
{"id":45606,"date":"2017-06-18T22:40:58","date_gmt":"2017-06-18T21:40:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45606"},"modified":"2017-06-18T22:41:07","modified_gmt":"2017-06-18T21:41:07","slug":"sui-danni-evitabili-dello-sciopero-nella-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45606","title":{"rendered":"SUI DANNI EVITABILI DELLO SCIOPERO NELLA SCUOLA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Anche l&#8217;astensione dal lavoro proclamata da sindacati minoritari, e persino quella cui non aderisce nessuno, producono disservizi gravi e costi per l&#8217;Amministrazione, che sarebbero tutti evitabili vincolando il personale a dichiarare in tempo utile la propria adesione o no<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nLettera pervenuta il 17 giugno 2017 &#8211; In argomento v. anche, ultimamente,<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45603\" target=\"_blank\">Sciopero nei trasporti: una norma contro la dittatura delle minoranze<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>DISAGI INFINITI MASCHERATI DAL DIRITTO DI SCIOPERO<br \/>\n(non solo nel settore trasporti)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-45608\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Sciopero-della-scuola-300x150.jpg\" alt=\"Sciopero della scuola\" width=\"378\" height=\"189\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Sciopero-della-scuola-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Sciopero-della-scuola-150x75.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Sciopero-della-scuola.jpg 317w\" sizes=\"auto, (max-width: 378px) 100vw, 378px\" \/>Chi scrive \u00e8 un docente, classe 1950, da tre anni in pensione, dopo un quarantennio di lavoro, con una dozzina di anni (negli anni 80) da dirigente sindacale \u201cconfederale\u201d di categoria, comunque sempre in servizio non avendo mai fatto ricorso al distacco o ai vari possibili permessi sindacali pur previsti dal contratto (del resto un permesso in genere ricade direttamente su uno o pi\u00f9 colleghi e talvolta anche sugli alunni). \u00a0Ho svolto nell&#8217;ultimo decennio la delicata e ingrata funzione di \u201cvicepreside&#8221; (collaboratore vicario del Dirigente scolastico) in un\u2019Istituto Comprensivo, di circa 800 alunni (=1600 genitori), con una presenza attiva per una ventina d&#8217;anni nel Consiglio d&#8217;Istituto.<\/p>\n<p>Scrivo perch\u00e9 si capisca quanto sia necessario metter mano su una questione che sembra un dettaglio (su cui accampare mille \u201cdistinguo\u201d) ma che invece \u00e8 un bubbone: un grave danno per la credibilit\u00e0 del servizio pubblico scolastico ma in realt\u00e0, per le stesse basi fiduciarie delle Istituzioni pubbliche.<\/p>\n<p>Per chi non opera ogni giorno all&#8217;interno del servizio scolastico non \u00e8 facile cogliere certe assurdit\u00e0 come quella che qui espongo (tra diritti reali, diritti abusati e procedure burocratiche).<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che nel \u201csettore trasporti\u201d ci sono cosiddette \u201cgiornate di sciopero nazionale\u201d della scuola che creano un sacco di guai \u201ca gratis\u201d cio\u00e8 senza bisogno che qualcuno scioperi. Ci\u00f2 porta una grande visibilit\u00e0 ai vari sindacatini &#8220;autonomi o di base&#8221; che proliferano negli interstizi delle norme, anche grazie al comporta-mento della struttura ministeriale della scuola paralizzata da accordi sindacali che non si sanno aggiornare.<\/p>\n<p>Quanto evidenzio \u00e8 ci\u00f2 che ho vissuto nella mia esperienza lavorativa, forse piuttosto limitata e circoscritta ma forse anche non troppo \u201cparticulare\u201d: forse lei ha l\u2019accesso a modalit\u00e0 che possano verificare come tali vicende non sono riconducibili ad una singola limitata realt\u00e0 locale.