fasi della vita, rispettandone e valorizzandone le diversit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Uguaglianza significa infatti tener conto delle diversit\u00e0, anche di quelle interne al mondo del lavoro dipendente. Non vogliamo appiattirle ma <strong>vogliamo garantire a tutti i lavoratori una base comune di tutele e opportunit\u00e0. Vogliamo contrastare la precariet\u00e0, non occuparcene soltanto per l\u2019assenza di ammortizzatori sociali quando il lavoro \u00e8 ormai perduto<\/strong>. Le nostre proposte indicano chiaramente queste misure: dal superamento delle forme di collaborazione professionale che coprono rapporti di lavoro subordinato agli ammortizzatori sociali universali per tutte le imprese e i lavoratori.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Sino alla previsione di una <strong>soglia minima di salario, comune a tutti i tipi di contratto<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Questo zoccolo sociale comune costituisce la base per una buona occupazione e per una flessibilit\u00e0 sostenibile.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">L\u2019uguaglianza infine deve essere la parola chiave anche nei rapporti internazionali, con nuove forme di governance multilaterali, che contrastino l\u2019azione di un mercato e di un commercio senza regole e che diano voce a tutti i paesi, compresi quelli pi\u00f9 svantaggiati.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Per questo vigileremo che vengano mantenuti gli impegni presi dal nostro governo al G8 in materia di cooperazione allo sviluppo, la grande tradita di questo anno di governo.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">La quarta parola \u00e8 <strong>MERITO<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Una parola profondamente legata a quella precedente, a uguaglianza Per sottrarsi alla retorica della meritocrazia occorre che il merito divenga la chiave della vita sociale e sia concepito come la leva fondamentale per superare molte delle ingiustizie sociali che opprimono la nostra societ\u00e0, per rimettere in<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">moto la mobilit\u00e0 sociale. Merito per noi significa riconoscere e valorizzare le capacit\u00e0 delle persone, significa avere la speranza di migliorare la propria vita e quella dei propri figli.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Merito non vuol dire competizione sfrenata ma riconoscimento dei talenti, dell\u2019impegno, del valore del lavoro. L\u2019egualitarismo indifferenziato ha prodotto nel corso dei decenni pi\u00f9 recenti, gravi e profonde ingiustizie sociali. Per questo l\u2019affermazione del merito pu\u00f2 tradursi, se declinato con rigore, in un fattore di forte discontinuit\u00e0 culturale, in una battaglia profondamente democratica. Per questo le nostre proposte si rivolgono a tutti, alle componenti pi\u00f9 dinamiche della societ\u00e0, che non devono temere di essere penalizzate e a quelle pi\u00f9 esposte ai rischi di emarginazione, che vanno sostenute nella loro crescita. Oggi la societ\u00e0 italiana \u00e8 prevalentemente organizzata su sistemi di cooptazione basati su relazioni familiari,<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">professionali, politiche, sindacali, associative o di altro genere. Relazioni che condizionano l\u2019accesso a carriere pubbliche e private, alle professioni come allo svolgimento di attivit\u00e0 di impresa in una serie di settori protetti da potenti barriere.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">La nostra battaglia deve rompere questo immobilismo, settore per settore. Deve innestare radicali cambiamenti per aprire tutti i campi e per investire sulla intelligenza e la creativit\u00e0 dei ragazzi italiani. E il criterio del merito, associato a quello del dovere, deve riguardare in primo luogo la scuola e le universit\u00e0, gli studenti e le loro famiglie.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Ma deve poi riguardare anche la progressione di carriera dei docenti e deve diventare il criterio per il trasferimento di risorse da parte dello Stato alle singole universit\u00e0, con certificazione di qualit\u00e0 in base a parametri europei. Questa impostazione va adattata in tutto il settore pubblico dove l\u2019ottica attuale deve essere corretta: mettersi non soltanto dalla parte dei dipendenti o degli amministratori pubblici ma dalla parte dei cittadini.