
{"id":45671,"date":"2017-06-25T15:06:27","date_gmt":"2017-06-25T14:06:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45671"},"modified":"2017-06-27T07:16:47","modified_gmt":"2017-06-27T06:16:47","slug":"ridurre-il-cuneo-per-favorire-loccupazione-dei-giovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45671","title":{"rendered":"RIDURRE IL &#8220;CUNEO&#8221; PER FAVORIRE L&#8217;OCCUPAZIONE DEI GIOVANI"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">I dati di flusso e di stock sul mercato del lavoro italiano nell\u2019ultimo triennio e la strategia del Governo per ridurre il costo del lavoro;\u00a0 le opportunit\u00e0 di occupazione inutilizzate; il ruolo cruciale delle politiche attive del lavoro; gli interrogativi sull\u2019impatto dell\u2019innovazione tecnologica sull\u2019occupazione nel futuro prossimo<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nTesto integrale dell&#8217;intervista a cura di Elena Del Giudice, pubblicata sul<\/em> Messaggero Veneto <em>il 25 giugno 2017, in occasione degli incontri pubblici del giorno successwivo a Udine e a Pordenone &#8211; In argomento v. anche le slides che ho utilizzato per l&#8217;introduzione dei due incontri, sul tema<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45673\" target=\"_blank\">Lavoro: le riforme fatte e le sfide del futuro prossimo<\/a><em> \u00a0 <\/em><br \/>\n<!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>UDINE &#8211; Il Jobs Act come &#8220;shock&#8221; al sistema, e ha funzionato. Ora occorre pensare ai giovani. A dirlo Pietro Ichino, giurista, grande esperto di lavoro, docente alla Statale di Milano e senatore, atteso a Udine e Pordenone domani per parlare di &#8220;Lavoro: gli effetti delle riforme compiute e le sfide del futuro prossimo&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Professor Ichino, quando parla di \u201criforme compiute\u201d, nella relazione che terr\u00e0 a Udine domani, si riferisce al <em>Jobs Act<\/em>?<br \/>\n<\/strong>Non soltanto: c&#8217;\u00e8 anche la nuova legge sul lavoro autonomo e il &#8220;lavoro agile&#8221;. E gli interventi sul cuneo previdenziale. Questi hanno posto le premesse per un&#8217;operazione di grande rilievo, che il Governo si propone di attuare con tre passaggi, da qui al 2020: l&#8217;allineamento strutturale del nostro contributo pensionistico a carico del lavoro dipendente con quello vigente in Germania, con una riduzione dell&#8217;aliquota contributiva per tutti i rapporti di lavoro stabili dal 33 al 25 per cento.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 vero che l\u2019occupazione stabile \u00e8 aumentata dal 2015 al 2017, ma terminata la decontribuzione il numero delle assunzioni a tempo indeterminato si \u00e8 drasticamente ridotto.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-45367\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Occupazione-2017-300x217.png\" alt=\"Occupazione 2017\" width=\"300\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Occupazione-2017-300x217.png 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Occupazione-2017-150x109.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Occupazione-2017.png 1022w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/strong>Non \u00e8 cos\u00ec: anche ragionando in termini di flusso e non in termini di stock, le assunzioni stabili hanno continuato ad aumentare. Nonostante il boom straordinario e irripetibile che si \u00e8 registrato nel 2015, con un saldo positivo tra assunzioni stabili e cessazioni di 885.000 unit\u00e0, anche nel 2016 si \u00e8 verificato un saldo positivo di 45.000 unit\u00e0, e per il 2017 si profila un saldo positivo intorno alle 70 o 80.000 unit\u00e0: sono state 17.000 nel primo trimestre. In sostanza, la decontribuzione totale nel 2015 ha funzionato come un &#8220;defibrillatore&#8221; su di un organismo infartuato: ha rimesso in moto un mercato del lavoro bloccato, con un effetto immediato spettacolare, che non poteva certo mantenersi negli anni successivi. Per\u00f2 in questo modo si \u00e8 invertita una tendenza pluridecennale alla riduzione della quota delle assunzioni stabili rispetto al totale.