
{"id":44115,"date":"2017-03-09T17:16:32","date_gmt":"2017-03-09T16:16:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=44115"},"modified":"2017-03-13T00:01:56","modified_gmt":"2017-03-12T23:01:56","slug":"comprendere-il-populismo-i-numeri-delle-disuguaglianze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=44115","title":{"rendered":"COMPRENDERE IL POPULISMO: I NUMERI DELLE DISUGUAGLIANZE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">I PAESI CON ALTI LIVELLI DI DISEGUAGLIANZA TENDONO A OSCILLARE TRA DEMOCRAZIA E REGIME AUTOCRATICI: QUESTO CREA VOLATILIT\u00c0 DELLE POLITICHE, DEPRIMENDO GLI INVESTIMENTI E IN DEFINITIVA LA CRESCITA ECONOMICA STESSA<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di <a href=\"http:\/\/www.idemlab.org\/author\/pushan-dutt\/\">Pushan Dutt<\/a><\/strong>, economista e politologo (*), postato sul suo <a href=\"http:\/\/knowledge.insead.edu\/blog\/insead-blog\/understanding-populism-inequality-by-the-numbers-5087\">blog<\/a> il 15 Dicembre 2016 sotto il titolo <\/em>Understanding populism: inequality by the numbers<em> &#8211; La traduzione \u00e8 a cura della redazione iDemLab per la versione pubblicata sul sito<\/em> <a href=\"http:\/\/www.idemlab.org\/\" target=\"_blank\">idemlab.org<\/a> <em>l&#8217;8 marzo 2017 &#8211; In argomento v. anche il mio editoriale del 12 febbraio scorso,<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43773\" target=\"_blank\">Sostenere la parte bassa della proboscide<\/a> <em>e gli ulteriori documenti e interventi di cui ivi si trovano i link \u00a0 \u00a0 <\/em><br \/>\n<!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_44117\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44117\" class=\"size-medium wp-image-44117\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pushan-Dutt-300x168.png\" alt=\"Pushan Dutt\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pushan-Dutt.png 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pushan-Dutt-150x84.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-44117\" class=\"wp-caption-text\">Pushan Dutt<\/p><\/div>\n<p><strong>La spettacolare crescita del populismo nel 2016 stava covando da tempo: i dati sulle disuguaglianze lo dimostrano. <\/strong><\/p>\n<p>La vittoria di Donald Trump \u00e8 stata un terremoto, completamente non anticipata da sondaggisti, esperti, commentatori delle TV e, s\u00ec, anche da persone come me appartenenti al mondo accademico. Improvvisamente le due principali superpotenze, gli Stati Uniti e la Russia, sono guidate da uomini profondamente scettici sul sistema internazionale esistente di regole e alleanze, da leader che promettono un ritorno a una qualche mitologica era passata e che hanno astutamente sfruttato le insicurezze dei loro popoli in un mondo in rapida evoluzione. In Europa sta diventando plausibile in molti paesi l\u2019accesso dei partiti populisti di destra al governo.<\/p>\n<p>Se pensiamo al ruolo dell\u2019UKIP nella campagna per la Brexit, alla crescita di Geert Wilders nei Paesi Bassi, alla Lega Nord in Italia, a Marine Le Pen in Francia, alle recenti elezioni in Austria e a Viktor Orban in Ungheria, vediamo almeno qualcuno degli istinti populisti di Trump: disprezzo per l\u2019\u00e9lite politica tradizionale, scetticismo verso la globalizzazione e le grandi imprese, e una presa di posizione anti-immigrazione che sconfina nella xenofobia.<\/p>\n<p>La crescita dei populisti ha portato a una gran quantit\u00e0 di articoli di giornali e di analisi. Molte di queste si sono rivelate puramente speculative, con asserzioni non provate, alcune delle quali basate su un\u2019analisi frammentaria di dati provenienti da sondaggi e exit polls. \u00c8 ironico che molte di queste analisi siano state scritte dalle stesse persone che erano assolutamente sicure di una vittoria di Hilary Clinton e\/o che il fronte del Leave in Gran Bretagna sarebbe stato sconfitto. Io ho sbagliato le mie predizioni sia sulla Brexit che su Trump v. Clinton perci\u00f2 prendete tutto ci\u00f2 che dir\u00f2 da qui in poi con il giusto buon senso.