
{"id":44079,"date":"2017-03-07T14:34:48","date_gmt":"2017-03-07T13:34:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=44079"},"modified":"2017-03-07T14:34:48","modified_gmt":"2017-03-07T13:34:48","slug":"cosi-il-fisco-puo-favorire-lequilibrio-fra-donne-e-uomini-sul-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=44079","title":{"rendered":"COS\u00cc IL FISCO PU\u00d2 FAVORIRE L&#8217;EQUILIBRIO FRA DONNE E UOMINI SUL LAVORO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">RIDURRE LA TASSAZIONE SUL (SOLO) LAVORO FEMMINILE COME \u201cAZIONE POSITIVA\u201d DA SPERIMENTARE FINO AL RAGGIUNGIMENTO DELL\u2019OBIETTIVO DI UNA SUFFICIENTE PARIT\u00c0 DI GENERE SIA NEI TASSI DI PARTECIPAZIONE SIA NELLE PROSPETTIVE DI RETRIBUZIONE E DI CARRIERA<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale <strong>di Alberto Alesina e Andrea Ichino<\/strong> pubblicato sul<\/em> Corriere della Sera <em>il 7 marzo 2017 &#8211; In argomento v. anche<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26142\" target=\"_blank\"><em>il disegno di legge per la detassazione selettiva del lavoro delle donne<\/em><\/a> <em>ripresentato<\/em> <em>da me con dieci altri senatori nel marzo 2013<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_43951\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43951\" class=\"size-full wp-image-43951\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Alesina.jpg\" alt=\"Alberto Alesina\" width=\"290\" height=\"174\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Alesina.jpg 290w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Alesina-150x90.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><p id=\"caption-attachment-43951\" class=\"wp-caption-text\">Alberto Alesina, professore di Politica Economica nell&#8217;Universit\u00e0 di Harvard<\/p><\/div>\n<p>La partecipazione al lavoro femminile \u00e8 pari, in Italia, al 47 per cento contro una media di circa il 60 per cento nei 28 paesi dell\u2019Unione Europea. Peggio di noi solo la Grecia. \u00a0In Germania \u00e8 il 70 per cento e in Svezia si arriva al 74 per cento. In compenso le donne italiane lavorano in casa il doppio degli uomini (circa 40 ore contro 20 per settimana). Sommando il lavoro in casa e fuori, la differenza totale \u00e8 di mezzora in pi\u00f9 per le donne.\u00a0 Sembra poco, ma moltiplicato per 365 giorni l\u2019anno sono circa 23 giorni lavorativi di 8 ore. Un\u2019enormit\u00e0 e lo riconoscono anche i compagni delle donne intervistate. I dati sono tratti da una nostra indagine per Valore D e valgono non solo per un campione rappresentativo della popolazione, ma anche per un campione di donne manager. \u00a0Quindi, anche le donne con elevato livello di istruzione mediamente lavorano molto in casa mentre i loro compagni, indipendentemente dal livello di istruzione, non le aiutano quasi per nulla nei lavori domestici.<\/p>\n<p>Va bene cos\u00ec? Forse questo stato di cose corrisponde alle preferenze di una parte delle coppie pi\u00f9 anziane. A giudicare, per\u00f2, da quanto avviene negli altri Paesi europei (verso i quali troppi nostri giovani stanno fuggendo, come ricordato ieri dall\u2019Istat), le nuove generazioni preferiscono equilibri diversi che, tra l\u2019altro, possono produrre effetti positivi per tutta la collettivit\u00e0. \u00a0Una divisione pi\u00f9 equilibrata dei compiti, infatti, non spreca il capitale umano delle donne quasi solo in compiti domestici e non assorbe quello degli uomini interamente nel mercato. I padri non sono meno importanti delle madri per i figli e la tradizionale divisione \u201cdonne a casa &#8211; uomini in azienda\u201d oggi non \u00e8 pi\u00f9 vantaggiosa, se mai lo \u00e8 stata.