
{"id":45686,"date":"2017-06-27T07:04:23","date_gmt":"2017-06-27T06:04:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45686"},"modified":"2017-06-27T07:15:08","modified_gmt":"2017-06-27T06:15:08","slug":"le-preoccupazioni-infondate-per-laccordo-ue-canada-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45686","title":{"rendered":"LE PAURE INFONDATE PER L\u2019ACCORDO UE-CANADA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Le preoccupazioni diffuse circa i pericoli per la salute o (addirittura!) per le istituzioni democratiche derivanti dall&#8217;Accordo UE-Canada sul libero commercio nascondono in realt\u00e0 la diffidenza istintiva verso l&#8217;abbattimento dei vecchi muri protettivi<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<em>Articolo pubblicato sul<\/em> Corriere della Sera<em> il 27 giugno 2017<\/em> &#8211;\u00a0 <em>In argomento v. anche <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45647\" target=\"_blank\">la relazione che ho svolto il 20 giugno alla Commissione Lavoro<\/a> del Senato<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-43867\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Ceta-2-300x168.jpg\" alt=\"Ceta 2\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Ceta-2.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Ceta-2-150x84.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Il Senato sta esaminando in questi giorni il disegno di legge di ratifica del CETA, l\u2019accordo tra UE e Canada che prevede l\u2019abolizione del 92 per cento dei dazi doganali sulle merci, l\u2019abbattimento delle frontiere per la partecipazione di cittadini e imprese alle gare d\u2019appalto per forniture di beni e servizi, l\u2019eliminazione dei maggiori ostacoli al reciproco riconoscimento per alcune professioni regolamentate (architetti, ingegneri, commercialisti), l\u2019adeguamento del Canada agli standard europei in materia di diritto d\u2019autore e di tutela della propriet\u00e0 intellettuale.<\/p>\n<p>Su questo trattato, nell\u2019opinione pubblica europea circolano molte preoccupazioni; ma sono preoccupazioni fondate in gran parte su notizie non vere circa pretesi pregiudizi per la tutela della salute e dell\u2019ambiente, che potrebbero derivarne. Va chiarito subito che \u00e8 stata esclusa dall\u2019accordo l\u2019importazione in Europa di prodotti geneticamente modificati e di carne agli ormoni: il CETA, dunque, non incide sulle restrizioni Ue in queste materie. Inoltre \u00e8 stata introdotta la clausola per cui le disposizioni contenute nell\u2019accordo non potranno comunque essere applicate l\u00e0 dove esse contrastino con disposizioni dei singoli Stati a tutela della salute dei propri cittadini<em>: <\/em>nessuna violazione, dunque, da parte dell\u2019accordo, del cosiddetto \u201cprincipio di precauzione\u201d nella disciplina della produzione alimentare a tutela della salute umana e dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Un\u2019altra preoccupazione diffusa riguarda il fatto che, per quel che riguarda l\u2019export agroalimentare europeo, il CETA tutela soltanto 173 indicazioni geografiche di provenienza, di cui soltanto 41 italiane, a fronte delle 288 oggi tutelate in Italia. Ma questo non pu\u00f2 essere considerato come una riduzione della tutela dei prodotti tipici nostrani, dal momento che senza questo accordo nessuna indicazione di origine di prodotti italiani o di altri Paesi europei sarebbe tutelata in Canada. Il CETA sar\u00e0 certo migliorabile in futuro; ma senza di esso la protezione dei nostri prodotti tipici resterebbe a zero.<\/p>\n<p>Un\u2019altra preoccupazione diffusa riguarda gli strumenti per la soluzione delle eventuali controversie sull\u2019applicazione dell\u2019accordo. Il CETA, nella sua versione definitiva, istituisce per questo una apposita giurisdizione (<em>Investment Court System-ICS<\/em>), affidata a giudici togati indipendenti adeguatamente formati e selezionati. Chi considera questa giurisdizione speciale come un\u2019anomalia pericolosa mostra di ignorare che qualsiasi trattato internazionale richiede una giurisdizione sovranazionale per la propria applicazione. L\u2019opposizione a questa parte del Ceta nasce in realt\u00e0 soltanto dalla diffidenza istintiva rispetto a un processo di integrazione della nostra economia in un nuovo sistema di scambio intercontinentale debitamente strutturato.<\/p>\n<p>Le economie italiana e canadese sono marcatamente complementari. Con questo accordo di libero scambio il Canada aumenter\u00e0 l\u2019esportazione verso l\u2019Italia soprattutto di materie prime che a noi fanno difetto, di grano, di pesce congelato, di crostacei e di soia (tutti prodotti, peraltro, che gi\u00e0 oggi noi in varia misura importiamo da quel Paese: soprattutto il grano); noi invece aumenteremo le esportazioni verso quel Paese, con i suoi 36 milioni di abitanti, di macchine utensili, automobili, moto e autocarri, occhiali, prodotti dell\u2019industria alimentare, tessile, dell\u2019abbigliamento, del cuoio, dell\u2019oreficeria, e diversi altri ancora. Col risultato di un ampliamento e rafforzamento del nostro tessuto produttivo, come di quello canadese: il classico gioco a somma positiva.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le preoccupazioni diffuse circa i pericoli per la salute o (addirittura!) per le istituzioni democratiche derivanti dall&#8217;Accordo UE-Canada sul libero commercio nascondono in realt\u00e0 la diffidenza istintiva verso l&#8217;abbattimento dei vecchi muri protettivi . 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