<\/p>\n<p><strong>Una falsa dicotomia<\/strong><\/p>\n<p>Due scuole di pensiero chiaramente in contrasto tra loro sono rapidamente emerse. Una imputa l\u2019ascesa dei populismi a una regressione culturale contro i valori progressisti, per lo pi\u00f9 realmente condivisi solo dalle \u00e9lite cittadine. L\u2019altra attribuisce la crescita invece alla crescente insicurezza economica acuita da una crescita delle diseguaglianze nei redditi e nella ricchezza. Entrambi i punti di vista sono plausibili. Nel primo scenario, la maggioranza, in molti paesi, ha sviluppato un complesso di inferiorit\u00e0, paradossalmente \u2018un complesso di minoranza\u2019. Le persone si sentono minacciate dai rapidi cambiamenti culturali cos\u00ec come dal paragone con il passato quando il loro gruppo aveva posizione maggiormente dominante, sia economicamente che culturalmente. Questa situazione ha permesso l\u2019emersione di \u2018imprenditori politici\u2019 che hanno abilmente fatto appello alle nostre insicurezze pi\u00f9 profonde, generando la paura \u201cdell\u2019altro\u201d. La crisi dovuta ai forti flussi migratori in Europa ha reso questo compito molto pi\u00f9 facile.<\/p>\n<p>La seconda spiegazione \u00e8 invece pi\u00f9 il risultato di una dinamica lenta, prodotta da decenni di entrate stagnanti e da una diminuzione della porzione di torta disponibile per persone non qualificate, della classe media e di quelle pi\u00f9 basse, che sono sono stati lasciati indietro dalla globalizzazione (dalla crescita dei commerci e dell\u2019outsourcing, dagli investimenti diretti all\u2019estero, dalla distribuzione dei prodotti su scala globale, dai flussi finanziari globali). Il problema \u00e8 acuito da un declino del movimento sindacale, specialmente negli Stati Uniti, e dallo sfaldarsi delle reti di sicurezza a seguito delle politiche di austerity applicate dopo la crisi finanziaria globale.<\/p>\n<p>Certo questi due argomenti non sono mutuamente esclusivi n\u00e9 indipendenti. Di fatto, \u00e8 probabile che una crescita della diseguaglianza si manifesti nel tempo con una regressione culturale.<\/p>\n<p><strong>L\u2019(in)desiderabilit\u00e0 della diseguaglianza<\/strong><\/p>\n<p>Una questione pi\u00f9 fondamentale \u00e8 se dovremmo preoccuparci della diseguaglianza in prima battuta. Per esempio, se l\u20191% pi\u00f9 ricco sperimenta una crescita nelle entrate assolute, mentre il resto mantiene le entrate costanti. Questo \u00e8 ci\u00f2 che gli economisti etichetterebbero come un miglioramento paretiano (un miglioramento di Pareto consiste in una riallocazione delle risorse che migliora la condizione di almeno un individuo senza peggiorare quella di altri, producendo quindi un aumento dell\u2019efficienza\u00a0complessiva del sistema). E dunque verrebbe connotata come una situazione desiderabile: qualche persona sta meglio mentre gli altri non stanno peggio.<\/p>\n<p>Una utile dicotomia al riguardo \u00e8 la diseguaglianza nei risultati rispetto alla diseguaglianza nelle opportunit\u00e0. Gli economisti si preoccupano molto di pi\u00f9 della seconda che della prima. Se qualcuno \u00e8 pi\u00f9 intelligente di me, meglio addestrato e istruito di me, lavora pi\u00f9 duramente di me, \u00e8 pi\u00f9 ambizioso di me, allora non ho ragioni di lamentarmi se guadagna di pi\u00f9 di me. D\u2019altra parte, se l\u2019altra persona guadagna pi\u00f9 di me semplicemente perch\u00e9 i suoi genitori sono pi\u00f9 ricchi dei miei, allora siamo di fronte a una diseguaglianza di opportunit\u00e0, in cui il destino di un bambino \u00e8 determinato alla nascita. Essenzialmente non vogliamo vivere in un mondo con nessuna mobilit\u00e0 intergenerazionale tra le classi di reddito.