
{"id":44801,"date":"2017-04-29T20:14:07","date_gmt":"2017-04-29T19:14:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=44801"},"modified":"2017-04-30T18:53:28","modified_gmt":"2017-04-30T17:53:28","slug":"la-dottrina-sociale-di-don-lorenzo-milani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=44801","title":{"rendered":"LA DOTTRINA SOCIALE DI DON LORENZO MILANI"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">In una lettera poco nota, ora disponibile nella raccolta di tutti gli scritti del Priore di Barbiana, egli spiega il fondamento della propria visione del rapporto tra ricchi e poveri, tra imprenditore e lavoratore dipendente, ma al tempo stesso ne riconosce la natura esclusivamente etica e non politico-economica<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-44828\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milani-cover-Mondadori-190x300.jpg\" alt=\"COF_1_3_cof_milani_ultimo_dello_spirito.indd\" width=\"200\" height=\"316\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milani-cover-Mondadori-190x300.jpg 190w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milani-cover-Mondadori-95x150.jpg 95w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milani-cover-Mondadori-649x1024.jpg 649w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milani-cover-Mondadori.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>Lettera inviata da don Lorenzo Milani a mio padre, Luciano Ichino, l&#8217;11 maggio 1959, ora pubblicata in<\/em> Don Lorenzo Milani &#8211; Tutte le opere<em>, a cura di Alberto Melloni, Mondadori, I Meridiani, 2017, vol. II, pagine 651-658 &#8211; La lettera \u00e8 qui preceduta da una mia breve nota, necessaria per definire il contesto in cui la lettera si colloca e aiutare a comprenderne a pieno il significato &#8211; In argomento v. anche, in questo sito, <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=44543\" target=\"_blank\">Don Lorenzo Milani dal vivo<\/a><em>, videoregistrazione del convegno svoltosi il 6 aprile 2017 a Roma con il patrocinio del Presidente del Senato, e il mio contributo scritto a quel convegno, <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=44487\" target=\"_blank\">La passione di don Lorenzo Milani<\/a><em> \u00a0 \u00a0<\/em><em> \u00a0 <\/em><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #993300;\">NOTA ESPLICATIVA<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%; background: white;\"><em>Pochi giorni prima di scrivere questa lettera &#8211; non destinata alla diffusione ma nella quale si sente a tratti lo stesso respiro delle due grandi lettere pubbliche, ai cappellani militari e ai giudici, di qualche anno posteriori &#8211; don Milani aveva chiesto e avuto ospitalit\u00e0 nella casa milanese dei miei genitori per i suoi ragazzi, per far conoscere loro la grande metropoli. Mentre i ragazzi erano stati tutti alloggiati in casa nostra, se ricordo bene lui era stato ospitato per quei quattro giorni a casa di Elena Brambilla Pirelli. <\/em><em>Su di lei trovo queste note biografiche nel libro di Antonino Bencivinni, <\/em>Don Milani. Esperienza educativa, lingua, cultura e politica<em> (Armando ed., 2004), pag. 73: <\/em>&#8220;Elena Pirelli Brambilla, amica ed estimatrice di don Milani e della sua scuola, cui era stata avvicinata da Francesca Ichino, appartenente al gruppo di cattolici progressisti con cui i Milani erano entrati in contatto, per affinit\u00e0 di interessi culturali e di impegno sociale, non per motivi religiosi, durante la loro permanenza a Milano.\u00a0 Figlia dell&#8217;industriale Alberto, sorella di Leopoldo e di Giovanni e moglie di Franco Brambilla, amministratore delegato della societ\u00e0 Pirelli.