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Non si pu\u00f2 pi\u00f9 attribuire le inefficienze solo e sempre alla mancanza di risorse. Non \u00e8 vero che pi\u00f9 soldi generano sempre pi\u00f9 qualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Molto dipende da una migliore organizzazione, da procedure semplificate, dall\u2019impegno di chi vi opera. E chi opera bene va riconosciuto e premiato.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Il merito deve affermarsi anche nello spazio dell\u2019attivit\u00e0 economica privata. Un\u2019idea meritocratica del mercato non vuol dire affatto liberismo. \u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Vuol dire affermare, anche nei rapporti economici una nuova etica della responsabilit\u00e0, regole dei mercati e trasparenza a tutela delle imprese e dei cittadini. Sta alle forze progressiste mostrare che la risposta conservatrice, apparentemente protettiva e tranquillizzante, in realt\u00e0 non crea un nuovo ordine ma cerca solo di rinviare il problema e di tenere tutto drammaticamente immobile.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">La quinta e ultima parola \u00e8 <strong>QUALITA\u2019.<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Nel mondo globalizzato ogni paese, ogni economia nazionale dovr\u00e0 rinunciare ad essere competitiva su tutto e dovr\u00e0 puntare sui terreni su cui \u00e8 pi\u00f9 forte e vincente. Alcune nazioni punteranno sul basso costo della mano d\u2019opera, altre sulle grandi estensioni territoriali, altre sulle materie prime. L\u2019Italia dovr\u00e0 puntare sulla qualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Puntare sulla qualit\u00e0 significa puntare sull\u2019eccellenza, sulla parte alta della filiera produttiva, dove contano di pi\u00f9 la creativit\u00e0 e il capitale umano.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Significa investire in conoscenza. Scuola, scuola, scuola e poi universit\u00e0, ricerca, innovazione, cultura.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Significa valorizzare la capacit\u00e0 di produrre o di inventare cose che piacciono a un mondo voglioso di qualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Alle Olimpiadi di Pechino erano piemontesi le pavimentazioni degli impianti sportivi, bresciani i fucili che hanno vinto medaglie, marchigiane le macchine elettriche, lombarde le piscine, toscani gli scafi del canottaggio, del CNR la centrale di monitoraggio ambientale pi\u00f9 grande al mondo.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Qualit\u00e0 significa valorizzare la bellezza del proprio territorio, delle coste, delle nostre montagne, delle citt\u00e0 e dei borghi italiani, della loro storia e del loro patrimonio culturale. Valorizzare un tessuto di piccole e medie imprese legate al territorio e attente alla qualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Valorizzare le radici e le nostre tradizioni, un intreccio unico di storia e cultura, di agricoltura e prodotti tipici, di buona cucina, di coesione sociale e qualit\u00e0 della vita. L\u2019Italia \u00e8 la risorsa dell\u2019economia italiana.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Difenderla dalla devastazione e dal saccheggio, \u00e8 come per l\u2019economia di un paese arabo tutelare le proprie risorse petrolifere.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Anche per questo valorizzare e investire sull\u2019ambiente e l\u2019economia verde deve essere la nostra priorit\u00e0. La green economy sar\u00e0 nel prossimo decennio ci\u00f2 che \u00e8 stata la rivoluzione informatica negli anni 80, il nuovo motore dell\u2019economia mondiale. Chi raccoglier\u00e0 questa sfida sar\u00e0 protagonista, chi si attarder\u00e0 \u00e8 destinato a rimanere ai margini. I risultati del recente G8 hanno segnato una timida inversione di tendenza nell\u2019impegno per le energie rinnovabili e contro il riscaldamento globale. Occorre fare di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Noi vogliamo che l\u2019Italia faccia proprio il programma della presidenza Svedese dell\u2019Unione europea e per questo proponiamo che si alleggeriscano le tasse sulle imprese che mettono in atto comportamenti meno inquinanti. Noi vogliamo che l\u2019Italia guidi una rivoluzione verde, vogliamo estenderne le grandi opportunit\u00e0 a tutti i territori, a cominciare da quelli del Sud, che su questi temi potrebbe riscoprire una vocazione che traini il suo sviluppo.