
{"id":44743,"date":"2017-04-25T21:30:18","date_gmt":"2017-04-25T20:30:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=44743"},"modified":"2017-04-30T23:03:44","modified_gmt":"2017-04-30T22:03:44","slug":"il-peccato-originale-di-alitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=44743","title":{"rendered":"IL PECCATO ORIGINALE DI ALITALIA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Nata come monopolista, la nostra compagnia di bandiera ha mostrato di non sapersi attrezzare per stare al gioco della globalizzazione &#8211; Sindacati e dipendenti non comprendono l&#8217;importanza di sapersi scegliere il miglior imprenditore possibile su scala planetaria; anche perch\u00e9 sviati da ammortizzatori sociali di straordinaria generosit\u00e0<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em>Articolo pubblicato <a href=\"http:\/\/www.ilfoglio.it\/economia\/2017\/04\/25\/news\/l-origine-del-peccato-131658\/\" target=\"_blank\">sul quotidiano<\/a><\/em><a href=\"http:\/\/www.ilfoglio.it\/economia\/2017\/04\/25\/news\/l-origine-del-peccato-131658\/\" target=\"_blank\"> il Foglio<\/a> <em>in due tempi, il 26 e il 27 aprile 2017 &#8211; Gli altri interventi e documenti pubblicati su questo sito sono raccolti nel portale <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=28237\" target=\"_blank\">Le vicende di Alitalia nell&#8217;ultimo quindicennio<\/a><em> \u00a0 \u00a0 \u00a0 <\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-43378\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Alitalia.jpg\" alt=\"Alitalia\" width=\"275\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Alitalia.jpg 275w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Alitalia-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/>L\u2019ottanta per cento di \u201cno\u201d del personale di volo Alitalia, decisivo per affossare l\u2019accordo sindacale salva-azienda, pu\u00f2 sorprendere soltanto chi non abbia seguito da vicino le vicende sindacali della nostra compagnia di bandiera negli ultimi decenni. Ricordo solo un episodio emblematico: l\u2019epidemia di emicrania che il 2 giugno 2003 colp\u00ec improvvisamente un migliaio di assistenti di volo paralizzando gli aerei di Alitalia. Quel malore collettivo nasceva dal fatto che la direzione aziendale intendeva ridurre di uno il numero degli assistenti in cabina, adottando un modello organizzativo gi\u00e0 da tempo adottato dalle altre compagnie maggiori; ma per gli assistenti di volo della nostra compagnia di bandiera quella misura costituiva un attentato ai diritti fondamentali loro e dei viaggiatori, che giustificava una violazione plateale della regola del preavviso per la proclamazione di uno sciopero nel settore dei trasporti. Quell\u2019episodio non soltanto non ebbe alcun seguito sul piano disciplinare; ma non indusse neppure lo Stato a smettere di coprire le perdite di Alitalia, come stava facendo ormai da pi\u00f9 di un decennio. Oggi al posto dell\u2019epidemia di emicrania c\u2019\u00e8 la valanga dei \u201cno\u201d all\u2019accordo per salvare l\u2019azienda; ma la logica \u00e8 ancora quella: se i conti aziendali non tornano, ci pensi lo Stato, come ha sempre fatto. E, se necessario, si riprenda la compagnia. Come se si potesse fare a meno di un vero imprenditore del settore: perch\u00e9 lo Stato, ovviamente, non \u00e8 un vettore aereo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-44745\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Alitalia-anni-50.jpg\" alt=\"Alitalia anni 50\" width=\"265\" height=\"190\" \/> La settimana prossima celebreremo \u2013 si fa per dire \u2013 il settantesimo anniversario del primo volo della compagnia Alitalia Aerolinee Italiane Internazionali, che il 5 maggio 1947 decoll\u00f2 da Torino per Roma e Catania. La neonata compagnia operava al suo nascere, e avrebbe continuato per un quarantennio a operare, nella posizione sostanziale di monopolista sulle tratte nazionali; ci\u00f2 che le consentiva di lucrare una cospicua rendita a spese dei viaggiatori. Quando, insieme al suo business, negli anni \u201950 e \u201960 si svilupparono anche le organizzazioni sindacali dei dipendenti, queste, come era ovvio che avvenisse, si dedicarono con successo a rivendicare e poi difendere la spartizione della rendita monopolistica tra impresa e dipendenti: i quali presero a godere di condizioni di lavoro senza uguale nel panorama nazionale. La festa fin\u00ec con la progressiva liberalizzazione del trasporto aereo in Europa, tra gli anni \u201980 e \u201990 \u2013 in