
{"id":45240,"date":"2017-05-22T10:30:01","date_gmt":"2017-05-22T09:30:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45240"},"modified":"2017-05-28T22:19:28","modified_gmt":"2017-05-28T21:19:28","slug":"bruno-caruso-alla-ricerca-di-una-terza-via","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45240","title":{"rendered":"BRUNO CARUSO: ALLA RICERCA DI UNA TERZA VIA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Tra l\u2019incudine e il martello delle due posizioni estreme, Bruno Caruso e Riccardo Del Punta hanno provato a \u00a0proporre una prospettiva n\u00e9 di pessimismo cosmico, n\u00e9 di facile ottimismo sulle felici,\u00a0 luminose e imperiture \u00a0sorti del capitalismo e del mercato<\/span><\/h4>\n<p><em>Intervento <strong>di Bruno Caruso<\/strong>, professore di diritto del lavoro nell&#8217;Universit\u00e0 di Catania, pervenuto il 22 maggio 2017 nel dibattito suscitato dal mio editoriale telegrafico<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45153\" target=\"_blank\">Ancora sul diritto del lavoro come variabile indipendente<\/a><em>, dello stesso giorno &#8211; V. anche la <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45223\" target=\"_blank\">replica immediata di Maria Vittoria Ballestrero<\/a> al mio editoriale\u00a0 \u00a0<\/em> <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Caro Pietro,<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-45241\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Bruno-Caruso.jpg\" alt=\"Bruno Caruso\" width=\"187\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Bruno-Caruso.jpg 140w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Bruno-Caruso-131x150.jpg 131w\" sizes=\"auto, (max-width: 187px) 100vw, 187px\" \/>rispondo volentieri al tuo invito di \u00a0contribuire al dibattito sul fascicolo sull\u2019autonomia del diritto del lavoro per il trentennale della rivista Lavoro e diritto, che non\u00a0 \u00a0mi pare cos\u00ec monocorde come tu lo presenti.<\/p>\n<p>Come avrai notato nel fascicolo,\u00a0 chi scrive, insieme a Riccardo Del Punta, nel commentare il saggio di Luigi Mariucci &#8211; \u00a0tra l\u2019altro molto bello, analitico e problematico &#8211; \u00a0prende le distanze, o almeno cerca di farlo, da una visione, forse un po\u2019 manichea, che ha caratterizzato il confronto tra i giuslavoristi negli ultimi trent\u2019anni.<\/p>\n<p>Da un lato, la posizione che\u00a0 viene ricondotta alla ideologia neoliberale e che, con sicura forzatura, ti viene attribuita, per cui le ragioni e la stessa grammatica dei diritti verrebbero sottoposti al dominio dell\u2019economia (direi meglio del mercato): una questione di egemonia culturale prima ancora che politica.\u00a0 Dall\u2019altro, la posizione (per altro molto differenziata al suo interno e meno tetragona di quel che tu induci a pensare: basta cogliere le differenze, non solo le sfumature, all\u2019interno del fascicolo),\u00a0 per cos\u00ec dire, \u201cresistenziale\u201d, dei cultori del diritto naturale del lavoro, come li definisci tu; per cui prima ancora dei diritti sociali delle persone in carne ed ossa, bisogna preservare un certo modello di tutela del lavoro (burocratica, protettiva, paternalistica, altamente regolativa, inderogabile); \u00a0a tale modello non si danno alternative valide: <em>tertium non datur<\/em>. Al di fuori di quel modello, secondo questa posizione, ci sarebbe il nulla; il suo smantellamento conduce direttamente a un pessimismo nichilista e al trionfo del mercato.<\/p>\n<p>Tra l\u2019incudine e il martello delle due posizioni, io e Riccardo abbiamo cercato di svicolare, provando a \u00a0proporre una prospettiva n\u00e9 di pessimismo cosmico, n\u00e9 di facile ottimismo sulle felici,\u00a0 luminose e imperiture \u00a0sorti del capitalismo e del mercato; bens\u00ec di realismo problematico che \u00e8 cosa diversa dall\u2019empirismo meccanico che riduce tutto alla cruda realt\u00e0 dell\u2019economia e delle sue cifre.