&#8221; <em>Traggo<\/em> queste<em> altre note biografiche su di lei dal sito <\/em><a href=\"https:\/\/speradisole.wordpress.com\/tag\/elena-pirelli-brambilla\/\" target=\"_blank\">Speradisole&#8217;s blog<\/a><em>: <\/em>&#8220;Nata in una ricca famiglia di industriali, [&#8230;] fu scossa dall\u2019incontro con un catechista milanese, un padre filippino di nome Giuseppe Acchiappati. Per Elena fu l\u2019inizio di un affiorare di tante domande [&#8230;] e introduzione alla coscienza di altre povert\u00e0 [&#8230;]. E fu l\u2019inizio di un unico cammino per mettere in pratica la convinzione che &#8216;bisogna perdere i privilegi per trovare la fraternit\u00e0&#8217; [&#8230;]. (Fonti: Lettere di Don Milani priore di Barbiana; Archivio storico Corriere della Sera). <em>Nei decenni successivi Elena seppe conciliare il matrimonio con il capo della grande impresa, della quale era comproprietaria, con uno stile di vita caratterizzato da una sobriet\u00e0 monacale e con un impegno costante a sostegno di una miriade di iniziative mirate al sostegno dei diseredati e al superamento strutturale delle disuguaglianze economiche e sociali, nei campi pi\u00f9 diversi. <\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_44843\" style=\"width: 206px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44843\" class=\"size-full wp-image-44843\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Elena-Pirellli.jpg\" alt=\"Elena Brambilla Pirelli con il marito, in una delle rare sue immagini disponibili\" width=\"196\" height=\"256\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Elena-Pirellli.jpg 196w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Elena-Pirellli-115x150.jpg 115w\" sizes=\"auto, (max-width: 196px) 100vw, 196px\" \/><p id=\"caption-attachment-44843\" class=\"wp-caption-text\">Elena Brambilla Pirelli con il marito, in una delle rare sue immagini disponibili<\/p><\/div>\n<p style=\"line-height: 150%; background: white;\"><em>Tutt&#8217;altro che sorda alla questione sociale, dunque, Elena conobbe per la prima volta di persona il priore di Barbiana in occasione di quella sua venuta a Milano; e alla sua partenza gli promise che avrebbe fatto visita alla sua scuola, ci\u00f2 che fece poco tempo dopo. In vista di quel pellegrinaggio, mia madre, sapendo quanto don Lorenzo sapesse essere aspro e spigoloso, gli aveva scritto per raccomandargli di non essere troppo duro con Elena; tra gli argomenti addotti, gli aveva ricordato che non era solo moglie dell&#8217;amministratore delegato della Pirelli, ma anche madre di sette figli e impegnata senza riserve in quel &#8220;restituire&#8221; ai meno fortunati, che lui considerava l&#8217;unica via di salvezza per i ricchi. Mio padre, a sua volta, quando eravamo tornati dalla visita allo stabilimento della Bicocca, aveva discusso con don Lorenzo della questione del licenziamento dell&#8217;operaio della Pirelli accusato di avere acceso un fuoco in un lavandino (il mio ricordo era che gli fosse imputato di essersi acceso una sigaretta nel bagno dello stabilimento) ed era tornato sulla questione per iscritto. Questo <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=44487\" target=\"_blank\">il mio ricordo di quell&#8217;episodio<\/a>: <\/em><br \/>\n<span style=\"font-family: 'Trebuchet MS',sans-serif; color: #333333;\">Sulla via del ritorno, nel pulmino che ci riportava a casa, il priore ci diceva: \u201cper un operaio il licenziamento \u00e8 come la pena di morte; pensate ai suoi figli, quando lui torna a casa e gli dice che da domani non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 da mangiare; dovrebbe essere vietato licenziare, anche per una mancanza grave; puoi dargli una multa, sospenderlo, ma il lavoro non glielo puoi togliere. Mai.\u201d Quelle parole mi sono risuonate nella testa a lungo; e quando, solo sette anni dopo, vidi emanare la legge sui licenziamenti, che li consentiva soltanto per un motivo giustificato, pensai che a don Milani quel passaggio non sarebbe bastato: lui riteneva che non potesse esistere alcun motivo cos\u00ec grave da giustificare il licenziamento di una persona. Non avrebbe giudicato sufficiente neppure l\u2019articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, destinato a entrare in vigore qualche anno dopo.