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Per centrare questo obiettivo serve un Partito Democratico pi\u00f9 coraggioso e pi\u00f9 netto nei suoi s\u00ec e nei suoi no.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">\u00a0S\u00ec a una radicale riconversione del nostro sistema energetico verso l&#8217;efficienza, il risparmio, le fonti rinnovabili. No al nucleare del passato, pericoloso e costosissimo. S\u00ec a una rivoluzione fiscale che alleggerisca il prelievo su lavoro e imprese che inquinano e consumano meno. No all&#8217;abusivismo e al consumo spregiudicato di territorio. S\u00ec all&#8217;edilizia di qualit\u00e0 e alla sicurezza antisismica.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">No a tutte le forme di illegalit\u00e0 ambientale, cominciando da una lotta senza quartiere alle ecomafie e dall&#8217;inserimento dei reati ambientali nel codice penale. S\u00ec a uno sviluppo locale e urbano che scelga una mobilit\u00e0 pi\u00f9 sostenibile e meno soffocata dal trasporto su strada, che opti per sistemi moderni di smaltimento dei rifiuti. E\u2019 su questa rotta che oggi deve muoversi l\u2019Italia. Dobbiamo avere fiducia nei nostri talenti.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Abbiamo territori ricchi di saperi, di creativit\u00e0, di comunit\u00e0 che conservano qualit\u00e0 della vita e forte coesione sociale. Dobbiamo valorizzare questi talenti con l\u2019innovazione, sfruttando le grandissime opportunit\u00e0 offerte dalle nuove tecnologie. Ma dobbiamo farlo.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Ricostruire un\u2019identit\u00e0 del nostro campo e farci capire dagli italiani con parole chiare. Sar\u00e0 un lavoro lungo e difficile. Serviranno passione e tempo.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Un lavoro importante anche perch\u00e9 su questa base poi costruiremo la nuova alleanza con cui candidarci alla guida del Paese e vincere.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Vogliamo tornare a vincere e quindi <strong>sceglieremo la strada delle alleanze anche per il governo nazionale, come abbiamo fatto nei comuni e nelle province<\/strong> e come faremo il prossimo anno nelle regioni. <strong>Ma dobbiamo dire con chiarezza che non torneremo a quella stagione delle coalizioni frammentate e litigiose, costruite con l\u2019unico collante del nemico comune<\/strong>. Quel tipo di coalizione che ha sempre colpevolmente coperto la qualit\u00e0 dell\u2019azione dei governi di centrosinistra.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Formeremo una alleanza che dia agli italiani la garanzia di un programma condiviso e realizzabile. Credibile non solo per vincere ma anche per poi riuscire a governare. E difenderemo i principi del bipolarismo e dell\u2019alternanza tanto faticosamente conquistati.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\"><strong>Non torneremo indietro, ad un centro-sinistra col trattino, basato su una divisione di compiti nel raccogliere consenso o nel rappresentare pezzi di societ\u00e0 e che circoscriva la nostra capacit\u00e0 espansiva. Solo ipotizzarlo significa dichiarare fallita l\u2019esperienza del Pd, che \u00e8 nato proprio sul superamento di quella divisione di compiti e significa non avere capito che quello schema si trascina forse in pezzi di classe dirigente ma non esiste pi\u00f9 da tempo nel nostro popolo. Un unico popolo fin da prima che nascesse il Partito democratico.<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">\u00a0Non torneremo nemmeno indietro a scelte politiche <strong>n\u00e9 accetteremo leggi elettorali che spostino a dopo il voto la scelta delle alleanze, sottraendo ai cittadini il diritto di conoscerle e sceglierle prima<\/strong>. Dopo che gli \u00e8 stato gi\u00e0 tolto il diritto di scegliere le persone da eleggere. Diritto che noi vogliamo venga restituito a loro, con il ritorno ai collegi uninominali, compatibili con diversi modelli di legge elettorale, ma sempre in grado di mantenere il migliore rapporto tra un eletto e il suo territorio.