<\/p>\n<p><strong>Per contro l\u2019incremento delle assunzioni a termine pu\u00f2 essere considerato un indicatore di ripresa, sebbene con una visibilit\u00e0 a breve. Che chiave di lettura ne d\u00e0?<br \/>\n<\/strong>Come ho appena mostrato, non stanno aumentando soltanto le assunzioni a termine, ma anche quelle stabili. Che tra la ripresa economica generale e il ritorno al segno pi\u00f9 sul piano occupazionale ci sia una correlazione \u00e8 ovvio; per\u00f2 negli altri Paesi l&#8217;aumento dell&#8217;occupazione \u00e8 arrivato con il consueto ritardo rispetto all&#8217;inversione del trend congiunturale generale: dai 9 ai 12 mesi dopo; mentre da noi \u00e8 arrivato quasi contemporaneamente. Questo probabilmente \u00e8 un merito dell&#8217;insieme delle misure adottate dal Governo e dal Parlamento in questa legislatura.<\/p>\n<p><strong>Il tasso di disoccupazione giovanile resta particolarmente elevato. In che modo si pu\u00f2 incentivare l\u2019accesso al lavoro per i giovani?<br \/>\n<\/strong>Il primo passo verso la riduzione strutturale della contribuzione per tutti i contratti di lavoro stabili sar\u00e0 costituito, nella legge di bilancio che verr\u00e0 varata in autunno, da una forte decontribuzione per le assunzioni stabili di giovani: ci si sta orientando verso una riduzione del 50 per cento, che verr\u00e0 poi ridotta all&#8217;incirca della met\u00e0 l&#8217;anno successivo. Per\u00f2 l&#8217;ostacolo pi\u00f9 grave all&#8217;occupazione giovanile \u00e8 costituito dal difetto grave dei servizi di orientamento scolastico e professionale: materia che \u00e8 rimasta di competenza delle Regioni.<\/p>\n<p><strong>Non sarebbe preferibile individuare un meccanismo stabile di incentivazione che favorisca i giovani, per evitare che \u2013 terminati gli sgravi \u2013 le assunzioni si fermino?<br \/>\n<\/strong>Anche su questo terreno il Governo attribuisce all&#8217;incentivazione economica la funzione di uno shock iniziale. Ma il problema cruciale consiste nell&#8217;informazione, che ai giovani e alle loro famiglie manca, sulle probabilit\u00e0 che ciascuna scuola, facolt\u00e0 universitaria, o centro di formazione professionale, offrono di una occupazione coerente con la formazione impartita. In assenza di questo servizio, i nostri ragazzi compiono le scelte decisive per il loro futuro con la testa nel sacco; e non per colpa loro. Qualche cosa di veramente utile, per aiutarli nella transizione dalla scuola al lavoro, si \u00e8 incominciato a fare con il programma europeo Garanzia Giovani, ma occorre trasformare questo programma in un servizio permanente e capillare, che ancora non c&#8217;\u00e8.<\/p>\n<p><strong>In questi giorni il presidente di Confartigianato ha rilanciato il peso del fisco sulle imprese, anche quello legato all\u2019occupazione, del 12% pi\u00f9 elevato della media Ocse. Come dire che il costo del lavoro dovrebbe scendere per tutti\u2026<br \/>\n<\/strong>Il presidente di Confartigianato ha ragione. Ma la differenza non \u00e8 data soltanto dalla pressione fiscale, bens\u00ec anche dall&#8217;aliquota contributiva. Sul versante dei contributi, il programma \u00e8 quello dell&#8217;allineamento strutturale alla Germania, di cui ho detto prima. Sul versante fiscale, la riduzione della pressione su imprese e lavoro \u00e8 gi\u00e0 incominciata in modo ben percepibile, dal 2015, e deve continuare fino a che l&#8217;allineamento con la media Ocde non sar\u00e0 raggiunto.