<br \/>\nA quell\u2019epoca l\u2019economia era ancora molto statica, le assunzioni erano per tre quarti a tempo indeterminato essendo i vincoli al licenziamento molto ridotti, il dualismo tra stabili e precari era ancora di l\u00e0 da venire, la teoria del conflitto di interessi tra insider e outsider doveva attendere ancora vent\u2019anni prima di vedere le sue prime formulazioni. E l\u2019indennit\u00e0 di disoccupazione era di trenta lire al giorno, per una durata di poche settimane. Il mondo di allora era davvero diversissimo da quello attuale. Anche in riferimento al contesto di allora, comunque, attribuire a don Milani la teorizzazione di un ordinamento del lavoro che quindici anni dopo sarebbe stato classificato come un regime di <em><span style=\"font-family: 'Trebuchet MS',sans-serif;\">job property<\/span><\/em>, sarebbe come oggi attribuire a Papa Francesco la teorizzazione di un regime economico-sociale di tipo comunista. La predicazione di don Milani, come quella di Papa Francesco, non si colloca sul piano della politica economica, ma su quello dell\u2019etica sociale; ed \u00e8 su questo piano che essa conserva tutta la propria attualit\u00e0.<br \/>\n<em>La lettera che segue conferma quest&#8217;ultimo punto in modo molto incisivo.<\/em><em> D<\/em><em>on Milani rivendica il diritto-dovere di amare soltanto i propri parrocchiani e i poveri come loro; e di affermare la &#8220;verit\u00e0 parziale&#8221; che il proprio &#8220;cuore parziale&#8221; gli detta, senza la pretesa che quanto affermato sia corretto sul piano del diritto o dell&#8217;economia<\/em>.<em>\u00a0 <\/em>\u00a0 \u00a0 (p.i.)<br \/>\nPostscriptum &#8211; <em>Una notazione interessante per i giuslavoristi: in un passaggio della lettera si legge che, nel corso dell&#8217;incontro a Barbiana, Elena aveva riferito a don Lorenzo l&#8217;opinione dei dirigenti della Pirelli, secondo cui gi\u00e0 allora i licenziamenti erano pressoch\u00e9 impossibili. L&#8217;accordo interconfederale del &#8217;65 e la legge del &#8217;66 sui licenziamenti erano ancora di l\u00e0 da venire: se dunque gi\u00e0 allora questa era la percezione dei direttori del personale, questo significa che il controllo sindacale sulle scelte imprenditoriali in questo campo era gi\u00e0 robusto nei &#8220;bui anni &#8217;50&#8221;; e che la stabilit\u00e0 dei posti di lavoro dipende da un insieme di fattori, dei quali la legge costituisce soltanto una parte, e probabilmente non la pi\u00f9 rilevante.<\/em><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%; background: white none repeat scroll 0% 0%;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>\u00a0<\/em><strong><span style=\"color: #993300;\">LETTERA DI DON LORENZO MILANI A LUCIANO ICHINO, 11 MAGGIO 1959<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Barbiana, 11 maggio 1959<\/p>\n<p>Caro Luciano,<\/p>\n<p>ti scrivo per ringraziarti del vocabolario felicemente arrivato e graditissimo e per rispondere indirettamente alla tua lettera e direttamente alla visita di Elena Brambilla e ai timori di tua moglie.<\/p>\n<div id=\"attachment_44845\" style=\"width: 130px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44845\" class=\"size-full wp-image-44845\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Luciano-Ichino.jpg\" alt=\"Luciano Ichino all'epoca di questa lettera\" width=\"120\" height=\"120\" \/><p id=\"caption-attachment-44845\" class=\"wp-caption-text\">Luciano Ichino all&#8217;epoca di questa lettera<\/p><\/div>\n<p>Ma, ripensandoci, che cosa estranea alla mia professione e alla mia esperienza mi son ritrovato a fare! Ier mattina ero alle prese con un professore di liceo, la sera con Elena e appena partita lei \u00e8 arrivata inaspettatissima l\u2019alta gerarchia dell\u2019A.C. fiorentina (i due presidenti e l\u2019assistente) in devoto pellegrinaggio: