
{"id":46222,"date":"2017-09-09T12:20:26","date_gmt":"2017-09-09T11:20:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=46222"},"modified":"2017-09-10T21:18:03","modified_gmt":"2017-09-10T20:18:03","slug":"gli-errori-di-lettura-dei-dati-istat-sulloccupazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=46222","title":{"rendered":"GLI ERRORI ESTIVI DI LETTURA DEI DATI ISTAT SULL&#8217;OCCUPAZIONE"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\"><strong><em>Fact checking<\/em> sulla leggenda delle assunzioni degli ultracinquantenni e le preoccupazioni per la qualit\u00e0 della nuova occupazione<\/strong><\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nNumero 19 del periodico della Fondazione Anna Kuliscioff, <\/em>Mercato del Lavoro News<em><em>, a cura <\/em><strong><em>di Claudio Negro<\/em><\/strong><em>, 1\u00b0 settembre 2017 &#8211; Su questo sito sono disponibili anche <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45168\" target=\"_blank\">il n. 13<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=44462\">il n. 9 dello stesso notiziario periodico<\/a><\/em><\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-44464\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff-300x77.jpg\" alt=\"Fondazione Kuliscioff\" width=\"386\" height=\"99\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff-300x77.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff-150x38.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff.jpg 349w\" sizes=\"auto, (max-width: 386px) 100vw, 386px\" \/>I dati ISTAT sul mercato del lavoro aggiornati a Luglio confermano una tendenza gi\u00e0 evidente da qualche tempo: l\u2019aumento delle persone al lavoro porta l\u2019occupazione ai livelli pre crisi del 2008, come gi\u00e0 accaduto in Lombardia nei mesi scorsi. L\u2019inconfutabile chiarezza dei numeri ha anche il merito di indirizzare la critica dei media su questioni reali e serie, quali la qualit\u00e0 della nuova occupazione dal punto di vista dei contenuti professionali e della retribuzione, anche se persiste ancora una certa incapacit\u00e0 di leggere i dati sull\u2019occupazione riferiti alle fasce di et\u00e0, per cui La Stampa titola \u201ca trovare il lavoro sono solo gli over 50\u201d e Oscar Giannino su Radio1 sostiene la stessa cosa. Bisogna ricordare che l\u2019ISTAT non monitora gli avviamenti al lavoro, ( non le nuove assunzioni che si desumono dalle Comunicazioni Obbligatorie e che invece vengono illustrate dai report dell\u2019Osservatorio INPS) ma semplicemente quante sono le persone occupate in un certo periodo, e confronta questo dato con quello del periodo precedente, in assoluto e dividendole per fasce di et\u00e0. Questi numeri sono influenzati in modo significativo dalla dinamica demografica, per cui un lavoratore che a fine Giugno abbia compiuto 50 anni a Luglio non viene pi\u00f9 computato nella fascia 35-49 ( e quindi quella fascia \u201cperde\u201d un occupato) mentre la fascia 50-64 ne \u201cguadagna\u201d uno. Poich\u00e8 nella nostra societ\u00e0 la distribuzione della popolazione nelle fasce di et\u00e0 non \u00e8 uguale ma \u00e8 pi\u00f9 larga nelle fasce di et\u00e0 pi\u00f9 anziane il ricambio (ingresso di nuovi soggetti nelle fasce pi\u00f9 giovani) non \u00e8 equivalente all\u2019uscita di giovani verso le fasce pi\u00f9 anziane. C\u2019\u00e8 quindi un invecchiamento degli occupati pi\u00f9 o meno equivalente all\u2019invecchiamento della popolazione complessiva: che le aziende assumano prevalentemente over 50 \u00e8 un effetto ottico dovuto alla dinamica demografica. Del resto basterebbe prendersi la briga di leggere le tabelle dell\u2019ISTAT fino in fondo per scoprire l\u2019ultima (e benemerita) tabella \u201cVariazioni Tendenziali al Netto della Componente Demografica\u201d, dalla quale si desume che nella fascia 15-34 gli occupati sono aumentati di 1,7% e i disoccupati diminuiti del 3,2%, in quella 35-49, apparentemente penalizzata dai dati grezzi, gli occupati aumentano del 0,9% (anzich\u00e8 diminuire, come nell\u2019 \u201ceffetto ottico\u201d, dell\u20191,2%) e i disoccupati calano del 2,3%, mentre nella fascia 50-64,\u00a0 quella \u201cprivilegiata\u201d, l\u2019occupazione aumenta del 1,8% contro il 3,7% e, guarda un po\u2019, la disoccupazione aumenta del 15,4%!