<\/p>\n<p>La procedura, inesorabile, \u00e8 la seguente:<\/p>\n<p>1) indizione dello sciopero, con un fax, spesso all&#8217;ultimo momento utile, inviato al MIUR (Ministero istruzione universit\u00e0 e ricerva), magari da un sindacato che rappresenta (con formale delega) lo 0,1 % del personale in servizio, magari concentrato in una o poche realt\u00e0 locali;<\/p>\n<p>2) il MIUR dirama per vie brevi (spesso all&#8217;ultimo momento utile: 5 giorni prima dello sciopero) una circolare ai DS (dirigenti scolastici) che comunica loro di DOVER avvisare il personale in servizio e tutte le famiglie sullo sciopero indetto; ci\u00f2 significa un milione di dipendenti della scuola e una dozzina di milioni di genitori (il tutto a seguito del fax di una sigla sindacale, per quanto sia residuale la sua rappresentativit\u00e0);<\/p>\n<p>3) con la medesima circolare il MIUR indica ai DS di attivarsi (!?) per assicurare il servizio possibile;<\/p>\n<p>4) con propria circolare interna i DS informano il personale sulla proclamazione dello sciopero e chiedono al singolo docente o ATA (personale non docente) di voler precisare se intende aderire allo sciopero o no, per consentire allo stesso DS di organizzare al meglio (!?) il servizio scolastico;<\/p>\n<p>5) pu\u00f2 succedere (e spesso succede) che solo alcuni dei dipendenti consultati intende precisare le sue intenzioni a riguardo (con l\u2019apposizione di una crocetta sul SI o sul NO), mentre la maggioranza si rifugia nella formuletta del &#8220;non intendo dichiarare le mie intenzioni&#8221; (in genere presente tra le alternative possibili elencate nella stessa circolare diramata dal DS o, automaticamente, dall&#8217;ufficio di segreteria);<\/p>\n<p>6) acquisite tali informazioni, che consentono di chiarire cosa succeder\u00e0 solo nel caso del poco personale che si \u00e8 espresso apertamente, il DS dirama a tutto il personale l&#8217;obbligo di informare le famiglie, spesso tramite dettatura a tutti gli alunni (interrompendo la lezione in corso), dovendosi poi preoccupare anche degli assenti, comunicando alle stesse non solo che il normale servizio non \u00e8 assicurato, per possibile ipotetico sciopero, ma che nella giornata stabilita le famiglie dovranno preoccuparsi di portare personalmente i figli attendendo all&#8217;esterno della scuola per accertarsi non solo se la scuola venga aperta ma anche se c&#8217;\u00e8 o non c&#8217;\u00e8 il rispettivo docente;<\/p>\n<p>7) contestualmente il DS deve informare gli Enti locali che gestiscono un servizio nella scuola, come la mensa o lo scuolabus; cos\u00ec accade che anche l\u2019Ente Locale \u00e8 costretto a comunicare alle famiglie dei SUOI utenti che nella giornata del possibile sciopero (del personale scolastico) \u00e8 sospeso il servizio di scuolabus; perch\u00e8 nel caso in cui la scuola fosse chiusa, oltre che dover tenere gli alunni a bordo del bus, non \u00e8 in genere possibile per il servizio di trasporto riportare i loro piccoli utenti a domicilio o altrove, dove i genitori o altri famigliari autorizzati possano venire immediatamente riprendersi in carico i singoli minori);<\/p>\n<p>8) se il personale aderisce allo sciopero tutti i disagi sopra elencati sono &#8220;costituzionalmente&#8221; giustificati; l\u2019insieme di tali disagi invece non sono giustificabili nel caso in cui il personale scioperi in minimissima parte o addirittura non scioperi per niente (come spesso succede);<\/p>\n<p>9) va precisato che lo scenario appena descritto non si verifica una o due volte in un anno scolastico ma almeno in una dozzina di occasioni (fino a 15 in ciascuno degli ultimi anni, con una media di due-tre volte al mese!);<\/p>\n<p>10) pu\u00f2 inoltre capitare che risultino in servizio tutti i docenti, ma in tal caso basta che risulti in sciopero un solo bidello (pard\u00f2n, collaboratore scolastico) per far s\u00ec che la scuola rimanga chiusa, il che accade su decisione del DS che non intende rischiare