
{"id":44906,"date":"2017-05-06T17:36:35","date_gmt":"2017-05-06T16:36:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=44906"},"modified":"2017-05-07T22:05:39","modified_gmt":"2017-05-07T21:05:39","slug":"giudici-con-la-valigia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=44906","title":{"rendered":"GIUDICI CON LA VALIGIA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Il trasferimento di un magistrato allunga notevolmente la durata dei processi che passano a un altro &#8211; L&#8217;impatto negativo dei trasferimenti si ridurrebbe drasticamente se i procedimenti si svolgessero in modo sequenziale invece che in parallelo &#8211; Ma anche il numero dei trasferimenti si potrebbe ragionevolmente ridurre<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/h4>\n<p><em>Prefazione <strong>di Andrea Ichino<\/strong> al libro di Alice Guerra e Claudio Tagliapietra,<\/em> Giudici con la valigia. Quanto costa il trasferimento dei magistrati alla Giustizia italiana<em>, Aracne ed., 2016, pp. 116, \u20ac 8 &#8211; In argomento v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=44567\" target=\"_blank\">Themis: una &#8220;riforma&#8221; della giustizia senza nuove norme e a costo zero<\/a> <em>\u00a0 \u00a0<\/em> \u00a0\u00a0 <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Nel mezzo di discussioni accese sui massimi sistemi per riformare la giustizia italiana, sarebbe utile soffermarsi anche su quei problemi tecnici urgenti le cui soluzioni avrebbero effetti positivi sensibili senza scatenare (almeno in un paese normale) contrapposizioni ideologiche &#8220;muro contro muro&#8221;. Uno di questi problemi \u00e8 il ritardo nei tempi della giustizia generato dai trasferimenti dei magistrati tra gli uffici ed \u00e8 il problema affrontato da Alice Guerra e Claudio Tagliapietra in questo libro che speriamo giunga sui tavoli del Ministro della Giustizia e dei consiglieri del CSM.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-44572\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Udienza-in-Tribunale-1-300x168.jpg\" alt=\"Udienza in Tribunale 1\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Udienza-in-Tribunale-1.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Udienza-in-Tribunale-1-150x84.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>La durata dei processi che nella loro vita sono riassegnati a un giudice diverso da quello iniziale si allunga notevolmente rispetto alla durata di quelli che rimangono nelle mani di uno stesso magistrato, e questo libro lo dimostra in modo inequivocabile. Quale azienda potrebbe permettersi che il trasferimento di un dipendente comporti ritardi di questa entit\u00e0 nei tempi di completamento dei compiti a lui o lei affidati? L&#8217;effetto dei trasferimenti non ci sembra sia mai stato menzionato nell&#8217;acceso dibattito su cosa fare per ridurre l&#8217;abnorme durata dei processi in Italia, ed \u00e8 un grande merito di Guerra e Tagliapietra fare emergere questo problema.<\/p>\n<p>Eppure, una gestione migliore della mobilit\u00e0 dei giudici potrebbe arrivare a dimezzare i tempi della giustizia in modo molto pi\u00f9 efficace e politicamente accettabile di altre proposte sul tappeto. Ogni giudice italiano ha diritto a chiedere un trasferimento ogni tre anni. \u00c8 ragionevole ipotizzare che questo &#8220;gioco delle sedie&#8221; abbia effetti tanto pi\u00f9 indesiderabili quanto maggiore \u00e8 il numero di giudici trasferiti ogni anno, quanto maggiore \u00e8 il tempo necessario al giudice subentrante per chiudere ogni singolo processo rispetto al tempo che avrebbe impiegato il giudice originario e quanto maggiore \u00e8 il carico pendente di ciascun magistrato trasferito. Per limitare i danni \u00e8 quindi necessario agire su ciascuno di questi tre fronti.