un magistrato e uno storico. Pi\u00f9 tardi ancora un altro prete. Ho cercato solo i miei montanari e ho trovato i cittadini. Potenza artistica del libro? o piuttosto validit\u00e0 di argomenti o meglio ancora preesistenza d\u2019un turbamento che non ho provocato io, ma che io ho soltanto raccolto, come si raccoglie un campione d\u2019aria per analisi? E allora perch\u00e9 se la prendono con me e perch\u00e9 tocca a me rispondere a tutti e trovare la soluzione giusta per ognuno? S\u2019arrangino lontano da me perch\u00e9 con l\u2019atto stesso di venire mi danno ragione. Cosa importa che vengano a discutere con me se ho detto balle? E se le balle che ho detto hanno avuto il potere di farli muovere dalle loro poltrone per salire a Barbiana vuol dire che non erano balle e allora non vengano a discuterle con me, ma se la vedano con i loro confessori, pi\u00f9 capaci di me e certamente pi\u00f9 di me esperti alla comprensione di quel determinato ambiente. Poi succede che io dico qualche parola incomprensiva e se ne vanno crucciati. La Francesca mi aveva chiesto di non mettere sotto i piedi una fragile creatura. Non \u00e8 stata necessaria una gran fatica per tenere a freno i miei istinti da rinoceronte: la fragile creatura si \u00e8 conquistata da s\u00e9 il diritto alla comprensione umana, alla piet\u00e0, all\u2019affetto senza rancore.<\/p>\n<p>Soprattutto per la sua veste di madre di famiglia. \u00c8 proprio in questa sua veste che le abbiamo subito riconosciuto il diritto e forse anche il dovere di restare coi suoi bambini (ma potrebbe per\u00f2 scappare <em>coi<\/em> suoi bambini). Di fronte a lei c\u2019era il mio Giorgio. Lei \u00e8 mamma, io sono babbo. Che sono io? Il padre Perego? mi vergognerei se fossi, come lui, un sacerdote calcolatrice elettronica. Mi onoro di essere un parroco munito di regolare cuore umano con regolari affetti. Giorgio \u00e8 sposato e \u00e8 disoccupato da due anni, cio\u00e8 da quando \u00e8 babbo. \u00c8 un omone grande e grosso, conosce la sua arte (\u00e8 filatore), vive sempre in grazia di Dio e poi in pi\u00f9 non ruba, non incendia grattacieli, non aderisce alla CGIL, vota per i signori come vuole il cardinale Ottaviani.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 stato licenziato. Se io avessi solo voluto, avrebbe potuto stendere Elena sotto una montagna di notizie di lavoro tragiche e ingiustificabili. Elena in certi momenti della sua vita, quantunque mamma, riesce a investirsi con tutta l\u2019anima di problemi altrui (per es. nel leggere il mio Giordano e il mio Mauro). E io e Giorgio e gli altri, ieri con tutta l\u2019anima ci siamo investiti di problemi a noi estranei (quelli di Elena).<\/p>\n<p>Non sarebbe umano e neanche cristiano costringer lei a dare una pedata ai suoi figli per buttarsi l\u00e0 dove il suo cuore ha vibrato. E allora sarebbe umano e cristiano costringere me a porre Giorgio e Elena sullo stesso piano? La commozione di un attimo deve far gettare alle ortiche la veste d\u2019ogni giorno? E soprattutto la veste che Dio ci ha dato. A lei di mamma, a me di padre.<\/p>\n<p>Il sacerdote \u00e8 padre universale?<\/p>\n<p>Se cos\u00ec fosse mi spreterei subito. E se avessi scritto un libro con cuore di padre universale non v\u2019avrei commossi. V\u2019ho commosso e convinto solo perch\u00e9 vi siete accorti che amavo alcune centinaia di creature, ma che le amavo con cuore singolare e non universale. Non sapreste che farvene di un prete con cuore universale (a Milano per\u00f2 queste inibizioni si coltivano, ho sentito dire alla Siemens che quella ditta ha gi\u00e0 in avanzato stato di progettazione un oggetto del genere. Corre voce che sia stato commissionato dai gesuiti, ma pare che essi non siano riusciti ancora a avere dal Papa il per\u00admesso di procedere all\u2019evirazione dei loro studenti, condizione <em>sine qua non<\/em> per l\u2019innesto del cuore universale. [Un seminarista intero con cuore universale non si potrebbe far circolare per le strade senza pericolo per l\u2019incolumit\u00e0 pubblica]).