
{"id":46543,"date":"2017-09-30T08:02:12","date_gmt":"2017-09-30T07:02:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=46543"},"modified":"2017-10-01T21:45:28","modified_gmt":"2017-10-01T20:45:28","slug":"tornare-a-maastricht-sarebbe-un-errore-strategico-grave","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=46543","title":{"rendered":"&#8220;TORNARE A MAASTRICHT&#8221;? SAREBBE UN ERRORE STRATEGICO GRAVE"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Oggi non pu\u00f2 essere su un aumento del debito pubblico che puntiamo per il consolidamento della nostra crescita economica, ma solo su politiche economiche espansive dell\u2019Unione Europea<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nLettera pervenuta il 27 settembre 2017 &#8211; <strong>Segue la mia risposta<\/strong> &#8211; In argomento v. anche<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45921\" target=\"_blank\">Perch\u00e9 sul deficit e il debito pubblico Renzi sbaglia<\/a><em>; inoltre l&#8217;editoriale telegrafico di Antonio Padoa Schioppa<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=46549\" target=\"_blank\">Macron apre una stagione nuova per la costruzione dell&#8217;Europa<\/a><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Caro senatore, domenica scorsa alla festa dell\u2019Unit\u00e0, a Imola, nel discorso di chiusura il Segretario del Pd Renzi ha detto che \u201cdobbiamo tornare a Maastricht\u201d, cio\u00e8 all\u2019accordo fondativo dell\u2019unione monetaria europea, col quale i Paesi firmatari si impegnavano a mantenere il deficit annuo entro il tre per cento. Non \u00e8 questa una linea molto diversa da quella mirata a una accelerazione del processo di integrazione europea, esposta dal presidente francese Macron alla Sorbona, che lei mi sembra condividere? Non riesco a capire il senso di questa sbandata renziana. Lei mi sa spiegare che cosa sta accadendo? Con i migliori saluti<br \/>\nEdi Restivo<\/p>\n<div id=\"attachment_46569\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-46569\" class=\" wp-image-46569\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Renzi-a-Imola-150x84.jpg\" alt=\"Renzi a Imola\" width=\"200\" height=\"112\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Renzi-a-Imola-150x84.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Renzi-a-Imola-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Renzi-a-Imola.jpg 680w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><p id=\"caption-attachment-46569\" class=\"wp-caption-text\">Matteo Renzi a Imola<\/p><\/div>\n<p><em>A una domanda molto simile a questa, postagli da <\/em>Italia Oggi<em> in un&#8217; intervista pubblicata gioved\u00ec scorso, il senatore Giorgio Tonini \u2013 un sostenitore di Renzi dalla prima ora, presidente della Commissione Bilancio del Senato \u2013 ha risposto: \u201cNon condivido questa posizione, bisogna andare avanti, non tornare indietro. Non \u00e8 con politiche di maggiore indebitamento che il nostro Paese ce la far\u00e0\u201d. La penso come Giorgio Tonini: con un debito pubblico pari oggi al 134 per cento del prodotto interno lordo, l\u2019Italia non pu\u00f2 pensare di trovare il consenso della Germania, dell\u2019Olanda, della Finlandia, dell\u2019Irlanda, su un programma che preveda un ulteriore aumento della nostra esposizione. Ma, soprattutto, dobbiamo considerare che oggi non pu\u00f2 essere su un aumento del nostro debito che puntiamo per il consolidamento della nostra crescita economica, bens\u00ec solo su politiche economiche espansive dell\u2019Unione Europea; e queste politiche espansive, i grandi investimenti sulle infrastrutture finanziati con i <\/em>Project-bond<em>, o comunque con risorse originariamente proprie dell&#8217;Unione, sono possibili soltanto se il processo di integrazione va avanti, non se si torna indietro di un quarto di secolo (il trattato di Maastricht \u00e8 del 1992!). Per altro verso, c\u2019\u00e8 una iniquit\u00e0 evidente nel continuare ad aumentare il carico che gi\u00e0 grava sulle spalle dei nostri figli e nipoti, prodotto dall\u2019insipienza della nostra generazione.<br \/>\nE.R. mi chiede di spiegarle \u201cil senso di questa sbandata renziana\u201d; non le so rispondere, se non con una considerazione abbastanza ovvia: anche politici che hanno grandi meriti possono prendere una cantonata. Se Matteo Renzi sapr\u00e0 rendersene conto e correggere l\u2019errore, la sua statura di statista ne sar\u00e0 confermata, anzi rafforzata. Perch\u00e9 la scelta fondamentale di fronte alla quale l\u2019Italia oggi si trova \u00e8 quella tra partecipare da protagonista all\u2019accelerazione del processo di integrazione europea che <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=46549\" target=\"_blank\">la Francia di Emmanuel Macron<\/a> e la Germania di Angela Merkel stanno progettando, oppure collocarsi tra i Paesi riluttanti, di coda, quindi poco rilevanti, al tavolo dove le decisioni pi\u00f9 importanti verranno prese.\u00a0\u00a0\u00a0 (p.i.)<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\"><em>. <\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi non pu\u00f2 essere su un aumento del debito pubblico che puntiamo per il consolidamento della nostra crescita economica, ma solo su politiche economiche espansive dell\u2019Unione Europea . 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