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Per preparare una nuova alleanza servono pazienza e lavoro. Oggi caratterizzarsi e scontrarsi nel dibattito congressuale soltanto sulla scelta dei possibili alleati di domani sarebbe prova di una sconcertante povert\u00e0 di idee. Fare l\u2019opposizione insieme con altri partiti, individuare battaglie comuni, in Parlamento e nel Paese, sui contenuti dell\u2019azione di governo, sar\u00e0 il terreno migliore per sperimentare la possibilit\u00e0 di formare una alleanza coesa e credibile. Fare l\u2019opposizione.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Parliamo troppo poco di questo. Eppure questo oggi \u00e8 il nostro compito principale.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Il compito che dobbiamo svolgere anche in questi mesi di congresso, tenendo distinto il piano del dibattito interno dall\u2019esigenza di rappresentare le posizioni del partito all\u2019esterno in modo unitario e condiviso.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Dobbiamo continuare a mettere in campo proposte per risolvere i problemi del Paese ma questo non \u00e8 in alcun modo in contrasto con quello che fanno le opposizioni in tutte le democrazie del mondo: si oppongono. Criticano l\u2019azione del governo, ne denunciano le omissioni e le colpe.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Noi dobbiamo riuscire a farlo con pi\u00f9 determinazione. Non dobbiamo farci condizionare dalle parole dei nostri avversari o di quei politologi interessati che ci accusano di antiberlusconismo ad ogni critica che facciamo. Contrastare il governo non \u00e8 antiberlusconismo. Essere riformisti non significa restare zitti.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Un riformista alza la voce, batte i pugni sul tavolo quando vede violentati lo stato di diritto e le istituzioni democratiche, quando vede un governo che nega la crisi e le difficolt\u00e0 di milioni di italiani, che non approva n\u00e9 riforme strutturali n\u00e9 misure per fronteggiare l\u2019emergenza.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Un riformista alza la voce e batte i pugni sul tavolo quando un capo del governo attacca la stampa libera e il diritto di cronaca, quando intimidisce imprenditori e editori, quando offende le istituzioni internazionali, colpevoli solo di dire la verit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">La verit\u00e0. Questa cosa per lui cos\u00ec strana e pericolosa. Fare l\u2019opposizione con fermezza e contemporaneamente mettere in campo proposte per fronteggiare la crisi. E poi fare il partito. Perch\u00e9 il partito lo stiamo ancora costruendo. E il congresso sar\u00e0 l\u2019occasione per fargli fare un grande passo in avanti. Per questo non dobbiamo temerlo o viverlo come una lacerazione, o addirittura come l\u2019anticamera di una scissione. <strong>Qualsiasi cosa accada noi resteremo insieme. Ma abbiamo bisogno di un confronto vero e onesto tra visioni differenti sul futuro e su quello che abbiamo fatto da quando il PD \u00e8 nato.<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Ci sono certamente stati limiti e abbiamo fatto errori, abbiamo gi\u00e0 attraversato sconfitte e risultati positivi, come sempre \u00e8 stato e sempre sar\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Ma per una volta vorrei che tutti noi rivendicassimo il lavoro che insieme abbiamo fatto. Rivendicassimo con orgoglio il lavoro straordinario che insieme abbiamo fatto.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">In venti mesi abbiamo dovuto sciogliere i partiti precedenti, darci regole e statuti, radicare i circoli. Abbiamo fatto le primarie, gestito due campagne elettorali. In venti mesi abbiamo costruito uno dei pi\u00f9 grandi partiti del campo progressista. Alle elezioni europee di quel campo siamo diventati il primo partito, il partito che ha preso pi\u00f9 voti.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Abbiamo cambiato la politica italiana, chiudendo la stagione della frammentazione politica e delle coalizioni contro.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Abbiamo fatto nascere oltre 6000 circoli, abbiamo ormai incrociato e mescolato le nostre provenienze, come questo congresso sta dimostrando, abbiamo oltre mezzo milione di iscritti e migliaia di quadri e amministratori. Su questo lavoro oggi possiamo investire. Da questo lavoro, anche dai nostri errori, possiamo ripartire per costruire il partito.