di essere accusato di attivit\u00e0 antisindacale o che non intende assumersi la responsabilit\u00e0 di una scuola che funzioni senza la persona addetta alla sorveglianza dell&#8217;accesso. Ci\u00f2 vale per i plessi scolastici, anche con 200 alunni, dove in prima mattinata \u00e8 assegnata una sola unit\u00e0 ATA e se il turno prevede quella specifica persona \u00e8 improbabile che il DS o il DSGA decida di modificare i turni, sia nel caso in cui il personale intenda scioperare, sia nel caso in cui non dichiari le sue intenzioni;<\/p>\n<p>11) lungi da me qualsivoglia propensione antisindacale: ho sempre sostenuto che scioperare \u00e8 un diritto (e i disagi per l&#8217;utenza, oltre che per chi sciopera, ne sono una ricaduta), ma credo che chi non sciopera non ha diritto di provocare disagi (a gratis). La realt\u00e0 dei fatti \u00e8 invece questa, personale (docente o ATA addetto alla sorveglianza) che praticamente non sciopera MAI, ma pu\u00f2 creare disagi a bizzeffe &#8220;in modo gratuito&#8221; semplicemente dichiarando di non voler esprimere in modo preventivo se aderisce o meno ad uno sciopero (non perch\u00e8 sia incerto sul da farsi, il che sarebbe certo degno di rispetto, ma semplicemente per calcolo, documentato dal fatto che non ha mai scioperato).<\/p>\n<p>Conclusione<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0vero che nei contratti di lavoro ci sono le clausole di salvaguardia per i servizi essenziali (nella scuola di fatto solo per i giorni degli scrutini), ma \u00e8 incredibile che lo Stato, con passaggi parlamentari o azioni di governo, non pretenda per il personale scolastico (addetto alla presa in carico di minori) che debba necessariamente esprimere la sua adesione o meno, almeno entro 24 da una minacciata azione di sciopero che vada a toccare la presa in carico di minori. Tra l&#8217;altro solo in tal caso avrebbe senso l&#8217;obbligo per i Dirigenti scolastici di adattare l&#8217;organizzazione scolastica alle effettive e reali adesioni all&#8217;eventuale sciopero, indetto da qualsivoglia sindacato; senza trascurare le necessit\u00e0 organizzative per i servizi territoriali connessi, quali il trasporto scolastico, le mense scolastiche e i servizi educativi di supporto ai disabili (che spesso si appoggiano a cooperative sociali che poi non sono pagate, loro e i loro dipendenti), in assenza di prestazione&#8230; causata da lavoratori certo pi\u00f9 garantiti.<\/p>\n<p>Sulla normativa vigente si possono certo avere valutazioni diverse, fino ad arrivare a difenderla contro qualsiasi modifica (anche in considerazione del pluriennale blocco contrattale in atto, che non aiuta certo il dialogo), ma per onest\u00e0 intellettuale si dovrebbe ammettere l\u2019insostenibilit\u00e0 dell\u2019attuale andazzo. Comunque non ritengo sia ragionevole che venga accettato il disservizio se a provocarlo \u00e8 chi lo fa &#8220;gratis&#8221; (approffittando delle falle normative) e non con l\u2019istituto costituzionale dello sciopero che per sua natura dovrebbe comportare un sacrificio economico per chi \u00e8 legittimamente determinato a farvi ricorso.<\/p>\n<p>Ma l\u2019inerzia in questo Paese \u00e8 legge sovrana e chi \u00e8 impegnato a conservare l\u2019esistente si presenta come difensore dei diritti, senza rendersi conto che quando i diritti sono esercitati male si rischia di perderli.<\/p>\n<p>Non cerco visibilit\u00e0: mi rivolgo a Lei dopo aver inutilmente tentato, negli scorsi anni, altre direzioni.<\/p>\n<p>G. N.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche l&#8217;astensione dal lavoro proclamata da sindacati minoritari, e persino quella cui non aderisce nessuno, producono disservizi gravi e costi per l&#8217;Amministrazione, che sarebbero tutti evitabili vincolando il personale a dichiarare in tempo utile la propria adesione o no . 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