<\/p>\n<p>Non utilizzo volutamente il termine post ideologico per sintetizzare la nostra posizione, soltanto per la consapevolezza che la critica, insita nell\u2019endiadi, mi verrebbe immediatamente ribaltata; \u2018<em>chi critica le ideologie, fa a sua volta ideologia<\/em>\u2019: \u00a0\u00e8 il vezzo dissacrante corrente nei confronti di ogni posizione non in linea con il mainstream di sinistra. N\u00e9 accosto la nostra posizione alla teorizzazioni della flexicurity, che \u00e8 una risposta in termini di policy immediata con ricette a volte troppo semplicistiche.<\/p>\n<p>Molto pi\u00f9 modestamente Riccardo, io, ma anche tanti altre colleghe e colleghi, ognuno con propri originali percorsi intellettuali, e non solo in Italia, abbiamo imboccato la strada di una ricerca un po\u2019 pi\u00f9 lunga e paziente. Nella consapevolezza che le grandi endiadi valoriali (libert\u00e0 e uguaglianza) e le tante altre che segnano il paradigma della disciplina e l\u2019evoluzione sociale in generale (pubblico\/privato, individuale\/collettivo, subordinazione\/autonomia, welfare pubblico\/ welfare privato, sviluppo\/decrescita, disintermediazione\/reintermediazione sociale, lavoro\/reddito di cittadinanza, tecnologia\/lavoro ecc.), vadano affrontate non come inestricabili contraddizioni che generano impotenza e rinunzia a comprendere e fare, ma neppure per arrivare a improbabili sintesi giuridiche, filosofiche o politiche (la terza via).<\/p>\n<p>Esse vanno affrontate per quelle che sono: vale a dire il riproporsi di grandi contraddizioni che fanno seguito a \u201cgrandi trasformazioni\u201d che segnano da sempre l\u2019incedere della storia della umanit\u00e0.<\/p>\n<p>I giuslavoristi, per quel poco che loro compete, non possono pertanto che mettersi nel sentiero, pi\u00f9 scosceso ma pi\u00f9 intrigante, di problematiche mediazioni, anche di tipo culturale oltre che giuridico, all\u2019insegna del bilanciamento, della ragionevolezza e della proporzionalit\u00e0, riscoprendo magari, da sinistra, il principio di responsabilit\u00e0 e la cultura dei doveri oltre che dei diritti.<\/p>\n<p>Che \u00e8 un modo altro per dire che ci sembra opportuno che la comunit\u00e0 dei giuslavoristi (o quel che rimane) torni a confrontarsi intensamente per rilanciare una prospettiva mite del diritto, una consapevolezza umile del proprio ruolo di giurista e mediatore sociale, e una visione altrettanto mite ma forte, di riformismo politico dal basso, molto pragmatico e realistico.<\/p>\n<p><em>Ringrazio anche Bruno Caruso di questo intervento nel dibattito, osservando soltanto che nel mio <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45153\" target=\"_blank\">editoriale telegrafico<\/a> mi sono riferito alla maggior parte degli scritti raccolti nel fascicolo di <\/em>Lavoro e Diritto<em>: la mia critica non \u00e8 certo rivolta al saggio di lui stesso e di Riccardo Del Punta, di cui condivido l&#8217;intendimento di fondo e gran parte delle tesi sostenute. \u00a0 \u00a0\u00a0 (p.i.) <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra l\u2019incudine e il martello delle due posizioni estreme, Bruno Caruso e Riccardo Del Punta hanno provato a \u00a0proporre una prospettiva n\u00e9 di pessimismo cosmico, n\u00e9 di facile ottimismo sulle felici,\u00a0 luminose e imperiture \u00a0sorti del capitalismo e del mercato Intervento di Bruno Caruso, professore di diritto del lavoro nell&#8217;Universit\u00e0 di Catania, pervenuto il 22 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,7],"tags":[],"class_list":["post-45240","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro","category-lettere"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45240","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=45240"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45240\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=45240"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=45240"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=45240"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}