<\/p>\n<p>Concludendo. L\u2019incontro, anche se si riduce a uno scontro \u00e8 un dovere. La S. Vincenzo non \u00e8 (io credo, ma non me ne intendo) il luogo adatto per gli scontri. Vi si potr\u00e0 misurare tragiche situazioni esterne, ma non sar\u00e0 facile che durante la visita i poveri buttino fuori la loro situazione interna. Rinascita andr\u00e0, credo, molto bene per chi ha gi\u00e0 visto tutto. Ma Elena non ha ancora visto tutto.<\/p>\n<p>Lo abbiamo constatato per es. quando diceva i licenziamenti impossibili. Tutte le fabbriche di Prato hanno licenziato a man salva, la Galileo l\u2019ha fatto, la Ginori l\u2019ha fatto. Giorgio ne era l\u00ec testimonio vivente e non doveva sentirsi dire in faccia una cosa cos\u00ec irrispettosa. (A proposito, perch\u00e9 una sera non invitate a cena Maresco con la sua fidanzata e Elena? Potrebbe insegnarle tante cose).<\/p>\n<p>Il licenziamento del lavandino resta per me uguale a prima. Un atto feudale. I bambini prendono atto dei motivi addotti, ma io li invito a non farsi intimidire. Nessun motivo pu\u00f2 intaccare i princip\u00ee che un licenziamento viola. \u00c8 un processo senza le garanzie che il diritto romano aveva, credo, introdotte gi\u00e0 nel periodo repubblicano cio\u00e8 prima di Cristo (te lo saprai preciso). Ma ora son passati venti secoli e il nostro senso della fraternit\u00e0 evangelica \u00e8 stato raffinato da Dio in mille maniere. Ci ha parlato attraverso san Francesco e ci ha parlato attraverso la Rivoluzione Francese e attraverso un\u2019infinit\u00e0 d\u2019altri messaggeri. Per cui oggi p. es. la pena di morte che san Tommaso giustificava non trova pi\u00f9 diritto di cittadinanza n\u00e9 nel nostro cuore n\u00e9 nel nostro cervello. E neanche un\u2019infinit\u00e0 d\u2019altri concetti antichi non valgono pi\u00f9 o stanno disgregandosi ai nostri occhi cui Dio paternamente va allargando giorno giorno orizzonte. Licenziamento \u00e8 uno di questi concetti che appartenevano al mondo feudale e derivavano dall\u2019art. 3 del codice di diritto penale della giungla. E non sar\u00f2 obbligato a dire alla Pirelli (ditta) cosa deve fare dei suoi operai incendiari (forse dovrebbe dar loro la medaglia perch\u00e9 son gli unici che risolverebbero i problemi: della Pirelli [mamma]). Io so solo che mi schiero con lui e non gli domando se \u00e8 buono o cattivo. Nell&#8217;ultimo numero di <em>Politica<\/em> c\u2019\u00e8 una fotografia di un processo contro un partigiano sulla montagna. Da una parte si vede l\u2019imputato, dall\u2019altra l\u2019accusatore col dito puntato. Ho preso Francuccio e gli ho chiesto: \u00abPer chi sei te di questi due?\u00bb \u00abPer questo\u00bb. E non ce ne importa neanche di sapere quali sulla foto erano i fascisti e quali i partigiani. Sotto la foto non c\u2019era la data. Se fosse di quando ormai le parti erano invertite sceglieremmo nello stesso modo. Da una parte c\u2019\u00e8 quelli che hanno il potere, dall\u2019altra c\u2019\u00e8 quello legato. L\u2019incertezza della scelta l\u2019avremmo solo davanti alla foto di due combattenti ad armi pari. Voi giuristi nel corso dei secoli siete riusciti a costruire il processo penale in una forma (imperfetta solo perch\u00e9 umana) che cerca addirittura di porre l\u2019imputato a armi pari con la Repubblica dinanzi ai giudice. \u00c8 una bella cosa e l\u2019esperienza di 20 secoli l\u2019ha raffinata e perfezionata in modo ammirevole. Ma \u00e8 ridicolo che io profano spieghi a te leguleio queste cose. Ti domando solo se non ti pare assurdo che gli uomini abbiano escluso da queste mirabili garanzie il licenziamento e l\u2019assunzione (in un paese dove c\u2019\u00e8 disoccupati).