
{"id":45290,"date":"2017-06-04T17:10:29","date_gmt":"2017-06-04T16:10:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45290"},"modified":"2017-06-04T17:10:29","modified_gmt":"2017-06-04T16:10:29","slug":"che-cose-linapp-e-che-cosa-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45290","title":{"rendered":"CHE COS&#8217;\u00c8 L&#8217;INAPP E CHE COSA FA?"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Erede dell&#8217;Isfol, dal dicembre 2016 l&#8217;Istituto presieduto da Stefano Sacchi ha al tempo stesso il compito di analizzare e valutare le politiche pubbliche riferite al mercato del lavoro e quello di <em>policy advice <\/em>nei confronti di ministero del Lavoro e Regioni sulla stessa materia &#8211; Ma resta aperto un rilevante problema istituzionale<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nLettera pervenuta il 27 maggio 2017 &#8211; <strong>Segue la risposta del presidente dell&#8217;Inapp<\/strong>, professor Stefano Sacchi &#8211; In argomento v. anche <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=37125\" target=\"_blank\">il testo del d.lgs. n. 150\/2015<\/a> e gli altri documenti e interventi in proposito raccolti nel <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1079\" target=\"_blank\">Portale della riforma del lavoro<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Gentile Senatore, seguo con interesse le politiche attive del lavoro. Pur avendo chiaro il ruolo fondamentale di ANPAL, non mi \u00e8 chiaro quello di INAPP (ex ISFOL). INAPP nasce il 1\u00b0 dicembre 2016 dalle ceneri di ISFOL che non era stato in grado di raccordare adeguatamente il mondo scientifico e il mondo politico e in vista &#8211; a voler trovare un senso alla sua nascita &#8211; di una soppressione del CNEL, poi non avvenuta a seguito dell\u2019esito referendario. Secondo un recente rapporto di ricerca, INAPP sarebbe una struttura ibrida le cui attivit\u00e0 appaiono dispersive e con un organico sovradimensionato rispetto alla media europea e con competenze varie. Ma soprattutto appare decisamente difettoso il rapporto tra ANPAL e INAPP.<br \/>\nSecondo il suo Statuto, ANPAL deve essere sottoposta al potere di indirizzo e vigilanza del ministero del Lavoro, mentre la legge prevede che ISFOL (oggi INAPP) debba verificare il raggiungimento degli obiettivi da parte di ANPAL. Anche INAPP deve quindi vigilare su ANPAL?<br \/>\nSono perplessa \u00a0se si \u00a0considera che INAPP ha perso gran parte delle risorse finanziarie perch\u00e9 confluite in ANPAL. \u00a0Impoverita da ANPAL, potrebbe avere interesse \u00a0a evidenziare il malfunzionamento dell\u2019organo posto a capo delle politiche attive del lavoro? Anche il CNEL ha in animo di risorgere come l\u2019ex ISFOL. Non si rischia che INAPP diventi \u00a0un duplicato in chiave minore dell\u2019organo costituzionale per quanto riguarda il suo funzionamento?<br \/>\nCordiali saluti<br \/>\nM.V.<\/p>\n<h4><span style=\"color: #993300;\">Risponde il presidente dell&#8217;Inapp, professor Stefano Sacchi, che ringrazio della disponibilit\u00e0<\/span><\/h4>\n<div id=\"attachment_45291\" style=\"width: 315px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-45291\" class=\"wp-image-45291\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Stefano-Sacchi.jpg\" alt=\"Stefano Sacchi\" width=\"305\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Stefano-Sacchi.jpg 273w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Stefano-Sacchi-150x102.