<\/p>\n<p>Del resto ci aiuta a rimettere a fuoco le cose il report relativo al primo semestre 2017 pubblicato dall\u2019Osservatorio sul Precariato (INPS): qui, come detto prima, si conteggiano assunzioni e cessazioni e questo permette quindi di osservare i flussi del mercato del lavoro e non solo il saldo finale. Per quanto concerne le assunzioni (ossia assunzioni di giovani al primo impiego, di disoccupati, di lavoratori provenienti da un\u2019altra azienda) sono state (considerando contratti a tempo indeterminato, a termine e di apprendistato) 1.124.831 per la fascia 15-30 anni. Due istruzioni per l\u2019uso di questi dati: le fasce di et\u00e0 prese in considerazione da INPS non combaciano con quelle di ISTAT, ma dai 49 anni in su corrispondono, e questa \u00e8 la fascia i cui dati servono al nostro ragionamento. Secondo: i numeri di cui stiamo parlando riguardano gli avviamenti al lavoro, non il saldo occupazionale (quello che illustra l\u2019INPS); quindi il milione e rotti di avviamenti al lavoro va confrontato coi numeri delle cessazioni (pensionamenti, dimissioni, licenziamenti e, soprattutto, scadenza di contratto a termine). Ci\u00f2 detto, vediamo le assunzioni per le altre fasce di et\u00e0: da 30 a 49 anni sono 1,482,788; sopra i 49 anni, cio\u00e8 nella fascia in cui secondo alcuni media avvengono quasi esclusivamente le assunzioni ce ne sono solo 529,169! Sono contratti a tempo indeterminato, che confinano il \u201cprecariato\u201d dei contratti a termine nelle fasce d\u2019et\u00e0 pi\u00f9 giovane? Assolutamente no: le assunzioni a tempo indeterminato sono il 26% del totale contro il 24% della fascia precedente. Le \u201cnuove assunzioni\u201d non vengono fatte prevalentemente tra gli over 50 ma, al contrario, tra le fasce d\u2019et\u00e0 pi\u00f9 giovani. L\u2019occupazione della fascia over 50 si gonfia per effetto dell\u2019invecchiamento dei lavoratori gi\u00e0 occupati e del prolungamento dell\u2019et\u00e0 lavorativa,<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pi\u00f9 fondate paiono le obiezioni riguardo alla \u201cqualit\u00e0\u201d dell\u2019occupazione che si \u00e8 creata. Ovviamente bisogna capire come determinare la qualit\u00e0 di un posto di lavoro: non abbiamo trovato dati che diano conto, se non per microaree o situazioni singole, dei contenuti della job description o almeno dell\u2019inquadramento dei nuovi assunti, e la semplice ripartizione tra operai, impiegati, quadri e dirigenti non dice nulla di significativo. Gli unici dati oggettivi cui possiamo attenerci sono quelli relativi alla retribuzione e all\u2019orario.<\/p>\n<p>Quanto alla prima (anche qui usiamo i dati INPS sul primo semestre) effettivamente occorre constatare\u00a0 che, mentre la retribuzione dei neo assunti a tempo indeterminato sia rispetto al 2015 che al 2016 \u00e8 in crescita (+6,7% sul 2015) diminuisce quella dei contratti a termine (-2,4%). Quanto all\u2019orario, bisogna osservare che il 40% delle nuove assunzioni a tempo indeterminato sono in part time (in calo rispetto al 42% del 2016),\u00a0 cos\u00ec come lo sono il 39% di quelle a termine (in aumento dal 37% del 2016). Non abbiamo ancora per questo periodo il dato su quanti siano i part time involontari, ma nel trimestre precedente erano in calo.<\/p>\n<p>Un\u2019osservazione a caldo su questi pochi parametri parrebbe indicare che si consolida un\u2019occupazione meglio retribuita e full time tra i lavoratori a tempo indeterminato, mentre tra i tempi determinati la tendenza \u00e8 inversa. Il fatto che le assunzioni a termine siano in\u00a0 aumento (66% degli avviamenti nel 2017 contro il 62% del 2016) pu\u00f2 indurre a pensare che siamo di fronte al principio di un fenomeno di working poors. In realt\u00e0 questo allarme va ridimensionato: innanzitutto il lavoro a termine rappresenta solo il 14% dell\u2019occupazione totale, esattamente come la media UE, ma inferiore per esempio al dato di Francia, Svezia e Olanda.<\/p>\n<p>Tuttavia si tratta di una questione che merita di essere approfondita anche in relazione all\u2019occupazione giovanile,visto che per le fasce fino a 29 anni i le assunzioni a termine rappresentano ben il75% del totale. <em>( a cura di Claudio Negro)<\/em><\/p>\n<p>Milano, 4 settembre 2017<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fact checking sulla leggenda delle assunzioni degli ultracinquantenni e le preoccupazioni per la qualit\u00e0 della nuova occupazione . Numero 19 del periodico della Fondazione Anna Kuliscioff, Mercato del Lavoro News, a cura di Claudio Negro, 1\u00b0 settembre 2017 &#8211; Su questo sito sono disponibili anche il n. 13 e il n. 9 dello stesso notiziario [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-46222","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46222","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=46222"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46222\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=46222"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=46222"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=46222"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}