
{"id":45223,"date":"2017-05-21T21:43:57","date_gmt":"2017-05-21T20:43:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45223"},"modified":"2017-05-21T21:43:57","modified_gmt":"2017-05-21T20:43:57","slug":"la-replica-di-mariavittoria-ballestrero-sul-diritto-del-lavoro-come-variabile-indipendente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45223","title":{"rendered":"LA REPLICA DI MARIAVITTORIA BALLESTRERO SUL DIRITTO DEL LAVORO COME VARIABILE INDIPENDENTE"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">&#8220;L&#8217;autonomia del diritto del lavoro che rivendichiamo non \u00e8 dall&#8217;economia, ma dalle dottrine economiche e in particolare dalla dottrina neo-liberista, che, insieme a tante altre conseguenze nefaste, ha esercitato una pesante influenza sul legislatore, le parti sociali, i giudici e i giuristi&#8221;<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nLettera <strong>di Maria Vittoria Ballestrero<\/strong>, professoressa di diritto del lavoro nell&#8217;Universit\u00e0 di Genova e membro del Comitato Direttivo della rivista<\/em> Lavoro e Diritto<em>, in risposta al mio editoriale telegrafico<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45153\" target=\"_blank\">Ancora sul diritto del lavoro come variabile indipendente<\/a><em>, 22 maggio 2017 &#8211; Ringrazio Maria Vittoria di questo intervento e, con la sua autorizzazione, lo pubblico subito molto volentieri, invitando tutti i colleghi giuslavoristi a intervenire in questo utilissimo dibattito &#8211; Per chi volesse prendere conoscenza di alcuni dei miei scritti sull&#8217;utilit\u00e0 di una collaborazione stretta fra i giuslavoristi e gli economisti, non solo sul piano della politica del lavoro e dello <\/em>ius condendum<em>, ma anche per il discorso <\/em>de iure condito<em>, cio\u00e8 per lo svolgimento migliore della funzione peculiare del giurista di interpretazione del diritto vigente, segnalo, in ordine cronologico,\u00a0<\/em><a href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/saggi\/view.asp?IDArticle=511http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/saggi\/view.asp?IDArticle=511\" target=\"_blank\">Il diritto del lavoro e i modelli economici<\/a><em>, (anche in <\/em>Lavoro e Diritto<em>, 1998, pp. 309-322);<\/em> <a href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/saggi\/view.asp?IDArticle=543\" target=\"_blank\">Il dialogo tra economia e diritto del lavoro<\/a>\u00a0<em>(anche in <\/em>Riv. it, dir. lav.<em>, 2001, I, pp. 165-201)<\/em>;<em>\u00a0<\/em> <a href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/saggi\/view.asp?IDArticle=317\" target=\"_blank\">I giuslavoristi e la scienza economica: istruzioni per l&#8217;uso<\/a><em>, (anche in <\/em>Arg. dir. lav.<em>, 2006, pp. 454-469); ma raccomando anche il saggio di Riccardo Del Punta, <\/em>L&#8217;economia e le ragioni del diritto del lavoro<em><em>, in <\/em><\/em>Giorn. dir. lav. rel. ind.,<em><em> 2001, 3;<\/em> infine, sulla ragion d&#8217;essere sostanziale dell&#8217;autonomia del diritto del lavoro dal diritto civile, la mia relazione su <\/em><a href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/saggi\/view.asp?IDArticle=947\" target=\"_blank\">Il percorso tortuoso del diritto del lavoro tra emancipazione dal diritto civile e ritorno al diritto civile<\/a><em> (anche in <\/em>Riv. it. dir. lav.<em>, 1912, I, pp. 59-107) <\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Caro Pietro,<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-45224\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Maria-Vittoria-Ballestrero.jpg\" alt=\"Maria Vittoria Ballestrero\" width=\"161\" height=\"166\" \/>ho letto il tuo commento al fascicolo del trentennale di <em>Lavoro e diritto<\/em> e ti confesso che, per quanto le tue opinioni \u2013 di cui peraltro tempestivamente ci informi \u2013 mi siano ben note, mi ha lasciato sconcertata.