
{"id":45832,"date":"2017-07-07T21:16:55","date_gmt":"2017-07-07T20:16:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45832"},"modified":"2017-07-09T15:43:43","modified_gmt":"2017-07-09T14:43:43","slug":"notizie-interessanti-dallinps-sul-mercato-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45832","title":{"rendered":"NOTIZIE INTERESSANTI DALL&#8217;INPS SUL MERCATO DEL LAVORO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Aumentano del 50 per cento le imprese che superano la soglia dei 15 dipendenti &#8211; Aumentano anche i licenziamenti, ma pi\u00f9 sotto che sopra la soglia: dunque non per effetto della nuova disciplina<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nAlcuni stralci della relazione annuale svolta dal presidente dell&#8217;Inps Tito Boeri il 4 luglio 2017 alla Camera dei Deputati, riportati dalle agenzie di stampa<\/em> &#8211; <em>In argomento v. anche <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45834\" target=\"_blank\">la mia intervista pubblicata il giorno successivo dal<\/a> <\/em>Giornale di Sicilia<em> \u00a0 \u00a0<\/em> <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_41867\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41867\" class=\"size-medium wp-image-41867\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Boeri-300x167.jpg\" alt=\" Tito Boeri, presidente dell'Inps\" width=\"300\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Boeri-300x167.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Boeri-150x84.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Boeri.jpg 301w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-41867\" class=\"wp-caption-text\">Tito Boeri, presidente dell&#8217;Inps<\/p><\/div>\n<p>JOBS ACT. BOERI: IMPRESE CRESCONO, IMPENNATA SOPRA I 15 DIPENDENTI (DIRE) Roma, 4 lug. &#8211; Il Jobs Act ha rimosso &#8220;il tappo alla crescita delle imprese sopra la soglia dei 15 dipendenti (ex art 18 dello Statuto dei Lavoratori)&#8221;. Lo dice il presidente dell&#8217;Inps, Tito Boeri, nel corso della relazione annuale alla Camera. &#8220;I nostri studi, nell&#8217;ambito del programma <em>VisitInps Scholars<\/em> dimostrano che c&#8217;\u00e8 stata un&#8217;impennata nel numero di imprese private che superano la soglia dei 15 addetti: dalle 8.000 al mese di fine 2014, siamo passati alle 12.000 dopo l&#8217;introduzione del contratto a tutele crescenti. Gli incentivi fiscali non sembrano avere avuto alcun ruolo in questo contesto, come era legittimo attendersi dato che la decontribuzione era la stessa sopra e sotto la soglia. Questa crescita delle imprese- spiega- puo&#8217; portare a vantaggi anche sul piano della formazione permanente. Imprese che diventano pi\u00f9 grandi riescono ad offrire maggiormente formazione sul posto di lavoro, fonte inizialmente di costi fissi, che possono essere meglio ammortizzati in grandi organizzazioni&#8221;. Infine, cambiando argomento, secondo Boeri &#8220;bloccare l&#8217;adeguamento dell&#8217;et\u00e0 pensionabile agli andamenti demografici non \u00e8 affatto una misura a favore dei giovani. Scarica sui nostri figli e sui figli dei nostri figli i costi di questo mancato adeguamento&#8221;. (Lum\/ Dire) 12:09 04-07-17 NNNN<\/p>\n<p>INPS: CRESCONO LICENZIAMENTI: +33MILA IN 2016, MA NON PER JOBS ACT &#8211; 1 &#8211; Roma, 4 lug. (LaPresse) &#8211; Lo scorso anno, i licenziamenti di dipendenti a tempo indeterminato sono stati oltre 685mila, in gran parte (439mila) avvenuti nelle piccole imprese. Rispetto al 2015, l&#8217;aumento \u00e8 rilevante (+33mila) e ha coinvolto tanto le imprese fino a 15 dipendenti (+16mila) quanto quelle pi\u00f9 grandi (+17mila). L&#8217;aumento dei licenziamenti registrato nel 2016 fa seguito alla diminuzione avvenuta nel 2015: rispetto al 2014 la contrazione era stata particolarmente significativa per le imprese con pi\u00f9 di 15 dipendenti (-45mila), mentre per le piccole imprese la flessione era risultata di modesta entit\u00e0 (-2mila). E&#8217; quanto rileva il rapporto annuale dell&#8217;Inps. (Segue).