<\/p>\n<p>La curva di Miles Corak (del 2012) riprodotta qui sotto e soprannominata la Curva del Grande Gatsby, mostra come la diseguaglianza sociale e la diseguaglianza inter-generazionale sono correlate. L\u2019asse orizzontale misura la diseguaglianza, quello verticale descrive la relazione tra il proprio reddito quello dei prorpi genitori. Un punteggio pari a zero significa che abbiamo una perfetta eguaglianza di opportunit\u00e0: i figli di persone ricche guadagnano tanto quanto i figli dei poveri. Gli Stati Uniti su questa scala hanno un punteggio di 0.4 che significa che, in media, i genitori passano il 40% del loro vantaggio economico ai loro figli: se tu guadagni 100,000 dollari pi\u00f9 di me, allora poi, in media, i tuoi figli guadagneranno 40,000 dollari in pi\u00f9 dei miei. Come si vede dal grafico c\u2019\u00e8 una forte correlazione tra queste due quantit\u00e0: i paesi che hanno maggiori diseguaglianze nei redditi sono anche quelle con poca mobilit\u00e0 intergenerazionale. Tra le economie pi\u00f9 avanzate, gli Stati Uniti sono quelli con il punteggio pi\u00f9 alto su questa scala. Cos\u00ec, nel paese delle libert\u00e0, c\u2019\u00e8 poca libert\u00e0 di mobilit\u00e0 sociale!<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-44127 alignnone\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pushnam-1.png\" alt=\"Pushnam 1\" width=\"625\" height=\"443\" \/><\/p>\n<p><strong>L\u2019influenza distruttiva della diseguaglianza<\/strong><\/p>\n<p>La diseguaglianza pu\u00f2 portare a politiche che danneggiano una crescita a lungo termine. Oggi vediamo una reazione contro la globalizzazione sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito. Il mondo potrebbe ben osservare una risurrezione di politiche protezionistiche, specialmente nelle economie avanzate dove i guadagni dovute a tariffe pi\u00f9 alte per i trasferimenti commerciali sarebbero trasferiti da chi possiede i capitali e i lavoratori pi\u00f9 specializzati (i beneficiari della globalizzazione) alla manodopera meno specializzata (coloro che sono stati lasciati indietro). Questa \u00e8 una conseguenza nei modelli standard del commercio e c\u2019\u00e8 una evidenza sperimentale che le pressioni verso pratiche protezioniste sono pi\u00f9 alte in paesi con pi\u00f9 diseguaglianza. L\u2019efficacia di tali pratiche protezionistiche \u00e8 discutibile: politiche di questo tipo possono creare posti di lavoro per robots nelle economie pi\u00f9 avanzate piuttosto che per esseri umani!<\/p>\n<p>E la diseguaglianza pu\u00f2 anche portare a instabilit\u00e0 politica. In un lavoro precedente ho mostrato che i paesi con alti livelli di diseguaglianza tendono a oscillare tra democrazia e regime autocratici, come si vede nel grafico qui sotto. Questo crea una tremenda volatilit\u00e0 delle politiche che vengono applicate, deprimendo gli investimenti e in ultima battuta la crescita economica stessa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-44129\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pushnam-2.jpg\" alt=\"Pushnam 2\" width=\"600\" height=\"346\" \/><\/p>\n<p><strong>Non c\u2019\u00e8 una soluzione semplice<\/strong><\/p>\n<p>In tutte queste discussioni si vede chiaramente \u201cl\u2019elefante nella stanza\u201d nel <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=43751\" target=\"_blank\">grafico successivo, che \u00e8 stato proposto da Branko Milanovic<\/a>. Mostra il cambiamento nei redditi reali tra il 1988 e il 2005 per l\u2019intera popolazione mondiale. Sull\u2019asse orizzontale i cittadini del mondo sono categorizzati dai pi\u00f9 poveri ai pi\u00f9 ricchi mentre sull\u2019asse verticale viene mostrate la crescita del proprio reddito, in termini di potere d\u2019acquisto reale. E\u2019 soprannominato \u201cil grafico dell\u2019elefante\u201d perch\u00e9 \u00e8 possibile scorgere la figura di un elefante, con la sua coda nella sinistra e la proboscide sulla destra.