<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 in un processo sommario come \u00e8 ogni licenziamento io e i miei ragazzi siamo col licenziato e non udiamo ragioni. Non \u00e8 una scelta sentimentale soltanto. La mia ragione non si ciba di testi di economia, n\u00e9 di ragioni di bilancio nazionale, n\u00e9 delle ragioni della Pirelli (ditta). Che m\u2019importa se la Pirelli va a rotoli per eccessive assunzioni mettendo cos\u00ec sul lastrico anche i 10.000 attuali occupati? Se ho dinanzi il mio figliolo incendiario licenziato sono con lui e compio esattamente lo stesso atto che compie Elena quando si schiera con i suoi 7. Una scelta che contraddice al famoso obbligo di voler bene a tutti, ma che si fonda su un Sacramento (il matrimonio per lei, l\u2019ordine sacro e l\u2019investitura di parroco per me). Ora l\u2019incendiario di grattacieli non \u00e8 mio parrocchiano. Ma la parrocchia m\u2019ha dato questa stretta parentela di sangue con Giorgio e Giorgio \u00e8 fratello dell\u2019incendiario e cos\u00ec mi son trovato a essere pi\u00f9 parente dell\u2019incendiario che di Elena. E questo a prescindere dalla commozione che si prova in presenza dei potente industriale quando si rivela personalmente fragile creatura degna di piet\u00e0.<\/p>\n<p>Anche Torquemada era probabilmente una fragile creatura e chiss\u00e0 come trepidava quando il figliolo della sua ganza aveva la tosse.<\/p>\n<p>Marat svenne assistendo all\u2019autopsia di un suo amico. Che fragile creatura era anche lui agli occhi della donna che l\u2019amava! E non sto scherzando crudelmente, non sto prendendo in giro gli affetti familiari (mi sto anzi facendo scudo proprio di questi), ma sto solo mostrando che bisogna poi giudicare Torquemada e Marat per quello che valgono e per gli atti che compiono. E come sarei contento di sapere che il padre Perego ha ganza e figlioli per cui trepida e come sarei contento che li avesse il card. Ottaviani e come vorrei poter scoprire anche in loro un moto d\u2019umanit\u00e0 ferita che me li farebbe amare personalmente, mentre ora non li amo certo. Me li farebbe amare come amo i miei bambini e come amo la Pirelli (mamma). Un amore mosso dalla piet\u00e0 che \u00e8 salutare per chi lo prova e per chi ne \u00e8 l\u2019oggetto e attenua gli angoli e allarga l\u2019orizzonte. Ma che non muta nulla alle reciproche posizioni di principio. Torquemada \u00e8 un W.C., Marat un sanguinario. Perego un calunniatore, Ottaviani un bischero, la Pirelli (ditta) un ente che si arroga diritti che Dio non gli ha dato e che la nostra coscienza di cristiani e di cittadini d\u2019una repubblica costituzionale non gli concede, la Pirelli (donna) una che giustifica la Pirella (ditta).<\/p>\n<p>E allora si fa alle fucilate.<\/p>\n<p>Ho spiegato a Elena che nel capitolo sul Banci (Baffi) tutto quello che racconto \u00e8 verit\u00e0 parziale come quella del lavandino. Elena sottoscrive tutto il mio libro. Se si chiamasse Elena Banci non lo sottoscriverebbe, conoscerebbe le ragioni di lui (che io ho trascurato). E come avete fatto a non accorgervi che le avevo trascurate? \u00c8 semplice. Vi siete fatti prendere dalla commozione. Eravate con Mauro e con me, e non potevate fare altrimenti perch\u00e9 avete fatto anche voi cosi ogni volta che s\u2019\u00e8 trattato di scegliere tra i vostri bambini e quelli degli altri, siete stati con me che sceglievo tra il mio bambi\u00adno e il bambino della mamma del Banci. Ho gi\u00e0 detto che il cuore universale non \u00e8 la macchina cui ambisco. Son sicuro che mi salver\u00f2 anche col mio cuore carnale purch\u00e9 riesca a tenermi un po\u2019 alla meglio nei limiti segnati da un lato dal V comandamento e dall\u2019altro dal VI. Il limite segnato dal V \u00e8 di non odiare. Elena vorrebbe addirittura che si riuscisse anche a non disprezzare. Esagerata! Ier l\u2019altro rileggevamo il cap. 26 dei <em>Promessi Sposi. \u00c8<\/em> impossibile non disprezzare don Abbondio. \u00c8 irresistibile, ma \u00e8 anche giusto. Tutto quel che bisogna fare \u00e8 di non odiarlo, cio\u00e8 di non augurargli male <em>eterno. <\/em>Ma \u00e8 il Manzoni stesso (cristiano timoratissimo) che ha usato tutta la sua arte per coltivarle in noi il disprezzo per don Abbondio. Lo ha fatto perch\u00e9 pensava giustamente che sarebbe stato salutare per tutti noi e forse per lui stesso. Ma se gli si augurasse un po\u2019 di male <em>temporale,<\/em> sarebbe proibito? per es. augurargli il tormento della predica di Federigo!