<\/p>\n<div id=\"attachment_44585\" style=\"width: 286px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-44585\" class=\"size-full wp-image-44585\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Palazzo-di-Giustizia.jpg\" alt=\"Il Palazzo di Giustizia di Milano\" width=\"276\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Palazzo-di-Giustizia.jpg 276w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Palazzo-di-Giustizia-150x99.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 276px) 100vw, 276px\" \/><p id=\"caption-attachment-44585\" class=\"wp-caption-text\">Il Palazzo di Giustizia di Milano<\/p><\/div>\n<p>Iniziando dall&#8217;ultimo, una riduzione del carico pendente a parit\u00e0 di carico di lavoro complessivo si otterrebbe con un modo diverso di lavorare dei singoli giudici. Lavorando in modo sequenziale, ossia tenendo &#8220;meno pentole contemporaneamente sul fuoco&#8221;, la durata media di tutti i processi si ridurrebbe per ogni giudice e il carico pendente trasferito a un eventuale sostituto sarebbe inferiore a parit\u00e0 di altre condizioni. Andrebbe poi valutata sperimentalmente la possibilit\u00e0 di ridurre le nuove assegnazioni a un giudice di cui sia certo il trasferimento in una data futura, in modo che questi possa concentrarsi sullo smaltimento dell&#8217;arretrato. Andrebbe anche presa in considerazione la possibilit\u00e0 di ritardare il suo trasferimento fino all&#8217;esaurimento del suo carico pendente. Ma quand&#8217;anche il carico pendente di un magistrato trasferito fosse ridotto al minimo possibile bisogna capire perch\u00e9 la durata di un singolo processo aumenti quando il suo giudice originario passa ad altro ufficio.<\/p>\n<p>Alcuni motivi di ritardo sono inevitabili in qualsiasi contesto organizzativo. Ma i &#8220;tempi morti&#8221; tra la partenza del giudice trasferito e l&#8217;arrivo del sostituto (i cosiddetti &#8220;ruoli congelati&#8221; a volte per pi\u00f9 di un anno!) devono essere ridotti. Il problema deriva almeno in parte dal sistema concorsuale nazionale su cui \u00e8 basato il reclutamento dei magistrati: un sistema che, oltre ad altri difetti, non assicura la possibilit\u00e0 di pianificare per tempo e con continuit\u00e0 la copertura dei posti divenuti vacanti per i pensionamenti. E questo ancor pi\u00f9 negli anni recenti in cui la frequenza dei concorsi, per motivi a noi ignoti, \u00e8 notevolmente diminuita. Ma oltre a questo, i &#8220;tempi morti&#8221; derivano anche dallo scarso coordinamento dei trasferimenti anche nei casi in cui nessun pensionamento entra in gioco.<\/p>\n<p>Rimane infine il terzo ordine di problemi che riguarda il numero complessivo di trasferimenti. \u00c8 evidente che le conseguenze negative dei trasferimenti si risolverebbero in un batter d&#8217;occhio se non si facessero trasferimenti. Tuttavia, se da un lato una mobilit\u00e0 eccessiva dei magistrati \u00e8 inopportuna, altrettanto inopportuna \u00e8 una immobilit\u00e0 completa. In base a quale criterio \u00e8 stato scelto il termine dei tre anni per poter chiedere un trasferimento? Non sarebbe preferibile un termine pi\u00f9 lungo?<\/p>\n<p>Guerra e Tagliapietra indicano con chiarezza tre strade da percorrere: favorire il lavoro sequenziale dei singoli giudici e lo smaltimento dei carichi pendenti prima del trasferimento, ridurre i &#8220;tempi morti&#8221; tra partenze e arrivi e valutare l&#8217;opportunit\u00e0 di allungare il periodo minimo di permanenza in un ufficio. Con questi tre interventi il Csm potrebbe ottenere risultati significativi per una riduzione della durata dei processi e per un miglioramento dell&#8217;efficienza della giustizia.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il trasferimento di un magistrato allunga notevolmente la durata dei processi che passano a un altro &#8211; L&#8217;impatto negativo dei trasferimenti si ridurrebbe drasticamente se i procedimenti si svolgessero in modo sequenziale invece che in parallelo &#8211; Ma anche il numero dei trasferimenti si potrebbe ragionevolmente ridurre . 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