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Un partito che coltiva le diversit\u00e0 culturali al suo interno come una ricchezza, ma che cerca e trova la sintesi. Diversit\u00e0 non significa galleggiare e non scegliere. Significa dialogare, accettarsi e poi decidere. Nel modo pi\u00f9 semplice e antico, quello che per noi sembrava un tab\u00f9: votando.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">In questi quasi cinque mesi da Segretario ho cercato di fare cos\u00ec: su temi che sui giornali sembravano destinati a spaccarci drammaticamente, abbiamo discusso e votato. Dalla scelta sul referendum, alla convocazione del congresso sino alla nascita del nuovo gruppo parlamentare al parlamento europeo, l\u2019Alleanza progressista. E fatemi dire che questa \u00e8 la nostra vittoria politica pi\u00f9 bella. Sul terreno che a tutti sembrava il pi\u00f9 insidioso e insormontabile, abbiamo fatto fare un passo enorme a tutte le forze democratiche e socialiste europee verso una nuova casa comune. E cos\u00ec continueremo a fare: discutere e decidere, anche sui temi pi\u00f9 difficili, a cominciare da quelli eticamente sensibili.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Diremo no a chi pensa che su un terreno cos\u00ec nuovo e delicato, che interroga e riempie di paure e di speranze le coscienze di laici e cattolici allo stesso modo, il confronto voglia dire soltanto sbattersi reciprocamente in faccia la propria verit\u00e0. Ci aspetta alla Camera il lavoro sul testamento biologico.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Ci ascolteremo, dialogando. Ma <strong>alla fine decideremo la posizione del partito. Rispetteremo fino in fondo chi non si sentir\u00e0 di condividerla, ma decideremo. Sar\u00e0 il modo pi\u00f9 onesto di interpretare la laicit\u00e0 del nostro partito e di rispettare il principio intoccabile della laicit\u00e0 dello Stato. <\/strong>Quello che sta scritto nella nostra Costituzione e che appartiene a tutti noi, laici e cattolici del PD.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Lo hanno detto molto chiaramente i 60 parlamentari cattolico- democratici nella lettera con cui due anni fa hanno spiegato il rapporto tra la loro scelta di fede e la laicit\u00e0 nelle scelte politiche e parlamentari. E non dobbiamo cadere nella tentazione di far diventare questo tema il terreno dello scontro e delle divisioni congressuali. Deve essere invece la base condivisa del nostro percorso comune.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">La laicit\u00e0 oggi non \u00e8 pi\u00f9 soltanto il principio che regola il rapporto tra Chiesa cattolica e Stato. Nella societ\u00e0 aperta, nel mondo globale e plurale, il tema della laicit\u00e0 va declinato in modo pi\u00f9 ampio. Non si pu\u00f2 parlare al singolare: esistono fedi e culture diverse che sono chiamate a convivere. E questo pluralismo \u00e8 caratterizzato da valori e tradizioni a loro volta diversi, che talvolta possono essere in conflitto.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Essere laici nelle societ\u00e0 contemporanee significa accettare che nessuna scelta politica sia sottratta alla faticosa strada delle necessarie sintesi. Sapendo con certezza che <strong>nessuna legge potr\u00e0 mai essere l\u2019automatica traduzione di un valore religioso<\/strong>. La laicit\u00e0, dunque, oggi \u00e8 la garanzia della libert\u00e0 di tutti, credenti in una fede o non credenti, nello spazio pubblico, nei loro diritti civili.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">E non si pu\u00f2 pensare ad un baluardo pi\u00f9 solido, a difesa dello Stato laico, di un grande partito come il PD. Un partito forte perch\u00e9 radicato nella complessit\u00e0 del popolo italiano, e quindi capace di resistere ad ogni tentativo di condizionarne le scelte. E un partito plurale. Un partito che fa della contaminazione tra le visioni del mondo e le culture politiche al proprio interno, un argine efficace contro tutti gli integralismi e i fondamentalismi, religiosi come ideologici. Poi vogliamo un partito aperto.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Che spalanca i propri gruppi dirigenti a quelle persone, soprattutto a quei giovani e quelle donne, che non hanno appartenenze precedenti e che hanno scelto di cominciare il loro impegno politico con il Pd.