<\/p>\n<p>INPS: CRESCONO LICENZIAMENTI, +33MILA IN 2016, MA NON PER JOBS ACT &#8211; 2 &#8211; Roma, 4 lug. (LaPresse) &#8211; I numeri disponibili, sottolinea l&#8217;istituto di previdenza, smentiscono l&#8217;attribuzione della crescita dei licenziamenti nel 2016 agli effetti del Jobs act. Un possibile effetto \u00e8 riconducibile al mutamento della regolazione per accedere alla cassa integrazione straordinaria. La riforma del mercato del lavoro ha innalzato il costo di accesso alla cassa integrazione e irrigidito i criteri di ammissione. Ci\u00f2 pu\u00f2 comportare una maggiore propensione delle imprese alla risoluzione dei rapporti di lavoro, anzich\u00e9 alla loro sospensione. La crescita dei licenziamenti nel 2016, se fosse dipesa dal Jobs act, vale a dire dal superamento dell&#8217;articolo 18 e dall&#8217;incremento del costo di accesso alla Cigs, avrebbe dovuto caratterizzare essenzialmente le imprese con oltre 15 dipendenti. In realt\u00e0, la crescita \u00e8 stata pi\u00f9 rilevante nelle piccole imprese, sostanzialmente estranee a tali riforme. Nonostante il trend crescente, i licenziamenti nel 2016 sono risultati comunque inferiori a quelli del 2014 e degli anni post crisi 2008. Il tasso di licenziamento nel biennio 2015-2016 \u00e8 infatti inferiore al 6%, livello che dal 2009 in poi era stato sempre superato. (Segue).<\/p>\n<p>INPS: CRESCONO LICENZIAMENTI, +33MILA IN 2016, MA NON PER JOBS ACT &#8211; 3 &#8211; Roma, 4 lug. (LaPresse) &#8211; La variazione pi\u00f9 significativa del tasso di licenziamento ha riguardato i dipendenti nati in Paesi extracomunitari, per i quali \u00e8 salito dal 7,4% del 2015 all&#8217;11,2% del 2016 a seguito di un incremento dei licenziamenti che ha sfiorato il 50%. Per i nati in Italia, invece, \u00e8 rimasto fermo al 5,2% e la variazione dei licenziamenti \u00e8 risultata praticamente nulla (+0,1%). La rottura nel confronto con l&#8217;anno precedente avviene per gli stranieri a marzo, in netta coincidenza con l&#8217;introduzione per legge dell&#8217;obbligo di comunicare telematicamente le dimissioni. Ci\u00f2 ha comportato modifiche sia nelle prassi di comunicazione relative alle conseguenze di alcune fattispecie come la non presentazione al lavoro sia, per gli stranieri (imprenditori e lavoratori), nuovi adempimenti burocratici almeno inizialmente ritenuti troppo complessi e aggirati con il licenziamento, divenuto o percepito pi\u00f9 semplice delle dimissioni. I licenziamenti per giusta causa risultano i pi\u00f9 dinamici: nel 2016 sono aumentati del 5% e la loro incidenza, sul totale dei licenziamenti, \u00e8 passata dal 9,1% del 2015 all&#8217;11% del 2016. Anch&#8217;essi risentono dell&#8217;impatto delle dimissioni online. Oltre all&#8217;introduzione delle dimissioni online.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aumentano del 50 per cento le imprese che superano la soglia dei 15 dipendenti &#8211; Aumentano anche i licenziamenti, ma pi\u00f9 sotto che sopra la soglia: dunque non per effetto della nuova disciplina . 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