<\/p>\n<p>Anzitutto penso che avrebbe meritato una lettura meno affrettata e meno condizionata dal pregiudizio il lavoro nel quale, con molta seriet\u00e0, il nostro gruppo si \u00e8 impegnato per festeggiare i trent\u2019anni di una rivista, alla quale anche tu vorrai certo riconoscere il merito di aver svolto un ruolo non secondario nel panorama degli studi giuslavoristici. Forse, se avessi prestato un po\u2019 pi\u00f9 di attenzione ai contenuti del fascicolo, e non avessi gi\u00e0 deciso prima di leggere che dal nostro gruppo ci si pu\u00f2 attendere solo la stanca riproposizione nostalgica dei fasti degli anni settanta, ti saresti accorto che ci\u00f2 di cui abbiamo voluto discutere <em>non<\/em> \u00e8 la subordinazione del diritto del lavoro all\u2019economia e ci\u00f2 che auspichiamo non \u00e8 l\u2019autonomia dei diritto del lavoro dall\u2019economia.<\/p>\n<p>Facci almeno credito di avere un bagaglio sufficiente di letture (quelle di alcuni classici sicuramente le condividiamo con te) per evitare qualunque tentazione di concettualizzare un \u201cdiritto naturale del lavoro\u201d. Ma come \u00e8 estranea alla nostra cultura ogni idea di \u201cdiritto naturale\u201d, cos\u00ec \u00e8 estranea alla nostra cultura \u2013 ma ho ragione di pensare anche alla tua \u2013 l\u2019idea che l\u2019economia sia una scienza esatta. E poi, Pietro, non ti pare che rivendicare l\u2019autonomia del diritto del lavoro dall\u2019economia non avrebbe senso, specie per chi ha avuto l\u2019avventura di imbattersi nel filosofo di Trier, foss\u2019anche nella sola volgarizzazione della sua opera? E non ti pare che tutti noi \u2013 te compreso, s\u2019intende \u2013 siamo cresciuti quel tanto che basta per evitare di incorrere nel banale errore di confondere l\u2019economia, cio\u00e8 i <em>fatti<\/em> economici, con una <em>dottrina<\/em> economica, che \u00e8 al contempo una dottrina normativa e una falsa rappresentazione?<\/p>\n<p>Insomma, ci\u00f2 su cui abbiamo lavorato e di cui abbiamo discusso non \u00e8 la subordinazione o l\u2019autonomia del diritto del lavoro rispetto all\u2019economia \u2013 come affermi commentando il nostro lavoro \u2013 ma la subordinazione o l\u2019autonomia rispetto alle dottrine economiche; in particolare, <em>et pour cause<\/em>, alla dottrina economica neo-liberista alla quale si devono, tra le tante nefaste conseguenze prodotte dal suo predominio europeo, anche i mutamenti nei contenuti e nella stessa funzione dell\u2019insieme delle regole che disciplinano il mercato del lavoro, per la pesante influenza esercitata su tutti gli attori coinvolti: legislatore, parti sociali, giudici e giuristi.<\/p>\n<p>In ogni caso, non solo di questo ci siamo occupati. Nel mio lavoro su evoluzioni e involuzioni della giurisprudenza nell\u2019arco di un trentennio, ad esempio, ho cercato di fare emergere, attraverso una serie di esempi, la connessione tra l\u2019aria del tempo che i giudici respirano e i contenuti delle loro decisioni: contenuti variabili, anche in ragione della circostanza che l\u2019aria sia respirabile o mefitica. Ti sembra questo un modo di considerare il diritto del lavoro \u201cuna variabile indipendente\u201d?<\/p>\n<p>Un saluto affettuoso<\/p>\n<p>Maria Vittoria<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;L&#8217;autonomia del diritto del lavoro che rivendichiamo non \u00e8 dall&#8217;economia, ma dalle dottrine economiche e in particolare dalla dottrina neo-liberista, che, insieme a tante altre conseguenze nefaste, ha esercitato una pesante influenza sul legislatore, le parti sociali, i giudici e i giuristi&#8221; . 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