ritardo di un decennio rispetto all\u2019America \u2013, che consent\u00ec anche qui l\u2019arrivo delle compagnie low cost. Le compagnie aeree tradizionali che non seppero attuare i mutamenti necessari per reggere l\u2019urto di questa nuova concorrenza furono costrette a chiudere, o a farsi assorbire da compagnie pi\u00f9 efficienti. Se questo non \u00e8 accaduto nel caso di Alitalia, \u00e8 perch\u00e9 lo Stato ne ha sempre coperto generosamente le perdite, non soltanto fino a quando ne ha posseduto il capitale, ma anche dopo il 2008, quando essa \u00e8 stata privatizzata. Col risultato che il suo management e i suoi sindacati hanno continuato per un quarto di secolo a comportarsi sul presupposto che in un modo o nell\u2019altro Pantalone avrebbe comunque provveduto a riparare i danni prodotti dal nuovo, sciagurato, regime di libera concorrenza.<\/p>\n<p>L\u2019ultima rivendicazione nei confronti dello Stato \u00e8 che esso vieti agli aeroporti di piccole dimensioni di offrire sovvenzioni alle compagnie low cost per attirarle. Nessuno si chiede perch\u00e9 non sia neppure ipotizzabile che anche Alitalia si ponga in grado di candidarsi a beneficiare di quelle sovvenzioni.<\/p>\n<h4>Il negoziato del 2008<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-44747\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Air-France-KLM.jpg\" alt=\"Air France KLM\" width=\"277\" height=\"182\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Air-France-KLM.jpg 277w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Air-France-KLM-150x99.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 277px) 100vw, 277px\" \/>Quando si parla delle responsabilit\u00e0 dei sindacati \u00e8 doveroso distinguere quelle dei sindacati aderenti alle confederazioni maggiori, Cgil Cisl e Uil, che se non altro l\u2019ipotesi di accordo salva-azienda nei giorni scorsi l\u2019hanno sottoscritta, da quelle degli autonomi, soprattutto Cub Trasporti e AlCobas, che invece l\u2019hanno rifiutata. Ma anche i confederali hanno alcune responsabilit\u00e0 strategiche gravi. Non mi riferisco soltanto a quella di avere sempre rifiutato, pi\u00f9 o meno apertamente, una norma che condizionasse la possibilit\u00e0 dello sciopero nel settore dei trasporti pubblici alla rappresentativit\u00e0 maggioritaria dei sindacati che lo proclamano o all\u2019approvazione da parte della maggior parte dei dipendenti dell\u2019azienda; col risultato di aver assicurato alle organizzazioni minoritarie pi\u00f9 aggressive la disponibilit\u00e0 di un\u2019arma formidabile, che ne ha aumentato il peso nel settore in misura del tutto sproporzionata. Nel caso di Alitalia, Cgil Cisl e Uil hanno la responsabilit\u00e0 specifica di avere rifiutato, nel marzo 2008, l\u2019accordo che avrebbe portato all\u2019incorporazione di Alitalia nel gruppo Air France-KLM: il loro rifiuto venne ben prima di quello di Silvio Berlusconi, che comunque all\u2019epoca doveva attendere ancora qualche mese per tornare a essere Presidente del Consiglio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-44764 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/C.A.I.-300x109.jpg\" alt=\"C.A.I.\" width=\"300\" height=\"109\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/C.A.I.-300x109.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/C.A.I.-150x55.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/C.A.I..jpg 352w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Quando, chiusa la trattativa con Air France-KLM, nell\u2019aprile 2008 si apr\u00ec quella con la neonata Compagnia Aerea Italiana, uno dei segretari confederali nazionali venne fuori con una battuta che la diceva lunga sui limiti della cultura sindacale dominante nel nostro Paese: \u201cFinalmente dall\u2019altra parte del tavolo abbiamo qualcuno che parla italiano!\u201d. Dopo un ventennio di sviluppo impetuoso della globalizzazione, neppure Cgil Cisl e Uil avevano ancora capito che l\u2019Italia \u00e8 solo l\u2019uno per cento del mondo, e che il dare pregiudizialmente la preferenza all\u2019imprenditore indigeno significa precludersi la possibilit\u00e0 di scelta del concorrente migliore fra il restante 99 per cento degli imprenditori. Il risultato fu che Cgil Cisl e Uil respinsero l\u2019offerta avanzata dal pi\u00f9 grande vettore aereo del mondo, preferendogli una \u201ccordata\u201d di imprenditori dei quali nessuno aveva mai fatto volare un aereo, solo perch\u00e9 erano tutti italianissimi. Ancora oggi, del resto, se si escludono alcuni comparti della Cisl, le nostre confederazioni sindacali maggiori sono convinte che la globalizzazione abbia per i lavoratori italiani soltanto l\u2019effetto negativo di metterli in concorrenza con i lavoratori di tutto il resto del mondo. Non hanno ancora messo a fuoco l\u2019effetto positivo che la globalizzazione pu\u00f2 produrre per i lavoratori, se essi e i loro sindacati sanno sfruttarlo a dovere: la possibilit\u00e0 di ingaggiare quelli, tra gli imprenditori pi\u00f9 competenti e affidabili di tutto il resto del mondo, che meglio sanno valorizzare il loro lavoro.