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-43756 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Elefante-di-Milanovic.png\" alt=\"Elefante di Milanovic\" width=\"563\" height=\"432\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Elefante-di-Milanovic.png 563w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Elefante-di-Milanovic-150x115.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Elefante-di-Milanovic-300x230.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 563px) 100vw, 563px\" \/><\/p>\n<p>Come discusso prima, \u00e8 facile vedere che l\u20191% pi\u00f9 ricco ha lavorato bene per se stesso. Ma il segmento di popolazione che ha fatto anche meglio (in termini percentuali) \u00e8 quello nel mezzo, che \u00e8 essenzialmente dovuto alla crescita economica in India e Cina che ha permesso a vaste fasce della loro popolazione di uscire dalla povert\u00e0. Quando si celebra l\u2019economia di mercato, la globalizzazione, e si sottolinea come l\u2019economia sia una \u2018forza positiva che spinge per il benessere comune\u2019 in realt\u00e0 ci si focalizza essenzialmente su questi paesi e su questo segmento di popolazione rispetto alla distribuzione totale dei redditi. Ma dopo la mediana globale, i guadagni decrescono rapidamente (a partire dall\u2019inizio della proboscide dell\u2019elefante), diventando quasi trascurabili tra il 75esimo e il 90esimo percentile. Questi sono gli elettori di Trump, coloro che hanno votato per la Brexit, coloro che sono stati espulsi dalla classe media e lasciati indietro sotto la forza congiunta della tecnologia e della globalizzazione. Ed \u00e8 anche interessante osservare che coloro che sono in fondo nella scala della ricchezza globale (i pi\u00f9 poveri tra i poveri) hanno aumentato di molto poco i loro redditi. Per questi paesi il supporto a programmi di riduzione della povert\u00e0 dovrebbe essere il focus chiave.<\/p>\n<p>Tutte queste informazioni prese insieme mostrano la complessit\u00e0 delle sfide che il mondo ha davanti cos\u00ec come quelle presenti nei suoi diversi paesi.<\/p>\n<p>___________________<\/p>\n<p>(*) <em><strong>Pushan Dutt<\/strong> \u00e8 professore di Economia e Scienze Politiche a INSEAD, una delle pi\u00f9 grandi business schools nel mondo con campus in Francia, Singapore e Abu Dhabi. La sua ricerca si concentra sull&#8217;intersezione tra politica, istituzione e economia internazionale. In passato ha lavorato per la Banca Mondiale.<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I PAESI CON ALTI LIVELLI DI DISEGUAGLIANZA TENDONO A OSCILLARE TRA DEMOCRAZIA E REGIME AUTOCRATICI: QUESTO CREA VOLATILIT\u00c0 DELLE POLITICHE, DEPRIMENDO GLI INVESTIMENTI E IN DEFINITIVA LA CRESCITA ECONOMICA STESSA Articolo di Pushan Dutt, economista e politologo (*), postato sul suo blog il 15 Dicembre 2016 sotto il titolo Understanding populism: inequality by the numbers [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-44115","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44115","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=44115"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44115\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=44115"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=44115"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=44115"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}