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 305px) 100vw, 305px\" \/><p id=\"caption-attachment-45291\" class=\"wp-caption-text\">Il presidente dell&#8217;INAPP prof. Stefano Sacchi<\/p><\/div>\n<p>Ringrazio Pietro Ichino e la lettrice del blog per l\u2019opportunit\u00e0 di illustrare il ruolo dell\u2019INAPP, l\u2019Istituto Nazionale per l\u2019Analisi delle Politiche Pubbliche &#8211; <a href=\"http:\/\/www.inapp.org\">www.inapp.org<\/a>. INAPP \u00e8 un Ente pubblico di ricerca vigilato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (*). L&#8217;istituto \u00e8 la trasformazione dell\u2019ISFOL, l\u2019Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori, nato nel 1973 con il compito di offrire un sostegno tecnico e metodologico al Governo e alle Regioni nel campo della formazione professionale. Nel tempo l\u2019ISFOL ha acquisito maggiori funzioni, sino a occuparsi non solo di formazione professionale, ma anche di dinamiche e istituzioni del mercato del lavoro pi\u00f9 in generale, e di politiche di inclusione sociale. Le informazioni generate da ISFOL sono state tradizionalmente di grande rilevanza per il sistema italiano delle politiche del lavoro e della formazione professionale: i vari rapporti ISFOL sulla formazione, sull\u2019apprendistato, o sulle strategie di invecchiamento attivo (per citarne solo alcuni) costituiscono da sempre il patrimonio informativo pi\u00f9 prezioso per quanti in Italia si occupano di questi temi. Alcuni di questi rapporti sono affidati dalla legge stessa all\u2019Istituto (\u00e8 il caso ad esempio del rapporto sulla formazione previsto dalla legge n. 845 del 1978), altri sono redatti su richiesta del Ministero del Lavoro o di altri attori istituzionali. Spesso i rapporti dell\u2019Istituto sono formalmente presentati al Parlamento, e non di rado essi costituiscono la base conoscitiva per iniziative legislative sui temi del lavoro e della formazione professionale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-45405\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ISFOL-300x225.jpg\" alt=\"ISFOL\" width=\"265\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ISFOL-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ISFOL-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ISFOL.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 265px) 100vw, 265px\" \/>Nell\u2019ambito del riordino del sistema delle politiche del lavoro nel nostro paese, il decreto legislativo n. 150 del 2015 (il decreto che si \u00e8 occupato delle politiche attive tra gli otto decreti attuativi del Jobs Act) ha assegnato all\u2019allora ISFOL una nuova missione, pi\u00f9 ampia di quella precedente, essenzialmente riassumibile nei compiti di analisi, monitoraggio e valutazione delle politiche pubbliche che hanno un impatto sul mercato del lavoro. A seguito dell&#8217;assegnazione di tale nuovo compito, \u00e8 stata avviata, nel mio mandato da commissario straordinario durante il 2016, una riorganizzazione dell\u2019Istituto e la conseguente revisione statutaria dell\u2019Istituto. Questi processi sono stati in qualche modo rallentati da fattori esogeni: da un lato i ritardi nella costituzione e nell\u2019operativit\u00e0 dell\u2019ANPAL, l\u2019Agenzia per le politiche attive del lavoro creata dallo stesso dlgs n. 150 del 2015, alla quale l\u2019Istituto ha potuto trasferire circa 150 unit\u00e0 di personale soltanto tra la fine del 2016 e l\u2019inizio del 2017; dall\u2019altro l\u2019approvazione della riforma degli Enti pubblici di ricerca, avvenuta alla fine del 2016 con il decreto legislativo n. 218 del 2016, che ha comportato la modifica <em>in itinere<\/em> di alcune fra le procedure autorizzative gi\u00e0 avviate. Ciononostante, la riorganizzazione ha avuto inizio, pur nell\u2019incertezza circa la professionalit\u00e0 che sarebbero rimaste in forze all\u2019Istituto dopo il trasferimento di personale all\u2019ANPAL (motivo per il quale mi sono sempre adoperato per l\u2019avvio celere dell\u2019Agenzia, della cui piena operativit\u00e0 in raccordo con le Regioni il Paese continua ad avere necessit\u00e0 assoluta). Tale riorganizzazione ha anche comportato il cambiamento del nome dell\u2019Istituto, per allinearlo ai nuovi compiti previsti dal dlgs n. 150 del 2015: da ISFOL ad, appunto, Istituto Nazionale per l\u2019Analisi delle Politiche Pubbliche (nuovo nome dell\u2019Istituto dal 1\u00b0 dicembre 2016).