<\/p>\n<h4>Gli argomenti che non stanno in piedi<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-44762 alignright\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Lufthansa-e-Alitalia.jpg\" alt=\"Lufthansa e Alitalia\" width=\"260\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Lufthansa-e-Alitalia.jpg 260w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Lufthansa-e-Alitalia-150x112.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 260px) 100vw, 260px\" \/>Stiamo tenendo in vita con la respirazione bocca a bocca la nostra \u201ccompagnia di bandiera\u201d da circa un quarto di secolo. Ripianandone annualmente le perdite secondo il modello IRI fino a quando \u00e8 stata un\u2019impresa a partecipazione statale; nel 2008 privatizzandone la parte attiva del patrimonio e accollando allo Stato la parte passiva; ancora nel 2008 assicurandole una deroga alla normativa antitrust sulle rotte nazionali, che \u00e8 tuttora in vigore; nel 2013 ricapitalizzandola a spese delle Poste italiane. Tutto ci\u00f2 non \u00e8 mai stato necessario per garantire continuit\u00e0 all\u2019attivit\u00e0 aziendale: Alitalia avrebbe potuto continuare a operare senza interruzioni con l\u2019incorporazione in una compagnia di maggiori dimensioni. Le due opportunit\u00e0 maggiori per una operazione di questo genere ci vennero offerte nel 2003 da KLM e nel 2008 da Air France-KLM, ma furono entrambe rifiutate.<\/p>\n<p>La ragione principale addotta per quel rifiuto fu questa: ci\u00f2 che spendiamo per difendere l\u2019italianit\u00e0 di Alitalia ci ritorna abbondantemente in capacit\u00e0 di attrarre in Italia turisti e investitori. Ma l\u2019argomento non sta in piedi. Che cosa ci fa pensare che i turisti e gli investitori vengano pi\u00f9 volentieri in un Paese dove il volo Milano-Roma costa il doppio rispetto al Parigi-Lione o al Londra-Glasgow, perch\u00e9 la tratta \u00e8 protetta dalla concorrenza per tenere in vita la compagnia aerea di bandiera? E che cosa ci fa pensare che le compagnie aeree pi\u00f9 efficienti non possano continuare a fare, probabilmente meglio, ci\u00f2 che fin qui ha fatto l\u2019italianissima Alitalia, incorporandone la struttura? Forse che un viaggiatore newyorkese si preoccupa per il fatto che la compagnia aerea che gli offre il servizio migliore sia californiana piuttosto che texana, canadese, o europea?<\/p>\n<p>Si obietta: \u201cAir France-KLM mira soltanto ad alimentare con il nostro traffico aereo i suoi hub di Parigi e Amsterdam; chi verr\u00e0 dall\u2019America per visitare l\u2019Italia dovr\u00e0 fare scalo a Parigi o ad Amsterdam invece che a Roma o a Malpensa\u201d. Ma i casi sono due: o fare scalo a Parigi, per andare a Firenze, Venezia, o Palermo, sar\u00e0 pi\u00f9 economico, e allora la nostra industria turistica avr\u00e0 un vantaggio da questa riduzione dei costi di viaggio; oppure sar\u00e0 pi\u00f9 economico fare scalo a Fiumicino o a Malpensa, e allora anche il vettore aereo non italiano, sia esso Air France-KLM, Lufthansa o altro, avr\u00e0 tutto l&#8217;interesse di avvalersi dei nostri hub.<\/p>\n<h4><strong>L\u2019anomalia degli ammortizzatori sociali<\/strong><\/h4>\n<p>Tra le anomalie delle politiche pubbliche a sostegno della nostra compagnia di bandiera va annoverata anche quella che riguarda i cosiddetti ammortizzatori sociali: anomalia cui \u00e8 ragionevole attribuire un peso non secondario nella determinazione dell\u2019esito referendario dei giorni scorsi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-44763 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Alitalia-personale-di-volo-300x160.jpg\" alt=\"Alitalia personale di volo\" width=\"300\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Alitalia-personale-di-volo-300x160.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Alitalia-personale-di-volo-150x80.