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Quelli che vorrebbero entrare e impegnarsi ma spesso non sanno nemmeno a che porta bussare e invece abbiamo un bisogno enorme della loro freschezza e delle loro energie. Un partito che investe e spende nella formazione politica.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Questa cosa preziosa e dimenticata. Indispensabile per spazzare l\u2019idea superficiale che si possano avere responsabilit\u00e0 politiche senza un percorso di preparazione e di studio che comincia dal basso, dalla gavetta. Un partito in cui il rinnovamento necessario dei gruppi dirigenti non ha nulla a che vedere col \u201cnuovismo\u201d scelto dall\u2019alto, ma significa valorizzare e investire sull\u2019esperienza e sul radicamento territoriale di sindaci, di amministratori, di segretari provinciali e coordinatori di circolo, di parlamentari e quadri del partito.<br \/>\nAppena eletto segretario ho pensato di dover fare cos\u00ec, ho sciolto i vecchi organi collegiali e ho formato una segreteria costituita da un Sindaco, un Presidente di Provincia e uno di Regione, un segretario regionale e uno provinciale, una parlamentare e un consigliere regionale.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Per questo non devo fare promesse, ma soltanto dire che con questi stessi criteri comporr\u00f2 la mia futura squadra.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Un partito che difende come oro la forza dei propri militanti.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Tutte quelle persone che hanno scelto, iscrivendosi al partito, di dedicare una parte della propria vita a un ideale, tenendo aperti i circoli, distribuendo volantini e giornali, animando le feste di partito, appassionandosi per la politica.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Ma un partito che sa anche che nella societ\u00e0 di questo secolo esistono altre forme di partecipazione a un progetto politico, meno stabili ma non per questo meno vere e appassionate. Cambiamo lo statuto dove non funziona. Rivediamo le regole del tesseramento per avere pi\u00f9 apertura e pi\u00f9 trasparenza insieme.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Mettiamo un po\u2019 d\u2019ordine nelle regole ma non rinunciamo alla scelta che abbiamo fatto alla nascita del Pd, di affidare agli iscritti le scelte del partito e l\u2019elezione degli organi territoriali, affiancando a loro gli elettori, da chiamare nei momenti delle grandi scelte, com\u2019\u00e8 certamente l\u2019elezione di un segretario nazionale. Non alziamo barriere.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Gli elettori del Pd non sono estranei, sono parte di noi. Sono quelli che arrivano nelle grandi mobilitazioni civili, che ci sostengono nelle campagne elettorali, che riempiono le piazze e i comitati. Ecco perch\u00e9 difendo questo equilibrio e perch\u00e9 penso che le primarie del 25 ottobre saranno un\u2019altra momento importante per noi e per la democrazia italiana.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Io voglio un partito solido.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Ma fare un partito solido nel 2009 non significa rispolverare i modelli di cinquant\u2019anni fa.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Poi un partito nazionale e federale insieme che, dentro una missione unitaria, lasci ai partiti regionali autonomia politica e statutaria nella scelta del modello organizzativo, delle alleanze, dei candidati, delle priorit\u00e0 programmatiche.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Partiti regionali che, come prevede il nostro statuto, possano decidere di aggregarsi per aree geografiche omogenee, nel nord o nel sud del paese, per dare pi\u00f9 forza, organizzativa e politica alla nostra azione. Un partito infine radicato sul territorio, che vuole avere un circolo in ogni paese, in ogni quartiere con una sede aperta. Circoli che non siano solo luoghi per misurare i rapporti di forza nei congressi o per comporre organi e giunte, ma che si occupino del territorio e dei problemi delle comunit\u00e0 locali in cui sono. Questo \u00e8 il radicamento.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Circoli come antenne per ascoltare e capire l\u2019Italia. Ce ne sono migliaia che sono nati cos\u00ec e che vogliono restare cos\u00ec. Li ho incontrati dappertutto girando citt\u00e0 e comuni, prima e durante la campagna elettorale. Circoli e iscritti che rifiutano di appartenere a tizio o a caio, a un capo o all\u2019altro. Che sono nati liberi e vogliono restare liberi.