<\/p>\n<p>Un Istituto che si occupi di analisi, monitoraggio e valutazione delle politiche pubbliche \u00e8 un <em>unicum<\/em> assoluto nel nostro Paese, come \u00e8 stato rilevato anche in un recente convegno (su <em>L\u2019importanza strategica del <\/em>policy advice<em> e il ruolo dell\u2019INAPP<\/em>) svoltosi il 23 maggio scorso presso l\u2019INAPP. I relatori, i cui interventi saranno nei prossimi giorni disponibili sul sito dell\u2019Istituto (<a href=\"http:\/\/www.inapp.org\">www.inapp.org<\/a>), hanno discusso un importante rapporto di ricerca comparata sulla funzione della ricerca strategica in vari Paesei europei, da me commissionato ad alcuni tra i pi\u00f9 qualificati esperti internazionali sul tema del ruolo della conoscenza esperta nei processi di <em>policy<\/em>: Maurizio Ferrera, Tullia Galanti e Anton Hemerijck. Il rapporto, di grande qualit\u00e0, \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.inapp.org\/sites\/default\/files\/Rapporto%20Policy%20Advice.pdf\" target=\"_blank\">liberamente scaricabile dal sito dell\u2019Istituto<\/a>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-45406\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/INAPP.jpg\" alt=\"INAPP\" width=\"264\" height=\"264\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/INAPP.jpg 225w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/INAPP-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 264px) 100vw, 264px\" \/>Il fine di questa operazione \u00e8 stato quello di riflettere sulla funzione di <em>policy advice<\/em>, la consulenza strategica per i <em>decision makers<\/em> svolta all\u2019interno di strutture pubbliche di produzione di conoscenza. Il mio mandato da presidente dell\u2019INAPP, che ha avuto avvio nel 2017, sar\u00e0 infatti segnato dalla volont\u00e0 di dotare il nostro Paese di capacit\u00e0 di <strong>analisi strategica<\/strong> nel campo delle politiche sociali e del lavoro. Tale curvatura del concetto di analisi previsto come compito dell\u2019Istituto dal dlgs n. 150 del 2015 \u00e8 essenziale per la produzione di politiche pubbliche basate sull\u2019evidenza scientifica, e affinch\u00e9 i decisori pubblici possano prendere decisioni informate e adeguate alla situazione. In altri termini, INAPP si pone l\u2019obiettivo di studiare e di monitorare i fenomeni sociali ed economici che rilevano per il lavoro e il welfare, di valutare gli effetti delle politiche pubbliche in tali campi, ma anche \u2013 e questa \u00e8 la novit\u00e0 \u2013 di elaborare scenari di intervento per il <em>policy maker<\/em>. Tali scenari sono basati sulla conoscenza dei fenomeni nel loro sviluppo presente e futuro e sugli esiti delle politiche esistenti, ma vanno oltre tale conoscenza, perch\u00e9 elaborano delle proposte di <em>policy<\/em> alternative individuandone i potenziali esiti e i pro e contro, sottoponendole al decisore pubblico, che poi ha la responsabilit\u00e0 di valutarne le conseguenze politiche e compiere le proprie scelte. In questo senso, non comprendo la sovrapposizione di funzioni che dovrebbe esservi, a giudizio della lettrice, tra un ente di ricerca che mette a frutto le proprie capacit\u00e0 analitiche per svolgere analisi strategica delle politiche pubbliche a fini di <em>policy advice<\/em> come INAPP, e il CNEL, che dovrebbe essere il luogo del dialogo sociale e contribuire alla costruzione di un consenso tra governo e parti sociali sulle decisioni di politica