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Alitalia-personale-di-volo.jpg 308w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Nel 2008 lo Stato non si limit\u00f2 ad accollarsi le perdite della vecchia Alitalia e a proteggere la nuova contro la concorrenza sulle rotte nazionali: si spinse anche ad assicurare ai 1500 suoi dipendenti che in quel passaggio venivano estromessi dall\u2019azienda un trattamento che non ha precedenti nella pur ricca storia delle &#8220;politiche passive del lavoro&#8221; italiane: una legge assicur\u00f2 loro ben quattro anni di Cassa integrazione straordinaria, pi\u00f9 tre ulteriori di trattamento di \u201cmobilit\u00e0\u201d, destinati poi a essere prorogati di altri due. Il tutto integrato da un\u2019indennit\u00e0 complementare pagata dal <em>Fondo Volo<\/em>, che \u00e8 finanziata quasi interamente dai viaggiatori con una tassa di tre euro su ogni biglietto aereo venduto in Italia. Questo trattamento, unico al mondo nel suo genere, porta il sostegno del reddito di piloti e hostess all\u201980 per cento dell\u2019ultima retribuzione complessiva, comprese le indennit\u00e0 di volo: che significa nei casi di punta <a href=\"http:\/\/pensioni.quotidiano.net\/news\/2015\/03\/07\/cassa-integrazione-da-ricchi-boeri-denuncia-i-super-privilegi-di-piloti-e-hostess\/\">oltre 30.000 euro al mese<\/a>. E tutto questo per nove anni.<\/p>\n<p>Se il Fondo Volo assicura, in caso di perdita del posto, a spese dei viaggiatori di tutte le compagnie aeree, l\u201980 per cento dell\u2019ultima busta-paga comprese le indennit\u00e0 di volo, c&#8217;\u00e8 una qualche razionalit\u00e0 nella scelta di un pilota, o di una hostess, di rifiutare un accordo che rende certa una analoga riduzione della retribuzione, ma con l&#8217;obbligo di lavoro.<\/p>\n<p>Nell\u2019ottobre 2014 vengono licenziati altri 1199 dipendenti della nuova Alitalia. La Regione Lazio presenta al Governo un progetto pilota \u2013 il primo di questo genere in Italia \u2013 consistente, insieme ad altre misure, nella sperimentazione del metodo del <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=29934\">contratto di ricollocazione<\/a> per il reinserimento dei licenziati nel tessuto produttivo. Ai 1199 viene offerta la possibilit\u00e0 di scegliere una delle agenzie specializzate accreditate per il servizio di assistenza intensiva nella ricerca della nuova occupazione. Aderiscono a questa offerta soltanto in 184: meno di un sesto degli interessati. A ben vedere, considerata l\u2019entit\u00e0 straordinariamente generosa del trattamento garantito dal <em>Fondo Volo,<\/em> c\u2019\u00e8 di che sorprendersi che uno su sei abbia preferito la prospettiva di tornare a guadagnarsi lo stipendio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-44765 alignright\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Piloti-Alitalia.jpg\" alt=\"Piloti Alitalia\" width=\"296\" height=\"170\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Piloti-Alitalia.jpg 296w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Piloti-Alitalia-150x86.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 296px) 100vw, 296px\" \/>Nel febbraio 2015 trentasei piloti di Alitalia, in Cassa integrazione dal 2008, vengono scoperti a lavorare da tempo per compagnie aeree straniere, cumulando la relativa retribuzione con il trattamento del Fondo Volo di cui si \u00e8 detto sopra. I <em>media<\/em> si chiedono: come \u00e8 potuto accadere? Ma la vera domanda da porsi \u00e8 un\u2019altra: davvero solo trentasei? Vi \u00e8 motivo di ritenere che siano molti di pi\u00f9, e non solo piloti, quelli che non se ne sono stati per nove anni con le mani in mano. Anche perch\u00e9 sono tutti portatori di competenze, per prima l\u2019ottima conoscenza dell\u2019inglese, appetibili nel mercato del lavoro e in particolare nel settore del comparto aereo, che \u00e8 da anni in continua espansione.<\/p>\n<p>Certo, gli abusi degli ammortizzatori sociali e delle tutele del lavoro non si verificano soltanto nella vicenda Alitalia. Ma in questa vicenda, considerato il costo anomalo che queste protezioni hanno comportato e continueranno a comportare per il Paese, essi assumono un significato particolare.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nata come monopolista, la nostra compagnia di bandiera ha mostrato di non sapersi attrezzare per stare al gioco della globalizzazione &#8211; Sindacati e dipendenti non comprendono l&#8217;importanza di sapersi scegliere il miglior imprenditore possibile su scala planetaria; anche perch\u00e9 sviati da ammortizzatori sociali di straordinaria generosit\u00e0 . 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