<\/p>\n<p><strong>Un altro dei problemi legati all\u2019occupazione \u00e8 l\u2019incrocio fra domanda e offerta. Dicono recenti studi che la rete di relazioni personali e familiari conta molto di pi\u00f9 dell\u2019ufficio di collocamento per trovare un lavoro.<br \/>\n<\/strong>\u00c8 cos\u00ec: oggi chi non dispone di reti personali, familiari, amicali o professionali, non riesce a inserirsi nei grandi flussi delle assunzioni. I Centri per l&#8217;Impiego non riescono a intermediare pi\u00f9 del 3 o 4 per cento degli incontri fra domanda e offerta.<\/p>\n<p><strong>E su questo fronte mi pare che continuiamo ad essere in ritardo.<br \/>\n<\/strong>S\u00ec. Per\u00f2 ora, almeno, abbiamo una linea operativa chiara da seguire: il decreto legislativo n. 150 del 2015 ha compiuto in modo netto la scelta, che non era per nulla scontata, della cooperazione tra servizio pubblico e operatori specializzati privati, e dello strumento dell&#8217;assegno di ricollocazione, di cui l&#8217;Agenzia nazionale per le politiche attive ha avviato la sperimentazione.<\/p>\n<p><strong>Il Friuli Venezia Giulia \u00e8 una regione in cui il manifatturiero ha un peso rilevante. Guardando al futuro, la quarta rivoluzione industriale sembra promettere fabbriche senza operai e robot sempre pi\u00f9 intelligenti, e persino \u201cempatici\u201d, in grado di rimpiazzare l\u2019uomo nei pi\u00f9 diversi settori. Il futuro deve fare paura?<br \/>\n<\/strong>Da che esistono i mercati del lavoro, il progresso tecnologico non ha mai prodotto una riduzione della domanda di lavoro umano, se non nel breve periodo. Anche gli studi pi\u00f9 recenti confermano che in nessun Paese il tasso di occupazione ha subito flessioni rilevanti per effetto della sostituzione delle persone con le macchine.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-45474\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Robot.jpg\" alt=\"Robot\" width=\"275\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Robot.jpg 275w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Robot-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/>Lei dunque \u00e8 contrario alla tassa sui robot proposta da Bill Gatese?<\/strong><br \/>\nIl problema non \u00e8 di ritardare il progresso tecnologico, ma di redistribuirne i benefici e di riqualificare le persone cui i robot si sostituiscono, in modo che esse possano dedicarsi ai molti altri lavori richiesti ma vacanti gi\u00e0 oggi, e soprattutto all\u2019infinit\u00e0 di lavori nuovi che saranno richiesti domani e che le macchine non potranno svolgere. Oggi in Italia c\u2019\u00e8 almeno mezzo milione di posti di lavoro che rimangono permanentemente scoperti per mancanza di persone competenti: tecnici informatici, elettricisti, falegnami, infermieri, artigiani dei mestieri pi\u00f9 vari. Domani ci sar\u00e0 comunque \u2013 se gli consentiremo di esprimersi \u2013 un bisogno senza limiti di lavoro umano non sostituibile dalle macchine, nei settori dell\u2019assistenza medica e paramedica alle persone, dell\u2019istruzione, della diffusione delle conoscenze, dei servizi qualificati alle famiglie e alle comunit\u00e0 locali, della ricerca in tutti i campi, e l\u2019elenco potrebbe continuare a lungo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I dati di flusso e di stock sul mercato del lavoro italiano nell\u2019ultimo triennio e la strategia del Governo per ridurre il costo del lavoro;\u00a0 le opportunit\u00e0 di occupazione inutilizzate; il ruolo cruciale delle politiche attive del lavoro; gli interrogativi sull\u2019impatto dell\u2019innovazione tecnologica sull\u2019occupazione nel futuro prossimo . 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