economica. Ben lungi dall\u2019essere in competizione, INAPP e CNEL possono ben essere complementari: se INAPP ha nella Presidenza del Consiglio e nel Ministero del Lavoro i destinatari principali della sua attivit\u00e0 di <em>policy advice<\/em>, questi non sono in alcun modo esclusivi: assieme alle Commissioni Lavoro e Politiche sociali del Parlamento, e le Regioni, tale attivit\u00e0 pu\u00f2 essere svolta anche attraverso il CNEL e assieme a questo nei confronti delle parti sociali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-42979 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ANPAL-300x112.png\" alt=\"ANPAL\" width=\"300\" height=\"112\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ANPAL-300x112.png 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ANPAL-150x56.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ANPAL.png 366w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Un esempio di attivit\u00e0 di <em>policy advice<\/em> \u00e8 quella che l\u2019INAPP sta attualmente svolgendo per conto del Ministero del Lavoro, assieme a MISE e MIUR, in vista del G7 ministeriale di settembre 2017 e pi\u00f9 in generale sul lavoro che cambia, in connessione alla strategia Industria 4.0. Assieme al sostegno al Ministero del Lavoro per la determinazione delle priorit\u00e0 della Presidenza italiana del G7 in tema di lavoro e protezione sociale, INAPP sta elaborando le direttrici della riflessione italiana sul tema del lavoro che cambia in relazione al cambiamento tecnologico, discussa con le parti sociali ai tavoli del Ministero del Lavoro con MISE e MIUR. Quello dell\u2019impatto di cambiamento tecnologico e cambiamento demografico sul lavoro e sulla protezione sociale sar\u00e0 il tema portante dell\u2019attivit\u00e0 scientifica dell\u2019Istituto nel prossimo triennio, e su questo tema \u2013 gi\u00e0 inquadrato in un paper di Dario Guarascio e Stefano Sacchi, <a href=\"http:\/\/www.inapp.org\/sites\/default\/files\/Digitalizzazione%2C%20automazione%20e%20futuro%20del%20lavoro_0.pdf\" target=\"_blank\">scaricabile dal sito dell\u2019Istituto<\/a> \u2013 vi sar\u00e0 nelle prossime settimane un mio <em>position paper<\/em>, che terr\u00e0 assieme \u201cCambiamento tecnologico, futuro del lavoro e investimenti sociali\u201d. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di dotare il nostro Paese di analisi e di scenari che consentano di prendere decisioni informate in materia di politiche industriali, del lavoro, della formazione e del welfare. Il primo passo, nei prossimi mesi, \u00e8 quello di costruire un sistema in grado di analizzare i cambiamenti futuri nella domanda di lavoro, scomponendoli in termini di professioni, mansioni e competenze, per poi considerare in che modo l\u2019attuale struttura occupazionale italiana \u00e8 in grado di far fronte a tale domanda, identificare in modo analitico i fabbisogni di competenze, mapparli sull\u2019attuale sistema di produzione di competenze nel nostro paese, e fornire al decision maker scenari di intervento relativamente alle politiche del lavoro e della formazione, assieme a evidenza utile per decisioni in materia di politiche dell\u2019istruzione da un lato e politiche industriali ad elevato contenuto di competenze dall\u2019altro. Su questo INAPP sta collaborando con MISE e MIUR.<\/p>\n<div id=\"attachment_43631\" style=\"width: 372px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43631\" class=\" wp-image-43631\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Maurizio-Ferrera-300x169.jpg\" alt=\"Il prof. Maurizio Ferrera\" width=\"362\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Maurizio-Ferrera-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Maurizio-Ferrera-150x84.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Maurizio-Ferrera-1024x577.