<\/p>\n<div id=\"attachment_40751\" style=\"width: 285px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40751\" class=\"wp-image-40751 size-full\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/andrea.jpg\" alt=\"andrea\" width=\"275\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/andrea.jpg 275w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/andrea-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/><p id=\"caption-attachment-40751\" class=\"wp-caption-text\">Andrea Ichino, professore di Economia del Lavoro nell&#8217;Istituto Universitario Europeo di Fiesole<\/p><\/div>\n<p>Come rimediare al nostro ritardo? Una decina d\u2019anni fa avevamo suggerito una proposta di facile attuazione: ridurre la tassazione sul (solo) lavoro femminile come \u201cazione positiva\u201d (affirmative action) da sperimentare fino al raggiungimento dell\u2019obiettivo di una sufficiente parit\u00e0 di genere sia nei tassi di partecipazione sia nelle prospettive di retribuzione e di carriera. In questo modo, le famiglie avrebbero un incentivo a far lavorare le donne relativamente di pi\u00f9 nel mercato e gli uomini di pi\u00f9 a casa. Molti studi dimostrano che una riduzione anche modesta delle aliquote sul reddito femminile induce un forte aumento dell\u2019offerta di lavoro delle donne, facendo perdere allo Stato poco gettito fiscale dato l\u2019aumento consistente della base imponibile. \u00a0Quindi questa riduzione delle aliquote costerebbe relativamente poco e potrebbe essere compensata con la riduzione di quei trasferimenti alle famiglie che costano tanto e hanno effetti limitati o addirittura controproducenti perch\u00e9 si limitano ad alleviare i sintomi, senza contribuire ad eliminare le cause delle disparit\u00e0 di genere. Aprire un asilo nido ad ogni angolo di strada, sussidiato dai contribuenti, non consentir\u00e0 alle donne di lavorare di pi\u00f9 nel mercato e avere carriere simili a quelle degli uomini, se saranno sempre loro a dover mollare tutto a met\u00e0 pomeriggio per correre a prendere i figli. \u00a0E i figli non sono comunque l\u2019unico compito che uomini e donne devono dividersi in casa, soprattutto in una popolazione in cui gli anziani richiedono sempre maggiore attenzione familiare. Sia per la cura dei figli sia per la cura degli anziani, meglio sarebbe risparmiare sui sussidi e lasciare pi\u00f9 reddito in mano alle famiglie in modo che siano libere di scegliere il tipo di cura che preferiscono, piuttosto che affidare allo Stato il diritto di decidere cosa sia meglLa tassazione differenziata a favore delle donne, invece, cura la causa del problema perch\u00e9 induce le coppie a riequilibrare la divisione dei compiti familiari e di quelli svolti nel mercato. Lo studio di una riforma fiscale svedese del 2007 mostra, in una ricerca di uno di noi (Ichino), che una riduzione anche contenuta dell\u2019aliquota della donna rispetto a quella dell\u2019uomo aumenta in modo considerevole la differenza tra i giorni di congedo parentale presi dall\u2019uomo rispetto a quelli presi dalla donna. Un effetto pi\u00f9 grande di quello che la riforma italiana del congedo parentale sembra aver ottenuto.<\/p>\n<p>Inoltre, lasciare pi\u00f9 risorse e opportunit\u00e0 di lavoro a disposizione delle coppie aumentando l\u2019incentivo a dividere equamente tra i sessi i compiti di cura, potrebbe influire positivamente sulla fertilit\u00e0 che nel nostro Paese continua a ridursi (si vedano ancora i dati Istat di ieri).<\/p>\n<p>Oggi si legger\u00e0 tanta retorica sulla questione femminile. Da domani, come ogni anno, ce ne dimenticheremo e continueremo a non utilizzare il valore del capitale umano delle donne sul lavoro e di quello degli uomini a casa. \u00a0Ma allora smettiamola di celebrare, ipocritamente, la Festa della Donna.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RIDURRE LA TASSAZIONE SUL (SOLO) LAVORO FEMMINILE COME \u201cAZIONE POSITIVA\u201d DA SPERIMENTARE FINO AL RAGGIUNGIMENTO DELL\u2019OBIETTIVO DI UNA SUFFICIENTE PARIT\u00c0 DI GENERE SIA NEI TASSI DI PARTECIPAZIONE SIA NELLE PROSPETTIVE DI RETRIBUZIONE E DI CARRIERA Editoriale di Alberto Alesina e Andrea Ichino pubblicato sul Corriere della Sera il 7 marzo 2017 &#8211; In argomento v. 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