\u00a0 oppure la sofferenza della paura dei lanzichenecchi e della peste. Dicono che non si possono desiderare queste cose. Ma se servissero e fossero capaci di scuotere don Abbondio dalla sua chiusura nel proprio guscio, forse bisogna anche augurargliele. Oppure mandargli una copia dei <em>Promessi Sposi,<\/em> un libro cos\u00ec crudele verso di lui. O una copia del mio libro. O una qualsiasi altra peste. O la rivoluzione. O il tema dei lavandini. Tutte verit\u00e0 parziali, tutte cose che contengono una parte di vero e una parte di falso, una parte di bene e una di male. Ma vivete voi senza questi mezzi se vi riesce, ma mandate avanti il mondo e la scuola con castighi armoniosi, con rimproveri temprati secondo i dettami della moderna pedagogia, passeggiate per le strade colle vostre velleit\u00e0 di amore universale (attenti ai mariti o mogli dei passanti che incontrerete!) spartite salomonicamente ora per ora il giusto dall\u2019ingiusto, senza lasciar parlare le passioni e il cuore, senza mai schierarvi, senza mai guerra. \u00c8 una pia illusione l\u2019interclassismo. Non vi riuscir\u00e0 e se vi riuscisse sareste creature disumane e nessuno vi vorrebbe. Se il mio libro fosse cos\u00ec, non l\u2019avreste letto. Se la mia scuola fosse cos\u00ec sarebbe come tutte.<\/p>\n<p>Combattivi dunque bisogna essere, cio\u00e8 schierati, e l\u2019unico dovere che resta \u00e8 di non trascurare le occasioni come quella che abbiamo avuto ieri di scontrarsi coi nemici per accorgersi che singolarmente meritano piet\u00e0. Ma ho detto <em>scontrarsi<\/em> e non <em>incontrarsi,<\/em> perch\u00e9 una patetica stretta di mano inneggiando all\u2019amore universale e avendo cura di non toccare tasti delicati e argomenti scottanti non rimedia nulla e non \u00e8 nemmeno onesta.<\/p>\n<p>E ho detto: \u00abper accorgersi che singolarmente meritano piet\u00e0\u00bb e non ho detto: \u00abper proporsi di non scontrarsi mai pi\u00f9\u00bb. Vorrei che questa lettera servisse contemporaneamente tre destinatari (per economia di tempo, non di francobolli) e cio\u00e8 te, la Francesca e Elena. Spero proprio che esprima il mio pensiero perch\u00e9 coi ragazzi intorno che stanno disegnando con un silenzio molto relativo non riesco a controllarlo con un\u2019adeguata rilettura. Comunque ti avverto che \u00e8 intesa a consolare Elena dei dispiaceri che ha avuto qui ieri e che se a questo scopo non ti paresse adatta la cosa pi\u00f9 semplice sarebbe di non gliela dare.<\/p>\n<p>Un abbraccio affettuoso vostro<\/p>\n<p>Lorenzo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una lettera poco nota, ora disponibile nella raccolta di tutti gli scritti del Priore di Barbiana, egli spiega il fondamento della propria visione del rapporto tra ricchi e poveri, tra imprenditore e lavoratore dipendente, ma al tempo stesso ne riconosce la natura esclusivamente etica e non politico-economica &nbsp; Lettera inviata da don Lorenzo Milani [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,13],"tags":[],"class_list":["post-44801","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro","category-25-temi-diversi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44801","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=44801"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44801\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=44801"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=44801"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=44801"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}