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 362px) 100vw, 362px\" \/><p id=\"caption-attachment-43631\" class=\"wp-caption-text\">Il prof. Maurizio Ferrera<\/p><\/div>\n<p>Per svolgere il compito fondamentale di fornire policy advice nel campo delle politiche sociali e del lavoro, occorre certamente un cambio di passo, come evidenziato dal rapporto di Ferrera, Galanti ed Hemerijck che si riferisce alle attivit\u00e0 del vecchio ISFOL. Questo cambiamento \u00e8 gi\u00e0 stato avviato, e acquisir\u00e0 maggior momento nei prossimi mesi, con la messa a regime del piano su \u201cCambiamento tecnologico, futuro del lavoro e investimenti sociali\u201d. Delle criticit\u00e0 rilevate dal rapporto, queste sono pi\u00f9 semplici da affrontare da parte dei vertici dell\u2019INAPP, poich\u00e9 attengono all\u2019organizzazione interna. Perch\u00e9 la \u201cgrande opportunit\u00e0\u201d costituita dalla creazione dell\u2019INAPP, come la chiama Maurizio Ferrera nelle sue conclusioni al rapporto, non venga sprecata, restando \u201cintrappolata nelle paludi dell\u2019<em>administrative politics<\/em> all\u2019italiana\u201d, occorre per\u00f2 risolvere alcuni problemi ulteriori, che non sono in quanto tali nelle disponibilit\u00e0 del <em>management<\/em> dell\u2019Istituto. In primo luogo l\u2019accesso ai dati. Non vi \u00e8 bisogno, credo, di richiamare ai lettori l\u2019importanza dell\u2019accesso ai dati elementari per un\u2019istituzione di ricerca nello svolgimento dei propri compiti istituzionali. Il rapporto mostra come gli istituti analoghi a INAPP, in Europa, abbiano accesso illimitato ai dati elementari. Cos\u00ec non \u00e8 in Italia, dove sovente pur tra enti appartenenti al Sistema Statistico Nazionale (SISTAN) di cui INAPP fa parte, lo scambio di dati \u00e8 reso difficile dagli apparati burocratici. Il secondo ostacolo al pieno sviluppo di un\u2019istituzione pubblica di <em>policy advice<\/em> come INAPP \u00e8 la dotazione di risorse. Come evidenziato dal rapporto, il contributo istituzionale dell\u2019Istituto \u00e8 stato negli ultimi anni (qui la lettrice del blog fa confusione perch\u00e9 l\u2019ANPAL non c\u2019entra nulla, si \u00e8 trattato di decisioni del Ministero vigilante) ridotto in misura tale da non consentire la piena operativit\u00e0 dell\u2019Istituto. A fronte di questa situazione, il rapporto evidenzia un trilemma, che vede l\u2019impossibilit\u00e0 di mantenere congiuntamente l\u2019attuale (sotto)finanziamento istituzionale, gli attuali livelli occupazionali e gli ostacoli al reperimento sul mercato di risorse, attraverso attivit\u00e0 di ricerca per conto terzi. Il ministero vigilante deve sciogliere questo nodo, indicando una direzione. La terza criticit\u00e0 messa in evidenza dal rapporto riguarda il disegno istituzionale delle relazioni tra INAPP, ANPAL e ministero del Lavoro, frutto di un grave errore di disegno del dlgs n. 150 del 2015. Tale disposizione prevede infatti che INAPP valuti il raggiungimento degli obiettivi da parte di ANPAL, sulla scorta della loro individuazione da parte del ministro del Lavoro. INAPP dovrebbe in sostanza agire come valutatore per conto del ministero del Lavoro. Il problema \u00e8 che met\u00e0 del budget di INAPP viene dalle attivit\u00e0 svolte da questo sul PON SPAO del Fondo Sociale Europeo, e questa fonte di finanziamento \u00e8 divenuta ancor pi\u00f9 rilevante negli ultimi anni a cagione della riduzione del contributo istituzionale da parte del ministero. Sino all\u2019avvio di ANPAL, l\u2019Autorit\u00e0 di gestione del PON SPAO era incardinata presso il ministero del Lavoro. Oggi \u00e8 stata trasferita all\u2019ANPAL. Il risultato \u00e8 che INAPP ottiene met\u00e0 del suo budget da un soggetto che, per legge, deve valutare. Pare