\u00a0Che al congresso voteranno il Segretario nazionale non in base all\u2019indicazione ricevuta da qualcuno che conta ma secondo coscienza, scegliendo il candidato che pensano far\u00e0 meglio per il loro partito. Guardando non da dove viene ma dove vuole andare. Un Patto con i Circoli. Questa \u00e8 la mia proposta per il congresso.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Un Patto che rispetti la pluralit\u00e0 di culture che arricchiscono il partito. Che non le teme. Che non cerca di fare prevalere una identit\u00e0 sulle altre. Avere scelto di fare un grande partito significa necessariamente imparare ad accettare le diversit\u00e0 che ci sono ancora tra noi. Sentirsi come un fiume, come un grande fiume che raccoglie e mescola le acque di tanti affluenti e le porta verso il mare lontano. L\u2019arcipelago di storie e provenienze che sostengono la mia candidatura non \u00e8 un limite \u00e8 una ricchezza. Sar\u00e0 mia la responsabilit\u00e0 di fare sintesi, e di trasformare in un messaggio condiviso e unico questa variet\u00e0 di posizioni. Che sono per\u00f2, voglio dirlo con chiarezza, la migliore garanzia che il Partito Democratico rester\u00e0 fedele all\u2019idea che l\u2019ha fatto nascere. Che non torneremo indietro. Che non torneremo a riconoscerci nelle provenienze che abbiamo scelto liberamente e consapevolmente di lasciare alle nostre spalle.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Ci vuole sempre pi\u00f9 coraggio quando si sceglie di andare avanti. Fermarsi o tornare indietro pu\u00f2 essere pi\u00f9 tranquillo e rassicurante, soprattutto in un tempo di paure e incertezze. Ma noi vogliamo un partito che ha il coraggio di rischiare. Un partito che ha coraggio nel costruire se stesso e il proprio radicamento con pulizia e con rigore, che ha coraggio sia nell\u2019ammettere i propri errori che nel rivendicare con orgoglio i risultati della sua giovane storia. Un partito che ha coraggio nel fare l\u2019opposizione, sfidando la prepotenza e il potere di questa destra con la forza delle ideali, della voce, delle mani e delle braccia di migliaia di donne e di uomini. Un partito che ha coraggio nello svegliare la coscienza civile di un paese che sotto la crosta \u00e8 pieno di forza e di energia positiva, di talenti e di voglia di futuro. Un partito che propone all\u2019Italia il cambiamento contro la conservazione. Oggi, davanti a voi, assumo l\u2019impegno di mettercela tutta.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">\u00a0Ho cominciato ad amare la politica a 16 anni, in una assemblea studentesca che non potr\u00f2 mai dimenticare, piena di giovani che si infuocavano di amore per le loro idee, cos\u00ec lontane, cos\u00ec diverse, cos\u00ec assolute. Credevamo tutti che la politica fosse la chiave per cambiare il mondo.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\">Da allora ho incrociato speranze e amarezze, ho iniziato a 20 anni in consiglio comunale e mi sono trovato segretario del partito che ho sempre sognato, ho fatto errori, ho conosciuto l\u2019entusiasmo e la disillusione. Ma sono ancora convinto che la politica sia quella chiave per cambiare il mondo, sia la chiave per costruire il giorno che viene. \u201cOgni mattina \u2013ha scritto David Maria Turoldo- quando si leva il sole, inizia un giorno che non ha mai vissuto nessuno\u201d. Abbiamo davanti a noi un tempo che vale la pena vivere. Sar\u00e0 un tempo di sfide dure e bellissime. Sar\u00e0 il nostro nuovo giorno. E noi lo vivremo.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\"><em><\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;\"><em><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BIPOLARISMO, DEMOCRAZIA DELL&#8217;ALTERNANZA, GOVERNO SCELTO DAI CITTADINI: QUESTO IL QUADRO ISTITUZIONALE DI RIFERIMENTO. E POI:\u00a0FIDUCIA, REGOLE, UGUAGLIANZA, MERITO, QUALITA&#8217;; SONO QUESTE LE PAROLE-CHIAVE SULLE QUALI IL SEGRETARIO USCENTE SI PROPONE DI PROSEGUIRE NELLA COSTRUZIONE DEL PARTITO DEMOCRATICO Discorso tenuto a Roma il 16 luglio 2009. Alcuni dei passaggi pi\u00f9 significativi sono evidenziati in grassetto. V. 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