evidente il clamoroso errore di disegno istituzionale del dlgs n. 150 del 2015, che ovviamente non \u00e8 responsabilit\u00e0 dell\u2019ANPAL come istituzione. In assenza del trasferimento da parte del ministero del Lavoro di risorse che consentano ad INAPP di svolgere i propri compiti senza avere relazioni con ANPAL, ci\u00f2 che sarebbe auspicabile ma pare improbabile, atteso che la maggior parte delle risorse in precedenza a disposizione del ministero del Lavoro sono state trasferite ad ANPAL, e in assenza di modifiche normative che il prossimo Governo potr\u00e0 voler operare per correggere gli errori di disegno istituzionale evidenziati, occorre nell\u2019immediato e in un\u2019ottica pragmatica far funzionare la collaborazione tra ANPAL e INAPP, nel supremo interesse nel nostro Paese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-45407\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Muraglia-cinese-2.jpg\" alt=\"Muraglia cinese 2\" width=\"325\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Muraglia-cinese-2.jpg 275w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Muraglia-cinese-2-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/>Peraltro sia INAPP, sia ANPAL, hanno ciascuno interesse a regolare i propri rapporti in modo da porre fra loro quello che in ambito finanziario si chiama <em>Chinese Wall<\/em>: un grado di separazione istituzionale che consenta a INAPP di svolgere in autonomia i compiti di analisi (strategica), monitoraggio e valutazione delle politiche senza contrattare ogni volta il proprio finanziamento da ANPAL, e ad ANPAL di non essere esposta al sospetto di avere ottenuto da INAPP valutazioni del raggiungimento dei propri obiettivi, cos\u00ec come attribuitile dal ministro del Lavoro, per il fatto di essere \u2013 in larga misura \u2013 il finanziatore di INAPP. Tale strumento di separazione istituzionale \u00e8 stato da tempo individuato nella costituzione di INAPP come autorit\u00e0 delegata (cosiddetto organismo intermedio) dell\u2019Autorit\u00e0 di gestione del PON SPAO su tutto l\u2019ambito delle funzioni tradizionalmente svolte dall\u2019Istituto nel campo delle politiche del mercato del lavoro, al netto ovviamente di quelle transitate ad ANPAL e da tempo identificate. Entro il mese di giugno 2017 dovrebbe giungere a buon fine la costituzione dell\u2019organismo intermedio con la specificazione delle azioni e del sistema dei controlli \u2013 molto rigorosi secondo il diritto europeo \u2013 per garantire la piena funzionalit\u00e0 dell\u2019autorit\u00e0 delegata. Questo dovrebbe consentire di aggiungere un ulteriore tassello nell\u2019attuazione del disegno complessivo di riforma riconducibile al Jobs Act e che, eventualmente corretto dove necessario alla luce dell\u2019evidenza empirica e del cambiamento tecnologico e socioeconomico, resta a mio parere la <em>roadmap<\/em> per la modernizzazione del sistema delle politiche del lavoro e della protezione sociale nel nostro Paese.<\/p>\n<p>____________________<\/p>\n<p>(*) La maggior parte degli enti pubblici di ricerca italiani sono vigilati dal MIUR, ma alcuni sono vigilati da altre istituzioni: per esempio l\u2019ISTAT, vigilato dal Dipartimento della Funzione Pubblica, o l\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0, vigilato dal Ministero della Salute.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Erede dell&#8217;Isfol, dal dicembre 2016 l&#8217;Istituto presieduto da Stefano Sacchi ha al tempo stesso il compito di analizzare e valutare le politiche pubbliche riferite al mercato del lavoro e quello di policy advice nei confronti di ministero del Lavoro e Regioni sulla stessa materia &#8211; Ma resta aperto un rilevante problema istituzionale . 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